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  • RC AUTO: NOI CONSUMATORI, ESTORSIONI A DANNI AUTOMOBILISTI
    (ANSA) - NAPOLI, 17 MAR - "Per tanti anni anche gli automobilisti onesti e più corretti sono caduti e rimasti imbrigliati nella trappola delle assicurazioni obbligatorie che continuano a lucrare sui loro diritti, decidendo, a loro piacimento, chi ed a che prezzo potesse circolare con l'auto assicurata in violazione anche dell'art 16 dell...a Costituzione Italiana che prevede la piena libertà di circolazione, che attualmente è invece impedita agli onesti automobilisti della Campania con il meschino alibi delle truffe subite che però le stesse compagnie assicurative non hanno mai voluto combattere seriamente, come non hanno mai voluto interrompere il gettito di incarichi inutili e soldi delle polizze date a medici, avvocati e periti solo per giochi politici e senza pensare che invece avrebbero potuto gestire meglio i sinistri pagando velocemente gli aventi diritto". Lo ha affermato l'avvocato Angelo Pisani, presidente dell'associazione Noi Consumatori.it il quale ha denunciato che "gli automobilisti campani in particolare sono le vittime sacrificali di un colossale affare e raggiro a loro danno architettato dal sistema bancario delle assicurazioni i cui consigli di amministrazione spesso sono costituiti da noti rappresentanti della politica che anche per questo non hanno mai avuto interesse a decidere una legge più equa in materia. Dietro la stipulazione dell'Rca obbligatoria si nascondono veri e propri raggiri contrattuali che servono a spillare sempre più soldi agli onesti cittadini, a cui spesso si impongono inutili polizze vita, infortuni, casa compiendo vere e proprie estorsioni". "Mi riferisco - aggiunge - alle cosiddette polizze aggiuntive come quella per l'infortunio, la vita, furto ed incendio e tante altre che oramai sono diventate intrinseche alla stipulazione di un'assicurazione rca obbligatoria per poter circolare liberamente con l'auto". "Le compagnie di assicurazioni - ha continua Pisani -, giustificandosi illegittimamente con presunte irregolarità e l'alta sinistrosità, per prime non rispettano la legge gonfiando spasmodicamente i dati ed hanno sempre compiuto abusi e violazioni anche di ordine contrattuale in danno degli automobilisti costretti a doversi assicurare per circolare. Raramente, purtroppo, alcuni magistrati coraggiosi hanno condannato le assicurazioni proprio per condotta temeraria a danno degli assicurati costretti per legge ad essere sottomessi ed a subire ogni tipo di ricatto economico pur di ottenere la polizza Rca obbligatoria e circolare regolarmente. Invitiamo tutti gli automobilisti a denunciare questa situazione che truffa gravemente il loro portafogli". "Dopo le proteste - annuncia Pisani è in programma una manifestazione per esprimere il gradimento verso una riforma tanto attesa ed urgente che si chiamerà Concorrenza e Trasparenza day, al fine di dimostrare che siamo tutti italiani, perfettamente uguali dinanzi alle leggi, su tutti i veicoli. Sovrapposta alla polizza di assicurazione sarà esposta la bandiera italiana come baluardo di difesa e simbolo di parità dei cittadini onesti, a dispetto delle intenzioni di quei signori, politici, associazioni e gruppi di potere che ignorano il principio di uguaglianza e parità di trattamento".(ANSA). - 2012-03-17



    Fonte: Ansa

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  • "A Napoli pochi gli automobilisti assicurati ma in tanti vittime delle assicurazioni". La denuncia di Noi Consumatori
    Altro che truffe assicurative che sono solo alibi, alcune assicurazioni perpetrano estorsioni ai danni degli automobilisti campani costretti a pagare di più. Intervenga la Procura per portare trasparenza e legalità. La denuncia di Noi Consumatori


    “Per tanti anni anche gli automobilisti onesti e più corretti sono caduti e rimasti imbrigliati nella trappola delle assicurazioni obbligatorie che continuano a lucrare sui loro diritti, decidendo, a loro piacimento, chi ed a che prezzo potesse circolare con l’auto assicurata in violazione anche dell’art. 16 della Costituzione Italiana che prevede la piena libertà di circolazione di fatto invece impedita agli onesti automobilisti della Campania con il meschino alibi delle truffe subite che le stesse compagnie assicurative non hanno mai voluto combattere seriamente, come non hanno mai voluto interrompere il gettito di incarichi inutili e soldi delle polizze date a medici, avvocati e periti solo per giochi politici e senza pensare che invece avrebbero potuto gestire meglio i sinistri pagando velocemente gli aventi diritto”.

    Lo ha affermato l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’associazione Noi Consumatori.it il quale ha denunciato che “gli automobilisti campani in particolare sono le vittime sacrificali di un colossale affare e raggiro a loro danno architettato dal sistema bancario delle assicurazioni i cui consigli di amministrazione spesso sono costituiti da noti rappresentanti della politica che anche per questo non hanno mai avuto interesse a decidere una legge più equa in materia. Dietro la stipulazione dell’Rca obbligatoria si nascondono veri e propri raggiri contrattuali che servono a spillare sempre più soldi agli onesti cittadini, a cui spesso si impongono inutili polizze vita, infortuni, casa, compiendo vere e proprie estorsioni. Mi riferisco alle cosiddette polizze aggiuntive che oramai sono diventate intrinseche alla stipulazione di un’assicurazione Rca obbligatoria per poter circolare liberamente con l’auto”.

    “Le compagnie di assicurazioni – ha continuato Pisani -, giustificandosi illegittimamente con presunte irregolarità e l’alta sinistrosità, per prime non rispettano la legge gonfiando spasmodicamente i dati ed hanno sempre compiuto abusi e violazioni anche di ordine contrattuale in danno degli automobilisti costretti a doversi assicurare per circolare. Raramente, purtroppo, alcuni magistrati coraggiosi hanno condannato le assicurazioni proprio per condotta temeraria a danno degli assicurati costretti per legge ad essere sottomessi ed a subire ogni tipo di ricatto economico pur di ottenere la polizza Rca obbligatoria e circolare regolarmente. Invitiamo tutti gli automobilisti a denunciare questa situazione che truffa gravemente il loro portafogli”.

    Dopo tante promesse a seguito di manifestazioni, petizioni, raccolte firme e scontri giudiziari per l’accertamento delle gravi responsabilità delle assicurazioni, si è trasformata in possibile realtà ed in legge dello Stato, la richiesta, presentata per primo dall’Avv. Angelo Pisani, Presidente del Comitato Tutela Consumatori di Noi Consumatori.it, d’imporre alle compagnie una tariffa unica nazionale a dispetto delle gravi discriminazioni e disparità di trattamento subite dai cittadini, specie campani, nel rispetto dei più elementari principi costituzionali. Lo stesso Pisani lancia, inoltre, un appello alla Procura affinché faccia chiarezza sulla diversità di trattamento destinato ai cittadini campani.

    “Solo così le tariffe dei premi saranno più eque e trasparenti, i cittadini del sud non saranno più il salvadanaio dei poteri forti, le compagnie potranno evitare molte truffe e perderanno anche pretestuosi alibi per gli smisurati aumenti, finalmente potrà intravedersi una libera e piena concorrenza di mercato e forse vi saranno regole più semplici e comprensibili per il mercato. Chi, pretestuosamente, subito attacca e critica questa parziale ma giustissima e sacrosanta riforma, nasconde propri interessi e mortifica la carta costituzionale. Non si può ancora pensare di compensare l’interesse economico-finanziario delle lobby assicurative con il diritto di circolazione e di uguaglianza del cittadino italiano”.

    “Fino a questo momento le compagnie ci hanno guadagnato fin troppo, hanno spremuto i cittadini come limoni, ora veramente basta qualsiasi tentativo di tornare indietro sarà contestato e combattuto con ogni strumento di legalità, come fino ad oggi, finalmente verrà a galla il nome di chi difende e rappresenta i cittadini e chi li usa e strumentalizza come qualche politico o qualche mascherata associazione di consumatori piegatasi ai poteri forti”.

    Dopo le proteste, è in programma una manifestazione rossa, bianca e verde per esprimere il gradimento verso una riforma tanto attesa ed urgente che si chiamerà CONCORRENZA E TRASPAREZA DAY, al fine di dimostrare che siamo tutti italiani, perfettamente uguali dinanzi alle leggi, su tutti i veicoli. Sovrapposta alla polizza di assicurazione sarà esposta la bandiera italiana come baluardo di difesa e simbolo di parità dei cittadini onesti, a dispetto delle intenzioni di quei signori, politici, associazioni e gruppi di potere che ignorano il principio di uguaglianza e parità di trattamento.

    “Inoltre, in risposta alle strumentali e false polemiche innescate ad arte, per Pasqua invieremo ai riformisti dell’attesa riforma una copia della Costituzione Italiana ma soprattutto promettiamo loro ancora serie proteste e difese del diritto e della legge fino ad adire la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia Europea per difendere il primo traguardo raggiunto con la tariffa unica ed impugnare eventuali tentativi di modifica e riforma di una legge, che invece rappresenta un primo passo verso la legalità e la trasparenza” – ha concluso il Presidente Pisani.

