rassegna di notizie dal web utili alla difesa del cittadino

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  • Dati choc tumori in Campania, Pisani: " Servono urgenti bonifiche, basta a passerelle politiche sterili"
    “Noi sempre più frequentemente vediamo ammalarsi e morire tanti cittadini , giovani amici e parenti , senza renderci conto che è venuto il momento di cambiare passo e salvare il salvabile . Cosi continuano ad emergere dati choc sulla salute campana. Grida di allarme ovviamente snobbate dalle istituzioni nonostante l’ultima indagine condotta dai medici di base secondo cui esistono elevate percentuali di cittadini ammalati di tumore, di diabete e di gravi patologie respiratorie tra Napoli e Caserta. Purtroppo i risultati parlano chiaro ed il futuro non lascia presagire nulla di buono vista la semina di veleni e l’inquinamento costante. Anni e anni di malapolitica, di illegalità compiute anche grazie all’incapacità e negligenza amministrativa e politica delle istituzioni nazionali e locali dalla malavita organizzata che ha messo le mani sull’affare rifiuti e sulla catena alimentare, hanno rovinato la salute di migliaia di persone condannandole a sofferenze e morte. La nostra regione è oramai ricettacolo di rifiuti tossici provenienti dal Nord, che sono stati sotterrati e nascosti nelle nostre terre. I dati parlano chiaro ma non possiamo fare a meno di notare l’assoluto immobilismo delle istituzioni e delle autorità”. Ad affermalo è Angelo Pisani, presidente dell’associazione NoiConsumatori e dell’AMI (Associazione Municipalità Italiane), il quale ha poi spiegato: “Invece di concentrarsi solo su statistiche, problemi dell’economia e passerelle mediatiche la politica e le autorità tutte, specialmente il nuovo il sindaco di Napoli dovrebbe insieme anche alla Regione ed alla Provincia porre l’attenzione su questa grave problematica e trovare soluzioni immediate, fra le prime avviare le operazione di risanamento e bonifica della Campania Felix. Noi diciamo basta ed invitiamo tutti i cittadini di Napoli, della provincia e del casertano a scendere in piazza per protestare affinché si ottengano le subite bonifiche e la riqualificazione, mai arrivate, dei nostri terreni avvelenati da politici senza scrupoli e dalla criminalità. Per anni hanno violentato il futuro e calpestato il diritto alla salute dei cittadini che oramai sono stufi delle solite lungaggini burocratiche e delle promesse inattese. E’ una vergogna inaudita, sono anni che illustri professori segnalano dati allarmanti, ma finora sono state fatte solo orecchie da mercante e passerelle politiche sterili”.





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  • Cartelle Equitalia: stop a quelle pazze
    Cartelle Equitalia, cartelle pazze. E’ attualmente allo studio della Commissione finanze del Senato una proposta di legge avanzata dapprima dall’Italia dei valori guidata da Antonio Di Pietro e poi condivisa da tutti i gruppi parlamentari, che riguarderebbe l’introduzione dell’annullamento in autotutela delle cartelle Equitalia pazze, ossia gli avvisi errati che con cadenza periodica sono inviati ai contribuenti.

    Cartelle Equitalia: incubo dei contribuenti

    A chi non è capitato di ricevere una cartella esattoriale a firma Equitalia, piena di errori e omissioni, in relazione ad immobili già ipotecati senza che il debitore nemmeno lo sapesse o notifiche sbagliate che fanno aumentare il peso delle imposte di almeno il 40 o il 50%.

    Cartelle pazze: quali sono

    Sono tantissimi i contribuenti italiani che ricevono queste tipologie di cartelle Equitalia, le cartelle pazze, soprattutto lo dicono i dati, le cartelle pazze riguardano le multe stradali, una serie di raccomandate con cui si notifica il preavviso di fermo amministrativo delle autovetture che non hanno risolto il debito di pagamento delle contravvenzioni o anche, sempre i dati lo dicono, le cartelle pazze possono riguardare anche la possibile iscrizione a ipoteca sulla casa qualora non si fosse risolto il pagamento, anche in caso di cifre basse. In riferimento alle multe stradali, possono arrivare anche cartelle Equitalia in relazione a multe ricevute 10 anni prima, o anche di multe che sono state pagate.

    Cartelle pazze: la proposta dell’Idv

    La proposta di legge, firmata Italia dei Valori, sottoposta all’attenzione del sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani, e del direttore dell’Agenzia delle Entrate, nonchè presidente di Equitalia, Attilio Befera prevede l’annullamento in autotutela delle cartelle Equitalia conosciute come cartelle pazze. Proprio un esponente del partito che ha avanzato la proposta, poi condivisa, per una volta, dagli altri gruppi parlamentari, afferma la soddisfazione per la tutela maggiore dei diritti dei cittadini se la proposta di legge sull’annullamento in autotutela delle cartelle pazze passerà. Nella proposta si prevede che i concessionari per la riscossione devono sospendere immediatamente ogni ulteriore iniziativa finalizzata alla riscossione delle somme iscritte a ruolo su presentazione di una dichiarazione da parte del debitore nei casi in cui, per esempio, il pagamento era stato effettuato o nei casi in cui sia già scaduto il termine per l’accertamento, quindi nel caso ricevano cartelle pazze. Una proposta efficiente questa che potrebbe portare un sospiro di sollievo a tutti quei contribuenti, e sono tanti che hanno ricevuto le cartelle Equitalia, nel particolare le cartelle pazze, in un momento delicato come questo che stiamo vivendo. Si attende il passaggio in Commissione.

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  • Equitalia condannata per 1.600 euro a Sulmona, bloccato l'ufficiale giudiziario
    Ufficiali giudiziari anche per Equitalia per 1.600 euro. Condannata dal Giudice di Pace di Sulmona a pagare le spese legali, dopo il ricorso vinto da un imprenditore abruzzeseper una cartella esattoriale relativa a infrazioni stradali, Equitalia ha ignorato la disposizione e ha evitato l'ufficiale giudiziario sostenendo, secondo il legale dell'imprenditore, di essere un ente pubblico, quindi con beni non pignorabili. Ora, la pratica è sul tavolo del giudice dell'esecuzione del Tribunale dell'Aquila. «In un momento così delicato in cui si tartassano i contribuenti con richieste di pagamento eccessive e spesso ingiustificate per le quali non dà tregua nè sconti - afferma il legale napoletano dell'imprenditore, Carlo Ponticiello - Equitalia si arroga il diritto non solo di non fare opposizione al precetto, che potrebbe e dovrebbe essere legalmente proposta in caso di contestazioni, ma anche di limitarsi a non pagare attendendo che il sottoscritto faccia ogni volta 600 chilometri per il recupero di quanto dovuto». «Mi meraviglia poi - prosegue il legale - l'affermazione di Equitalia quando sostiene di essere un ente pubblico e, quindi, non soggetto a pignoramento: Equitalia è una società per azioni a partecipazione pubblica, il che è cosa ben diversa dall'ente pubblico, come sono per esempio il Comune dell'Aquila o la Prefettura. Ma la cosa più grave è costituita dal fatto che la pretestuosa affermazione di essere ente pubblico è stata utilizzata per bloccare un pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni, al posto, come per noi comuni mortali, dell'opposizione all'esecuzione davanti a un giudice dello Stato». Nei giorni scorsi il funzionario del Tribunale dell'Aquila si era presentato nella sede del capoluogo regionale della società di riscossione per pignorare i beni, dopo un atto di precetto per il pagamento di 1.600 euro notificato a giugno a Equitalia e da quest'ultima ignorato.




     http://www.ilmessaggero.it/abruzzo/equitalia_condannata_ufficiale_giudiziario/notizie/218015.shtml

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  • "Aiuto, sono a Londra, mi hanno rubato tutto". L'ultima truffa, il phishing per riciclare denaro
    «Sono bloccato a Londra, mi hanno rubato soldi, documenti, carte di credito. Vi prego di inviarmi del denaro all’ufficio Western Union…». Molti italiani hanno ricevuto in agosto una mail con queste parole. Sembra infatti che il periodo delle ferie sia quello più idoneo alle truffe online: da Modena alla Versilia, dalla Lombardia all’Umbria sono state centinaia le persone e le aziende ad aver subito intrusioni informatiche mentre riposavano sotto l’ombrellone.
    LA POLIZIA POSTALE - Quella della richiesta di denaro per tornare a casa è la più diffusa: «Gli hacker sono riusciti ad accedere a una delle nostre caselle di posta elettronica – racconta Matteo Guerci, dipendente dell’azienda Fratelli Guerci di Casteggio – e ci hanno rubato la mailing list. Oltre a cancellare la posta archiviata hanno mandato la mail incriminata ai nostri contatti, clienti e fornitori compresi, a nostro nome». I titolari dell’azienda si sono accorti che qualcosa non andava quando, entrando nella casella, l’hanno trovata vuota. Dopo poche ore sono iniziate le telefonate da parte di chi aveva ricevuto la mail. Stessa cosa è accaduta al modenese Emilio Salemme, ma nel suo caso l’intrusione è avvenuta tramite l’account Facebook: «Una mattina a metà agosto mi chiama un amico per chiedermi se fossi a Londra. Così ho scoperto. Da Facebook avevano avuto accesso alla mia e-mail e l’avevano usata. Ho subito denunciato l’accaduto alla Polizia Postale che mi ha consigliato di prestare maggiore attenzione alla sicurezza informatica».
    COME DIFENDERSI - Sì, ma come? «Con l’aggiornamento costante del sistema antivirus, il periodico cambiamento delle password, backup settimanali e, nel caso di aziende, ottimi sistemi di sicurezza informatica», spiega Alessio Pennasilico, security evangelist dell'azienda Alba S.T. Ma questa è solo una delle migliaia di truffe informatiche: «Le più semplici si basano sul social engeneering perché l’utente, chi cioè riceve direttamente la mail, è l’anello vulnerabile della catena, il più facile da truffare: se a un dipendente di un’azienda arriva una richiesta di aiuto a nome del suo titolare si sentirà in dovere di aiutarlo e manderà i soldi» spiega Walter Narisoni, esperto di sicurezza informatica di Sophos. Per quanto riguarda le aziende gli attacchi possono essere di due tipi: «Mirati per accedere a dati privati – prosegue – o, come nel caso del social engeenering, attacchi di phishing accedono alle mailing list per raggiungere il maggior numero di persone possibile». Tra le più diffuse c’è quella per favorire il riciclo di denaro sporco.
    UN PROBLEMA CHE CRESCE - Con una mail gli hacker fingono di essere un’azienda e di cercare un intermediario per trasferire dei soldi: «Se accetti inviano del denaro sul tuo conto: devi soltanto trasferirlo via Western Union, trattenendo una percentuale per il disturbo. Peccato che senza saperlo tu stia favoreggiando il riciclo di denaro sporco», spiega Pennasilico. Diffusissimo anche il attraverso finte mail di banche o istituti di credito: «Mandano posta da falsi indirizzi e con un link rimandano a un sito uguale a quello della banca dove chiedono di inserire password o iban per dei controlli». Altri attacchi informatici hanno la finalità di accedere al più vasto numero di pc possibile, per poi utilizzarli per attività illecite: «Una volta entrati nei server li usano per mandare spam, attaccarne altri con le stesse modalità o creare reti di macchine compromesse da affittare». Sì, perché sul web esistono siti illegali che noleggiano gruppi di migliaia di server usurpati a prezzi che si aggirano intorno ai 400 dollari al giorno. «Per capire l’impatto della criminalità informatica basti pensare che nei laboratori di ricerca Sophos fino a due anni fa arrivavano 50mila segnalazioni di nuovi file infetti al giorno, oggi sono salite a 180mila», conclude Narisoni.
     
