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Visualizzazione post con etichetta TARSU. Mostra tutti i post
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  • La TARSU si applica anche alle autorimesse
    Con sentenza 6 luglio 2012, n. 11351 la Corte di Cassazione, ha rigettato il ricorso proposto da un contribuente - il quale riteneva illegittima l’applicazione della Tarsu sulla propria autorimessa di pertinenza dell’abitazione - affermando che il D.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, che disciplina la Tarsu, in relazione all’individuazione dei presupposti della tassa e dei criteri per la sua quantificazione non contrasta con il principio comunitario “chi inquina paga”, sia perché è consentita la quantificazione del costo di smaltimento sulla base della superficie dell’immobile posseduto, sia perché la detta disciplina non fa applicazione di regimi presuntivi che non consentano un’ampia prova contraria, ma contiene previsioni (v. art. 65 e 66) che commisurano la tassa ad una serie di presupposti variabili o a particolari condizioni.
    Del resto, è dato leggersi in sentenza, proprio in applicazione di tale principio, la Suprema Corte, con sentenza n. 2202 n. 2011 aveva già cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale di Genova che aveva disapplicato la disciplina nazionale Tarsu, perché in contrasto con il principio comunitario “chi inquina paga”, nella parte in cui prevedeva il pagamento del tributo per un box adibito ad autorimessa.
    Ebbene, si rileva come siffatta sentenza contrasta con varie pronunce di merito succedutesi negli ultimi anni (Ctp Caltanisetta n. 35/2008; Ctr Sicilia n. 460/2011 e 483/2011) con le quali i giudici hanno fatto discendere la non tassabilità delle autorimesse dall’art. 62, comma 2, del D.Lgs. n. 507 del 1993 che testualmente prevede : <>.
    In particolare, secondo i giudici di merito tra i locali esclusi dall’applicazione della Tarsu dovevano essere annoverati anche i garage, in considerazione del fatto che in essi la presenza umana è di norma saltuaria e limitata.
    Ciò nonostante, si rileva, altresì, come già in passato la Corte di Cassazione avesse avuto modo di pronunciarsi sull’argomento, confermando l’applicabilità anche alle autorimesse della Tarsu, in considerazione del consolidato principio secondo cui grava sul contribuente l’onere di provare la sussistenza delle condizioni per beneficiare delle esenzioni previste dal D.Lgs. 16 novembre 1993, n. 207, art. 62, commi 2 e 3, per alcune aree detenute od occupate ed aventi specifiche caratteristiche strutturali e di destinazione, così negando che un locale adibito a garage possa ritenersi di per sé improduttivo di rifiuti solidi urbani (Cass. 21 dicembre 2011, n. 28003)
    Tanto premesso, con la sentenza in commento i giudici di legittimità hanno sottolineato, ancora una volta, che “il presupposto della tassa di smaltimento dei rifiuti ordinari solidi urbani, secondo il D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 62, è l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti: l’esenzione della tassazione di una parte delle aree utilizzate perché ivi si producono rifiuti speciali, come pure l’esclusione di parti di aree perche inidonee alla produzione di rifiuti, sono subordinate all’adeguata delimitazione di tali spazi ed alla presentazione di documentazione idonea a dimostrare le condizioni dell’esclusione o dell’esenzione; il relativo onere della prova incombe al contribuente”.



     http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?la-tarsu-si-applica-anche-alle-autorimesse-6ace24934ae663be013ff6485ba4901e

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  • No alla cancellazione della riduzione Tarsu per Chiaiano
    “Ieri e oggi la gente di Chiaiano ha invaso le stanze della 8' municipalità con le bollette della Tarsu in scadenza sulle quali da voci interne al Comune non sarà più garantita la riduzione tra l'altro prevista per legge. Una beffa incredibile - denuncia l'avvocato Angelo Pisani, presidente dell’ Ottava Municipalità - che significherebbe aggiungere altro pregiudizio ai danni ed allo scandalo della pericolosa discarica dei rifiuti”.