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  • Rincaro prezzo carburanti, Pisani: " Aumenti assurdi che danneggiano gravemente le famiglie. Perchè le autorità non intervengono?"
    “Ogni giorno assistiamo ad aumenti sconsiderati sul prezzo della benzina. I cittadini sono costretti ad usare sempre meno l’auto che oramai è diventata un lusso per pochi. Ma mentre questi assurdi rincari continuano a gravare sulle famiglie italiane, l’Erario invece incassa risorse tramite la tassazione sui carburanti. Ci chiediamo il perché non vengano ridotte le accise e perché ancora sono siano state avviate realmente e concretamente misure volte alla liberalizzazione del settore. Inoltre , soprattutto al Sud Italia, dobbiamo constatare la presenza quasi nulla delle cosiddette pompe “no-logo”, è impossibile trovarle. Costringere i cittadini a fare meno dell’auto o del motorino è assurdo anche perché in molte città italiane, come ad esempio a Napoli, il trasporto pubblico non rappresenta un’alternativa valida dati gli innumerevoli ritardi, i salti di corse e l’inefficienza dei servizi”. Lo ha affermato il presidente dell’associazione Noi Consumatori, l’avvocato Angelo Pisani, in merito al nuovo aumento del prezzo dei carburanti  registrato in questi giorni che “rappresenta l’ennesima stangata ingiustificata ai danni dei contribuenti” – ha concluso Pisani.

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  • Fisco troppo invasivo. Allarme privacy
    Salvare, sì, l'Italia ma non a danno della riservatezza dei suoi cittadini.

    A lanciare accuse contro le ultime manovre economiche messe in campo per combattere l'evasione fiscale è il Garante della privacy, Francesco Pizzetti, durante l'intervento, presso l'aula del Senato, in cui ha tracciato il bilancio dei suoi sette anni di attività. Il mandato del Garante scadrà il 13 aprile 2012.

    Dure le parole di Pizzetti: “in uno Stato democratico, il cittadino ha il diritto di essere rispettato fino a che non violi le leggi, non di essere un sospettato a priori”, in quanto è da “sudditi essere considerati dei potenziali mariuoli”. Ha paventato anche “strappi forti allo Stato di diritto”.

    Pizzetti ha, tuttavia, ribadito il suo totale consenso a varare norme per contrastare “la fuga” dei cittadini dall'obbligo di contribuire con la propria capacità economica al bilancio statale. Ma, dall'altra parte, non concorda con gli strumenti utilizzati: da ultimo, il D.L. n. 16/2012, dove si è previsto di compilare una lista di buoni e cattivi e rilasciare i bollini blu per i commercianti virtuosi.

    Ancora, sotto accusa finiscono tutti le modalità con cui il Fisco intende ottenere informazioni che non riguardino la sfera economica del contribuente bensì la sua sfera privata (come il nuovo redditometro), nonché acquisire notizie dagli intermediari finanziari.

    L'intervento del Garante ha affrontato anche il problema della enorme mole di dati personali che il sistema giudiziario utilizza e della loro sicurezza. Non ultimo, il nodo “intercettazioni”, per il quale ha chiesto una parola decisiva del Parlamento. 




    http://www.ateneoweb.com/aw/news/fisco-troppo-invasivo-allarme-privacy,21938-4-1.html

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  • Il carobenzina prosegue senza pause In Italia centrale a 1,972 euro al litro
    Ancora rincari per la benzina che ogni giorno (anche per l'effetto delle quotazioni internazionali e della debolezza euro vs dollaro) mette a segno nuovi record. La punta massima sul territorio in "modalità servito" è ora a 1,972 euro/litro, riscontrata al Centro (1,81 euro quella del diesel; 0,900 per il Gpl, in entrambi i casi al Sud). Mentre la media nazionale è ben oltre 1,860 per la verde e 1,770 per il diesel. Salgono anche le no-logo, specie al Sud e anche sul diesel.

    A muovere sui prezzi raccomandati sono stati questa volta Esso, Q8 e TotalErg. La prima è salita di 1 centesimo sulla benzina, la seconda di 1 centesimo sul diesel, l'ultima di 1,5 centesimi sulla benzina e di 1 centesimo sul diesel.

    È quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia. it in un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale per Check-Up Prezzi QE.

    In particolare, a livello Paese, il prezzo medio praticato della benzina (in modalità servito) va dall'1,854 euro/litro di Esso all'1,863 di TotalErg (no-logo in aumento a 1,791). Per il diesel si passa dall'1,766 euro/litro di Esso e IP all'1,773 di Q8 (no-logo su a 1,674). Il Gpl, infine, è tra 0,860 euro/litro di Esso e 0,872 di TotalErg (no-logo a 0,822). 




    http://www.repubblica.it/economia/2012/03/15/news/il_carobenzina_prosegue_senza_pause_in_italia_centrale_a_1_972_euro_al_litro-31567751/?ref=HREC1-3

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  • Sanità, i tagli pesano sugli italiani Spesa privata sempre più alta
    Spesa pubblica sempre meno adeguata ai bisogni sanitari dei cittadini, spesa privata sempre più alta. Il risultato è che i cittadini spendono molto di tasca propria per la salute: 30,6 miliardi di euro, +8% nel periodo di crisi 2007-2010. E' lo scenario che emerge dalla ricerca del Censis 'Quale futuro per le risorse in sanita'? Quale sanità dopo i tagli?', presentata oggi a Roma.

    Secondo l'indagine, è stimato in 17 miliardi di euro nel 2015 il gap cumulato totale tra le risorse di cui ci sarebbe bisogno per coprire i bisogni sanitari dei cittadini e i soldi pubblici che presumibilmente il Servizio sanitario nazionale avrà a disposizione. Poche risorse pubbliche rispetto ai bisogni reali, con tagli inevitabili ai servizi.

    Emblematico è il caso della spesa per i farmaci, con un taglio del 3,5% della spesa pubblica e un incremento della spesa privata del 10,7% nel triennio 2007-2010. Per le famiglie aumenta il peso dei ticket sui farmaci (a fine anno si supererà di molto il miliardo di euro) e, se non verranno aboliti, arriverà presto la stangata dai ticket su diagnostica, specialistica e pronto soccorso, che unita a quella sui farmaci sarà un nuovo salasso stimabile in 4 miliardi di euro.

    Secondo il rapporto, l'aumento della spesa privata non dipende solo dalle recenti manovre di bilancio. "Ci sono settori dalla copertura pubblica da sempre giudicata inadeguata, come l'odontoiatria, con il 95% della spesa a carico dei privati, quasi 12 miliardi di euro
    l'anno. Al moltiplicarsi dei piccoli disturbi, le persone cercano risposte rapide, molto spesso a spese proprie, per continuare a svolgere le funzioni quotidiane in famiglia e al lavoro".

    Dall'indagine del Censis emerge che sono milioni gli italiani afflitti da piccole patologie: 19,3 milioni soffrono di ricorrenti dolori muscolari, articolari o di altro tipo (1,4 milioni di giovani, con meno di 30 anni, e 7,6 milioni di anziani); 18,7 milioni hanno problemi alla vista (dalla miopia alla presbiopia, all'astigmatismo: 2,4 milioni sono giovani); 10,7 milioni di persone soffrono di allergie (2,3 milioni sono giovani); 10,6 milioni tendono a ingrassare troppo; 9,1 milioni hanno emicranie frequenti; 9 milioni hanno difficoltà a prendere sonno o soffrono di insonnia.

    Di fronte ai tanti piccoli disturbi e a sintomi non gravi, il 39% degli italiani consulta subito il medico di base, il 31% tenta di curarsi stando a casa (con riposo, alimentazione corretta, eccetera) e il 15% assume qualche farmaco che in altre occasioni si è rivelato efficace. Un altro esempio di spesa privata è quella per i medicinali non convenzionali, pari a 1,7 miliardi di euro l'anno.

    Peggiora la qualità della sanità, soprattutto nelle Regioni dove i tagli sono maggiori. Lo sottolinea la ricerca del Censis, secondo cui per il 31,7% degli italiani il Servizio sanitario della propria Regione è peggiorato negli ultimi due anni (lo pensava il 21,7% nel 2009), per il 55,3% tutto è rimasto uguale a prima, e solo per il 13% c'è stato un miglioramento (ne era convinto il 20,3% nel 2009). I cittadini che parlano di un peggioramento sono il 18,7% in più di quelli che avvertono un miglioramento.

    Nel Mezzogiorno (38,5%) e al Centro (34,2%) sono più alte le percentuali di persone che lamentano un peggioramento della sanità. Nelle Regioni con Piano di rientro, più del 38% degli intervistati afferma che la sanità è peggiorata nei due anni precedenti e solo meno dell'8% dichiara che è migliorata (con un saldo tra miglioramento e peggioramento molto negativo, pari a -31%).

    Nelle Regioni senza Piani di rientro i cittadini che parlano di un peggioramento sono il 23,3%, mentre per il 19,4% c'è stato un miglioramento. La sanità, rivela il Censis, peggiora dunque nelle Regioni in cui i Piani di rientro hanno imposto controlli rigidi della spesa e tagli a servizi e prestazioni: in queste Regioni si spende meno rispetto al passato, ma per ora non si spende meglio.
     
