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Riparte il 12 gennaio processo Maradona/Pisani contro Equitalia
Riparte il 12 gennaio, davanti ad un nuovo collegio giudicante della Commissione Tributaria di Napoli, il contenzioso fiscale nei confronti del campione argentino Diego Armando Maradona, accusato di evasione e condannato a pagare 38 milioni di euro dal Fisco italiano.
Il processo inizia da capo in quanto uno dei giudici del precedente Collegio è il padre di un avvocato di Equitalia e quindi incompatibile nelle controversie di tale società.
Il legale di Maradona, l’avvocato Angelo Pisani, esperto in contenzioso della riscossione e professore di Processo Tributario all’Università Parthenope di Napoli, sostiene di essere in grado di dimostrare l’infondatezza delle richieste del Fisco che poggiano “su una sequela impressionante di anomalie e irregolarità commesse negli anni dalle varie società di riscossione poi fusesi in Equitalia Sud”.
Il Prof. Pisani accusa inoltre Equitalia di aver vessato Maradona “oramai testimonial e chiaro esempio per la quantità dell’ addebito, dei metodi vessatori della riscossione con le cosiddette ‘cartelle pazze’ condite di spese, interessi e sanzioni a dir poco usurai anche se ammessi da vecchie leggi sbagliate ed oramai abrogate”.
Questo il pensiero dell’avvocato che si prepara a sostenere le ragioni del campione argentino davanti alla Commissione Tributaria: “se Maradona, nel 1988, avesse ricevuto una regolare notifica della originaria cartella esattoriale, di cui a tutt’oggi non esiste ancora prova cartacea dell’esistenza – afferma Pisani -, avrebbe potuto esercitare ogni diritto di difesa e dimostrare che la pretesa del Fisco non era legittima, coì come sono riusciti a dimostrare per casi analoghi, la vecchia società calcio napoli, oltre che i compagni di squadra del Pibe de oro, Careca e Alemao”.
Non solo. Pisani attacca la società di riscossione Equitalia adducendo come ulteriori ragioni del campione argentino il fatto che “nonostante le violazioni nella procedura di riscossione e nonostante la prescrizione, sia decennale che comunque quinquennale per sanzioni ed interessi, già maturata dal 1999, e cioè prima della notifica di ulteriori avvisi di mora, Equitalia ha continuato a pretendere da Maradona oltre 38 milioni di euro senza mai specificare il perché voglia incassare tale somma visto che l’originaria somma richiesta dal Fisco era di 8 milioni di euro, mentre l’attuale addebito, senza alcuna specifica e trasparenza, è di oltre 38 milioni, dunque circa 30 milioni di euro in generici e incontrollati interessi, sanzioni, more e chissà quali spese”.
STORIA E PRECEDENTI
Su ricorso presentato dal collegio difensivo del Pibe de Oro nominato dall’Avv. Angelo Pisani, dopo una sentenza della Cassazione di solo rito e non di merito e dopo tanti colpi di scena, la Commissione Tributaria Provinciale ( 17° sez. di Napoli Pres. G. Annunziata) ha fissato per il 12 gennaio 2012 l’udienza per la trattazione dell’istanza di sospensione dell’esecutività del titolo/cartella oramai ammontante a circa 39 milioni di euro .
Nella cancelleria della 17° sezione Equitalia Polis Spa, ha depositato la sua costituzione e memoria difensiva, dichiara l’Avv. Angelo Pisani, difensore del ricorrente Maradona, è proprio dalle presunte prove vantate dall’Agente della Riscossione a difesa del suo malloppo milionario si evince che Maradona non ha nessuna colpa e responsabilità nei confronti del fisco e soprattutto chè oramai è intervenuta una prescrizione insanabile da pare del fisco .
Infatti dall’unica prova documentale presentata da Equitalia, ossia un avviso di mora del luglio 2000, risulta inconfutabile non solo che dagli anni 88 / 89 / 90 fino al 2000 alcun accertamento fiscale o cartella è stato mai notificato al presunto trasgressore con attuale estinzione di ogni credito per maturata prescrizione decennale, ma inoltre che poi lo stesso unico avviso di mora veniva notificato solo in data 19. 6. 2000 prima ad un custode del centro paradiso e poi in maniera irrituale alla casa comunale in totale violazione dell’art.140 c.p.c., quindi mai a Maradona che in tale data già non risiedeva più in Italia e giocava nel Siviglia, non potendo mai avere conoscenza della già assurda richiesta del Fisco Italiano e non potendo esercitare alcun diritto di difesa con consequenziale nullità ed inammissibilità di qualsivoglia addebito e condanna a suo carico .
Inoltre Maradona, spiega Pisani, sarà anche il simbolo della battaglia di legalità e giustizia contro il fisco e i metodi medievali di riscossione dei tributi dello Stato Italiano in danno dei suoi contribuenti, infatti alla prima udienza del processo oltre ad insistere per l’accoglimento del legittimo e fondato ricorso, si presenterà esposto alla Corte Europea dei diritti dell’uomo e si solleverà l’eccezione d’incostituzionalità dell’odiosa e gravosa norma che impone solo per i crediti dello Stato e pubbliche amministrazioni riscossi da Equitalia l’applicazione di un tasso “ a dir poco usuraio” d’interesse pari a circa il 10% annuo, oltre spese, compensi e sanzioni varie, oggi abrogate dalle nuove leggi ma ancora imposti a Maradona .