     
     
     
     http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_settembre_06/truffe-su-internet-pishing-hacker-sicurezza-informatica_1e5989f0-f82d-11e1-a29d-c7eff3c66a96.shtml

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  • Scuola: Dal garante arrivano regole per la privacy
    Sì alle foto di recite e gite scolastiche. No alla pubblicazione on line dei nomi e cognomi degli studenti non in regola coi pagamenti della retta. Obbligo del consenso per video e foto sui social network. Scrutini e voti pubblici, mentre sull'uso di cellulari e tablet in classe l'ultima parola spetta alle scuole. Mancano pochi giorni all'apertura e il Garante per la protezione dei dati personali, presieduto da Antonello Soro, fornisce a professori, genitori e studenti, sulla base dei provvedimenti adottati e dei pareri resi, alcune indicazioni generali in materia di tutela della privacy.
    TEMI IN CLASSE - Non lede la privacy l'insegnante che assegna ai propri alunni lo svolgimento di temi in classe riguardati il loro mondo personale. Sta invece nella sensibilità dell'insegnante, nel momento in cui gli elaborati vengono letti in classe, trovare l'equilibrio tra esigenze didattiche e tutela della riservatezza, specialmente se si tratta di argomenti delicati.
    CELLULARI E TABLET - L'uso di cellulari e smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali, ad esempio per registrare le lezioni, e sempre nel rispetto delle persone. Spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare o se vietare del tutto l'uso dei cellulari. Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese. E' bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati. Stesse cautele vanno previste per l'uso dei tablet, se usati a fini di registrazione e non soltanto per fini didattici o per consultare in classe libri elettronici e testi on line.
    RECITE E GITE - Non violano la privacy le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori durante le recite, le gite e i saggi scolastici. Le immagini in questi casi sono raccolte a fini personali e destinati ad un ambito familiare o amicale. Nel caso si intendesse pubblicarle o diffonderle in rete, anche sui social network, è necessario ottenere il consenso delle persone presenti nei video o nelle foto.
    RETTA E MENSA - E' illecito pubblicare sul sito della scuola il nome e cognome degli studenti i cui genitori sono in ritardo nel pagamento della retta o del servizio mensa. Lo stesso vale per gli studenti che usufruiscono gratuitamente del servizio mensa in quanto appartenenti a famiglie con reddito minimo o a fasce deboli. Gli avvisi messi on line devono avere carattere generale, mentre alle singole persone ci si deve rivolgere con comunicazioni di carattere individuale. A salvaguardia della trasparenza sulla gestione delle risorse scolastiche, restano ferme le regole sull'accesso ai documenti amministrativi da parte delle persone interessate.
    TELECAMERE - Si possono in generale installare telecamere all'interno degli istituti scolastici, ma devono funzionare solo negli orari di chiusura degli istituti e la loro presenza deve essere segnalata con cartelli. Se le riprese riguardano l'esterno della scuola, l'angolo visuale delle telecamere deve essere opportunamente delimitato. Le immagini registrare devono essere cancellate in generale dopo 24 ore.
    LAVORO - Al fine di agevolare l'orientamento, la formazione e l'inserimento professionale le scuole, su richiesta degli studenti, possono comunicare e diffondere alle aziende private e alle pubbliche amministrazioni i dati personali dei ragazzi.
    QUESTIONARI - L'attività di ricerca con la raccolta di informazioni personali tramite questionari da sottoporre agli studenti è consentita solo se ragazzi e genitori sono stati prima informati sugli scopi delle ricerca, le modalità del trattamento e le misure di sicurezza adottate. Gli studenti e i genitori devono essere lasciati liberi di non aderire all'iniziativa. Iscrizione e registri on line, pagella elettronica In attesa di poter esprimere il previsto parere sui provvedimenti attuativi del Ministero dell'istruzione riguardo all'iscrizione on line degli studenti, all'adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web, il Garante auspica l'adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati. Voti - I voti dei compiti in classe e delle interrogazioni, gli esiti degli scrutini o degli esami di Stato sono pubblici. Le informazioni sul rendimento scolastico sono soggette ad un regime di trasparenza e il regime della loro conoscibilità è stabilito dal Ministero dell'istruzione. E' necessario però, nel pubblicare voti degli scrutini e degli esami nei tabelloni, che l'istituto eviti di fornire, anche indirettamente, informazioni sulle condizioni di salute degli studenti: il riferimento alle "prove differenziate" sostenute dagli studenti portatori di handicap, ad esempio, non va inserito nei tabelloni, ma deve essere indicato solamente nell'attestazione da rilasciare allo studente. Le scuole devono rendere noto alle famiglie e ai ragazzi, attraverso un'adeguata informativa, quali dati raccolgono e come li utilizzano.



     http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2012/09/05/Apripista-studenti-Bolzano-Salasso-mille-euro-le-famiglie_7426477.html

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  • Il cattivo funzionamento di un semaforo dà diritto al risarcimento
    Se ha provocare l'incidente è il semaforo che funziona male il comune e la società di manutenzione devono pagare i danni.

    I due automobiulisti avevano ragione
    Avevano ragione tutti e due gli automobilisti che si sono scontrati per colpa di un semaforo che dava il via libera ai veicoli che venivano da direzioni contrarie. A riscontrare che la luce verde fissa non veniva "negata" a nessuno, erano stati gli agenti della polizia stradale che hanno dato notizia del cattivo funzionamento dell'impianto nel loro rapporto.
    Ulteriori veriche hanno escluso che oltre al guasto ci siano stati dei comportamenti scorretti degli automobilisti.

    La responsabilità al Comune e alla ditta di manutenzione
    La responsabilità è stata dunque addossata al Comune, in quanto proprietario del semaforo e alla ditta incaricata di svolgere la manutenzione. Quest'ultima aveva persino chiesto agli automobilisti di essere risarcita per i danni provocati al semaforo dalle loro vetture.


     http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-09-06/cattivo-funzionamento-semaforo-diritto-184227.shtml?uuid=AbBBTZZG

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  • Locazioni: Il comproprietario può pretendere dal conduttore la quota di sua spettanza del canone di locazione
    Con la sentenza n. 11136 del 04/07/2012 le Sezioni Unite della Cassazione hanno definitivamente risolto una "querelle" che per anni ha diviso la giurisprudenza di merito, oscillante tra orientamenti contrastanti, nessuno dei quali pienamente condivisibile da un punto di vista della tutela dei diritti e delle posizioni giuridiche coinvolte.

    Il caso: una signora, in qualità di comproprietaria nella misura del 50% di un appartamento concesso in locazione dall'altra comproprietaria, conveniva avanti al Tribunale il conduttore, in contraddittorio  con la locatrice, per sentire accertare il suo diritto di ricevere la metà del canone di locazione, con conseguente condanna dello stesso conduttore a corrisponderle tale quota a far data dalla domanda giudiziale.
    Mentre la sentenza di primo grado accoglieva la domanda sulla base di un interpretazione estensiva dell'art. 1705 c.c comma 2 in materia di mandato senza rappresentanza, la Corte di Appello,  ritenendo applicabile al caso di specie non la disciplina del mandato ma quella della gestione di affari nel presunto interesse comune, fondata sulla disciplina interna della comunione, alla quale il terzo conduttore doveva ritenersi estraneo, riformava la sentenza del tribunale, con conseguente rigetto delle istanze svolte dalla comproprietaria.

    Sottoposta la questione all'esame delle Sezioni Unite della Suprema Corte, queste, all'esito di una lunga e articolata disquisizione sulle diverse norme astrattamente applicabili alla fattispecie de quo, hanno affermato il seguente principio di diritto: "La locazione della cosa comune da parte di uno dei comproprietari rientra nell'ambito di applicazione della gestione di affari ed è soggetta alle regole di tale istituto, tra le quali quella di cui all'art. 2032 c.c sicchè, nel caso di gestione non rappresentativa, il comproprietario non locatore potrà ratificare l'operato del gestore e ai sensi dell'art. 1705 c.c comma 2, applicabile per effetto del richiamo al mandato contenuto nel citato art. 2032 c.c., esigere dal conduttore, nel contraddittorio con il comproprietario locatore, la quota dei canoni corrispondente alla quota di proprietà indivisa".