     
     
    http://www.repubblica.it/salute/2012/03/15/news/sanit_i_tagli_pesano_sugli_italiani_spesa_privata_sempre_pi_alta-31569815/?ref=HREC1-4

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  • La linea di Clini sugli Ogm «Possono portare benefici»
    Corrado Clini, ministro per l'Ambiente, cosa sta succedendo a Bruxelles sugli Ogm? State litigando all'interno della Ue?
    «A Bruxelles per la prima volta si è spaccato il fronte degli Stati membri che sono sempre stati contrari agli Ogm, a prescindere».
    Dunque?
    «Alcuni Paesi, fra cui l'Italia (e la Spagna e la Svezia e l'Ungheria), hanno accolto la proposta della presidenza danese, ovvero: il fatto che la Ue possa concedere sì le autorizzazioni agli Ogm, ma che poi ogni singolo Stato membro ha il potere esplicito di vietarle al suo interno». Questo cosa significa? Che anche l'Italia ha intenzione di aprire agli Ogm?
    «Non un apertura tout court , però...».
    Però?
    «Dico che in Italia bisogna aprire una seria riflessione che deve coinvolgere la ricerca e la produzione agricola sul ruolo dell'ingegneria genetica e di alcune possibili applicazioni degli Ogm».
    Cosa vuole dire?
    «In Italia la posizione contro gli Ogm è bipartisan e da sempre compromette, in generale, la ricerca sugli ingegneria genetica applicata all'agricoltura, e alla farmaceutica, e anche a importanti questioni energetiche. Un grave danno».
    In che senso?
    «La paura nei confronti degli organismi geneticamente modificati riguarda principalmente la possibilità che venga alterata la tipicità dei nostri prodotti agricoli. Eppure esiste un paradosso».
    Quale?
    «Senza l'ingegneria genetica oggi non avremmo alcuni fra i nostri prodotti più tipici. Il grano duro, il riso Carnaroli, il pomodoro San Marzano, il basilico ligure, la vite Nero D'Avola, la cipolla rossa di Tropea, il broccolo romanesco: sono stati ottenuti grazie agli incroci e con la mutagenesi sui semi».
    Davvero?
    «Sì».
    E quindi?
    «Quindi bisogna stare molto attenti all'importanza della ricerca. L'ingegneria genetica in agricoltura può creare semi nuovi e questi semi nuovi possono essere anche molto pericolosi, non ci sono dubbi. Su questo condivido le preoccupazioni della Coldiretti, diverse da quelle di Confagricoltura. Ma, come abbiamo detto sopra, si deve tenere presente che l'ingegneria genetica può portare molti benefici. Se poi andiamo al di là dell'agricoltura di tipo alimentare gli effetti positivi degli Ogm diventano davvero molti».
    In quali settori?
    «In tutta l'agricoltura non alimentare, ad esempio: come le culture tessili, il pioppo, la canna, le graminacee, il sughero. Ma possiamo tenere presente che gli Ogm sono importanti per creare specie resistenti a condizioni estreme in zone marginali soggette a dissesto idrogeologico e alla siccità. Ma non solo».
    Cosa altro?
    «Un'altra area molto interessante per l'applicazione degli Ogm non competitivi con le produzioni agricole sono le coltivazioni di specie con alto potere energetico: biocarburanti di seconda generazione e la filiera chimica verde. Per non parlare delle applicazioni nei Paesi esteri».
    Quali sono?
    «Nei Paesi in via di sviluppo: si possono applicare semi di Ogm per frutti o prodotti alimentari addittivati con vitamine o con vaccini. Ma possiamo parlare anche degli Ogm che verranno usati adesso in Giappone».
    In Giappone? Per cosa?
    «Gli Ogm salveranno l'agricoltura della tragedia post tsunami. Ricercatori giapponesi e inglesi stanno lavorando a una pianta di riso in grado di resistere al sale e dunque che può essere coltivata nelle aree colpite dall'acqua dello tsunami dello scorso anno».
    Come ci mettiamo in Europa, alla fine?
    «A Bruxelles abbiamo deciso di rinviare tutta la discussione al prossimo giugno, sostanzialmente dopo le elezioni francesi. Ma credo che la direzione di lasciare lavorare l'Ue sull'ingegneria genetica anche nel settore degli Ogm non verrà abbandonata. Con la sovranità dei Paesi membri di avere il potere di vietare, ovviamente». 


    http://www.corriere.it/politica/12_marzo_15/arachi-la-linea-di-clini-sugli-ogm_e3ca3ccc-6e65-11e1-850b-8beb09a51954.shtml

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  • No alla class action se non vi sono risorse strumentali, finanziarie ed umane
    Nel giudizio di sussistenza della lesione per la proposizione della class action in materia di servizi organizzativi della giustizia, il giudice deve tenere in considerazione le risorse strumentali finanziarie ed umane concretamente a disposizione delle parti intimate. E' quanto ha affermato il TAR Lazio, con la sentenza 13 febbraio 2012, n. 1416.
    La vicenda trae origine da una diffida, da parte dell'Associazione Forense di Reggio Emilia, al Consiglio Superiore della Magistratura ed al Ministero della Giustizia, ad adottare, entro un termine di novanta giorni, tutti gli atti necessari al fine di ripristinare un efficiente ed adeguato funzionamento dei servizi organizzativi di giustizia presso il Tribunale della medesima città.
    L’art. 1 del d.lgs. 198/2009 - attuazione dell’art. 3 della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ricorso per l’efficienza delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici - dispone che, al fine di ripristinare il corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un servizio, i titolari di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei per una pluralità di utenti e consumatori possono agire in giudizio nei confronti delle amministrazioni pubbliche e dei concessionari di servizi pubblici, se derivi una lesione diretta, concreta ed attuale dei propri interessi, dalla violazione di termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali obbligatori e non aventi contenuto normativo da emanarsi obbligatoriamente entro e non oltre un termine fissato da una legge o da un regolamento, dalla violazione degli obblighi contenuti nelle carte di servizi ovvero dalla violazione di standard qualitativi ed economici stabiliti, per i concessionari di servizi pubblici, dalle autorità preposte alla regolazione ed al controllo del settore e, per le pubbliche amministrazioni, definiti dalle stesse in conformità alle disposizioni in materia di performance contenute nel d.l. 27 ottobre 2009, n. 150, coerentemente con le linee guida definite dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 13 del medesimo decreto e secondo le scadenze temporali definite dal d.l. 27 ottobre 2009, n. 150.
    Di particolare importanza è il quarto comma del d.l. 198/2009, il quale dispone che, ricorrendo i presupposti di cui sopra, il ricorso può essere proposto anche da associazioni o comitati di tutela degli interessi dei propri associati, appartenenti alla pluralità di utenti e consumatori di cui al primo comma.
    Secondo il giudice amministrativo, la class action per l’efficienza della pubblica amministrazione costituisce uno strumento di tutela di interessi diffusi, aggiuntivo rispetto a quelli previsti dal codice del processo, azionabile da singoli “titolari di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei per una pluralità di utenti e consumatori” od anche da “associazioni o comitati a tutela degli interessi dei propri associati” comunque appartenenti a tale pluralità.
    La fondatezza dell’azione collettiva in tema di efficienza della pubblica amministrazione, postula che la lesione diretta, concreta ed attuale degli interessi derivi: a) dalla violazione di termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali obbligatori e non aventi contenuto normativo da emanarsi obbligatoriamente entro e non oltre un termine fissato da una legge o da un regolamento; b) dalla violazione degli obblighi contenuti nelle carte di servizi; c) dalla violazione di standard qualitativi ed economici, stabiliti dall'art. 1 sopra accennato.
    In relazione a questi ultimi, occorre considerare che, ai sensi del richiamato comma 1-bis dell’art. 1, d.lgs. 198/2009, nel giudizio di sussistenza della lesione il giudice deve tenere conto delle risorse strumentali, finanziarie ed umane concretamente a disposizione delle parti intimate.
    Nella specie, in considerazione delle risorse a disposizione del Ministero della Giustizia, in merito al personale amministrativo, nonché del CDM, per quanto riguarda il personale di magistratura, la lesione non è stata ritenuta sussistente dal TAR del Lazio.




    http://www.altalex.com/index.php?idnot=56090

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  • Condizionatore rumoroso? Reato escluso se disturba numero definito di persone
    In tema di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, la relativa contravvenzione non sussiste nei casi in cui i rumori arrechino disturbo ai soli occupanti di un appartamento, all'interno del quale sono percepiti, e non ad altri soggetti abitanti nel condominio in cui è inserita detta abitazione ovvero nelle zone circostanti.
    E’ questo il principio stabilito dalla Cassazione con la sentenza 14 dicembre 2011 – 11 gennaio 2012, n. 270. Infatti, in tale ipotesi non si produce il disturbo, effettivo o potenziale, della tranquillità di un numero indeterminato di soggetti, ma soltanto di quella di definite persone, sicché un fatto del genere –si legge nella sentenza può costituire, se del caso, illecito civile, come tale fonte di risarcimento di danno, ma giammai assurgere a violazione penalmente sanzionabile.
    Nel caso di specie, il Tribunale di Lecce aveva condannato il ricorrente per cassazione – titolare di una gioielleria - alla pena di euro 30.000 di ammenda per il reato di cui all'art. 659 c.p.. In buona sostanza, il commerciante aveva causato disturbo del riposo e delle occupazioni delle persone per via di un condizionatore rumoroso.
    Il ricorrente contesta la decisione sotto diversi profili. In particolare, per costituire mero illecito amministrativo il fatto di aver superato i limiti di rumore, provenienti dal condizionatore installato nel suo locale adibito a gioielleria, come determinati dalla l. n. 447/1995; per aver fondato la decisione dì condanna su un accertamento tecnico sulla rumorosità dell'impianto senza preavviso e quindi in violazione del principio del contraddittorio nella formazione della prova. Infine, per violazione della norma penale che configura una condotta punibile in quanto reca disturbo ad un numero indeterminato di persone e non invece, come nel caso di specie ad una sola persona. Come si è detto la Cassazione accoglie il ricorso ritenendo decisiva la circostanza che nel caso di specie non si rinvengono tutti gli elementi costitutivi del reato come configurato.
    Infatti, l’evento incriminato deve necessariamente essere risentito da un numero indeterminato di persone, pur se, poi, in concreto soltanto alcune persone se ne possano lamentare, quindi esso non ha fondamento.
    In tale ipotesi non si produce il disturbo, effettivo o potenziale, della tranquillità di un numero indeterminato di soggetti, ma soltanto di quella di definite persone, sicché – sostengono i giudici di Piazza Cavour - un fatto del genere può costituire, se del caso, illecito civile, come tale fonte di risarcimento di danno, ma giammai assurgere a violazione penalmente sanzionabile. Inoltre, nel caso affrontato, non era possibile sostenere che il rumore provenisse dall’esercizio della professione o di un mestiere rumoroso, non potendosi certo ritenere tale una gioielleria nei cui locali vengono installati condizionatori d’aria».
    Da qui l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata perché il fatto non sussiste.


