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  • Benzina, nuovi rialzi alla vigilia dell'esodo pasquale: punte tornano a quota 1,99 euro
    Alla vigilia dell'esodo pasquale nuovi rialzi sulla benzina, spinti dal calo dell'euro rispetto al dollaro, che annulla gli effetti dei prezzi in discesa dei prodotti petroliferi sui mercati internazionali. Oggi a ritoccare i prezzi raccomandati della verde sono stati TotalErg (+0,5 cent euro/litro) e Shell (1 centesimo sulla benzina ma calo di 0,5 sul gasolio) mentre Esso resta stabile sulla ''verde'' ma effettua microaggiustamenti anche al rialzo sul diesel. In leggero calo invece i prezzi praticati dalle no-logo.
    Secondo quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it le punte dei prodotti tornano di nuovo a quota 1,990 euro/litro per la benzina (in particolare al Centro), si confermano a 1,824 per il diesel e salgono a 0,919 per il gpl. Il tutto a fronte di medie nazionali che per la ''verde'' sono ormai oltre 1,900 per la benzina, 1,787 per il diesel e 0,891 per il gpl.
    Più nel dettaglio, a livello Paese il prezzo medio praticato della benzina (in modalità servito) va dall'1,892 euro/litro di Esso all'1,901 di TotalErg e Shell (no-logo a 1,822). Per il diesel si passa dall'1,780 euro/litro di Shell all'1,787 di Q8 (no-logo su a 1,675). Il Gpl, infine, è tra 0,877 euro/litro di Shell e 0,891 di Eni (no-logo a 0,844).


    http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Benzina-nuovi-rialzi-alla-vigilia-dellesodo-pasquale-punte-tornano-a-quota-199-euro_313170678612.html

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  • Disoccupazione record e rincari alle stelle, Pisani: "Cittadini disperati e Governo fermo. Basta, vogliamo i fatti"
    “La situazione è preoccupante. L’andamento a ribasso dei consumi, l’aumento della bolletta energetica e l’aumento costante dei beni, in primis del prezzo della benzina, sono fattori che hanno inciso sui disastrosi dati rilevati oggi dall’Istat. Oramai le famiglie sono ridotte all’osso e portate alla disperazione da assurde decisioni che mettono sempre di più i cittadini in difficoltà. E’ inammissibile, ad esempio, l’abolizione del reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa. Ci chiediamo perché il Governo continui a penalizzare le famiglie italiane tartassandole giorno dopo giorno invece di portare concrete misure capaci di sollevare ed aiutare i cittadini, diventati vittime di aumenti sconsiderati ed ingiustificati. Cosa ha fatto il Governo Monti per fermare l’inflazione e per creare nuove possibilità occupazionali?”. Lo ha detto il presidente dell’associazione Noi Consumatori, l’avvocato Angelo Pisani, in merito ai dati resi noti oggi dall’Istat che attestano al 9,3% il tasso di disoccupazione in Italia. “I cittadini sono disperati ma il Governo continua ad essere inerme. Ad oggi nemmeno una proposta concreta per rilanciare l’economia ed il lavoro. E’ vergognoso. Vogliamo i fatti, basta chiacchiere ed ingiustizie”. – ha concluso Pisani.

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  • Torna la tassa sulle calamità Rischia di aumentare la benzina
    Torna la tassa sulle disgrazie: la copertura dei costi sulle calamità naturali attraverso l'aumento delle accise regionali sulla benzina.

    Lo prevede un emendamento bipartisan al decreto legge Semplificazioni approvato dalla commissione Affari costituzionali del Senato. La tassa era stata cancellata dalla Camera e in Senato la commissione Bilancio aveva posto un problema di copertura finanziaria del decreto. La norma stabilisce che il Fondo della protezione civile per le calamità naturali sia finanziato attraverso un meccanismo automatico che prevede l'aumento dell'accise regionale sulla benzina ogni volta che si usano risorse del Fondo stesso.

    «Non è un problema di volontà politica - ha osservato il presidente della commissione affari costituzionali, Carlo Vizzini - c'era piuttosto una obiezione della commissione Bilancio ex articolo 81 della Costituzione», quello che stabilisce che ogni legge o decreto abbia una copertura finanziaria. L'abrogazione della cosiddetta «tassa sulle disgrazie» aveva ricevuto alla Camera l'obiezione del sottosegretario al Tesoro Gianfranco Polillo, che aveva a sua volta suscitato la reazione del Pd, con la minaccia di non votare il decreto. L'emendamento approvato oggi dalla commissione del Senato porta le firme dei senatori del Pdl Filippo Saltamartini e Francesco Casoli, del Pd Marina Magistrelli e Silvana Amati, e dei senatori del gruppo misto Salvatore Piscitelli e Luciana Sbarbati.




    http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=187780&sez=ECONOMIA

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  • La benzina sfonda il muro dei 2 euro. Napoli all'avanguardia per gli aumenti
    Ormai il costo della benzina non si ferma più. È un aumento costante, inarrestabile. Il record del costo/litro più alto era di 1,986 registrato nelle regioni del Centro con punte massime nelle Marche. Da ieri, questo record è stato battuto da un distributore di Napoli. Infatti, a Corso Europa, il costo per litro della benzina super-blu ha toccato quota 2,016 (nella foto). Un record che non farà certamente piacere agli automobilisti napoletani, già penalizzati da Rc auto carissime, maxi Ztl e traffico caotico giornaliero. Adesso arriva anche la benzina più cara d’Italia.