    Già in precedenza la Corte, con riguardo ad un fabbricato appartenente per porzioni distinte a due proprietari, aveva avuto modo di precisare "che il comportamento dell'uno consistente nel concedere in locazione l'intero immobile e nel provvedere a riscuoterne il canone, è qualificabile come negotiorum gestio di tipo rappresentativo, ex art. 2028 c.c, fino a quando il secondo non manifesti, in forma espressa o tacita, il divieto a che altri si ingerisca nei propri affari: in tal ultimo caso, ove intervenga il divieto, al secondo proprietario, divenuto locatore e creditore del canone, deve riconoscersi il diritto di ottenere direttamente dal locatario il pagamento della quota di canone, tenendo conto che fra più creditori di una prestazione divisibile non si presume il vincolo di solidarietà.





     http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?locazioni-il-comproprietario-puo-pretendere-dal-conduttore-la-quota-di-sua-spettanza-del-canone-di-locazione-6d14175a72a05e625e92a079edefd4d4

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  • Le società private di riscossione chiedono la proroga per le gare
    Le società private di riscossione chiedono «più tempo» per esaminare ed eventualmente elaborare offerte in risposta al bando dell'associazione dei Comuni per la creazione della nuova società chiamata dal prossimo anno a sostituire Equitalia nell'incasso dei tributi locali. La richiesta di proroga è dovuta ai tempi stretti dell'avviso di selezione (lanciato il 10 agosto, con scadenza il 17 settembre), ma anche alle «forti perplessità» sollevate da alcuni meccanismi previsti dal documento Anci. Lo ha deciso l'Anacap, l'associazione che riunisce le società private iscritte all'Albo della riscossione, e che oggi formalizzerà con una lettera all'Anci la richiesta di una «congrua» proroga per esaminare più a fondo il problema.
    Il cantiere è quello della nuova società di riscossione che dal 1° gennaio prossimo dovrebbe avere un ruolo da protagonista nel campo della fiscalità locale successivo all'addio di Equitalia, previsto dal Dl Sviluppo del 2011 e rinviato di un anno dal Milleproroghe del dicembre scorso. Il progetto degli amministratori locali punta alla creazione di «Anci riscossioni», con un partner operativo privato a cui vengono affidate le attività di accertamento, riscossione e liquidazione con il marchio della nuova società. Nella platea dei destinatari dell'offerta, cioè i privati attivi nella riscossione, c'è ovviamente interesse per la partita, ma dominano i punti interrogativi. «Molti aspetti meritano un approfondimento – spiega Pietro Di Benedetto, presidente dell'Anacap –, a partire dalla forma della nuova società: l'avviso parla di avvalimento, ma non ne sono chiare le modalità e forse sarebbe preferibile un sistema più paritario come l'associazione temporanea d'impresa». Anche sul piano economico (che vale 40 punti, gli altri 60 sono attribuiti all'offerta tecnica) c'è chi storce il naso, anche per il corrispettivo fisso (minimo 50mila euro, a prescindere dalle performance di mercato come chiariscono le Faq pubblicate sul sito Anci) in aggiunta alla percentuale che il partner si impegna a garantire ad «Anci riscossioni». «Sono aspetti cruciali – chiude Di Benedetto – e richiedono un'attenzione maggiore di quella che si può realizzare in pochi giorni successivi alla pausa estiva».
    La richiesta formale di proroga sarà recapitata oggi, anche se già il calendario attuale non è troppo generoso con le prospettive della nuova società. Alla data prevista per l'ingresso in campo effettivo mancano poco più di due mesi, ma oltre a costituire la nuova società occorre allestire le gare per i tanti sindaci che devono cambiare partner sulla riscossione: tra spontanea e coattiva, l'agente nazionale è arrivato a lavorare con 6.100 Comuni, cioè il 75% del totale, e nella stragrande maggioranza dei casi le decisioni sul futuro sono ancora sospese in attesa di capire quali saranno i soggetti in campo.
    Le settimane che mancano al 1° gennaio prossimo (a meno di una nuova proroga, che però sembra improbabile vista la temperatura raggiunta dalla polemica su Equitalia) potrebbero essere l'occasione anche per risolvere i tanti problemi normativi lasciati dagli interventi degli ultimi due anni sulla riscossione locale: su tutti, vanno ricordate le difficoltà nell'utilizzo degli strumenti classici di riscossione (il ruolo rimane esclusiva di Equitalia) e i problemi legati ai futuri obblighi di gestione associata nei piccoli enti. 



     http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-09-07/societa-private-riscossione-chiedono-064135.shtml?uuid=AbncAhZG

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  • Colpite i veri evasori
    In fondo non si chiedeva molto. Solo un’esazione dei tributi più umana, che consentisse ai cittadini di avere un dialogo diretto con il Fisco e la possibilità di poter pagare il proprio debito senza vedersi pignorare anche l’orsacchiotto nella culla del proprio figlio. Senza saperne nulla.
    Con Equitalia, però, non si riesce mai a discutere. E non è un caso se poi, decreti governativi a parte, i cittadini saluteranno con grande gioia l’interruzione della convenzione con la società da parte dei Comuni che arriverà a gennaio 2013: almeno, da quel momento, sarà più difficile trovarsi in mutande senza sapere perchè. L’evasione fiscale non si combatte così.
    Ma è stata l’ultima diatriba giuridica intorno alle notifiche delle cartelle esattoriali a rendere evidente che dentro Equitalia l’arroganza prende troppo spesso il posto del giusto zelo nel raggiungimento dell’obiettivo della riscossione di un credito.
    Molte commissioni tributarie, davanti ai ricorsi dei cittadini rispetto a cartelle esattoriali arrivare per posta semplice — o anche per raccomandata — si sono espresse a favore dei contrinuenti: la cartella deve essere notificata in ogni caso da un ufficiale giudiziario.
    Equitalia, però, non ne tiene conto. E prosegue ad inviare le proprie cartelle per posta e a pretenderne il pagamento. E’ chiaro che si tratta dell’ennesima forzatura, perchè è evidente che notificare le cartelle tramite ufficiale giudiziario non solo rende più difficile l’atto stesso della notifica, ma fa lievitare i costi. E allunga enormemente i tempi. Per questo, dunque, ad Equitalia fanno (ancora una volta) finta di non sentire.
    E nelle case degli italiani continua ad arrivare una pioggia di cartelle, di dubbia legalità, che tuttavia molti pagano comunque (quando possono, s’intende) per timore di ritorsioni che Equitalia, d’altra parte, non ha mai smesso di mettere in pratica. La festa, però, sta per finire.
    A gennaio Equitalia non potrà più riscuotere per i comuni e perderà circa 300 milioni di euro all’anno in termini di aggio (l’ente si vede riconosciuto il 9% sulle cifre incassate).
    Per Attilio Befera, il mega direttore di Equitalia, e per i suoi seguaci diventerà assai più difficile poter vantare con il governo straordinari risultati di cassa nella lotta all’evasione fiscale. Ma, forse, cominceranno a perseguire i veri evasori fiscali, quelli che si annidano nelle grandi aziende e nelle grandi banche, per non parlare dei sempre maggiori esportatori di denaro oltre confine. Non vediamo l’ora di vederli all’opera.


     http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio_emilia/cronaca/2012/09/06/768231-colpire-evasori-equitalia.shtml

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  • Policlinici da unificare, Caldoro pensa alle Vele Progetto per 450 milioni
    Un unico policlinico, moderno, magari in “un’area della città dove normalmente non si andrebbe a investire”. Non lo dice chiaramente ma pensa a Scampia, da anni designata sede della Facoltà di medicina dell’Ateneo Federico II, il presidente dela Regione Stefano Caldoro, per delocalizzare i posti letto, le attività didattiche e l’assistenza del policlinico di via Pansini e di Piazza Miraglia. Per quest’ultimo la sede definitiva è come è noto Caserta, dove prima dell’estate sono ripresi i lavori. Ma i tempi potrebbero consigliare di accelerare su altre ipotesi.
    “Due policlicnici, a Napoli, sono eccessivi – avverte Caldoro – concentrano in una sola area del territorio il più alto tasso di posti letto”. Caldoro dunque rilancia l’idea, dopo averlo fatto quando era viceministro all’Università, di un solo policlinico, da localizzare in un’area “dove normalmente non si investe, però vi sono già metropolitane e tutto quello che serve per raggiungere il posto in modo da rendere quella zona un grande attrattore”. Scampia dunque. “Non dobbiamo fare scelte frettolose di localizzazione né avanzare localizzazioni che non mi spettano – risponde ai cronisti – ma per esempio si potrebbe realizzare in quelle aree del territorio dove non si investe”. Caldoro e de Magistris, fa sapere il governatore della Campania, hanno discusso di questo argomento in più occasioni e, dice il numero uno di Palazzo Santa Lucia, “il sindaco si è detto favorevole a valutare quest’idea, che ovviamente va approfondita e studiata nel merito anche per riequilibrare anche l’offerta in posti letto tra Napoli città e Napoli nord. La copertura economica?. Non sembra essere un problema. Il metro di paragone è l’Ospedale del Mare. In soldoni si tratta di circa 450 milioni di euro per un nuovo policlinico che includa la parte assistenziale e quella per la didattica. E non è un caso che a Scampia la Regione sta già realizzando un intervento piccolo ma comunque molto signignificativo per la parte infermieristica”. La leva su cui agire sono le norme che possono facilitare la possibilità, per un concessionario, di lavorare al cambio della destinazione d’uso. Caldoro si riferisce, in pratica, ai progetti di finanza, sulla sanità del ministro Balduzzi. 


     http://denaro.it/blog/2012/09/06/policlinici-da-unificare-caldoro-pensa-alle-vele-progetto-per-450-milioni/

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  • Crescita, in bozza decreto obbligo di accettare i pagamenti con il bancomat sopra i 50 euro
    Dal primo luglio 2013 potrebbe valere l'obbligo di accettare i pagamenti con moneta elettronica, bancomat e carte prepagate, per gli importi superiori ai 50 euro. Lo prevede una bozza del decreto sulla crescita all'esame del governo e contenente misure per l'Agenda digitale italiana e le start up innovative. «I soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, per gli importi superiori a 50 euro - è scritto nel testo secondo quanto riportato da TmNews - sono tenuti ad accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito». Inoltre con successivo regolamento del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera di concerto con il ministro dell' Economia e delle Finanze, Vittorio Grilli, d'intesa con la Banca d'Italia «sarà disciplinata l'estensione anche a importi inferiori» a 50 euro e «anche a strumenti di pagamento con tecnologie mobili».



     http://www.corriere.it/economia/12_settembre_06/Bancomat-obbligatorio-decreto-crescita_09a2da50-f7f8-11e1-a29d-c7eff3c66a96.shtml