    http://www.altalex.com/index.php?idnot=55409

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  • Infortunio sul lavoro, datore responsabile se la condotta incauta del lavoratore rientra nell'area di rischio propria della lavorazione svolta
    "In materia di infortuni sul lavoro, la condotta incauta del lavoratore infortunato non assurge a causa sopravvenuta da sola sufficiente a produrre l'evento quando sia comunque riconducibile all'area di rischio propria della lavorazione svolta: in tal senso il datore di lavoro è esonerato da responsabilità solo quando il comportamento del lavoratore, e le sue conseguenze, presentino i caratteri dell'eccezionalità, dell'abnormità, dell'esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo e alle direttive di organizzazione ricevute.". E' quanto ribadito dalla Corte di Cassazione che, con sentenza n. 9173 del 2012, ha altresì affermato che nel caso di specie (un datore di lavoro, aveva consentito, anche per scarsa informazione, che l'operaia provvedesse alla rimozione di rolle sui tamburi della macchina denominata "filatoio ad anelli", mentre era in moto e senza presidi idonei per intervenire a tale finalità, così determinando l'asportazione di due falangi della mano sinistra) non può attribuirsi ad un comportamento negligente della persona offesa la causa dell'incidente. Infatti, non solo l'operazione a macchina in movimento presso l'azienda era consentita, ma, come correttamente segnalato nella sentenza di merito, la lavoratrice ha subito l'infortunio mentre svolgeva la sua ordinaria attività di lavoro presso la macchina che gli ha procurato l'infortunio e che era priva di adeguati dispositivi di protezione. Pertanto "la circostanza che la persona offesa, presa dalla routine del lavoro e da un eccesso di sicurezza ed in adempimento di prassi aziendali, abbia avvicinato imprudentemente la mano agli organi in movimento della filatrice, non costituisce comportamento abnorme idoneo ad interrompere il nesso causale tra la condotta omissiva del datore di lavoro e l'evento, condotta connotata da colpa, tenuto conto che le cautele omesse erano proprio preordinate ad evitare il rischio specifico (lesione alla mano sinistra) che poi concretamente si è materializzato nell'infortunio.". Infondato, dunque, il ricorso del datore di lavoro, condannato in primo e secondo grado per il delitto di lesioni colpose in danno dell'operaia infortunata, ma rigettato solo agli effetti civili; infatti agli effetti penali la sentenza è annullata senza rinvio per intervenuta prescrizione.



    http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_11628.asp

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  • Cassazione, "Tariffa rifiuti non assoggettabile all' IVA"
    Rimborso Iva sulla Tariffa rifiuti. E’ la grande novità che la Cassazione, con sentenza 3756 depositata l’8 marzo 2012, ha sentenziato definendo la Tariffa rifiuti “non assoggettabile all’ IVA del 10% in quanto costituisce un’ entrata tributaria e non un corrispettivo per il servizio reso”, ovvero un tributo e non un’ entrata di natura patrimoniale come invece affermato più volte dall’Agenzia delle Entrate. Per procedere con il rimborso dell’Iva pagata sulla Tariffa rifiuti TIA1 e TIA2 (la meglio nota Tarsu), è necessario compilare il nuovo modello unico IRT 2012 (entro le ore 10,00 del 30 marzo)   in cui si sono state introdotte le nuove direttive della Cassazione e le apposite categorie di riferimento dalla Persona Fisica alle società di persone e capitale agli enti commerciali. Il rimborso dovrà per legge essere elargito entro 60 giorni dall’avvenuta ricezione della sua richiesta.

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  • Stadio "Dietro la Vigna" di Piscinola, oggi incontro per riqualificazione. Pisani: "Dopo le denunce e le segnalazioni , adesso non vogliamo più aspettare. Che il Comune intervenga"
     Stadio “Dietro la Vigna” di Piscinola. Le difficoltà oggettive in cui sono costretti a giocare ed allenarsi i “guerrieri” numero 2 della città di Napoli, i giocatori del Ctl Campania ai vertici della classifica di serie D, mobilita l’Ottava Municipalità che, in seguito alle numerose segnalazioni e richieste di intervento mandate al Comune, ha oggi indetto alle ore 13.00 presso la presidenza dell’Ottava Municipalità, sita in viale della Resistenza comp.12 a Scampia, un incontro con le istituzioni locali “per l’individuazione di soluzioni rapide tese alla riqualificazione della struttura”.
    E sì, perché attualmente, come ribadisce ancora una volta il presidente dell’Ottava Municipalità Angelo Pisani, “l’impianto sportivo si presenta in uno stato di fatiscenza, di insicurezza e di degrado inammissibili e di sicuro in condizioni non idonee e degne di una squadra di serie D che rappresenta Napoli tra i dilettanti”. Sono mesi, infatti, che il presidente Pisani invoca risposte per il ripristino e la manutenzione dello stadio. Poco tempo fa il numero uno del Parlamentino ha già denunciato l’inagibilità della struttura che “non ha nemmeno l’erba sintetica ed un impianto di illuminazione adeguato” sottolineando che tale degrado minacciava anche di far perdere al territorio “il primato e il vanto di possedere una squadra di calcio così importante”. Proprio come accaduto all’Inter Napoli che per i medesimi motivi si è trasferita a Marano.
    “L’aministrazione comunale finora non ha mostrato sensibilità né ha stanziato risorse per gli impianti sportivi del nostro territorio rimanendo sorda alle urgenze di cui più volte abbiamo interessato sia il sindaco De Magistris che l’assessore comunale allo Sport Tommasielli – ha dichiarato Pisani -. Per affrontare il problema una volta e per tutte abbiamo oggi indetto un incontro pubblico invitando ad intervenire sindaco, assessore e tutti i soggetti competenti al fine di mettere in sinergia tutti gli organi istituzionali e trovare una soluzione per la riqualificazione dello stadio . Non è pensabile privare di manutenzione e pulizia uno dei centri fondamentali per tutta la Municipalità sia per la valenza sportiva che di aggregazione sociale, soprattutto per i giovani. Adesso noi vogliamo i fatti, non siamo più disposti ad aspettare”.    

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  • La ricerca. In Campania e al Sud il cancro uccide di più
    In Campania e nel Mezzogiorno si muore prima che in altre aree del Paese. Non lascia spazio a dubbi l’indagine condotta dagli esperti dell’Università di Torino, che è stata illustrata all’Istituto dei tumori «Pascale», guidato da Tonino Pedicini.

    Ad ascoltare numeri e statistiche c’era il ministro della Salute Renato Balduzzi che ha indicato come obiettivo prioritario «il superamento delle disuguaglianze e l’arretratezza di alcune aree. Da questo punto di vista, la Campania sta fornendo risposte adeguate». La strada, però, resta in salita. Nella regione si contano infatti 21mila nuovi casi all’anno di cancro, 12.300 vittime e una spesa di 362 milioni. Il profondo divario tra Nord e Sud è dovuto a molteplici cause. In cima alla lista figurano le condizioni socio-economiche del Meridione: «Dove c’è maggiore povertà - ha spiegato Giuseppe Costa, docente del dipartimento di Scienze cliniche e biologiche dell’Ateneo torinese - si concentrano anche le malattie».

    L’aumento delle patologie tumorali è inoltre strettamente collegato alle condizioni ambientali, come rimarcato dai senatori Raffaele Calabrò e Vincenzo De Luca: basti pensare che degli oltre 5,5 milioni di persone che vivono in siti inquinati quasi il 50 per cento si trova nel Mezzogiorno. Un discorso simile riguarda l’inquinamento atmosferico che raggiunge i livelli massimi nelle aree metropolitane di Napoli e Roma nonché naturalmente nella pianura padana. E ancora ad accorciare la vita di uomini e donne del Sud sono fattori culturali come la scarsa prevenzione, la ridotta attività fisica, la percentuale di diabetici, l’obesità: su quest’ultima emergenza la Campania detiene il record negativo. L’immediata conseguenza di questa situazione è la mobilità passiva dei pazienti, che contribuisce ad aumentare le differenze tra una parte e l’altra dell’Italia: l’«esodo» massiccio si verifica in Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. In controtendenza la Campania che, ha spiegato il governatore Stefano Caldoro, «negli ultimi due anni ha ridotto del 10 per cento la quota di ammalati che ha scelto altre regioni per curarsi». In particolare si sono ricoverati fuori regione soprattutto i residenti nel Mezzogiorno (136 per cento in più), i più istruiti (68 per cento in più) e quelli con maggiori possibilità economiche (21 per cento in più).