     
     
    http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=186994&sez=NAPOLI

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  • Rincaro prezzo carburanti, Pisani: " Aumenti assurdi che danneggiano gravemente le famiglie. Perchè le autorità non intervengono?"
    “Ogni giorno assistiamo ad aumenti sconsiderati sul prezzo della benzina. I cittadini sono costretti ad usare sempre meno l’auto che oramai è diventata un lusso per pochi. Ma mentre questi assurdi rincari continuano a gravare sulle famiglie italiane, l’Erario invece incassa risorse tramite la tassazione sui carburanti. Ci chiediamo il perché non vengano ridotte le accise e perché ancora sono siano state avviate realmente e concretamente misure volte alla liberalizzazione del settore. Inoltre , soprattutto al Sud Italia, dobbiamo constatare la presenza quasi nulla delle cosiddette pompe “no-logo”, è impossibile trovarle. Costringere i cittadini a fare meno dell’auto o del motorino è assurdo anche perché in molte città italiane, come ad esempio a Napoli, il trasporto pubblico non rappresenta un’alternativa valida dati gli innumerevoli ritardi, i salti di corse e l’inefficienza dei servizi”. Lo ha affermato il presidente dell’associazione Noi Consumatori, l’avvocato Angelo Pisani, in merito al nuovo aumento del prezzo dei carburanti  registrato in questi giorni che “rappresenta l’ennesima stangata ingiustificata ai danni dei contribuenti” – ha concluso Pisani.

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  • Il carobenzina prosegue senza pause In Italia centrale a 1,972 euro al litro
    Ancora rincari per la benzina che ogni giorno (anche per l'effetto delle quotazioni internazionali e della debolezza euro vs dollaro) mette a segno nuovi record. La punta massima sul territorio in "modalità servito" è ora a 1,972 euro/litro, riscontrata al Centro (1,81 euro quella del diesel; 0,900 per il Gpl, in entrambi i casi al Sud). Mentre la media nazionale è ben oltre 1,860 per la verde e 1,770 per il diesel. Salgono anche le no-logo, specie al Sud e anche sul diesel.

    A muovere sui prezzi raccomandati sono stati questa volta Esso, Q8 e TotalErg. La prima è salita di 1 centesimo sulla benzina, la seconda di 1 centesimo sul diesel, l'ultima di 1,5 centesimi sulla benzina e di 1 centesimo sul diesel.

    È quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia. it in un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale per Check-Up Prezzi QE.

    In particolare, a livello Paese, il prezzo medio praticato della benzina (in modalità servito) va dall'1,854 euro/litro di Esso all'1,863 di TotalErg (no-logo in aumento a 1,791). Per il diesel si passa dall'1,766 euro/litro di Esso e IP all'1,773 di Q8 (no-logo su a 1,674). Il Gpl, infine, è tra 0,860 euro/litro di Esso e 0,872 di TotalErg (no-logo a 0,822). 




    http://www.repubblica.it/economia/2012/03/15/news/il_carobenzina_prosegue_senza_pause_in_italia_centrale_a_1_972_euro_al_litro-31567751/?ref=HREC1-3

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  • Benzina: nuovi record nel week end per verde e diesel
    Nuovo rialzo per benzina e diesel, spinti dal caro petrolio. Durante il fine settimana Shell ha raggiunto 1,825 con un rialzo di 0,5% cent mentre il diesel ha segnato un picco a 1,765 per Ip con un rincaro di 0,6 cent. E' quanto emerge dalle rilevazioni di Staffetta Quotidiana.
    CODACONS, AUTOMOBILISTI ITALIANI PIU' TARTASSATI UE  - ''Gli automobilisti italiani continuano ad essere i piu' tartassati d'Europa, sia per le tasse che per l'assenza di concorrenza''. E' la denuncia del Codacons, secondo cui ''non si uscira' mai dalla crisi fino a che il Governo non capira', finalmente, che non e' possibile che gli italiani abbiano gli stipendi piu' bassi d'Europa ma al tempo stesso paghino la benzina, la luce, il gas, il conto corrente, i mutui, l'rc auto e le tariffe telefoniche piu' care d'Europa''. L'associazione dei consumatori chiede quindi al governo di ''ridare capacita' di spesa alle famiglie italiane ridotte sul lastrico''. L'esecutivo, afferma in una nota, ''dovrebbe avere almeno il pudore di liberalizzare settori chiave, dalla telefonia, per la quale paghiamo ancora il canone Telecom e le penali per chiudere il contratto telefonico, ai carburanti''. 