    “Siamo pronti ad impugnare il bilancio, se qualche assessore comunale pensa di destinare ad altri scopi i fondi previsti per compensare in minima parte i gravissimi pregiudizi subiti dagli abitanti di Chiaiano” - avverte Pisani esprimendo solidarietà ai dimostranti.

    “I cittadini di Chiaiano, già danneggiati dalle ultime azioni compiute ai loro danni, come l’inquinamento da discarica fuorilegge, la chiusura della farmacia e dell’ambulatorio ASL, la soppressione delle linee di trasporto urbano, oggi si vedono negati anche il rimborso della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani concesso per due anni consecutivi ma la politica non si può permettere tali blitz e bisogna aver rispetto delle regole e della trasparenza” .

    “Il Consiglio Comunale aveva già approvato all’unanimità lo stanziamento di fondi finalizzati alla riduzione della TARSU per le famiglie di Chiaiano e nella seduta di Giunta di venerdì 25.05.12 tali fondi sono stati risulterebbero distolti e non mantenuti gli impegni assunti in precedenza – continua Pisani -. Tutti i cittadini che ad oggi, rimandando il pagamento dei due ratei della TARSU, hanno atteso fiduciosi la delibera si trovano ora nelle condizioni di dover pagare entro il 10 giugno tutte le quote sospese e di esser stati presi in giro dall’ amministrazione”.

    Numerosi comitati si stanno organizzando per dimostrare la loro insoddisfazione e delusione guidati dal presidente Pisani, deciso a far rispettare i patti e ad estendere il contributo anche agli altri quartieri della municipalità “mortificati dagli scempi della malapolitica”.

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  • Cassazione, "Tariffa rifiuti non assoggettabile all' IVA"
    Rimborso Iva sulla Tariffa rifiuti. E’ la grande novità che la Cassazione, con sentenza 3756 depositata l’8 marzo 2012, ha sentenziato definendo la Tariffa rifiuti “non assoggettabile all’ IVA del 10% in quanto costituisce un’ entrata tributaria e non un corrispettivo per il servizio reso”, ovvero un tributo e non un’ entrata di natura patrimoniale come invece affermato più volte dall’Agenzia delle Entrate. Per procedere con il rimborso dell’Iva pagata sulla Tariffa rifiuti TIA1 e TIA2 (la meglio nota Tarsu), è necessario compilare il nuovo modello unico IRT 2012 (entro le ore 10,00 del 30 marzo)   in cui si sono state introdotte le nuove direttive della Cassazione e le apposite categorie di riferimento dalla Persona Fisica alle società di persone e capitale agli enti commerciali. Il rimborso dovrà per legge essere elargito entro 60 giorni dall’avvenuta ricezione della sua richiesta.

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  • Spazzatura, tasse record e scatta la protesta
    Ad Andria sono scesi in piazza anziani signori e mamme con bambini, a Macerata la protesta corre sul Web, malumori si levano dalla provincia di Massa Carrara fino ad Agrigento. L'oggetto del malessere è la Tarsu, tassa sui rifiuti solidi urbani, il balzello sulla spazzatura. Lo pagano tutti, nessuno ne parla nei sofisticati centri studi che preferiscono ragionare sulla pressione fiscale e sul prodotto interno lordo. Qui invece non centrano Fmi e Ocse: la mazzata viene dalle giunte comunali, di destra o di sinistra, in una raffica di rincari bipartisan che sta investendo, in questi giorni, molti degli 8 mila municipi italiani.

    Il motivo del disagio sta in una cifra tonda, elaborata da un puntuale e tempestivo rapporto della Uil-Politiche territoriali: in tre anni, dal 2008 e il 2010 il rincaro medio nelle venti città capoluogo di Regione è stato del 7,6 per cento. Significa che una famiglia media, di quattro componenti, che vive in una appartamento medio di 80 metri quadrati e che ha un reddito imponibile Irpef di 36 mila euro, tre anni fa si vedeva recapitare una bolletta di 194 euro e oggi deve sborsare 209 euro, circa 15 euro in più.