    E allora, ha chiarito il ministro, è necessario correre ai ripari: «L’Italia ha grandi disuguaglianze che vanno colmate, anche intervenendo sugli sprechi. La discussione per il 2012 deve partire da qui, dove è più marcato questo problema che non può essere ridotto alla sola povertà di risorse». Secondo Balduzzi «la soluzione non deve essere più ospedale o più ospedali, ma un continuum tra sanità territoriale, politica sociale, ambiente, urbanistica e ordine pubblico».

    Uno dei nemici da battere, ha osservato, è proprio la «portabilità coatta del diritto alla salute, dovuta soprattutto a problemi organizzativi»: «Quando i pazienti decidono di farsi curare lontano dal luogo di residenza penalizzano, oltre a se stessi, le tante eccellenze che lavorano nella sanità». Poi l’esponente del governo Monti ha sottolineato gli sforzi compiuti dalla Campania: «Sono sicuro che, quando tornerò in questa regione, riscontrerò un miglioramento». Una mano tesa, dunque, alla battaglia condotta da Caldoro e dagli altri governatori meridionali per il riequilibrio dei criteri del fondo sanitario nazionale. Proprio l’ex ministro socialista ha aggiunto: «I dati confermano che la nostra è una posizione seria. L’anno scorso ho conquistato 70 milioni di euro in più ma c’è ancora molto lavoro da fare per raggiungere la quota di 350 milioni che ci viene sottratta a causa di parametri sbagliati. Nonostante ciò, stiamo ottenendo risultati positivi, come ha riconosciuto Balduzzi».

    In questa direzione il capogruppo regionale del Pd Giuseppe Russo ha invitato il governatore ad «attivarsi per promuovere una conferenza meridionale sulla salute allo scopo di avviare un urgente e produttivo confronto con l’esecutivo nazionale». Immediata la replica del presidente della commissione Bilancio, Massimo Grimaldi: «Caldoro ha sempre incoraggiato, nelle sedi opportune, il confronto sui grandi temi, determinante per migliorare le condizioni di vita dei cittadini meridionali».




    http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=185728&sez=NAPOLI

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  • Fisco: il garante attacca controlli. Corte Conti: troppe tasse per gli onesti
    Le nuove norme sulla trasparenza amministrativa nei controlli fiscali rappresentano ''strappi forti allo Stato di diritto''. Lo ha detto il Garante per la privacy, Francesco Pizzetti, aggiungendo che ''e' una fase di emergenza dalla quale uscire al piu' presto'' altrimenti ''lo spread fra democrazia italiana e occidentali crescerebbe''.
    "Finora, noi potevamo assicurare alle imprese e alle persone giuridiche un alto livello di protezione. Oggi tutto questo non è più possibile", ha detto Pizzetti, definendo "un errore" la scelta di ridurre l'applicabilità del codice per la privacy contenuta nel 'decreto Sviluppo' e nel 'Salva Italia'.
    IMPRESE E COMMERCIO - Poi c'e' la questione delle imprese. "Mentre sono aumentate le richieste di cooperazione da parte degli operatori pubblici, tra gli operatori privati è rimasta alta la diffidenza nei nostri confronti. I recenti provvedimenti, che hanno ridotto il nostro ruolo rispetto alle attività delle imprese e quelli adottati per favorire le telefonate promozionali non richieste ne sono testimonianza", ha aggiunto. "Attenzione alle liste dei buoni e dei cattivi. Attenzione ai bollini di qualunque colore siano. Le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni", ha affermato Pizzetti, riferendosi alle ultime norme e proposte per i commercianti non in regola con il fisco.
    'GOGNE MEDIATICHE' - "La gogna, in qualunque forma, materiale o mediatica che sia, è sempre uno strumento pericoloso, anzi pericolosissimo". Lo ha detto il presidente del Garante per la privacy Francesco Pizzetti. "Nessuno, in una società democratica - ha aggiunto -, potrà mai chiedere e ottenere di porre limiti al diritto dei giornalisti di sapere, conoscere e informare. Ma il loro stesso codice deontologico contiene regole chiare sulla necessità di rispettare i principi di essenzialità delle informazioni, di tutelare i minori, di rispettare la dignità delle persone, specialmente nell'ambito sanitario e sessuale". "Accade spesso - ha proseguito - anche che i protagonisti dei fatti di cronaca e i loro familiari si espongano senza limiti a un'informazione mediatica che diventa dichiaratamente spettacolo puro. Purtroppo in questi casi, prima del diritto e dello stesso Codice deontologico dei giornalisti, è il buon gusto e talvolta persino il senso di umana pietà che dovrebbe guidare i media. Non sempre avviene così e non sempre soltanto per il comportamento dei professionisti dell'informazione".
    TELEMARKETING 'AGGRESSIVO' CON NUOVE NORME - "Nel corso del 2011 nel nostro mondo economico si è manifestata una spinta a un telemarketing sempre più aggressivo". Lo ha detto il presidente dell'Autorità Garante per la Privacy, Francesco Pizzetti, nel discorso di conclusione dei sette anni di mandato. "Si sono introdotte modifiche legislative - ha proseguito - che hanno consentito di passare dal consenso espresso, come condizione per poter inviare pubblicità telefonica all'attuale sistema basato sul Registro delle opposizioni. A molti mesi dall'entrata in vigore del nuovo sistema possiamo dire che esso non funziona. Le segnalazioni dei cittadini hanno ormai raggiunto un ritmo giornaliero preoccupante. Una maggiore attenzione ai nostri avvertimenti sarebbe stata opportuna. Un'eccessiva aggressività commerciale che si trasforma in prepotenza e danneggia anche le imprese".
    CORTE CONTI:FISCO OLTRE 45%, TROPPO SU CITTADINI FEDELI - Il peso delle tasse punta a superare il 45% ''un livello che ha pochi confronti nel mondo''. Lo afferma il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino secondo il ''il nostro sistema e' disegnato in modo da far gravare un carico sui contribuenti fedeli eccessivo''.
    Le manovre di aggiustamento 2011 "sulla spinte dell'emergenza" - spiega il presidente dei magistrati contabili - hanno operato "soprattutto sul lato dell'aumento della pressione fiscale piuttosto che, come sarebbe stato desiderabile, dal lato della riduzione della spesa".
    "Una volta attenuatesi le condizioni di emergenza per poter aprire lo spazio ad una riduzione della pressione fiscale che aiuti il rilancio dell'economia ma non comprometta l'equilibrio di bilancio è necessario lavorare con tenacia e determinazione alla riduzione della spesa. Salvaguardando per quanto possibile quella sua parte che ha effetti benefici sulla propensione alla crescita". Lo afferma il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino in audizione a Montecitorio.
    La Banca d'Italia - ricorda il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino - prevede che il calo dello spread a quota 200 determinerà un aumento di un punto della crescita del Pil stimato dalla Banca d'Italia. Questo "da solo sarebbe sufficiente a determinare entrate fiscali aggiuntive di importo pari a quelle attese dal previsto innalzamento di due punti dell'aliquota Iva ordinaria". Cioé risorse equivalenti a "quelle necessarie per aumentare di circa un quarto la spesa per investimenti fissi delle Pa".
    "Anche in condizioni di pareggio di bilancio e per quanto il risanamento faccia flettere lo spread ancora a lungo avremo a che fare con elevati oneri per interessi del debito". Lo sottolinea il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, segnalando la necessità "di non rinunciare a ridurre lo stock attraverso la cessione di quelle parti del patrimonio non funzionali allo svolgimento dei compiti essenziali e non oggetto di tutele artistiche o simili".




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  • Sciopero nazionale 4 ore di bus-metro
    Disagi oggi nel trasporto pubblico locale, in particolare per chi si deve spostare in metropolitana a Roma e Milano, sulla Circumvesuviana a Napoli o con le ferrovie concesse in Lombardia - a rischio i collegamenti fra Milano e l'aeroporto di Malpensa - o con le autolinee, per lo sciopero nazionale di quattro ore, dalle 10 alle 14, degli autoferrotranvieri del sindacato Orsa.

    Problemi per gli spostamenti anche con gli autobus a Milano e con le autolinee, tra l'altro, in Sicilia, Emilia Romagna, Umbria, Campania. I circa duemila autoferrotranvieri - macchinisti, capitreno, autisti - dell'Orsa protesteranno sia per il mancato rinnovo del contratto di lavoro da tre anni e di cui non è stata corrisposta l'indennità di vacanza contrattuale, sia perché la sigla sindacale non viene convocata dall'l'Associazione delle società ed enti del trasporto pubblico locale (Asstra) al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto della categoria a differenza - spiega il macchinista ed esponente della segreteria regionale lombarda dell'Orsa, Walter Volpi - dei tavoli per il contratto della mobilità e delle attività ferroviarie. Ma anche perché "il cosiddetto decreto 'Cresci Italia' in fase di discussione in sede parlamentare contiene l'ennesima accelerazione dei processi di liberalizzazione che, in alcuni casi, sconfinano in vere e proprie privatizzazioni di alcuni segmenti dei trasporti" per cui "sarà il minor costo del lavoro l'elemento sul quale le Aziende vinceranno le gare".