    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/02/27/visualizza_new.html_105059741.html

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  • Caro benzina, sfondata quota 1,80 euro al litro
    Nuovi rialzi per i prezzi della benzina: venerdì mattina tutte le compagnie mettono mano ai listini, compresa Eni, che già giovedì aveva dato un primo ritocco. Schizzano le medie ponderate nazionali dei prezzi tra i diversi marchi in modalità servito, con la benzina, secondo quanto rileva Staffetta Quotidiana, a 1,809 euro al litro (+0,6 centesimi) e il diesel a 1,752 euro (+0,6 centesimi).

    LA "TREGUA" SFUMATA - È durata appena due giorni la tregua sui prezzi dei carburanti. Venerdì Eni, con il sesto rialzo nel mese di febbraio, riversa, almeno in parte, gli aumenti sul prezzo alla pompa. Venerdì Eni ha aumentato i prezzi consigliati della benzina di 0,5 centesimi al litro (media nazionale calcolata dalla Staffetta a 1,809 euro/litro) e quelli del gasolio di 0,3 centesimi (1,752 euro/litro). La mossa fa aumentare le medie ponderate nazionali dei prezzi tra i diversi marchi in modalità servito.

    L'ANALISI MENSILE - Nel corso del mese di febbraio i prezzi consigliati della benzina del Cane a sei zampe sono aumentati complessivamente di 4,4 centesimi al litro, con un allineamento praticamente perfetto agli aumenti dei prezzi internazionali nello stesso periodo (43 euro per mille litri, pari a 4,3 centesimi al litro). Il prezzo alla pompa del gasolio è invece aumentato complessivamente in febbraio di 2,1 centesimi, a fronte di un aumento delle quotazioni pari a circa 3,5 centesimi (35 euro per mille litri). Quanto alle medie regionali, Marche sempre al top sulla benzina a un passo da 1,88 euro/litro, tallonate da Liguria (1,842) e Toscana (1,841). Dall'altro capo, sempre il Veneto (1,774) e la Lombardia (1,776). Sul gasolio sempre Bolzano la più cara con una media di 1,775 euro/litro, davanti alla Basilicata (1,769).



     
    http://www.corriere.it/economia/12_febbraio_24/volano-prezzi-carburante_e7a6766e-5ed7-11e1-9f4b-893d7a56e4a4.shtml

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  • Caro-benzina, ancora ritocchi all'insù . Pisani: "Ci saranno aggravi che, come al solito, dovranno scontare ai cittadini. Nulla è stato fatto ancora per regolarizzarer la situazione"
    Nuovo rialzo dei prezzi dei carburanti. Eni ha oggi rincarato di 0,6 centesimi arrivando a costare 1,760 euro al litro e di 0,8 centesimi per il diesel che adesso ha raggiunto quota 1,731 euro al litro. Stesso rialzo di 0.6 centesimi si è registrato anche per Tamoil mentre piccoli ritocchi si sono verificati anche per la benzina no-logo in particolare al Centro ed al Sud Italia con punte massime rispettivamente di 1,841 euro al litro per la benzina e di 1,746 euro al litro per il diesel. A rilevarlo è  quotidianoenergia.it .
    Il presidente dell’associazione Noi Consumatori, l’avvocato Angelo Pisani, ha evidenziato che “a meno di venti giorni dall’inizio del nuovo anno già dobbiamo fare i conti con sostanziosi aumenti. La situazione è inverosimile anche perché i rincari dei prezzi dei carburanti porteranno, come noto,  ad aggravi sia sui costi diretti che su quelli indiretti pesando sempre di più sui cittadini specie per quanto riguarda le ricadute che si registreranno sul costo dei beni alimentari” – ha detto Pisani. “Il Governo continua a concentrarsi solo sulla questione delle liberalizzazioni non prendendo in considerazione che il listino dei prezzi continua a salire – ha continuato Pisani -. Fino ad oggi non è stato fatto nulla di concreto per porre un freno ai rincari nel settore né per prevenire ed evitare le speculazioni”.

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  • Nuovo record benzina, verde tocca 1,747 euro/litro
    Raffica di rincari per la benzina nel fine settimana. Sul territorio i prezzi praticati, registra QE, registrano aumenti significativi per tutti i brand, con la benzina che tocca il nuovo picco di 1,747 euro nella media nazionale e di 1,813 euro in alcuni impianti del Centro Italia; il diesel arriva a quota 1,707 euro e 1,733 euro/litro al Sud.