Infatti proprio in virtù di tanti odiosi ed ingiustificabili interessi e addebiti vari il presunto ed ormai estinto debito di Maradona cresce di circa 3000,00 euro al giorno fino a raggiungere somme impossibili da pagare anche per il più ricco dei contribuenti, così come purtroppo avviene per altrettanti milioni di malcapitati contribuenti italiani vittime del sistema della riscossione e nelle rispettive proporzioni dei debiti di tali assurdi interessi che lo stesso Stato non permette di applicare a banche . Proprio grazie a Maradona, una volta accertata l’incostituzionalità dello sbalorditivo tasso d’interesse imposto per i crediti di Equitalia , tutti contribuenti italiani potrebbero salvarsi da interessi a dir poco usurai e tifare sempre ed ancor più per Maradona
Maradona ha incaricato della sua difesa tecnica il Prof. Avv. Angelo Pisani che ha costituto il collegio difensivo e ha preparato il ricorso contro il fisco e l’esattoria italiana, ora la palla passa ai Giudici tributari partenopei per liberare il Pibe dalle tenaglie della riscossione di Equitalia che di fatto gli impedisce di tornare in Italia . I tifosi sperano in un ennesimo miracolo di Maradona.
Diego Armando Maradona, ha iniziato l’allenamento per giocare un’altra partita fondamentale della sua vita questa volta sul campo del diritto ed a suon di carte bollate ed ha incaricato per la sua difesa il Prof. Avv. Angelo Pisani, docente di processo tributario all’Università Parthenope di Napoli, per dimostrare l’estinzione di sue responsabilità e debiti nei confronti del fisco italiano.
In ballo tra Maradona e l’Equitalia ci sono svariate decine di milioni di euro per presunte tasse non pagate e l’accoglimento del ricorso contro la mega cartella esattoriale significherebbe per l’ex re di Napoli poter tornare liberamente in Italia e probabilmente tra i suoi tifosi partenopei senza temere le esecuzioni esattoriali dell’agente della riscossione.
Pisani, esperto nelle controversie tra i contribuenti ed Equitalia, dal medesimo avvocato più volte trascinata in tribunale e fino in Cassazione con numerosi successi in punto di diritto e ripetute condanne dell’esattoria, ha già notificato il ricorso al concessionario della riscossione contro l’infrenabile pretesa di pagamento che ha superato oramai i 38 milioni di euro e che per spese ed interessi assurdi ed imprecisati aumenta di giorno in giorno a fronte di una indebita cartella inizialmente pari ad 8 milioni di euro, mai notificata al capitano del Napoli che sull’originario addebito non si è potuto difendere prima.
“Maradona - spiega Pisani nel ricorso, se nell’anno 1988, avesse avuto regolare notifica della originaria cartella esattoriale avrebbe potuto esercitare ogni diritto di difesa come i suoi altri compagni di squadra e dimostrare che non era giusta la pretesa del fisco : Oggi nonostante nuove leggi e norme un po’ meno vessatorie, varie violazioni della procedura di riscossione e la prescrizione già maturata nell’anno 1999 e cioè prima della notifica degli ulteriori avvisi di mora, la nota Equitalia pretende dal pibe oltre 38 milioni di euro senza precisare e specificare il perché del totale .
“Del complessivo debito ingiunto a Maradona - evidenzia Pisani - che stigmatizza la condotta dello Stato Italiano in particolare sull’illegittima applicazione ed ingiustificato tasso d’interesse applicato per i crediti esattoriali rispettoso al noto e sanzionato tasso usuraio, solo 8/9 milioni di euro rappresenterebbero le tasse ingiuste ma comunque pretese dal fisco, mentre il resto circa 30 milioni di euro è assurda conseguenza di generici ed incontrollati interessi, sanzioni e spese sempre crescenti dagli anni 1988/89” .
Per il legale, il ricorso per Maradona è ammissibile e fondato, “del resto anche a voler eccepire la sola prescrizione di qualsivoglia addebito il contribuente non dovrebbe avere più problemi con il fisco. L’originaria ed originale cartella esattoriale mai esibita da Equitalia non è legittima e, comunque, è onere esclusivo del creditore dimostrane la validità ed efficacia, non essendo sufficiente esibire solo successivi avvisi di mora e non sussistendo ancora alcun giudicato nel merito della questione sulla quale finora ci sono state solo alcune pronunce d’inammissibilità nel rito dei precedenti ricorsi” .
Quindi secondo la difesa del campione ci sono molti margini per chiarire e risolvere la posizione di Maradona ed in ogni caso il debito galoppante, revocando interessi e sanzioni assurdi ed illegittimi rispetto ad altre materie, palesemente incostituzionali come sarà sottoposto, in virtù dell’eccezione proposta, dinanzi alla Corte Costituzionale, in subordine potrebbe essere appianato anche con una definizione bonaria e gusta transazione fiscale tra le parti.
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