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  • Via libera al decreto sanità: medici di base sette giorni su sette
    Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legge sulla sanità. Stando a quanto trapelato nei giorni scorsi si tratta, però, di un decreto legge svuotato di molti suoi contenuti di partenza dopo una settimana di critiche dei sindacati, ancora sul piede di guerra dopo l'annuncio da parte di medici di base e dei pediatri di uno sciopero ad oltranza e dopo l'intervento dei governatori nella Conferenza delle Regioni. Così, il testo all'esame conta di 16 articoli anziché 27. Nell'illustrare il decreto, il presidente del Consiglio Monti ha spiegato che si tratta di misure urgenti per innalzare il livello di salute del Paese. «Un più alto livello di tutela della salute, facendo attenzione ai costi, è un asset produttivo per il Paese».
    SALE DA GIOCO VICINO ALLE SCUOLE - Come già annunciato, scomparirebbe la tassa su bibite gassate e superalcolici. Restano, però, le norme che limitano gli spot dei giochi (nell'articolo 7 del decreto), le multe per chi vende sigarette ai minori e il pacchetto di norme sui medici di famiglia e sul governo clinico. Nelle misure di prevenzione alla ludopatia, sono state cancellate anche le limitazioni per le slot machine, inizialmente previste a 500 metri da scuole e ospedali. È invece di 200 metri la distanza minima dei punti vendita con giochi «che prevedono la vincita di denaro». Sempre secondo la bozza del decreto sono previste «chiusure temporanee» delle sale da gioco «in presenza di fenomeni estesi di ludopatia, anche su segnalazioni dei sindacati».
    AMBULATORI H24 - Per il ministro Balduzzi il decreto porta avanti «una nuova alleanza tra utente e medico di famiglia». Viene confermata l'assistenza primaria garantita 24 ore su 24 attraverso le associazioni dei medici di base. «Viene demandata alle Regioni la disciplina delle unità complesse di cure primarie privilegiando la costituzione di reti di poliambulatori territoriali dotati di strumentazione di base, aperti al pubblico per tutto l'arco della giornata, nonchè nei giorni prefestivi e festivi con idonea turnazione». Questi ambulatori «operano in coordinamento e in collegamento telematico con le strutture ospedaliere, con la presenza di personale esercente altre professioni sanitarie già dipendente presso le medesime strutture, in posizione di comando ove il soggetto pubblico incaricato dell'assistenza territoriale sia diverso dalla struttura ospedaliera». Tra i punti qualificanti del progetto di riordino delle cure primarie è confermata «l'integrazione mono-professionale e multi-professionale per favorire il coordinamento operativo tra i medici di medicina generale in tutte le loro funzioni, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali, anche attraverso la costituzione di aggregazioni monoprofessionali (aggregazioni funzionali territoriali) e multiprofessionali (unità complesse di cure primarie), secondo modelli individuati dalle singole Regioni anche al fine di decongestionare gli ospedali (in un contesto di stretto coordinamento)».
    TABACCO AI MINORI - Rimangono le sanzioni per chi vende tabacchi ai minorenni. Per l'attività sportiva, non agonistica e amatoriale, rimane l'obbligo di certificazione medica «idonea» (manca la specifica se deve essere redatta da un medico di famiglia o da uno specialista) e viene introdotto l'obbligo per le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, di dotarsi di defibrillatori automatici. Modifiche sono state apportate anche alla norma sulla revisione del Prontuario farmaceutico nazionale ed è stata abrogata invece quella sulla distanza di prossimità per l'apertura delle nuove farmacie. Resta l'aggiornamento dei Lea (i livelli essenziali di assistenza) per malattie croniche, rare e ludopatie.
    NOMINE DIRIGENTI - Le nomine dei direttori generali rimangono di competenza delle Regioni. «Ma non c'è un impatto diretto dei poteri delle Regioni - ha sottolineato Balduzzi -. Ci sarà una commissione di tre direttori di struttura complessa nella medesima specialità dell'incarico da conferire, individuati tramite sorteggio da un elenco nazionale costituito dagli elenchi regionali. Al direttore generale sarà presentata una terna di candidati idonei formata sulla base dei migliori punteggi attribuiti. Se il dg non dovesse nominare il candidato con migliore punteggio, dovrà motivare analiticamente la scelta».
     http://www.corriere.it/cronache/12_settembre_05/sanita-decreto-cdm_398a868a-f791-11e1-8ddf-edf80f6347cb.shtml

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  • Divieto di cookies senza autorizzazione: nessuno rispetta la nuova norma
    Con le modifiche introdotte di recente al codice della privacy, l’archiviazione automatica di cookies nel computer dell’utente di Internet non può avvenire senza l’espressa autorizzazione di questi: tuttavia la nuova normativa viene ancora ignorata dalle aziende che offrono servizi online.

    I cookies sono piccoli files di testo che si installano automaticamente dentro i computer durante la navigazione in rete e racchiudono le preferenze della navigazione stessa e i gusti del netizen. Tali dati, appetibilissimi per chi svolge vendite online, vengono poi sfruttati per vari scopi commerciali come l’invio di newsletter o la mostra di banner pubblicitari.

    Già la Comunità Europa aveva introdotto l’obbligo della previa informativa e autorizzazione dell’utente al tracciamento dei propri spostamenti sul web a partire dallo scorso 25 maggio. Una rivoluzione copernicana della privacy su internet che, tuttavia, al momento, i gestori dei siti sembrano poco intenzionati a rispettare. Sebbene ai fini dell’espressione del consenso possano essere utilizzate specifiche configurazioni di programmi informatici o dispositivi di facile e chiaro utilizzo, alcun avviso ancora compare nelle videate di chi si connette a qualsiasi url.

    La ricorrente giustificazione – troppo spesso impiegata nella realtà materiale – di incapacità ad adeguare nel breve periodo l’enorme mole di siti web, aziende ed enti governativi ci sembra, in questo ambiente, di scarso appiglio, posta la facilità di programmazione e aggiornamento dei codici. Prova ne è il fatto che anche un adempimento semplice come quello dell’obbligatoria indicazione della partita IVA in homepage per tutti i siti che producono reddito di impresa non viene ancora rispettato da tutti. Il che la dice lunga sull’osservanza delle norme del diritto in Internet.

    Non c’è in realtà alcuna volontà di agire in modo limpido e trasparente nei confronti degli utenti: un po’ forse perché l’incontrollata fobia del controllo generale, da parte di un Grande Fratello del marketing, si è diffusa anche tra i navigatori più sprovveduti e leggeri. Subordinare il tracciamento degli utenti al loro stesso consenso potrebbe voler dire la drastica riduzione dei dati personali da trattare e vendere per finalità pubblicitarie. Con buona pace del vero business che regge più della metà delle attività sul web.
    La pubblicità sarà anche l’anima del commercio, ma in Internet ne è anche il corpo!

    Sarebbe dunque ora che l’Autorità Garante per la privacy si svegli e proceda ad effettuare i dovuti accertamenti per imprimere un nuovo corso alla trasparenza su Internet, in devozione dei suoi stessi utenti. Utenti che, oggi, vengono trattati massivamente, senza alcun rispetto della privacy.



     http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?divieto-di-cookies-senza-autorizzazione-nessuno-rispetta-la-nuova-norma-7801f530c78e98754989f54cb158cdbf

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  • Asili nido: stop ai rincari a sorpresa durante l’anno
    Nessun aumento a sorpresa delle rette degli asili nido comunali, durante l’anno.
    Così ha disposto il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta, nella sentenza 22 maggio - 31 luglio 2012, n. 4362. Il caso trae origine dall’impugnazione dell’atto del Commissario straordinario del Comune di Bologna, relativo all’ “Approvazione nuovo sistema tariffario del servizio nido d’infanzia e dei servizi integrativi scolastici ed extrascolastici con decorrenza 1° aprile 2011. Introduzione di una quota d’iscrizione al servizio di scuola d’infanzia a partire dall’anno scolastico 2011-2012”. Tale provvedimento stabiliva un aumento delle quote di iscrizione per gli asili, allo scopo di reperire fondi per l’amministrazione pubblica. I genitori di un bimbo frequentante l’asilo hanno impugnato la suddetta disposizione, nonché la sentenza con la quale il Giudice di prime cure aveva rigettato il ricorso proposto dagli stessi.
    Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello, riconoscendo il diritto dei genitori a considerare invariata la retta dell’asilo contemplata per l’anno in corso, nel bando di ammissione.
    I giudici di Palazzo Spada hanno argomentato la loro decisione, puntualizzando che la procedura di ammissione ai nidi comunali e convenzionati con il Comune di Bologna, prevede la formazione di graduatorie delle domande presentate a seguito del bando che il Comune pubblica prima dell’inizio di ogni anno educativo, e che la tariffa mensile viene rapportata al modello ISEE. Pertanto, le domande di ammissione sono state formulate dai genitori facendo affidamento sui dati comunicati dal Comune in merito agli oneri economici gravanti sull’utenza con riguardo alle singole annualità.
    La pubblicazione del bando costituisce un vincolo con il quale l’amministrazione pubblica, a tutela del legittimo affidamento ingenerato negli utenti circa la permanenza per ogni anno scolastico delle condizioni esposte, si impegna a mantenere ferme le condizioni ivi indicate. La decisione di incrementare le tariffe, a partire dal primo aprile dell’anno in corso, ha provocato la lesione dell’affidamento legittimo dei ricorrenti che, trattandosi di un servizio a domanda individuale, avevano presentato le domande di iscrizione confidando nella permanenza delle condizioni per l’anno di riferimento.
    Tra l’altro, la circostanza che i bandi in questione contemplano alcuni casi specifici in cui le tariffe possono essere modificate, conferma l’invariabilità in corso d’anno, delle condizioni economiche previste.



     http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?asili-nido-stop-ai-rincari-sorpresa-durante-anno-e2a8f602a680e906eb9871119e0aaa9e