    Il 6 gennaio, fa sapere Quotidiano Energia, IP ha aumentato i prezzi raccomandati di benzina e diesel di 0,4 e 0,6 centesimi (seguendo di fatto Eni), mentre Tamoil è salita su entrambi i prodotti di 1 centesimo. TotalErg ha registrato ritocchi all'insù di 0,3 centesimi sulla verde e di 0,2 centesimi sul diesel, salvo poi tornare ad intervenire il giorno successivo con un aggiustamento di 0,7 e 0,5 centesimi. Infine, Q8 ha rialzato di 1 centesimo il prodotto leggero e di 0,7 centesimi quello pesante. Nel fine settimana tutte le altre compagnie hanno rivisitato i listini, ma senza evidenze di aumenti a livello generalizzato. A livello Paese, il prezzo medio praticato dalla benzina (in modalità servito) va oggi da 1,741 euro/litro degli impianti IP all'1,747 di quelli Q8 (no-logo a 1,668). Per il diesel si passa dall'1,699 euro/litro di Eni all'1,707 di Shell e Tamoil (no-logo a 1,621). Il Gpl è tra gli 0,745 euro/litro di Eni e lo 0,756 di Tamoil (no-logo a 0,725).


    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/01/09/visualizza_new.html_41550196.html

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  • Carburanti, nuova raffica di aumenti al Centro benzina record: 1,8 al litro
    Raffica di rincari sul prezzo della benzina che, nella media nazionale, sale sopra 1,74 euro al litro. Nel centro Italia, dove più alte sono le addizionali regionali, si è arrivati a sfondare quota 1,8 euro, toccando, rileva Quotidiano Energia, 1,802 euro al litro.

    Gli aumenti dei carburanti. Questa mattina Eni ha aumentato i prezzi raccomandati della benzina di 0,4 centesimi e quelli del diesel di 0,6 centesimi, portandoli rispettivamente a 1,739 e 1,700 euro al litro. Esso è salita rispettivamente di 0,5 e 0,7 centesimi, a 1,741 e a 1,700 euro, mentre TotalErg di 0,7 centesimi su entrambi i prodotti, a 1,740 e a 1,701 euro al litro. Ancora, Q8 ha rialzato il prezzo della verde di 1,1 centesimi (1,742) e quello del gasolio di 0,8 centesimi (1,703 euro) e Shell entrambi di 1 centesimo (1,741 per la verde e 1,705 per il diesel). Più forte la corsa delle no-logo, che registrano una fuga in avanti di quasi 1,5 centesimi riducendo il gap con le petrolifere.

    Il prezzo medio. A livello Paese, il prezzo medio praticato dalla benzina (in modalità servito) va quindi oggi da 1,738 euro al litro degli impianti IP all'1,742 di quelli Q8 (no-logo a 1,660 euro al litro). Per il diesel si passa dall'1,697 euro al litro di IP all'1,705 di Shell (no-logo a 1,615 euro al litro). Il Gpl è tra gli 0,744 euro al litro di Eni e lo 0,756 di Tamoil (no-logo a 0,725 euro al litro).
     
     
     
    http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=175684&sez=ECONOMIA

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  • Rc Auto, aumenti per 130mila campani: fino a 150 euro in più Stangata Rc Auto, aumenti per 130mila campani
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    Mano al portafogli. Saranno circa 130mila gli automobilisti campani che in questo 2012 saranno costretti a pagare di più per la polizza Rc Auto. Il motivo: la denuncia di un sinistro che porta i proprietari dei veicoli a lasciare la propria classe tariffaria per spostarsi verso quelle più onerose.
    L'ultima ricerca presentata da Assicurazione.it conferma la pesantezza dei dati concernenti il numero di sinistri nelle varie regioni. Per quanto riguarda la Campania, si legge in un articolo del Mattino firmato da Marco Toriello e Livio Coppola, nell'anno appena trascorso sono stati denunciati sinistri dal 3,76% degli automobilisti, dunque da circa 130mila cittadini su un totale di 3 milioni e 400mila proprietari di auto. Questi 130mila subiranno dalla compagnia assicurativa di riferimento il cambio di classe di merito. In media l'esborso supplementare per ciascun automobilista sinistrato si assesterà sui 150 euro. Un rincaro che colpirà la maggior parte dei rinnovi di polizza, ormai imminenti.
    Alberto Genovese, amministratore delegato di Facile.it, ha spiegato: "Gennaio è, storicamente, il mese in cui si concentra il maggior numero di rinnovi delle polizze di Rc auto così abbiamo svolto un'analisi sul numero degli automobilisti che, avendo causato negli scorsi dodici mesi un incidente con colpa, sarà costretto a cambiare in peggio la sua classe di merito. Prendendo i dati generali, nel 2011 gli italiani sono stati guidatori più disciplinati, ma sul numero dei sinistri ha influito anche la scelta di molte famiglie italiane che, per ridurre le spese, hanno rinunciato ad usare l'auto".
    Stangata Rc Auto, aumenti per 130mila campani