    Ma questa è solo la media, che tiene fuori la molteplicità dei microcomuni che spesso con la Tarsu non scherzano. E anche tra capoluogo e capoluogo le differenze si fanno sentire: il caso clamoroso e imbarazzante è Napoli. In tre anni la Tarsu è cresciuta del 48 per cento e il cittadino medio, sommerso dai rifiuti e dalle rivolte, paga 336,80 euro all'anno, la cifra più alta tra i capoluoghi. Roma e Venezia in quattro anni hanno messo a segno aumenti vicini al 30 per cento. "Sono colpiti principalmente lavoratori dipendenti e pensionati. Invece di aumentare le tasse bisognerebbe tagliare i costi della politica", osserva Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil.

    La raffica di rincari, scattati dal 2008, ha una ragione: in quell'anno il governo bloccò le addizionali comunali e gli incrementi dell'Ici ma lasciò le mani libere ai Municipi per la tassa sull'immondizia. Così sono scattati gli aumenti a mitraglia. Ma non è finita, stretti dai tagli di Tremonti, i Comuni stanno nuovamente mettendo mano alla famigerata Tarsu. Città, sporche o pulite che siano, rispondono ad una sola parola d'ordine: aumentare. Così è pronta a farlo Milano, se ne discute a Palermo, mentre Roma ha già deliberato un aumento del 12 per cento rispetto al 2010 (in media si pagano già 317 euro), Venezia ha raggiunto i 325 euro medi (+ 23,6 per cento rispetto al 2010), Aosta ha già deliberato per il 2011, rispetto all'anno precedente, un aumento del 9,3 per cento, Trento del 9,3 per cento, Genova del 6,5 per cento ed anche Bologna non ha rinunciato a mettere nero su bianco un contestato rincaro del 5,1 per cento.

    Chi spulcia nei bilanci sa, inoltre, che sulla Tarsu gravano altre tasse: il 10 per cento dei defunti Eca (enti comunali di assistenza) e un occulto prelievo provinciale. La longa manus fiscale delle province, enti per molti destinati a sparire, fa gravare sull'importo della Tarsu una sovratassa che va dall'1 al 5 per cento e si chiama Tributo per l'esercizio della funzione ambientale (Tefa). Ebbene la stragrande maggioranza delle province (86 amministrazioni su 106) applica l'aliquota più alta.

    Per 5,8 milioni di contribuenti oltre al danno di pagare sempre di più anche la beffa di aver pagato indebitamente e di non essere stati ancora rimborsati. Molti comuni, infatti, invece di far pagare la Tarsu, che è una tassa, impongono la Tia (o Tari) che è una tariffa e su questa fanno pagare l'Iva. La Corte costituzionale, nel luglio scorso, ha stabilito che la Tia è semplicemente una tassa mascherata e dunque su di essa non può gravare l'Iva. Il conto è di 933 milioni, 161 euro pro capite, che 1.193 Comuni del Centro Nord dovranno restituire.



    http://www.repubblica.it/economia/2011/07/26/news/tasse_spazzatura-19618491/?ref=HREC1-5

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  • Rifiuti, la Tarsu aumenterà del 5%. Pisani: "Inconcepibile, oltre al danno si aggiunge anche la beffa per i cittadini. Chiediamo il blocco del rincaro. Siamo pronti ad avviare una class action"
    Nuovo aumento Tarsu, 30 euro in più per la tassa per lo smaltimento dei rifiuti. Una vera e propria beffa per i cittadini napoletani, non c'è che dire. Una stangata a tutti gli effetti che è venuta fuori con la presentazine del bilancio di previsione della Provincia del 2011. A quanto pare il problema riguarda l’aumento dei costi dello smaltimento. E la situazione non cambia nemmeno nel resto della regione. Giuseppe Capasso, sindaco di San Sebastiano al Vesuvio spiega che sarà anch’egli costretto a aumentare del 20% la Tarsu perché qui “Cesaro ha fatto una cosa ancora peggiore. Perché ha tolto la premialità che va ai Comuni che sono in regola con la differenziata, così a San Sebastiano avremo la stessa Tarsu di Napoli». Il Sistema Ambientale della Provincia di Napoli (SapNa) che gestisce il ciclo dei rifiuti ha presentato il conto e si prevede che già per il prossimo ottobre gli aumenti Tarsu saranno effettivi.