    La protesta sarà regolata in modo diverso a seconda delle città nel rispetto delle fasce di garanzia. A Roma, lo sciopero dei mezzi Atac sarà tra le 8.30 e le 12.30 e la circolazione di bus, tram, metropolitane e ferrovie Roma-Giardinetti, Roma-Lido e Roma-Civitacastellana-Viterbo, potrebbe subire rallentamenti o interruzioni di servizio. I bus extraurbani Cotral sospenderanno le corse dai capolinea nella stessa fascia oraria. A Milano la protesta sarà dalle 8.45 alle 12.45 e sarà sospeso il pagamento per accedere all'Area C. La sospensione riguarda anche il provvedimento di Regione Lombardia, in vigore ogni anno dal 15 ottobre al 15 aprile. Oggi potranno circolare anche i veicoli diesel Euro 0, 1 e 2, quelli a benzina Euro 0 e tutti i motocicli.




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  • Equitalia tenuta al rispetto delle circolari amministrative (il caso del rimborso dell’IVA indebitamente versata)
    Con la sentenza n. 3907 del 12 marzo scorso la Cassazione ha affrontato il ricorso di Equitalia contro la sentenza della Commissione Tributaria Regionale la quale aveva negato il diritto della stessa al rimborso dell’IVA indebitamente versata sugli aggi esattoriali percepiti per la riscossione dei contributi consortili; tale somma, a detta della ricorrente, non sarebbe stata dovuta ai sensi dell’art. 10, n. 5., d.p.r. 633/72, in considerazione della natura tributaria dei contributi consortili, come previsto dalla circolare del Ministero delle Finanze n. 52/E del 26 febbraio 1999.
    Secondo la Commissione Tributaria Regionale, l’istanza di rimborso presentata da Equitalia andava rigettata in ragione della sua tardività, giusto il termine decadenziale di due anni dalla data del pagamento stabilito dall’articolo 21 D.Lgs. 546/92.
    Nel ricorre in Cassazione, Equitalia, ribadendo la tempestività della propria istanza di rimborso, evidenziava come la Commissione Tributaria Regionale avrebbe dovuto far decorrere il termine di cui all’articolo 21 D.Lgs. 546/92 non dalla data dei pagamenti, ma dalla data della circolare n. 52/E del 26 febbraio 1999.
    La Cassazione, pur riconoscendo in generale la correttezza del principio utilizzato dalla Commissione Tributaria Regionale secondo cui le risoluzione dell’amministrazione finanziaria interpretative della normative devono ritenersi inidonee a costituire un diritto prima insussistente, ha riconosciuto la sua inapplicabilità nel caso di specie, stante la peculiarità della posizione di soggezione del concessionario, che, in quanto vincolato al rispetto delle direttive e delle istruzioni dell’Amministrazione, non può discostarsi dalle circolari amministrative.
    Nel caso di specie, quindi, in assenza di una disciplina specifica, il termine biennale di decadenza previsto dall’articolo 21, secondo comma, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, deve farsi decorrere non già dalla data del versamento dell’imposta, ma dall’emanazione della circolare n. 52/E del 1999.
    Il valore meramente riconognitorio di diritti ed obblighi, normalmente ricollegabile all’interpretazione ministeriale, non esclude infatti, nella specie, la possibilità di attribuire valore determinate alla circolare, tenuto come detto conto della posizione di soggezione del concessionario, il quale non poteva discostarsi dalla circolari amministrative che fino a quel momento avevano negato il diritto al rimborso.



    http://www.dirittobancario.it/giurisprudenza/fiscalita/equitalia-tenuta-al-rispetto-delle-circolari-amministrative-il-caso-del-rimborso-iva

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  • SLA e diritti personalissimi: sì al testamento mediante comunicatore oculare
    Il soggetto che sia affetto da SLA (sclerosi laterale amiotrofica) ha diritto a dettare il proprio testamento attraverso lo strumento denominato comunicatore oculare, e con l’ausilio del proprio amministratore di sostegno. Al contrario, la perdita della facoltà di testare a causa della propria malattia si tradurrebbe in una discriminazione basata sulla disabilità.
    Questo quanto affermato nel decreto 12 marzo 2012, emanato dal Giudice Tutelare del Tribunale di Varese, ritenendo pertanto sussistente, a favore dei pazienti affetti da SLA, il diritto di comunicare non verbalmente, attraverso l’ausilio della strumentazione che la moderna tecnologia offre.
    A favore di un uomo, affetto da SLA, nel gennaio 2012 è stata nominata la propria sorella quale amministratrice di sostegno. In tale occasione è stato sentito dal giudice, presso la sua abitazione, attraverso un comunicatore oculare. Detto individuo è incapace a sottoscrivere le sue volontà, pur potendole manifestare, a causa dell’impossibilità di poter utilizzare gli arti. L’amministratrice di sostegno ha presentato al giudice le volontà testamentarie di detto soggetto, non sottoscritte, chiedendo di autorizzare la sua sostituzione, con rappresentanza, al beneficiario, per presentare ella stessa, come amministratrice, il testamento.
    Il Giudice Tutelare ha quindi riconosciuto che il paziente “gode del diritto a comunicare le sue volontà ed ha anche diritto a che le stesse siano rese effettive”.
    Infatti, se l’individuo affetto da SLA vuole fare testamento, impedirgli di farlo a causa della malattia si tradurrebbe in una discriminazione, alla luce dell’attuale quadro normativo internazionale ed interno. Di conseguenza occorre apprestare, in favore del paziente, meccanismi di “sostituzione” giuridica mediante i quali il rappresentante raccolga la volontà dell’individuo e la renda efficace nell’ordinamento, firmando gli atti in nome e per conto del rappresentato, nel rispetto di quanto raccolto. Alla luce di ciò il Giudice Tutelare ha provveduto a nominare un curatore speciale in favore dell’affetto di SLA, con potere di rappresentanza sostitutiva per la stesura di testamento olografo, e nel rispetto rigoroso delle formalità che egli stesso ha provveduto ad elencare.



    http://www.altalex.com/index.php?idnot=56433

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  • L’esterovestizione configura il reato tributario
    La condotta elusiva che porta ad un indebito risparmio di imposta configura ipotesi di reato.
    Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la dirimente sentenza 28 febbraio 2012, n. 7739 sostenendo che, nei limiti fissati dalle norme sui reati tributari e valutando caso per caso l’elemento psicologico, sono ravvisabili i reati previsti dagli articoli 4 e 5 del D.Lgs. 74 del 2000 (rispettivamente dichiarazione infedele e omessa dichiarazione).
     La fattispecie al giudizio degli ermellini è un caso di esterovestizione compiuto da una nota casa di moda italiana attraverso la costituzione di una società in Lussemburgo alla quale sono ceduti i marchi del gruppo intestati ai due stilisti. Riscontrando l’Amministrazione Finanziaria che la direzione effettiva della società è sostanzialmente locata in Italia, ex art. 73, c. 3 del TUIR, procedeva alla contestazione di esterovestizione. Laddove tale condotta prefiguri un tentativo di evasione, gli ermellini sanciscono che “se le fattispecie criminose sono incentrate sul momento della dichiarazione fiscale e si concretizzano nell’infedeltà dichiarativa, il comportamento elusivo non può essere considerato tout court penalmente irrilevante. Se il bene tutelato dal nuovo regime fiscale è la corretta percezione del tributo, l’ambito di applicazione delle norme incriminatrici può ben coinvolgere quelle condotte che siano idonee a determinare una riduzione o una esclusione della base imponibile”.
    Per il concretamento della fattispecie penale, tuttavia, “occorre che sia raggiunta la soglia di punibilità minima per l’imposta evasa” e che sia riscontrato positivamente l’elemento psicologico, costituito dal fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto.
    Il riconoscimento della rilevanza penale per le condotte elusive spetterà al giudice penale che potrà giungere a conclusioni diverse da quanto riconosciuto in sede di giudizio tributario. Inoltre, dicono i giudici, “nei limiti sopra specificati, non contrasta con il principio di legalità” poiché tale riconoscimento consiste in “un risultato interpretativo conforme ad una ragionevole prevedibilità tenuto conto della ratio delle norme, delle loro finalità e del loro inserimento sistematico. Se il principio di legalità venisse diversamente applicato nella materia di cui si parla si chiuderebbero gli spazi non solo della normativa penale in generale, ma anche di quella speciale di settore: la plurima invocazione del principio di specialità trasformerebbe questo principio in impunità, pur in presenza di una descrizione della fattispecie elusiva provvista dei necessari caratteri di determinatezza”. Viene dunque rispettato, secondo la Corte, il principio di tassatività e determinatezza derivante dal principio di legalità anche qualora il giudice, sulla base di una interpretazione della norma e della condotta del colpevole, ravvisi gli estremi di punibilità in base ad un rapporto di causa ( condotta elusiva) effetto ( violazione di una norma penale).
    La sentenza, oltre a dirimere definitivamente le discordanti precedenti pronunce della Cassazione in materia di configurabilità di reato in caso di elusione (rectius abuso del diritto) affronta importanti temi relativi al fenomeno dell’esterovestizione, tra le quali la non rilevanza, proprio ai fini della condotta penalmente rilevante, delle due sentenze comunitarie “guida” in materia di estero vestizione e libertà di stabilimento – Sent. Halifax (C-255/02 2006) e Centros (C-212/97) -.