    „In provincia di Napoli si nota una maggiore attenzione da parte degli automobilisti: a denunciare un sinistro sono stati infatti il 2,35% del totale, che in assoluto vuol dire 40mila proprietari di auto. Un'altra indagine, condotta da Altroconsumo, ha stimato per Napoli i più forti aumenti delle tariffe Rc Auto riservati anche a chi ha conservato la stessa classe di merito. Secondo la ricerca i prezzi negli ultimi mesi sono aumentati tra il 4 e il 9%, con un premio annuo medio che ha superato i 1.030 euro, più che in ogni altra grande città italiana.“



    http://www.napolitoday.it/economia/rc-auto-aumenti-2012-campania.html

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  • Benzina record, ancora un ritocco al rialzo
    Prosegue la corsa dei prezzi del carburante. Anche oggi si registrano aggiustamenti al rialzo delle nuove addizionali sulla benzina, in vigore dal primo gennaio in sei regioni. E il primato della verde più cara passa dal Sud al Centro Italia. In questa macroarea, infatti, la senza piombo arriva ormai a sfiorare la punta massima di 1,8 euro/litro negli impianti Tamoil, sui quali pesa anche un aumento dei listini di 0,6 centesimi.

    NORD - Al Nord lo scenario cambia considerevolmente: l'area orientale si conferma fortemente competitiva e non lontana dalla media europea, mentre quella occidentale risulta appesantita dalle addizionali applicate in Piemonte e Liguria. Sono i dati forniti dal monitoraggio di Quotidianoenergia.it in un campione di stazioni di servizio rappresentativo della situazione nazionale per Check-Up Prezzi QE.

    LA MEDIA NAZIONALE - In media il prezzo praticato dalla benzina (in modalità servito) va oggi da 1,731 euro/litro degli impianti Shell all'1,739 di quelli Tamoil (no-logo in salita a 1,642). Per il diesel si passa dall'1,695 euro/litro di Eni all'1,702 di Tamoil (no-logo a 1,601). Il Gpl è tra gli 0,743 euro/litro di Eni e lo 0,756 di Tamoil (no-logo a 0,726).



    http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_03/carburanti-verde_f5421216-35eb-11e1-8614-09525975e917.shtml

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  • Aumentano le addizionali regionali. E la benzina raggiunge il record di 1,74 euro al litro. Pisani: "Gravi ripercussioni per i cittadini. Anche NoiConsumatori aderisce allo 'sciopero della benzina'"
    Nuovi rialzi per il prezzo della benzina. Con i rialzi delle addizionali regionali sulle accise, il prezzo arriva oggi a 1,74 euro al litro. E’ quanto rilevato dal consueto di Quotidiano energia all'Ip si tocca infatti la cifra di 1,738 euro, ma al Sud e al Centro, dove è più forte l'effetto addizionali, si arriva quasi 1,8 euro al litro.

    Le addizionali, che riguardano solo la benzina e non il diesel, sono scattate ieri in sei regioni (Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Umbria e Lazio) e hanno fatto inevitabilmente lievitare i prezzi in gran parte dei distributori italiani. Tra le compagnie petrolifere ad aggiustare i listini è infatti stata solo la Tamoil (+0,4 cent sulla verde). Tutte le altre hanno 'subito' gli effetti delle decisioni prese dalle giunte regionali. E la riprova sta proprio nel prezzo del gasolio, rimasto sostanzialmente stabile intorno a 1,7 euro al litro. A livello Paese, rileva QE, il prezzo medio praticato dalla benzina (in modalità servito) va oggi da 1,729 euro al litro degli impianti Shell all'1,738 di quelli IP (no-logo in salita a 1,640). Per il diesel si passa dall'1,699 euro al litro di Eni all'1,702 di Tamoil (no-logo a 1,599). Il Gpl è invece tra gli 0,744 euro al litro di Eni e lo 0,756 di Tamoil (no-logo a 0,726).

    “L’ennesimo drammatico rialzo che si ripercuoterà gravemente sui consumatori – ha commentato l’avvocato Angelo Pisani, presidente di Noi Consumatori -. I costi indiretti come quelli legati al costo del trasporto dei beni di largo consumo e l’aumento del pedaggi autostradali ricadranno pesantemente sulle spalle dei cittadini. La situazione è ancora più grave in Campania dove a Napoli e nell’isola di Ischia la verde ha raggiunto 1,80 euro al litro, una cifra record inammissibile".

    “Come associazione impegnata da anni per la tutela dei diritti dei consumatori – continua Pisani – anche noi aderiamo allo “sciopero della benzina” indetto da Casper per il 5 e il 6 gennaio ed invitiamo i cittadini a non fare rifornimento di benzina e gasolio per protestare conto gli aumenti inconcepibili e le speculazioni sui listini dei prezzi alle pompe ancora costantemente alti nonostante il sostanziale calo del petrolio. Data la situazione divenuta tragica per centinaia di automobilisti e dinnanzi al malcontento e alle ingiustizie perpetrate a danno dei contribuenti è necessario mobilitarsi e far sentire la propria voce. Urgono inoltre controlli anti speculazione da parte delle autorità e delle forze dell’ordine”.