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  • Il danneggiato deve provare l'incidenza dei postumi sulla sua attività lavorativa
    Spetta al soggetto danneggiato provare l'incidenza dei postumi da sinistro stradale sulla sua attività lavorativa, presente e futura. Lo ha stabilito la Sesta Sezione Civile - 3 della Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10 luglio 2012, n. 11516.
    Il caso vedeva un uomo perdere il controllo della sua motocicletta mentre affrontava una curva a visuale preclusa; una volta finito a terra, urtava con la testa contro lo spigolo anteriore sinistro dell’auto che proveniva dalla direzione opposta, e veniva investito da un motociclista che viaggiava appena dietro di lui. La Corte d'Appello di Trieste, in parziale riforma della sentenza di primo grado, rideterminava la corresponsabilità nella produzione del sinistro nella misura del 70% in capo al danneggiato e per il restante 30% in capo all’altro motociclista coinvolto nel sinistro stradale e rigettava la richiesta di riconoscimento del danno patrimoniale da diminuzione della capacità lavorativa.
    Per quanto attiene proprio al profilo del risarcimento del danno patrimoniale da diminuzione della capacità lavorativa, l'orientamento dominante in giurisprudenza, richiamato dal giudice nomofilattico, evidenzia come tra la lesione della salute e la diminuzione della capacità di guadagno non sussista alcun rigido automatismo; in particolare, il danneggiato ha l'onere di provare l'incidenza dei postumi sulla sua attività di lavoro attuale o futura, nonché - ove possibile - la contrazione dei redditi ovvero la presumibile anticipata cessazione dell'attività lavorativa o la preclusione dello svolgimento di attività più remunerative.
    Tornando al caso di specie, "trattandosi di soggetto impiegato in attività lavorativa stabile al momento del sinistro, proseguita anche in data successiva a questo, ed essendo decorso un notevole lasso di tempo dalla data dell'incidente, bene avrebbe potuto il danneggiato fornire, per il tramite delle dichiarazioni dei redditi ovvero altrimenti, la prova dell'avvenuta contrazione dei guadagni ovvero fornire, tramite prova documentale o testimoniale, elementi idonei a sorreggere la presunzione della contrazione futura del reddito da lavoro". Il ricorrente, al contrario, non solo non aveva provato l'ammontare del reddito percepito prima e/o dopo il sinistro, né per il tramite della documentazione fiscale né altrimenti, ma non aveva nemmeno dimostrato la concreta incidenza della ridotta capacità lavorativa sulla percezione del reddito da lavoro autonomo.



     http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?il-danneggiato-deve-provare-incidenza-dei-postumi-sulla-sua-attivita-lavorativa-633ce0619bba78e701626682e1243c61

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  • Bresciana denuncia Equitalia per “usura”
    Equitalia denunciata per “usura”. La querela è stata presentata da un’imprenditrice bresciana alla Guardia di Finanza con il sostegno dell´associazione antiusura Federitalia di Parma.
    La donna, amministratrice di una ditta che commercia metalli di Flero (Brescia) ha subito il pignoramento dei beni ed è attualmente sotto sequestro. La vendita è stata fissata il1 2 settembre. Nel frattempo pero l’imprenditrice si è rivolta a Fedreitalia che analizzato i dati presentati dalla donna e calcolato che confrontando il costa al cittadino dell´operato di Equitalia e il costo del denaro è stato superato il tasso di interesse “legale”, arrivando a pagare il 16%, oltre il doppio rispetto a quanto previsto nel caso dell’azienda bresciana.
    Oltre alla querela per usura a Equitalia è stata anche presentata istanza di accesso al Fondo di solidarietà per le vittime dell´usura ai sensi della legge 108/96.  Procedura che ha portato alla sospensione delle  attività tese al recupero coatto del credito.



     http://www.quibrescia.it/cms/2012/09/05/bresciana-denuncia-equitalia-per-usura/

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  • Scampia, operazione antidroga. 400 uomini setacciano piazze di spaccio Hashish nascosta nella statua di San Pio
    Operazione anticamorra interforze coordinata da polizia, guardia di finanza e carabinieri nei quartieri a Nord di Napoli: Scampia, Secondigliano e Miano. Oltre 400 "divise" hanno setacciato all'alba "piazze di spaccio" e abitazioni di pregiudicati e camorristi.

    All'operazione hanno preso parte anche i vigili del fuoco utilizzati nell'ambito della missione per l'abbattimento di muri e cancellate abusive. Durante le perquisizioni due elicotteri del sesto nucleo della polizia hanno sorvolato i quartieri interessati dall'operazione. Utilizzati anche cani antidroga alla ricerca dei vari tipi di stupefacenti.

    Decine di poliziotti e carabinieri presidiano tutte le piazze di spaccio di Scampia, il quartiere napoletano delle cosiddette "vele" teatro delle faide di camorra per il predominio del traffico di stupefacenti. In quella che è considerata una piazza di spaccio tra le più grandi di Europa i tossicodipendenti, al posto dei pusher, hanno trovato stamane le forze dell'ordine impegnate in posti di blocco e perquisizioni.

    Gabbiotti, baracche abusive, aiuole, autovetture abbandonate, vani degli impianti ascensori e persino cappelle votive con statue di santi - luoghi utilizzati dagli spacciatori per nascondere le dosi pronte per la vendita - sono state oggetto di meticolose perquisizioni anche con l'ausilio di cani antidroga. Alcuni pani di hashish sono stati rinvenuti nel piedistallo cavo di una statua di San Pio.



     http://www.ilmattino.it/napoli/citta/scampia_operazione_antidroga_fotogallery_400_uomini_setacciano_piazze_di_spaccio_hashish_nascosta_nella_statua_di_san_pio/notizie/217693.shtml

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  • Posti a scelta e menu: ecco i costi «occulti» dei biglietti aerei
    Quanto costa veramente un biglietto aereo? La domanda se l'è posta Newsweek insieme ai circa sette milioni di passeggeri che ogni giorno viaggiano in aereo. Non più tardi di dieci anni fa le tariffe erano tutte incluse nel costo del biglietto. Il prezzo che vedevi era quello che pagavi, meno le tasse. Niente sovrapprezzo per l'imbarco del bagaglio o per la scelta del posto. Oggi invece il tutto compreso è un eccezione, la maggior parte delle compagnie aeree - con le low cost in testa - spacchetta ogni servizio economy e ne fa una tariffa a sé ( unbundling lo chiamano). E lo fa non sempre in modo trasparente al momento dell'emissione del biglietto. Vuoi imbarcare bagagli? Prego, da 15 a 130 euro per la prima valigia (a seconda del peso, della stagione e della modalità di pagamento: se si fa l'errore di dare per scontato l'imbarco gratuito del primo bagaglio da stiva la tariffa in aeroporto è quattro volte più salata che on line). Vuoi sederti accanto al finestrino? Sono altri 10 euro. Hai dimenticato di stampare la carta di imbarco e chiedi la sua riemissione in aeroporto? Nessun problema, risponde Ryanair, fanno 60 euro.
    Il mercato degli «extra» ha fruttato nel 2011 qualcosa come 18 miliardi di euro: il 66% in più rispetto a due anni prima, rivela un'indagine su 108 compagnie condotta da IdeaWorks e Amadeus (la prima società di consulenza per l'analisi di questo tipo di ricavi, la seconda leader nella distribuzione di tecnologie avanzate per l'industria dei viaggi). E negli Stati Uniti è iniziata una battaglia sulla trasparenza delle tariffe aggiuntive i cui effetti potrebbero investire l'intero sistema del trasporto aereo internazionale. Le autorità di regolamentazione del trasporto aereo Usa, scrive il settimanale americano, stanno prendendo in considerazione «un giro di vite sulle pratiche tariffarie ingannevoli che hanno ingiustamente arricchito le compagnie aeree nascondendo il reale costo del volo». Da inizio anno una nuova norma obbliga le nazionali a indicare tariffe, tasse incluse. E una commissione del Dipartimento federale dei trasporti ha chiesto al governo un passo in più.
    È la United Continental la regina dei ricavi da servizi extra (i cosiddetti ancillari): 4 miliardi e 162 milioni. Le low cost EasyJet e Ryanair sono al sesto e settimo posto, con ricavi di 890 e 886 milioni: rispettivamente il 20,8 e il 20.5% di tutti i loro introiti che le posizionano al quarto e quinto posto nella classifica quanto a percentuale degli «extra» sui ricavi totali. Sono infatti i vettori a basso costo a incassare di più con gli «extra»: la statunitense Spirit arriva al 33,2%.
    La nostrana Alitalia nel 2011 ha incassato 150 milioni di euro per i servizi accessori, con un incremento del 6% rispetto al 2009. «La direzione è questa, anche se le compagnie low cost e statunitensi sono più agguerrite, a partire dall'imbarco dei bagagli», spiega Aureliano Cicala, responsabile Servizi ancillari di Alitalia. «Noi non vogliamo lowcostizzare i servizi, ma segmentare (chi paga di più ha di più) e fornire delle esperienze di viaggio differenziate». Check-in, prenotazione posto, noleggio macchina, albergo. Alitalia offre persino il personal shopper in aeroporto. «Oggi siamo di fronte a uno scenario in evoluzione sia per quanto riguarda i viaggiatori, che richiedono esperienze di viaggio complete e ricche, sia di opportunità create dalle innovazioni tecnologiche», afferma Fabio Maria Lazzerini, ad di Amadeus Italia. Se possono scegliere in modo trasparente i passeggeri acquistano come primo «extra» un posto più comodo (61%), poi la possibilità di imbarcare un bagaglio più pesante o più bagagli.
     
     
     
     http://www.corriere.it/economia/12_settembre_05/posti-a-scelta-biglietti-aerei-mangiarotti_7d958b98-f720-11e1-8ddf-edf80f6347cb.shtml