    “Questa il quarto aumento in meno di un anno – commenta l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’associazione NoiConsumatori.it -. I cittadini di Napoli continuano a subire un doppio danno dall’emergenza rifiuti. Da un lato rischiano seri danni alla salute con le strade completamente sommerse dai sacchetti delle spazzatura, dall’altro subiscono anche la beffa di dover pagare una tassa, che addirittura aumenterà, per un servizio quasi inesistente. Ribadiamo che i napoletani hanno il diritto al risarcimento dei danni per tutti i disagi che sono costretti a subire. Le istituzioni, in primis la Provincia, non hanno individuato i siti per lo smaltimento dell’immondizia e non hanno provveduto nemmeno al loro trasferimento fuori regione, operazione questa reputata troppo costosa. Ma nel frattempo chi paga direttamente questa cattiva gestione ed a subirne le pesanti conseguenze sia per la salute sia per il portafogli sono i cittadini. Il problema di fondo è che purtroppo ad oggi il piano rifiuti non è mai decollato concretamente. Come associazione per la tutela dei diritti dei consumatori chiediamo la sospensione immediata del rincaro previsto per i mesi prossimi. Siamo pronti a preparare una class action per ottenere i giusti risarcimenti per i danni subiti dai napoletani da parte di chi ha gestito in maniera scandalosa il problema dell’emergenza rifiuti”.

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  • ANSA - RIFIUTI: NOI CONSUMATORI,ABOLIRE TARSU?E' APPLICAZIONE LEGGE (ANSA) - NAPOLI, 13 MAG - ''Abolire la Tarsu non e' una promessa elettorale ma la doverosa applicazione della normativa vigente in materia''. Chiede ''finalmente giustizia dopo 15 anni di disservizi'' e getta ''fuoco sulla polemica scoppiata intorno all'annuncio di Berlusconi'', il segretario dell'associazione 'Noi Consumatori', Sergio Pisani, docente di Processo Tributario all'Universita' Parthenope di Napoli.''Non e' un'invenzione di Berlusconi, ne' tale scandalo puo' essere oggetto di strumentalizzazioni politiche; infatti secondo la normativa vigente in materia, e' previsto che i contribuenti debbano pagare il 60%in meno della Tarsu in caso di disservizi, secondo la stessa logica e' previsto che in caso di mancanza del servizio la tassa non debba essere pagata per l'anno in corso. Dunque, Berlusconi - insiste Pisani- ha pienamente ragione e si e' immedesimato nei panni del contribuente beffato e danneggiato. Infatti anche i giudici tributari napoletani, ad oggi, hanno emesso molteplici sentenze di riduzione e annullamento di tale tributo, applicando la legge in materia su richiesta dei contribuenti che invece di appiccare roghi ai cumuli di rifiuti hanno preferito la strada della legalita''. 'Per i napoletani- denuncia il presidente di 'Noi Consumatori'- il danno si raddoppia, perche' coloro che per protesta non hanno pagato la cartella esattoriale, rischiano di perdere la loro casa messa all'asta da Equitalia, anche per illegittime e scandalose pretese Tarsu. Invito tutti i cittadini a non pagare, comportandosi secondo la normativa vigenti proponendo milioni di ricorsi contro i Comuni inadempienti alla normativa sullo smaltimento dei rifiuti e nei processi
    indicheremo come testimone autorevole il presidente del Consiglio sia per i disagi subiti dai cittadini che per la giusta applicazione della normativa vigente'', conclude Pisani(ANSA).