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  • Carburanti, prezzi ancora su. E a gennaio nuove addizionali Regioni
    Prezzi dei carburanti ancora in rialzo e a questi rincari si aggiungeranno, dal primo gennaio, quelli delle nuove addizionali regionali sulle accise della benzina. Lo rileva quotidianoenergia.it che indica un incremento di 6,1 centesimi di euro/litro (Iva inclusa) della Toscana, fino ai 2,6 del Lazio: oltre a queste due Regioni intervengono Liguria (2,5 cent), Marche (5) e Umbria (4). ''In sintesi, con il nuovo anno, l'Italia si dividera' in due: 10 Regioni avranno addizionali sulla verde (oltre a quelle gia' indicate, anche Piemonte, Campania, Molise, Puglia, Calabria) e 10 no (Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Valle d'Aosta, Emilia-Romagna, Abruzzo, Basilicata, Sicilia e Sardegna)'', si legge nella nota.

    Intanto, come prevedibile, la decisione di Eni di intervenire ieri su benzina e diesel ha innescato altri aumenti dei prezzi raccomandati. A muoversi oggi sono state IP (1 centesimo sulla verde e 0,5 sul diesel), TotalErg (0,7 sulla prima ma in controtendenza sul secondo, -0,3) e Q8 (+0,5 cent solo sulla benzina).
    A livello Paese, il prezzo medio praticato dalla benzina (in modalita' servito) va oggi da 1,717 euro/litro degli impianti Shell all'1,724 di quelli IP (no-logo a 1,631). Per il diesel si passa dall'1,695 euro/litro di Eni e TotalErg all'1,701 di Tamoil (no-logo a 1,598). Il Gpl, infine, e' tra lo 0,744 euro/litro di Eni e lo 0,756 di Tamoil (no-logo a 0,726).
     
    Ma non finisce qui. Secondo il presidente della Figisc Confcommercio, Luca Squeri, "per i prossimi giorni ci si puo' attendere che i prezzi possano crescere di circa 0,5 eurocent al litro nella media dei prodotti''.
    I prezzi medi Italia, da venerdi' 23 dicembre, rileva Squeri, ''si sono movimentati in aumento, cioe' sono cresciuti di +0,007 euro/litro per la benzina e di +0,002 euro/litro per il gasolio. Le variazioni del mercato internazionale del Platt's in aumento sono state trasferite sul prezzo nazionale pressoche' integralmente mentre quelle in diminuzione non sono state affatto trasferite, con l'effetto di un livello inferiore del prezzo della benzina pari a -0,001 euro/litro, ma di un livello superiore del prezzo del gasolio pari a +0,006 euro/litro per il gasolio''.
     
    Mentre le quotazioni del greggio Brent, che e' il greggio di riferimento per l'Europa, sono ferme al livello di 108 dollari/barile (83 euro/barile, 0,522 euro/litro), sottolinea Squeri, ''le chiusure del Platt's delle ultime due giornate hanno fatto registrare variazioni in aumento per la benzina (+0,010 euro/litro) e per il gasolio (+0,012 euro/litro)''. 
     
     
    http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Carburanti-prezzi-ancora-su-E-a-gennaio-nuove-addizionali-Regioni_312801930050.html

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  • Benzina, nuovo aumento record: 1,722 euro al litro. Pisani: "Una situazione inaccettabile. I cittadini non possono più sostenere altri rincari"
    Nuovo record per il prezzo della benzina, che arriva a 1,722 euro al litro negli impianti Eni. E' quanto rilevato da Quotidiano Energia, secondo cui se a Natale c'e' stata una tregua sulla rete carburanti, non altrettanto potrebbe essere per Capodanno.
    Eni ha rincarato i prezzi raccomandati di benzina e diesel rispettivamente di 1 centesimo (a 1,722) e di 0,5 centesimi (a 1,694). Secondo Quotidiano Energia il fatto che il market leader sia tornato a muovere i prezzi potrebbe significare “un rapido movimento al rialzo anche da parte degli altri operatori''.
    Alla luce dell’ennesimo rialzo nel settore, il Presidente dell’associazione Noi Consumatori, l’avvocato Angelo Pisani, dichiara che “i costi dei carburanti hanno raggiunto picchi non sostenibili dagli automobilisti italiani che in queste condizioni non potranno più usare l’auto”.
    “Si continuano a perpetrare danni inaccettabili alle tasche dei cittadini che non sono più in grado di sostenere altri aumenti specie sui prezzi dei carburanti, che quest’anno hanno subito rialzi eccessivi ed inconcepibili, invece di premere l’acceleratore sulle liberalizzazioni e sui controlli antispeculazione Cosa è stato fatto finora per tutelare il consumatore?”– conclude  Pisani -.  