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  • Influenza: arrivano due nuovi virus, inverno piu' difficile
    Più attenzione ma senza nessun allarme: quella in arrivo sarà "una stagione influenzale meno mite e più complessa rispetto a quella dei due anni scorsi e richiederà un'attenzione maggiore alla vaccinazione da parte delle categorie deboli". Lo afferma l' Associazione Microbiologi Clinici Italiani (Amcli), attraverso una nota del suo Presidente, Pierluigi Clerici. L'Amcli spiega che, sulla base dei dati dell'OMS, nella prossima stagione influenzale circolerà ancora il ceppo virale pandemico del 2009 (il virus A/H1N1 2009) ma anche altri due ceppi diversi da quelli che hanno circolato negli ultimi due anni (un ceppo B e un ceppo H3N2).
    Quindi la composizione del vaccino per la prossima stagione contiene un virus (A/H1N1 2009) uguale a quello delle due stagioni precedenti, mentre i virus H3Ne e B sono differenti. Sulla maggiore diffusione dell'influenza e eventuale pericolosità smorza le preoccupazioni il professor Giancarlo Icardi, ordinario di igiene all'università di Genova, secondo il quale "nonostante la segnalazione dei due nuovi ceppi del virus in arrivo è ancora presto per fare previsioni sull'andamento dell'influenza di questa stagione". "Il virus dell'influenza è un trasformista - spiega l'esperto - e cerca sempre di sfuggire al nostro sistema immunitario in questo caso, dopo due anni in cui è rimasto sostanzialmente stabile sono in arrivo insieme alla 'vecchia' A H1N1 due nuove varianti, una di tipo B e una H3N2, sconosciute al nostro organismo. Questo in teoria rende più facile il contagio, ma in pratica ci sono molti altri fattori di cui tenere conto, dalla copertura vaccinale al clima, per cui dire adesso come sarà la stagione è come tirare una monetina".
    Il vaccino è comunque già pronto, e sarà disponibile regolarmente: "La notizia dell'arrivo di questi virus risale allo scorso febbraio - spiega Icardi - quando come ogni anno una riunione all'Oms di Ginevra ha fatto il punto sui virus circolanti e ha ordinato alle industrie di preparare il vaccino corrispondente". Oltre 100 laboratori in tutto il mondo, ricordano i microbiologi, lavorano per la individuazione dei ceppi di virus che circolano in maniera prevalente e che saranno inseriti nei vaccini. Quest'anno la circolare del ministero della Salute che spiega la strategia vaccinale non è ancora stata diramata ma non dovrebbe contenere novità particolari, dice ancora Icardi.
    Le categorie a rischio da considerare nel piano vaccinale sottolinea Icardi, sono sempre le stesse, con l'aggiunta delle donne in gravidanza: "Il nostro 'target' privilegiato sono sempre gli anziani - spiega - e i bambini in condizione di rischio. Negli ultimi due anni però sono usciti diversi studi che hanno sottolineato i potenziali danni alle donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza, per cui sarebbe meglio che si vaccinassero anche loro.


     http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/09/04/Influenza-arrivano-due-nuovi-virus-inverno-piu-difficile-_7425220.html

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  • La TARSU si applica anche alle autorimesse
    Con sentenza 6 luglio 2012, n. 11351 la Corte di Cassazione, ha rigettato il ricorso proposto da un contribuente - il quale riteneva illegittima l’applicazione della Tarsu sulla propria autorimessa di pertinenza dell’abitazione - affermando che il D.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, che disciplina la Tarsu, in relazione all’individuazione dei presupposti della tassa e dei criteri per la sua quantificazione non contrasta con il principio comunitario “chi inquina paga”, sia perché è consentita la quantificazione del costo di smaltimento sulla base della superficie dell’immobile posseduto, sia perché la detta disciplina non fa applicazione di regimi presuntivi che non consentano un’ampia prova contraria, ma contiene previsioni (v. art. 65 e 66) che commisurano la tassa ad una serie di presupposti variabili o a particolari condizioni.
    Del resto, è dato leggersi in sentenza, proprio in applicazione di tale principio, la Suprema Corte, con sentenza n. 2202 n. 2011 aveva già cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale di Genova che aveva disapplicato la disciplina nazionale Tarsu, perché in contrasto con il principio comunitario “chi inquina paga”, nella parte in cui prevedeva il pagamento del tributo per un box adibito ad autorimessa.
    Ebbene, si rileva come siffatta sentenza contrasta con varie pronunce di merito succedutesi negli ultimi anni (Ctp Caltanisetta n. 35/2008; Ctr Sicilia n. 460/2011 e 483/2011) con le quali i giudici hanno fatto discendere la non tassabilità delle autorimesse dall’art. 62, comma 2, del D.Lgs. n. 507 del 1993 che testualmente prevede : <>.
    In particolare, secondo i giudici di merito tra i locali esclusi dall’applicazione della Tarsu dovevano essere annoverati anche i garage, in considerazione del fatto che in essi la presenza umana è di norma saltuaria e limitata.
    Ciò nonostante, si rileva, altresì, come già in passato la Corte di Cassazione avesse avuto modo di pronunciarsi sull’argomento, confermando l’applicabilità anche alle autorimesse della Tarsu, in considerazione del consolidato principio secondo cui grava sul contribuente l’onere di provare la sussistenza delle condizioni per beneficiare delle esenzioni previste dal D.Lgs. 16 novembre 1993, n. 207, art. 62, commi 2 e 3, per alcune aree detenute od occupate ed aventi specifiche caratteristiche strutturali e di destinazione, così negando che un locale adibito a garage possa ritenersi di per sé improduttivo di rifiuti solidi urbani (Cass. 21 dicembre 2011, n. 28003)
    Tanto premesso, con la sentenza in commento i giudici di legittimità hanno sottolineato, ancora una volta, che “il presupposto della tassa di smaltimento dei rifiuti ordinari solidi urbani, secondo il D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 62, è l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti: l’esenzione della tassazione di una parte delle aree utilizzate perché ivi si producono rifiuti speciali, come pure l’esclusione di parti di aree perche inidonee alla produzione di rifiuti, sono subordinate all’adeguata delimitazione di tali spazi ed alla presentazione di documentazione idonea a dimostrare le condizioni dell’esclusione o dell’esenzione; il relativo onere della prova incombe al contribuente”.



     http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?la-tarsu-si-applica-anche-alle-autorimesse-6ace24934ae663be013ff6485ba4901e

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  • Illegittima la bolletta dell’acqua se l’Ente non ha fatto la lettura del contatore
    Una sentenza che – in attesa di leggerne il contenuto integrale – appare importante segnalare quella appena emessa dal giudice di pace di Patti (Messina): secondo il magistrato, se l’ente gestore dell’acqua non provvede a effettuare le letture sul contatore dell’abitazione e, pertanto, calcola un consumo presunto, è illegittima la pretesa in bolletta relativa al consumo minimo garantito (essendo peraltro a tutti evidente la costante emergenza idrica di alcune zone d’Italia).

    Illegittima è anche la pretesa, contenuta sempre nella bolletta, relativa alle acque reflue e ai depuratori se, anche per essi, il consumo viene calcolato in via presuntiva e non in base al consumo effettivo (che non è indicato in bolletta).



     http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?illegittima-la-bolletta-dell-acqua-se-ente-non-ha-fatto-la-lettura-del-contatore-d1c48961bb2f763696465d2ac3c26f25

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  • Mandato d'arresto europeo: Sezioni Unite dettano i limiti all'impugnabilità
    Le Sezioni Unite penali sono state chiamate a pronunziarsi circa l’impugnabilità del mandato di arresto europeo ed i rapporti tra giurisdizione interna ed estera. Un uomo, imputato per i reati di tentato omicidio e detenzione e porto d’arma, era destinatario di un mandato di arresto europeo indirizzato, ai sensi dell’art. 19 della legge n. 69 del 2005, ad una giurisdizione estera. Siffatto mandato decadde in quanto l’uomo viene assolto nel merito, per i fatti oggetto dell’imputazione. Successive indagini appurarono fatti ulteriori, qualificabili come reati di stampo mafioso, addebitabili al medesimo imputato, ed antecedenti a quelli sopra accennati. La Corte d’appello italiana, pertanto, presentava istanza suppletiva alla consegna, in virtù del disposto di cui all’art. 721 c.p.p. e, successivamente, emetteva ordine di esecuzione della custodia cautelare nel frattempo disposta.
    L’imputato, per il tramite del proprio difensore, contestava la legittimità di tale istanza, inoltrata ex art. 721 c.p.p., nonché rilevava la nullità del provvedimento straniero di consegna suppletiva e del conseguente ordine di esecuzione interno.
    Le Sezioni Unite, con la pronunzia n. 30769 del 27 luglio 2012, sono state chiamate a chiarire le questioni circa l’impugnabilità del mandato di arresto europeo, la richiesta ex art. 721 c.p.p. avanzata innanzi ad un giudice interno, i rapporti sussistenti tra detto mandato, relativo a fatti per i quali è, a seguito, intervenuto il provvedimento di assoluzione, nonché l’istanza di consegna suppletiva per nuovi fatti, la cui commissione è stata accertata come anteriore ai primi citati.
    Il collegio puntualizza, in ordine al provvedimento dell’autorità estera, e nella fattispecie quella spagnola,  che essendo manifestazione di esercizio della sovranità del Paese richiesto alla cooperazione, non può essere soggetto ad impugnazione diretta innanzi all’autorità giudiziaria italiana, confermando un precedente della Sezione VI della medesima Corte Suprema (n. 5447 del 12 dicembre 2001).
    Gli ermellini, nel dichiarare inammissibile il ricorso, spiegano, peraltro, la connessione sussistente tra la consegna precedente dell’imputato e il differente procedimento nel quale deve applicarsi una misura restrittiva, e che va ad imbattersi col limite posto dal principio di specialità, per superare il quale è necessaria l’istanza, e di seguito l’assenso, dello Stato di esecuzione della prima consegna, e non richiede la pendenza in atto del procedimento cui quest’ultima afferiva, “ma si basa semplicemente sul presupposto che il soggetto sia stato consegnato allo Stato richiedente e non ricorra alcuna delle condizioni di deroga al principio di specialità previste dal comma 2 dell’art. 26 della legge n. 69 del 2005”. Tale normativa, argomenta le Sezioni Unite, è stata posta a garanzia del soggetto, il quale, diversamente, sarebbe direttamente processabile in vinculis, senza alcun onere a carico dell’autorità procedente. Gli ermellini, in particolare, rilevano che il ricorrente non ha contestato, bensì rivendicato, “l’assenza delle menzionate condizioni di deroga, confermando in tal modo l’operatività del principio di specialità, comportante per sé la necessità e legittimità della procedura della richiesta di assenso”.


     http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?mandato-arresto-europeo-sezioni-unite-dettano-limiti-all-impugnabilita-fa3157204121efa39eb4152b6c68d02f


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  • Per l'Ottava Municipalità di Napoli, lettera dell' avv. Angelo Pisani al sindaco De Magistris
    Onorevole Signor Sindaco,

    Le rappresento la particolare condizione e le enormi potenzialità dell’VIII Municipalità che, rispetto alle altre, manifesta anche degli aspetti molto complessi e difficilmente gestibili, per cui è forte l’esigenza di un attenzione particolare da parte dell’amministrazione centrale e della realizzazione di immediati interventi in uno al trasferimento di ulteriore persona
    ,tenuto conto dei tanti non idonei, per rispondere adeguatamente alle esigenze del territorio fino ad oggi tanto mortificato, almeno per i settori sicurezza, legalità e ambiente .