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  • Rifiuti, flop della differenziata. Pisani: "I servizi non sono assicurati e gli enti danno il cattivo esempio!"
    Rifiuti a Napoli. Continua l’emergenza senza fine. E non si intravedono all’orizzonte spiragli di luce. Il Comune partenopeo annuncia i dati dei primi rilevamenti: negli impianti sono state conferite poco più di 1040 tonnellate (152 a Chiaiano, 466 a Giugliano, 308 a Santa Maria Capua Vetere e 124 a Battipaglia).
    “La situazione in città si sta aggravando. Rispetto a ieri abbiamo a terra circa 100 tonnellate in più –afferma Paolo Giacomelli, .assessore comunale all'Igiene Urbana -. Dinanzi a questa realtà credo che sia corretto dire che c'è preoccupazione”. Dal Comune è partito anche un fax all'indirizzo dell'Asl con l'elenco degli accumuli più vistosi «che potrebbero causare problemi igienico-sanitari”. Le zone che destano maggiore preoccupazione sono Pianura, San Pietro a Patierno e Ponticelli. Ed intanto l’assessore regionale all’ambiente, Giovanni Romano annuncia anche un flop della raccolta differenziata: “Ancora 250 Comuni su 551 sono al di sotto della soglia del 35 per cento». Ovvero, quasi il 50%.
    “La situazione peggiora di giorno in giorno – commenta l’avvocato Angelo Pisani, Presidente dell’associazione NoiConsumatori.it -. La raccolta differenziata è al di sotto della metà perché il servizio non viene assicurato quotidianamente. In Campania non si deve parlare solo dei cosiddetti comuni virtuosi ma anche degli enti. E come è stato registrato da un servizio de le Iene le istituzioni del nostro territorio non lo sono. Proprio l’Arpac, che dovrebbe provvedere alla raccolta differenziata ed al rispetto dell’ambiente, è la prima a non differenziare la spazzatura. E’ chiaro che in Campania è tutto il sistema che non funziona: enti che non danno il buon esempio, servizi inesistenti, raccolta ferma e contribuenti che continuano ad essere tartassati dalla tassa sui rifiuti. Nonostante ciò l’unica cosa che le istituzioni dicono in merito è che è solo il cittadino che deve fare la sua parte per salvaguardare l’ambiente. Un paradosso a tutti gli effetti. Nel frattempo l’emergenza rifiuti sta mettendo Napoli e tutta la regione ko minacciando nuovamente il turismo e la nostra immagine nel mondo!”

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  • Napoli-rifiuti, un cittadino su due non ha pagato la Tarsu nel 2010
    Un napoletano su due non ha pagato la Tarsu nel 2010. Ci sarebbe ancora tempo, fino al 31 marzo, per mettersi in regola con l’ultima rata della tassa sui rifiuti, ma il Comune è l’unico a confidare nel recupero, che avrebbe del prodigioso. «Siamo fiduciosi di raggiungere la quota del 65 per cento, la stessa degli ultimi due anni», dicono dagli uffici di Palazzo San Giacomo.
    Ma la stangata che ha fatto della tassa sui rifiuti napoletana la più salata d’Italia, unita alla recente crisi, non è evidentemente stata gradita dal 50% dei cittadini, che avrebbe optato per l’evasione. Naturalmente all’alto tasso di evasori non è certo estranea la recente crisi, che ha riportato in città cumuli, miasmi e roghi.

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  • Applicabilità del termine prescrizionale breve quinquennale
    In tema di prescrizione del diritto dell’amministrazione al pagamento dei tributi, le imposte e le tasse locali (TARSU, Pubblicità, depurazione, TOSAP, contributi consortili) soggiacciono al termine prescrizionale breve di cui all’art. 2948 n. 4 cod. civ. (fattispecie in cui la Corte ha accolto nel merito il ricorso introduttivo del contribuente che aveva invocato la nullità degli avvisi di mora notificati dal comune dopo che era inutilmente decorso il termine quinquennale di prescrizione).  

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  • Napoli, proposta choc dell'assesore «Niente luce a chi non paga la Tarsu»
    «Chiederò che la riscossione della Tarsu sia legata alla fornitura di servizi. Chi non paga la tassa sulla spazzatura dovrebbe rischiare il taglio dell’energia elettrica». Questa la proposta choc che l’assessore regionale Giovanni Romano porterà sul tavolo del sottosegretario Gianni Letta alla riunione indetta per la soluzione della crisi dei rifiuti.