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  • Benzina, aumento delle accise. Pisani: " Situazione inammssibile. Troppi rincari nel settore e troppi sacrifici degli italiani"
    La legge finanziaria in via d’approvazione  ha deciso l’aumento delle accise per cui su un litro di benzina si paga il 60% di tasse. Il presidente dell’associazione NoiConsumatori, l’avvocato Angelo Pisani, esprime la sua disapprovazione per una “situazione improponibile che ha reso i contribuenti italiani furibondi. Agli italiani viene chiesto l'impossibile”.
    “L’aumento delle accise è l’ennesima stangata che continua a marcare il profondo divario che esiste tra il nostro Paese ed il resto dell’Europa – ha commentato Pisani -. Quest’anno si sono verificati innumerevoli rincari sul prezzo dei carburanti che hanno colpito drammaticamente il portafogli dei cittadini ed hanno messo ko anche la concorrenza nel settore. La situazione è ancora più tragica a Napoli dove gli automobilisti, oltre a dover far fronte ai continui aumenti, sono addirittura costretti a pagare l’addizionale regionale di 2,58 euro. Oramai l’auto si sta trasformando in un privilegio per pochi. Dopo il salasso sulla benzina registrato lo scorso luglio per finanziare il  FUS e quello di ottobre per risanare il disastro idrogeologico in Liguria, quanti sacrifici dovranno ancora sopportare gli italiani?“.

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  • Addizionali, da gennaio sovrattassa di 62 euro
    Sarà un Natale con il freno tirato, quello degli italiani che, dopo le manovre estive, sono ora alle prese con i calcoli su quanto peseranno le misure del governo Monti sulle proprie tasche. A partire dalla tredicesima.
    FUOCO AL MOTORE - Lo choc è stato immediato con il fulmineo aumento del prezzo delle accise sui carburanti: circa 10 centesimi al litro in più sulla benzina, 13,6 sul gasolio e 2,6 sul Gpl. I conti sono presto fatti: da mercoledì scorso fare il pieno (40 litri) di benzina costa 4 euro in più, mentre riempire il serbatoio di gasolio comporta un maggior esborso di 5,5 euro. Il che significa che due pieni al mese di benzina costeranno 136 euro, circa 144 al Sud, dove la distribuzione è più ingessata e dove sono in vigore molte addizionali regionali, per cui il carburante può arrivare a costare 1,8 euro. Proiettando l'esborso sull'intero anno la cifra è notevole: 1.632 euro per percorrere circa 13.500 chilometri, con un aggravio di 96 euro dovuto all'aumento delle accise. I conti sono destinati a moltiplicarsi se le auto in famiglia sono più d'una, ipotesi frequente visto che l'Italia detiene il più alto numero di auto rispetto al resto d'Europa: 59 vetture ogni cento abitanti.
    AUMENTI «MASCHERATI» - E non finisce qui. L'aumento della benzina è destinato a gravare su tutti i prezzi dei prodotti trasportati. Basta ascoltare la Coldiretti che fa osservare come in un Paese come l'Italia, dove l'86% dei trasporti commerciali avviene su gomma, l'aumento dei carburanti rischia di determinare un effetto valanga sul prezzo finale dei prodotti, con ogni pasto che, precisa la Coldiretti, percorre infatti in media quasi 2 mila chilometri prima di giungere sulle tavole. Quanto alla Cia, Confederazione italiana agricoltori, ha calcolato in oltre 3 mila euro il costo in più per ogni impresa agricola per il caro-carburanti. Affermazioni che devono aver colpito il presidente dell'Unione petrolifera, Pasquale De Vita, che ha detto: «Attenzione ai rincari delle merci di largo consumo, alimentari in testa, «mascherati» con gli aumenti dei carburanti».
    ADDIZIONALE COL BOTTO - È vero, la sovrattassa regionale sull'Irpef sarà pagata solo a gennaio da lavoratori dipendenti e pensionati (a giugno dagli autonomi). Ma quanti di loro, dovendo mettere mano alla tredicesima per i regali di Natale, non ci faranno un pensierino? Una prudenza comprensibile soprattutto nelle Regioni dove l'aliquota dell'addizionale, passata dallo 0,9% all'1,23%, si somma a quelle preesistenti. È il caso di tre Regioni: Calabria, Campania e Molise che hanno dovuto applicare un'addizionale dello 0,30% a causa del deficit sanitario. In queste Regioni l'aliquota complessiva sarà del 2,03%, il che vuol dire per un dipendente con reddito imponibile medio di 16.200 euro in Campania, sborsare 329 euro, 53 in più dell'anno scorso e più di un cittadino lombardo con un imponibile di 22 mila euro (298 euro) o di un veneto con 19.200 euro di imponibile, che pagherà 236 euro. In media in Italia  il maggiore esborso complessivo sarà di 62 euro in più, da un prelievo (calcolato sui redditi medi) di 231 euro a un prelievo di 293 euro.
    L'INCUBO DELLA CASA - Non è ancora chiaro quando nel 2012 si comincerà a pagare la nuova tassa sulla casa: l'Imu. Ma certo in molti, tra quelli che finora erano stati esentati perché titolari solo di prima abitazione, stanno già facendo i conti. Paradossalmente gli unici a tirare il fiato potrebbero essere coloro che invece già pagavano l'Ici su eventuali altre case oltre alla prima: la scadenza del 16 dicembre, secondo il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli, potrebbe essere prorogata. 