    http://www.altalex.com/index.php?idnot=56263

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  • Legittimo il licenziamento del dipendente per riduzione del lavoro manuale derivante dall'evoluzione tecnologica
    La Corte di Cassazione, con sentenza n. 3629 dell'8 marzo 2012, ha riconosciuto la legittimità del licenziamento intimato ad un lavoratore motivato da "crisi settoriale" intesa come "rarefazione dei classico lavoro manuale di ufficio conseguente alla introduzione di nuove tecnologie informatiche necessarie al fine di mantenere la competitività della impresa.". Nel caso di specie, il lavoratore licenziato era contabile di un'azienda, che aveva provveduto all'informatizzazione di gran parte del lavoro con la conseguente diminuzione del "lavoro manuale" che caratterizzava le mansioni del dipendente. Per la Corte territoriale la sussistenza della crisi nel senso così specificato aveva trovato pieno riscontro probatorio, essendo stati dimostrati, sia l'effettiva introduzione di nuove tecnologie informatiche, peraltro mai negata dal ricorrente, sia il conseguente notevole risparmio di tempo tale da rendere esuberante l'organico. La scelta del lavoratore da licenziare era giustificata dal fatto che gli altri dipendenti, adibiti a mansioni equivalenti alle sue, possedevano competenze specifiche di cui il ricorrente era sprovvisto ovvero non potevano essere estromessi dal posto di lavoro perché beneficiari (come ad esempio la maternità) di uno speciale regime di protezione legislativa. Nella decisione impugnata, sottolinea la Suprema Corte, "non sono ravvisabili le insufficienze argomentative lamentate dal lavoratore, non potendo essere ricondotta nel quadro del difetto di motivazione l'ipotesi in cui la sentenza, come nel caso in esame, abbia compiutamente esaminato tutti i punti in contestazione, se pur traendone conseguenze giuridiche difformi da quelle pretese dalla parte, ricorrendo il vizio denunziato solo quando le argomentazioni svolte siano inconciliabili fra loro in modo da elidersi vicendevolmente, e tali da rendere impossibile la identificazione del procedimento logico giuridico seguito". 


    http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_11622.asp



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  • Aumenti record per il carrello della spesa, Pisani: "Famiglie in difficoltà e tavole sempre più povere"
    “Aumenti improponibili che ricadranno come al solito sulle spalle delle famiglie italiane. Non solo i rincari legati al prezzo della benzina hanno trasformato oramai l’auto in un bene di lusso ma adesso  con un carrello della spesa sempre più caro anche comprare il cibo diventerà drammatico e le tavole italiane saranno sempre più povere. Ma la situazione potrebbe anche aggravarsi ulteriormente nel corso dell’anno a causa dell’aumento dell’Iva previsto per il prossimo ottobre”, Lo ha affermato il presidente dell’associazione Noi Consumatori in merito al nuovo aumento registrato oggi dall’Istat che ha rilevato che nel mese di febbraio l'inflazione è aumentata dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,3% nei confronti di febbraio 2011 (era +3,2% a gennaio. A pesare è soprattutto il rincaro del “carrello della spesa”. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza a febbraio sono infatti aumentati dello 0,7% su base mensile e del 4,5% su base annua (rispetto al +4,2% di gennaio). Si tratta dell'aumento maggiore dall'ottobre del 2008. Particolarmente forte è stato l'aumento dei prezzi dei Vegetali freschi (+8,7% in termini congiunturali).

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  • Donne e Sport. Dal centro alla periferia
    Il presidente dell’Ottava Municipalità Angelo Pisani annuncia il convegno “Donne e Sport. Dal centro alla periferia” che si terrà il giorno 16 marzo alle ore 16.00 presso l’ Auditorium di Scampia, in viale della Resistenza comp. 12. L’incontro, che sarà moderato dalla dott.ssa Ornella Barbato, Responsabile allo Sviluppo del Territorio dell’Ottava Municipalità, rientra nell’ambito delle iniziative incentrate sulla donna che l’Ottavo Parlamentino ha organizzato nel mese di marzo. Oltre al presidente del Municipio Angelo Pisani, interverranno la dott.ssa Maria Rosaria Guidi, assessore dell’ Ottava Municipalità, la dott.ssa Giuseppina Tommasielli, assessore allo Sport e Pari Opportunità del Comune di Napoli, la dott.ssa Giovanna Del Giudice,  assessore alle Pari Opportunità e Politiche Giovanili della Provincia di Napoli. Inoltre daranno il loro contributo all’evento il Presidente del Consiglio Nazionale A.I.C.S. Raffaele Andreozzi  e le atlete che si sono distinte a livello nazionale ed internazionale.
    “Il convegno fa parte della serie di iniziative del mese di marzo che abbiamo voluto dedicare alla figura ed al ruolo della donna nella nostra realtà – dichiara il presidente Angelo Pisani -.  Sono infatti tantissime le donne che si sono distinte nello sport  e che vanno valorizzate per il loro impegno e talento. L’incontro, inoltre  – aggiunge Pisani –, fa parte anche della serie di iniziative ed appuntamenti di confronto e dibattito tra cittadini ed istituzioni che vogliamo promuove e portare avanti ogni mese su tutto il territorio della Municipalità”.

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  • Pisani, avv. Maradona: "Presto Diego sarà a Napoli"
    L'avvocato di Diego Armando Maradona, Angelo Pisani, intervistato da 'Radio Sport 24' ha fatto chiarezza sulla vicenda che riguarda il suo assistito rivelando che presto l'ex giocatore potrebbe tornare il suo ritorno in Italia e a Napoli: “Maradona potrebbe tornare anche domani in Italia, basta che il fisco lo dichiari estraneo a questo e questo grande equivoco che è la sua situazione tributaria. Stiamo organizzando una conferenza stampa per la prossima settimana in cui Maradona spiegherà a tutti la propria posizione. Lui non vuole né favoritismi né sconti, ma solo far capire che la situazione è diversa da quella prospettata dall'Agenzia delle Entrate. Quando? Già la prossima settimana, ma non a Napoli, magari a Milano o Roma. - continua l'avvocato Pisani – Maradona risultata vittima di un gravissimo errore. Il Napoli Calcio per lo stesso caso ha fatto ricorso e lo ha vinto nel 1992, quindi non vedo perché per Maradona dovrebbe essere diverso. La sua reazione? Quando ho prospettato a Diego l'eventualità di risolvere i problemi con il fisco, lui aveva le lacrime agli occhi. È ancora legatissimo a Napoli e fra i suoi progetti c'è quello di creare una fondazione per sostenere i bambini di Scampia”. 



    http://www.tuttomercatoweb.com/napoli/?action=read&idnet=dHV0dG9uYXBvbGkubmV0LTg3MzA1

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  • Addio alla tessera del tifoso. Arriva la "fidelity card"
    Addio alla tessera del tifoso: lo ha annunciato il direttore generale della Figc, Antonello Valentini. La tessera, secondo il Viminale, ''ha dato grandi risultati'' nelle due stagioni in cui è stata adottata. Ma adesso sarà trasformata in una fidelity card. Come da noi annunciato (vedi Spy Calcio del 23 gennaio) e auspicato adesso il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, che ha preso il posto di Roberto Maroni, ha deciso, saggiamente, che bisogna venire incontro ai tifosi e non rendere loro la vita difficile, come successo a volte (troppe volte) in passato. Sì, perché era diventata, in qualche situazione, davvero una tessera di polizia, una schedatura supplementare (tanto coi biglietti nominativi si è già schedati...), o una tessera business che agevolava solo le banche. E i club, molti club, non avevano capito che dovevano venire incontro ai loro tifosi, come fanno Barcellona o Manchester United, e non creare loro problemi coi biglietti o, peggio, con le trasferte. Ora, finalmente si volta pagina: dal prossimo anno arriva una vera e propria fidelity card. ''Sarà - ha spiegato Valentini - meno di controllo e più legata alla responsabilità dei tifosi e dei club, con procedure snellite e molti servizi per chi se ne dota".

    Secondo il Viminale, si tratta di una "evoluzione" della tessera del tifoso che, lo ricordiamo, è stata sottoscritta da molti sostenitori  (oltre un milione) solo perché obbligatoria per abbonarsi e/o per andare in trasferta. Ma ne avrebbero fatto volentieri a meno. Il capo della polizia, Antonio Manganelli, ha però spiegato che "la tessera del tifoso manterrà inalterate le sue caratteristiche fondamentali già evidenziatesi negli ultimi due campionati, a cominciare dalla necessità del suo possesso per le trasferte e gli abbonamenti, sia per questo che per il prossimo campionato di calcio". Manganelli ha aggiunto che "il fatto che la tessera del tifoso tenda ad accentuare la sua caratteristica di fidelizzazione del tifoso con la squadra del cuore non è una novità", ma "la logica evoluzione di uno strumento che ha da sempre anche come propria caratteristica, quella di voler rafforzare il rapporto tra i tifosi ed il club di appartenenza".

    Molto critica la prima reazione dell'ex ministro Maroni, che ha scritto sulla sua pagina Facebook: "Brutta notizia per i tifosi che vanno allo stadio solo per divertirsi e non per menare le mani. Hanno vinto le tifoserie ultras e violente, hanno vinto quelle società di calcio come la Roma (di cui è tifosissima la ministra Cancellieri) che mai avevano accettato le regole".

    Immediata la replica dell'ad giallorosso, Claudio Fenucci: "Non una conquista della Roma, ma una scelta ragionevole. La fidelity card va incontro alle esigenze delle società, e anche a quelle dei tifosi. Noi i precursori? No, ma già a inizio stagione avevamo presentato un progetto nuovo che presentava tutti i requisiti di conformità alle normative. E questa apertura concessa dal Viminale va nella giusta direzione, dando alle società la possibilità di attuare iniziative di fidelizzazione nei confronti della tifoseria nell'ambito di linee guida specifiche".