    Mi corre l’obbligo di sottolinearle la diversità dell’ VIII Municipalità, che scaturisce, oltre che dagli aspetti socio – culturali – economici provocati da tanta mala politica e cattiva amministrazione del territorio , anche dalla vastità dell’area municipale che comprende tre ex circoscrizioni ( Chiaiano, Marianella/Piscinola e Scampia) e si estende dalla collina dei Camaldoli fino ai comuni limitrofi . Diversità che si manifesta, inoltre, anche per la presenza di strutture-impianti e gravi questioni sociali, che di seguito le enuncerò.

    La Municipalità, che ho l’onere di rappresentare ed il dovere di gestire nel migliore dei inata dalla unione di tre ex grandi Circoscrizioni e conta circa 120 mila abitanti oltre circa 10 mila abusivi tra rom ed occupanti delle vele, con molto personale ormai in età di pensione e sul territorio a Marianella antico villaggio estivo abbiamo la fortuna di avere la casa natia di Sant Alfonso Maria Dei Liguori, purtroppo abbandonata a se stessa mentre a Pagani dove sorge il santuario con le spoglie del santo si fatturano milioni di euro per gli itinerari turistico religiosi, Chiaiano è una splendida collina agricola famosa per la coltivazione della ciliegia e della mela che si esporta in tutto il mondo, a Scampia c’è uno spettacolare Auditorium oltre due teatri, vi sono numerosi impianti sportivi d’eccellenza tra cui due stadi purtroppo non a norma che non rispondono purtroppo ai requisiti specifici per poter disputare il campionato di serie D per le due squadre di calcio locali neo promosse nella predetta serie D come il Campania e l’ Inter-napoli ; n. 10 impianti sportivi con tre piscine, tra cui alcuni di notevoli dimensioni che non rispondono purtroppo ai requisiti specifici per carenza di manutenzione; una grande villa comunale e n. 7 parchi pubblici con verde attrezzato e muniti anche di campi di bocce e campi di tennis; oltre Km. 55 di strade secondarie; n. 3 Servizi Amministrativi Municipali e relative strutture e palazzi; n. 3 Centri di Servizi Sociali; n. 1 Centro Anziani; n. 1 Biblioteca; n.3 grandi campi ROM abusivi che usufruiscono sia del servizio scolastico che di quello sociale; n.1 casa circondariale (denominata Carcere di Secondigliano) di cui curiamo la manutenzione fognaria, oltre che l’assistenza per quanto concerne le funzioni di Stato Civile ed i Servizi Sociali. Insiste, inoltre, sul territorio, il 58% del verde pubblico presente sull’intero territorio comunale.

    Sono stati anche censiti circa 1300 passi carrai, consentendo un notevole incremento delle entrate nelle casse comunali. Nota piacevole ma che richiede ulteriori sforzi lavorativi è l’alto tasso di natalità che si riscontra nella Municipalità. Per questi, ed altri motivi che non continuo ad elencarle, salvo sintetizzare ed indicarle nel report allegato gli interventi e tematiche necessarie da affrontare con urgenza, appare evidente che non tutte le municipalità sono uguali ed in una condizione come quella appena rappresentatale risulta dannoso l’accorpamento di più Servizi che non consentirebbe la dovuta e commisurata gestione, delle strutture e delle attività di cui si fa carico la Pubblica Amministrazione onde rispondere alle aspettative ed ai diritti primari dei cittadini.

    Le chiedo, pertanto, di approfondire ed intervenire quanto prima per affrontare e dare risposte alle necessità della municipalità ed inoltre di assicurare e garantire subito la presenza del territorio di un comando unico di polizia municipale e di adeguato numero di agenti di fatto inesistenti nei week end e spesso ingiustificatamente e senza preavviso alcuno distaccati altrove in pregio dei diritti di legalità e sicurezza degli abitanti e utenti della zona, di garantire l’agibilità e funzionalità dello stadio di calcio per le due squadre locali militanti in serie D, di trasferire in loco ulteriore personale e dirigenti in esubero da altri servizi e spesso poco impegnati in altre municipalità meno complesse ossia di non ridurre ma di potenziare l’attuale assetto organizzativo dell’amministrazione locale, a mio giudizio on sufficiente per le esigenze ed emergenze del vastissimo territorio, sempre e soprattutto rispetto alle esigenze e caratteristiche delle altre Municipalità che non hanno né le stesse problematiche, né la stessa estensione territoriale né la stessa quantità di strutture sportive, di immobili scolastici e comunali ma lo stesso numero di dirigenti e personale (che potrebbero meglio sviluppare la loro professionalità dove ve ne è più bisogno e necessità per una migliore regolarizzazione della macchina amministrativa ), oltre che uguali risorse economiche e strumenti a causa della semplice divisione per 10 municipalità di fatto diverse e distanti tra loro .

    In fiduciosa attesa oramai da oltre un anno delle sue determinazioni e lieto dell’incontro odierno per trattare le urgenti questioni sul tappeto al fine di dare adeguate risposte alla cittadinanza, colgo la gradita occasione per porgerle cordiali saluti.

    Avv. Angelo Pisani

    In allegato segnalazioni e riflessioni notificate al Comune e su tematiche da affrontare in dieci settimane :

    COMANDO POLIZIA MUNICIPALE – COMM POLIZIA DI STATO CHIAIANO

    STADIO DI CALCIO - IMPIANTI SPORTIVI

    MANUTENZIONE SCUOLE

    IMPIANTI FOGNARI - ZONA CHIAIANO/ CAMALDOLI

    BONIFICA E DELOCALIZZAZIONE CAMPI ROM ABUSIVI

    ABBATTIMENTO VELE DI SCAMPIA

    RICOSTRUZIONE ALLOGGI POPOLARI RIONE 25/80 E CONSEGNA NUOVE CASE AGLI ASSEGNATARI

    MANUTENZIONE STRADALE IN PARTICOLARE DELLE VIE DI ACCESSO A DISCARICA E NUOVA SEDE ASL

    UNIVERSITA’ IN COSTRUZIONE A SCAMPIA

    CANTIERE INTERROTTO E LAVORI METROPOLITANA DI SCAMPIA

    CHIUSURA E BONIFICA DISCARICA DI CHIAIANO

    ATTENZIONE AL DISAGIO GIOVANILE/DISPERSIONE SCOLASTICA E AD ALTO TASSO DI DISOCCUPAZIONE

    ILLUMINAZIONE STRADE ED ARREDO URBANO INESISTENTE

    PROBLEMI POTATURA ALBERI FUSTO LUNGO

    ASSEGNAZIONE ALLA MUNICIPALITA’ VILLA COMUNALE ED AUDITORIUM E RELATIVI FONDI MANUT.NE

    PROBLEMATICHE EDILIZIA POPOLARE E CATTIVA GESTIONE ROMEO E IACP

    SVILUPPO DEL PERCORSO RELIGIOSO DELLA CASA E OPERE DI S. ALFONSO MARIA DEI LIGUORI

    RIPRISTINO E TUTELA DEL CIMITERO DI CHIAIANO

    SVILUPPO DEL PARCO COLLINARE DEI CAMALDOLI

    BONIFICA/PULIZIA STRADE PER REALIZZAZIONE PROGETTI RACCOLTA DIFFERENZIATA CHIAIANO/SCAMPIA

    REALIZZAZIONE EVENTI ED INIZIATIVE SPORTIVE E CULTURALI PER ESEMPIO /RIFERIMENTO AI GIOVANI

    CONTRASTO AD OGNI FORMA D’ ILLEGALITA’ E LOTTA ALLA CRIMINALITA’ - NOMI ALLE STRADE IN LUOGO DI LOTTI/PIAZZE

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  • Cartelle pazze" a Fiumicino, la denuncia di Gil
    Quando noi parliamo parliamo delle difficoltà dei cittadini capiamo anche le difficoltà dello Stato, e comprendiamo che tenti di reperire soldi la dove può. Ciò che non va bene è tramutarsi in persecutore degli onesti, mettendo i cittadini in ginocchio dopo avergli chiesto di pagare cose  di 7, 8 o addirittura 9 anni fa”.

    A parlare è Mario Russo D'Auria, leader di Gil (Gruppo indipendente libero per Fiumicino) “Lo Stato oggi – prosegue Russo - sembra sostituito da Equitalia; il denaro lo maneggiano loro, i debiti li maneggiano loro. E lo fanno con un modo di operare che non è più accettabile. E' vero che la legge impone a tutti  i cittadini di conservare alcune ricevute anche per 10 anni, ma lo fa perché se eccezionalmente dovesse capitare ad una persona di dover dimostrare che l'ha pagata quella persona deve avere la carta che ne dia conto. Ma deve essere l'eccezionalità, non la regola, come fa Equitalia che in questo periodo, proprio a Fiumicino, sta chiedendo con gli interessi soldi per multe di 9 anni fa, Ici dei primi anni 2000. Centinaia di cartelle stanno arrivando a pioggia, con il solo evidente scopo di mettere le mani nelle tasche dei cittadini, In molti hanno pagato, e con la ricevuta in mano perdono intere giornate di lavoro per dimostrare ciò che Equitalia avrebbe dovuto già sapere, e cioè che il cittadino onesto aveva fatto la sua parte. Ma quanto conservano le ricevute per così tanti anni? Quanti hanno avuto vicende familiari che in qualche modo hanno fatto perdere le ricevute? Quanti sono troppo anziani per poterle andare a recuperare? E così, basandosi su queste “mancanze”, Equitalia strappa letteralmente dalle tasche altri soldi ai cittadini già in crisi economica. Così non va, e bisogna gridarlo forte”.

    Sappiamo che il Consiglio comunale non ha potere diretto d'intervento su queste questioni, ma come non lo ha nemmeno nelle grandi questioni internazionali. Eppure in occasione dei marò, o in altre occasioni, il Consiglio di questo  comune e di altri ha fatto sentire la propria voce, se non altro per testimoniare un interesse vero verso quel problema. Bene, chiediamo ai consiglieri del Comune di farsi promotori di una mozione per dire ad Equitalia di allentare la morsa su questo territorio, concentrandosi su coloro che effettivamente non hanno pagato e lasciando stare i cittadini normali. Serie verifiche prima di chiedere soldi alla gente dovrebbero essere doverose, non solo in termini economici ma in termini di equità e giustizia. Altro che Equitalia...”


     http://www.ilfaroonline.it/2012/09/03/fiumicino/cartelle-pazze-a-fiumicino-la-denuncia-di-gil-29645.html

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  • San Paolo sabbioso, corsa contro il tempo. «Fungo? Bastava fare la manutenzione»
    «Dal 18 gennaio non mi è stato rinnovato il contratto dal Napoli.Da allora non c’è stata più manutenzione e vedere quel campo domenica sera mi ha fatto davvero male». Franco Marrone di mestiere cura i prati dei campi di calcio professionistico. Tra questi anche quello del San Paolo, appunto fino a gennaio.