    http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_09/baccaro-addizionali-sovrattassa_cbed38e4-2233-11e1-90ea-cfb435819ac4.shtml

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  • Diesel e benzina alle stelle, è record storico. Pisani: "E' inammissibile. L'ennesima stangata a danno dei cittadini. Si ripetono gli stessi errori"
    Effetto manovra sui prezzi dei carburanti. Dopo il maxi-aumento delle accise la benzina e il diesel, riporta Staffetta Quotidiana, salgono entrambi sopra gli 1,7 euro al litro. Su base nazionale, (compresa la quota di distributori indipendenti) la benzina sale a 1,708 euro (+9,9 cent) e il gasolio a 1,702 euro (+13,5 cent). Sui carburanti si ripercuote quindi immediatamente lo "shock accise", come scrive Staffetta Quotidiana: i prezzi di tutte le compagnie sono aumentati in media di 9,9 cent sulla benzina, di 13,6 sul gasolio e di 2,6 centesimi sul Gpl. Sulla benzina Eni, Tamoil e TotalErg hanno aumentato i prezzi di 10 cent, mentre sul gasolio, Eni, Shell e Tamoil hanno rialzato di 13,6 cent. I prezzi medi nazionali della benzina vanno ora da 1,709 euro (Tamoil) a 1,716 euro (TotalErg), quelli del gasolio da 1,7 euro (IP, Q8 e Tamoil) a 1,715 euro (Shell). Al Sud, invece, si arriva a sfiorare gli 1,8 euro al litro per la verde. Per Quotidiano Energia, che conferma il balzo in avanti dei carburanti, solo la benzina sale sopra gli 1,7 euro al litro, con un massimo per Tamoil a 1,709 euro e un minimo per Esso a 1,697 euro, mentre il diesel rimane ancora sotto tale livello di qualche centesimo, con il massimo di TotalErg a 1,691 euro ed il minimo di Ip a 1,677 euro. Il Gpl, infine, è venduto tra lo 0,735 euro di Eni e lo 0,750 di Shell (no-logo giù a 0,721).

    “Ormai i prezzi dei carburanti in Italia sono i più cari d’Europa, gli automobilisti non hanno più scampo – afferma l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’associazione Noi Consumatori -. Decidere di aumentare il prezzo della benzina e del gasolio, le accise ed il bollo per i veicoli di grande cilindrata è inammissibile dopo le tante difficoltà e i sacrifici già fatti da milioni di automobilisti in questo settore. Ma adesso si è arrivati al limite della sopportazione. Si continuano a ripetere vergognosamente gli stessi errori a danno dei cittadini. Questa di oggi – continua Pisani – è  l’ennesima stangata che tartasserà sempre di più gli italiani e per giunta fatta proprio a ridosso del ponte dell’Immacolta e delle feste natalizie. Una stangata che si ripercuoterà su tutti i beni di largo consumo mettendo come al solito migliaia di famiglie in difficoltà. Quest’anno saranno veramente in pochi a partire, anche l’auto è ormai un lusso per privilegiati”.

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  • Crisi economica, sempre più giovani rinunciano a comprare l'auto. Pisani: " L'auto è un lusso per pochi. Troppi aumenti a partire dal caro-benzina e dal Rc Auto. Necessari sostegni ed incentivi"
    Comprare l'auto è sempre più un miraggio. A rivelarlo è una recente ricerca del Centro Studi Unrae, Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia, che ha reso noto che sempre più giovani, pur di risparmiare, rinunciano ad acquistare l’auto. In particolare i dati rilevati fanno riferimento agli acquisti fatti da  giovani tra tra i 18 e i 29 anni, che sono passati da ben 30 automobili per 1.000 giovani nel 2005, alle 23 del 2010.
    “I risultati resi noti dall’Unrae evidenziano quanto la crisi economica colpisca i cittadini, soprattutto i più giovani – commenta l’avvocato Angelo Pisani, Presidente dell’associazione NoiConsumatori -. La mancanza di lavoro e la tragica situazione economica del nostro Paese, e nello specifico le grosse difficoltà che hanno i giovani per l’accesso al credito, non possono non incidere sulle spese necessarie per l’acquisto ed il mantenimento di un’auto soprattutto se si prende in considerazione anche l’aumento costante del prezzo dei carburanti e quello improponibile delle tariffe Rc Auto. In virtù di tale condizione che nega a molti ragazzi di comprare addirittura la prima auto – continua Pisani –  perché non si pensa ad incentivare il mondo dei giovani con agevolazioni al credito? E questo non vale solo per l’acquisto dell’automobile ma anche per il mondo dell’impresa, bisogna sostenere i giovani per l’avviamento di attività, per creare lavoro, possibilità, speranza perché ad oggi i nostri figli non hanno più certezze”.

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