    Lo svuotamento delle casse dei Comuni (e ora comincia a farsi difficile anche la situazione delle Province) resta, infatti, al centro delle difficoltà degli enti locali. 

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  • Rifiuti, a Napoli la Tarsu più cara d'Italia. Raccolta ferma, tour turistico tra cumuli

    Oltre il danno, la beffa. A Napoli, i cittadini, pagano la Tarsu più cara d’Italia. E, la classifica messa a punto da Cittadinanzattiva, mette in risalto un ulteriore paradosso: la raccolta dell’immondizia meno funziona e più costa. Intanto la situazione dei rifiuti in città è ormai fuori controllo. Gli Stir sono pieni e i mezzi non sanno più dove depositare l’immondizia raccolta. L’assessore regionale, Giovanni Romano accusa l’Asìa: «Non paga i dipendenti». Ma i sindacati smentiscono l’esponente della giunta Caldoro: «Tutti i lavoratori hanno ricevuto il dovuto».

    I turisti, che nonostante crisi ed emergenza rifiuti sono giunti numerosi a Napoli per le festività natalizie, visitano la città compiendo un tour tra i cumuli. E scattano anche foto.

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  • L'aumento della Tarsu non e' una decisione presa dal Comune di Napoli
    ''L'aumento della Tarsu non e' una decisione presa dal Comune di Napoli - tiene a precisare Michele Saggese, assessore comunale al Bilancio - ma dalla Provincia di Napoli che ha aumentato i costi di smaltimento. Soprattutto questi soldi non finiranno nelle nostre casse, ma direttamente in quelle della Provincia''. ''Siamo mortificati per quello che i cittadini stanno vivendo - ha concluso Saggese - Credo che per la situazione, il decreto rifiuti o, per meglio dire, la bozza di questo decreto non aiuti perche' finora non c'e' un solo rigo che parli dell'emergenza e di come poterla risolvere''. 

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  • DISASTRO/DISSESTO NAPOLI , assalto al sito NoiCONSUMATORI.IT PER I RECLAMI
    LE ASSOCIAZIONI A DIFESA DEI CONSUMATORI E DELL’AMBIENTE SI UNISCONO PER INTRAPRENDERE UNA BATTAGLIA COMUNE PER LA DIGNITA’ E LA SALUTE DEI CITTADINI. 
    DOPO LE PRIME CAUSE VINTE DALL’AVV. ANGELO PISANI, ORA PRONTA UNA CLASS ACTION. 
    Ancora disagi per i cittadini napoletani a causa della mancata raccolta dei rifiuti. I cittadini sono stufi ed avviliti !! Tra l’altro, quest’anno hanno dovuto subire l’aumento sproporzionato ed ingiustificato della tassa sulla spazzatura, addirittura, in alcuni casi fino al 60 % e poi ancora un altro dieci per cento; al danno anche la doppia beffa  !!! Nella regione continua l’emergenza. Ancora roghi, sacchetti per le strade e discariche a cielo aperto. Tra l’altro, paradossalmente, la causa di questa nuova emergenza è il mancato funzionamento del famoso termovalorizzatore di Acerra e il mancato avvio della differenziata, di cui alcuni comuni addirittura chiedono il pagamento del servizio fantasma come nel caso di Giugliano.

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  • Napoli, «rischio disastro ambientale». E arriva la beffa della stangata Tarsu

    In città ci sono 3000 tonnellate di rifiuti non rimossi, si prevede che aumentino al ritmo di 600 tonnellate al giorno, si rischia l’emergenza ambientale e la Tarsu - la tassa sui rifiuti - aumenta del 10%. In arrivo proprio in questi giorni nelle famiglie napoletane, l’imposta della Provincia si tradurrà in una stangata di circa 52 euro in più a famiglia. 
    Questo perché all’odiosa gabella viene applicata l’Iva sul costo dello smaltimento. Intanto la Commissione europea boccia il dossier rifiuti presentato a bruxelles: la documentazione è insufficiente, fa sapere. E per i prossimi lunedì e martedì l’Ue invia a Napoli i suoi ispettori, mentre la commissione ecomafie fa sapere: tra un mese si rischia il disastro ambientale.

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