    ''La tessera del tifoso ha dato risultati straordinari - commenta il vicecapo dell'Osservatorio, Roberto Massucci - e continuerà ad essere necessaria per andare in trasferta. Ora però spetterà ai club valorizzare la funzione di fidelity card con sconti, agevolazioni e tutto ciò che riterranno necessario per aumentare il senso di appartenenza''. In questo senso va il permesso concesso alla Roma per il carnet di biglietti a prezzo scontato per il possessore di tessera che si fa garante per i suoi amici (e ottiene uno sconto sul prezzo d'acquisto). Ma le procedure per la futura ''fidelity card'' verranno di molto snellite, come conferma la Figc. ''Dopo due anni di grandi risultati - aggiunge Valentini - l'Osservatorio si è reso conto che si poteva dare fiducia alle tifoserie che hanno dimostrato di meritarselo, per fare appello al senso di responsabilità degli appassionati in maniera sana. Tra l'altro, si supera così l'effetto ingiustamente negativo del messaggio passato all'avvio dell'iniziativa: ovvero di un meccanismo di operazione di polizia. Non erano queste le intenzioni del Viminale, ma così vennero recepite da molti. Dopo avere lavorato a lungo con il capo della polizia, Antonio Manganelli, abbiamo il riscontro dell'Osservatorio: l'evoluzione ci porta verso un modello simile alla card ''Vivo azzurro'' per i tifosi della Nazionale. Occorre responsabilizzare e fidelizzare i tifosi, magari incentivando il senso di appartenenza''.

    La Lega Pro è già pronta alla novità, che ha concordato col Viminale, e vuole anche abbattere le barriere di due stadi. Sarà possibile ottenere la fidelity card in un mese, e potrà essere utilizzata in tutti gli stadi.  Le altre Leghe si adegueranno : speriamo in bene, forse inizia davvero una nuova era. Se vogliamo emarginare i violenti da stadi, i sistemi ci sono: ma addio, alla tessera del tifoso.





    http://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/03/12/news/addio_tessera_tifoso-31407712/?ref=HREC2-8

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  • Istat conferma, a febbraio inflazione rialza la testa a 3,3%
    L'Istat conferma le sue stime provvisorie: l'inflazione annua a febbraio risale, passando dal 3,2% del mese prima a 3,3%. Su base mensile, l'aumento e' dello 0,4%. Il rincaro del carrello della spesa (i prodotti acquistati con maggior frequenza) e' del 4,5% su base annua, con un rialzo che risulta il maggiore dal 2008. Nel secondo mese dell'anno, la benzina sale del 18,6% su base annua e del 2% su base mensile; il gasolio del 25,5% (dell'1,4% sul piano congiunturale). Oggi nuovi rincari per i carburanti.
     
    A febbraio l'Istat segnala un forte aumento dei prezzi dei vegetali freschi, +8,7% in termini congiunturali, su cui hanno pesato, spiegano i tecnici dell'Istituto, le tensioni sui mercati all'origine e all'ingrosso dello sciopero degli autotrasportatori, di fine gennaio, e gli eventi climatici sfavorevoli, ovvero la gelata di inizio febbraio.
     
    L'andamento del tasso tendenziale di crescita dei prezzi al consumo nelle città capoluogo di regione é notevolmente differenziato: Potenza (+5,3%), Venezia (+4,4%) e L'Aquila (+4,1%) sono le città in cui i prezzi registrano gli aumenti più elevati rispetto a febbraio 2011. Le variazioni più moderate riguardano Firenze (+2,8%) e Perugia (+2,9%).
     
    COLDIRETTI, ORTAGGI +8,7% SPINGE CARRELLO DELLA SPESA - Vola del 4,5% il carrello della spesa, a partire dagli ortaggi (+8,6%) i cui prezzi salgono per effetto di neve e gelo sui quali si sono innescati anche fenomeni speculativi e delle impennate di benzina (+18,6%) e gasolio (+25,5%). E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti sui dati Istat in merito alla risalita al 3,3% dell'inflazione a febbraio. Incrementi rispetto allo scorso anno, sottolinea la Coldiretti, si registrano anche per i prezzi del pesce fresco di mare di pescata (+5,7%) e di allevamento (+8,9%), ma anche per carne bovina (+2,7%), pasta (+2,3%) e caffè (+14,7%), mentre sono diminuiti i prezzi della frutta (-2,4%). Il risultato, secondo la confederazione, è un contenimento dei consumi alimentari con tavole sempre più impoverite; situazione che potrebbe aggravarsi nel 2012 per effetto dell'aumento delle aliquote Iva previsto per ottobre. Con il passaggio dall'aliquota del 21 al 23%, conclude la Coldiretti, si andrebbero a colpire prodotti di largo consumo come acqua minerale, birra e vino, mentre l'incremento dal 10 al 12% interesserebbe carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero.
     
    MUTUI ANCORA GIU' NEL III TRIMESTRE 2011 -18,1%  - Nel terzo trimestre 2011 i mutui (140.665 in totale) sono diminuiti del 18,1% rispetto al terzo (rpt terzo) trimestre del 2010.Il calo nei primi nove mesi del 2011, rispetto allo stesso periodo del 2010, è del 7,9% per mutui in totale, del 4,2% per quelli garantiti da ipoteca e del 13,4% per quelli senza costituzione di ipoteca immobiliare.
    Nel dettaglio, sottolinea l'Istat, i mutui stipulati con costituzione di ipoteca immobiliare (95.099) sono diminuiti del 6,7%, mentre i mutui non garantiti da ipoteca immobiliare (45.566) si sono ridotti del 34,6%.
    Nel terzo trimestre 2011 le compravendite di unità immobiliari (175.644) sono aumentate del 4,0% rispetto allo stesso periodo del 2010. Considerando invece i primi 9 mesi del 2011 rispetto al 2010 si registra una lieve diminuzione (-0,9%). Lo riferisce l'Istat sottolineando che il 93,1% delle transazioni ha riguardato le abitazioni e il 6,2% unità immobiliari ad uso economico. Per il complesso delle compravendite l'aumento tendenziale nelle città metropolitane (+4,1%) è di poco superiore agli altri centri (+3,9%).



    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/03/13/visualizza_new.html_131101815.html

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  • Anche un breve ritardo può giustificare la risoluzione del contratto
    Nel valutare la gravità dell'inadempimento di una delle parti per decidere in merito alla risoluzione di un contratto che prevede prestazioni corrispettive (nella fattispecie una compravendita immobiliare) il giudice deve valutare la gravità dell'inadempimento di una delle parti essendo questo un elemento che tiene il fondamento stesso della domanda. Nel compiere questa valutazione il giudice non deve considerare solo l'entità "oggettiva" dell'inadempimento ma considerare anche l'interesse che l'altra parte intende realizzare. In buona sostanza il giudice deve adottare un criterio capace di coordinare la valutazione sull'elemento "oggettivo" della mancata prestazione con gli elementi "soggettivi". Il chiarimento arriva dalla seconda sezione civile della Corte di Cassazione (Sentenza n.3477/2012) che si è occupata di una richiesta di risoluzione di un preliminare di compravendita immobiliare. I giudici di merito avevano respinto la domanda sulla base della considerazione che la parte inadempiente aveva comunque versato una cospicua caparra ed era passato solo poco tempo tra la diffida ad adempiere e la richiesta di stipula del contratto definitivo. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto facendo notare che l'inadempimento non poteva considerarsi di scarsa importanza dato che andava ad incidere su obbligazioni essenziali e cioè la stipulazione entro una certa data e il pagamento del prezzo residuo.

    http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_11613.asp

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  • Credito del professionista va ammesso con privilegio anche per attività oltre il biennio che precede fallimento
    Il credito del professionista deve essere ammesso al passivo con privilegio anche per le attività che vanno oltre il biennio che precede la dichiarazione di fallimento. Infatti va valutata ogni singola prestazione al compimento della quale può essere compiutamente quantificato il compenso anche alla luce del risultato raggiunto. È questo il contenuto della sentenza n. 2446, depositata il 20 febbraio 2012 con cui, la sesta sezione civile del Palazzaccio, ha risposto in modo affermativo alla domanda se il credito per l'attività professionale dell'avvocato svolta oltre il biennio dal fallimento dell'azienda patrocinata è un credito privilegiato. La vicenda nasce dal ricorso di un avvocato che si era visto riconoscere il suo credito privilegiato solo in riferimento alla frazione delle prestazioni professionali svolte nell'ultimo biennio dello svolgimento dell'incarico dell'impresa poi fallita. Ricorreva così in Cassazione e la Suprema Corte, accogliendo il suo ricorso, spiegava che per determinare se un credito sia sorretto o meno da privilegio non deve essere preso in esame il complessivo rapporto professionale tra l'avvocato e il patrocinato ma ogni singola prestazione professionale al compimento della quale può essere compiutamente quantificato il compenso anche alla luce del risultato raggiunto (p.e. alla fine di ogni grado di giudizio). Ciò perché - hanno continuato a spiegare i giudici di legittimità dando seguito ad un orientamento consolidato - ai fini dell'applicazione dell'art. 2751 bis, n, 2, c.c. - a norma del quale hanno privilegio generale sui mobili i crediti riguardanti le retribuzioni dei professionisti e di ogni altro prestatore di opera intellettuale dovute per gli ultimi due anni della prestazione - la norma va interpretata nel senso che le prestazioni del professionista vanno valutate unitariamente, con riferimento al momento in cui sono richiesti o devono essere determinati gli onorari, ancorché si riferiscano ad attività svolte oltre biennio. 



    http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_11617.asp


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