    Poi cosa è successo?
    «Il Napoli forse voleva pagare di meno, ma io non potevo abbassare ancora il prezzo. Della mia parcella stanno discutendo gli avvocati e di questo non parlo».

    Allora ci parli del fungo che sta avvelenando il prato del San Paolo.
    «Ma che fungo e fungo. Ci vuole semplicemente la manutenzione, bisogna stare li e curare. Dal 18 gennaio nessuno ha fatto più nulla. Mi avessero chiamato lo avrei fatto anche gratis. In tutta Italia e per tutte le categorie curo oltre 25 campi da gioco».

    Il patron ha chiamato un mago della Toscana...
    «Premessa, chi è stato chiamato è bravo ma non so quali tempi ha avuto per fare qualcosa».

    Secondo lei tra un mese davvero sarà tutto a posto?
    «Io non faccio il mago, ma un altro mestiere».

    Adesso a Napoli non lavora più?
    «Ai napoletani e agli sportivi dico di andare al Collana a vedere che prato meraviglioso c’è».

    Ma li giocano a Rugby.
    «No, anche a calcio quello femminile. Io al San Paolo per 12 anni ci ho lavorato notte e giorno con antiparassitari e amore. L’estate scorsa abbiamo innaffiato per due notti a mano il campo perché mancava l’acqua, lo abbiamo fatto con delle autobotti. Una pena quel campo domenica sera, una vergogna che si poteva evitare».

    **********

    Professione agronomo: Giovanni Castelli, di Cuvio, un paesino del Varesotto, è il «medico» che ha in cura l’erba dello stadio di San Siro e che da stamane si occuperà anche del San Paolo. «La nostra priorità? Far disputare in maniera regolare Napoli-Parma», ha spiegato ieri a SkySport.

    Non è ancora il momento delle diagnosi e delle cure. Ma Castelli, che due anni fa diede il via libera al nuovo impianto di gioco, fa delle ipotesi di quello che può essere successo. «Due elementi, il caldo torrido e un fungo. Penso che magari le alte temperature, l’eccessiva irrigazione del terreno di gioco hanno portato al proliferarsi del fungo per tutto il campo. Ma si tratta solo di ipotesi, stamane dopo il sopralluogo potremmo meglio capire quello che sta succedendo».

    Soluzioni e interventi che non saranno, comunque, drastici: «Cercheremo di trovare una soluzione sostenibile per fare in modo che per Napoli-Parma non ci sia il campo che è stato mostrato con la Fiorentina: non parlo solo di miglioramenti sotto il profilo ”prestazionale” ma anche sotto l’aspetto estetico». Spiega quello che può essere successo: «Spesso in estate si cura con l’acqua l’erba, per non farla seccare, ma in questa maniera si crea l’antipasto per il proliferare di un eventuale fungo. Non si tratta di errori di manutenzione, ma cose che possono tranquillamente accadere».

    Fattore che ha inciso, spiega ancora Castelli, le amichevoli estive giocate in un periodo in cui magari occorreva tenere il campo più a riposo. «Cosa faremo? Non credo che faremo in tempo, poiché mancano solo 15 giorni a rizollare per intero il campo di gioco né sarà possibile adottare già da adesso un intervento misto sintetico-naturale così come in Premier. Ma troveremo delle soluzioni che risolleveranno il San Paolo».

    È una scommessa anche della Lega e della Figc: «Certo che lo è: la partita tra Napoli e Fiorentina è andata in onda in tutta Europa. Facciamo la Supercoppa in Cina per poter promuovere il nostro calcio nel mondo e poi ci perdiamo per così poco?».



     http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=217492&sez=SPORT

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  • I rifiuti d'oro di Napoli: così il Nord si arricchisce con la monnezza del Sud
    NAPOLI - Al Nord erano stati chiari, perentori: no ai rifiuti campani. Alcune regioni avevano tuttavia stretto accordi con la Campania per «aiutarla» a risolvere la crisi rifiuti. Un aiuto che visti i guadagni, sembra tutt'altro che disinteressato.
    Altre regioni come la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia, erano state intransigenti (almeno apparentemente) con vere e proprie barricate: la monnezza di Napoli non l'avrebbero mai presa.
    La Lega insorgeva e tuonava sui giornali che mai nelle regioni padane sarebbero stati smaltiti i rifiuti di Napoli. E invece i camionisti che escono dagli Stir (impianti di tritovagliatura) di Giugliano e Tufino, cittadine nel bel mezzo del triangolo dei veleni della provincia di Napoli vanno tutti al nord: Friuli, Veneto, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna e Liguria. Come mai? Accogliere i rifiuti Campani è un affare milionario. E così proprio grazie in qualche caso ad accordi regionali e in molti altri a contrattazioni private, la Sapna, l'ente della provincia di Napoli che si occupa della gestione dei rifiuti sta spedendo buona parte dei rifiuti napoletani in territorio “padano” a suon di soldoni.


    IL BUSINESS PER IL NORD - Nel 2011 l'immondizia di Napoli è stata un florido business per aziende ed enti del Nord e nel 2012 la Sapna ha già pronti 130 milioni di euro da spendere. «Sono il bilancio della Sapna per il 2012 che sono perlopiù utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti. Anche nel 2011 le cifre erano queste. Ora però stiamo preparando anche un bando internazionale» spiega Giovanni Perillo, direttore tecnico della Sapna.
    Questo business che fa male ai napoletani che pagano salatissime Tarsu (tassa sui rifiuti) e fa lavorare e guadagnare i settentrionali ha dei lati oscuri: ditte contrattualizzate con procedure d'urgenza, fiumi di soldi e l'ombra delle mafie.

    LE INDAGINI - Tre procure indagano sui viaggi dei rifiuti al Nord gestiti dalla Sapna. In una perizia contenuta nel fascicolo dei magistrati napoletani si legge che i contratti effettuati in spregio ai principi di terzietà, trasparenza ed economicità hanno prodotto affidamenti illeciti o illegittimi e danni alle casse dello Stato. Inoltre emerge, anche nella stessa perizia, che nella maggior parte dei casi i contratti vengono stipulati in pendenza della certificazione antimafia rilasciata dalla prefettura. Quindi come è possibile garantire che le ditte affidatarie dei servizi (quasi sempre senza bando per motivi di urgenza) non siano infiltrate da organizzazioni mafiose? Le ditte che lavorano per la Sapna sono aziende fuori dal “sistema” che ha gestito la monnezza di Napoli in maniera illecita? «Noi applichiamo le norme. - chiarisce Perillo - Se le prefetture o gli organi competenti non ci segnalano nulla di strano dobbiamo andare avanti. Per quanto riguarda le certificazioni antimafia la Sapna applica la procedura standard per tutti gli enti pubblici: interroghiamo la prefettura e se decorsi 30 giorni non arrivano risposte stipuliamo il contratto».

    RIFIUTI AL CENTRO-NORD - E allora diamo un'occhiata ai contratti relativi a trasporto e smaltimento dei rifiuti in impianti del nord Italia. Cominciamo con la Toscana: otto contratti per smaltimento e trasporti con prezzi tra 113 e 163 euro per tonnellata per un totale di quasi 4 milioni di euro. Tra le ditte affidatarie del servizio c'è la Rea spa che - come si apprende anche dal suo sito internet - ha tra i soci la società veneta Enerambiente, coinvolta in uno scandalo giudiziario proprio relativo all'emergenza napoletana. «La guerra non la dobbiamo fare noi, la devono fare i dipendenti. Dobbiamo far degenerare la situazione e costringere i nostri a fare un po' di casino. Non bisogna effettuare prelievi di rifiuti, domani potremo trattare meglio», si legge nelle intercettazioni tra i vertici di Enerambiente mentre parlano della crisi Campana. Le telefonate vengono riportate dal gip in una ordinanza che ha disposto l'arresto per 16 persone collegate alla società trevigiana.

    IN LOMBARDIA - In Lombardia i rifiuti sono andati in impianti a Brescia e a busto Arsizio con due contratti per un totale di un milione di euro. Ai napoletani far bruciare l'immondizia nel termovalorizzatore della provincia di Varese è costato veramente caro: 223 euro a tonnellata. In Veneto e in Friuli Venezia Giulia i rifiuti arrivano a Padova e Trieste. A Padova ce li porta una ditta finita nel mirino del pm Woodkock quando era in servizio alla procura di Potenza nell'ambito di una indagine sui rifiuti, la Europetroli. Il costo va da 162 a 175 euro a tonnellata per un totale di oltre 2 milioni di euro.

    IN EMILIA E LIGURIA - In Emilia Romagna sono stati stipulati 5 contratti. Le ditte interessate sono varie. Una è quella che fa capo a Vincenzo D'Angelo, imprenditore di Alcamo finito sotto inchiesta e arrestato per per traffico di rifiuti. Secondo l'accusa li portava in Corea del sud. D'Angelo ha contratti con la Sapna anche per trasporto e smaltimento dei rifiuti in Sicilia e in Puglia. Un'altra ditta che opera in Emilia Romagna è la Hera che controlla una società in cui è coinvolto il fratello dell'ex sottosegretario Nicola Cosentino, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa; poi c'è la Akron finita nella bufera per le denunce di alcuni sindacalisti sulle condizioni di lavoro degli operai, molti dei quali migranti. Infine c'è la Area nel mirino degli investigatori per la gestione della discarica Crispa. Il corrispettivo per la sola Area Spa è di oltre 3 milioni di euro. Il totale invece supera i 5 milioni e trecentomila euro. Cinque contratti anche per la Liguria per un totale di quasi 4 milioni di euro. Secondo i dati dell'osservatorio della Uil, a Napoli con gli aumenti previsti dalla Provincia, una famiglia campione paga in media 427,80 euro di Tarsu (la tassa sui rifiuti).



     http://www.corriere.it/inchieste/al-nord-rifiuti-napoli-/91c6f5b2-f5ee-11e1-b714-22a5ae719fb5.shtml

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