rassegna di notizie dal web utili alla difesa del cittadino
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Mancino alle toghe: "Sciopero eccessivo". Anm: "Siamo stupiti e rammaricati"
E' stata massiccia partecipazione allo sciopero indetto oggi dall'Associazione nazionale magistrati contro la manovra economica: le percentuali di adesione alla protesta, ha fatto sapere l'Anm, si aggirano intorno all'80 e l'85%, ed aumentano "se si tiene conto anche dei magistrati assenti dal servizio e di quelli che, pur aderendo alla protesta, erano impegnati in servizi non differibili". Secondo il presidente dell'Anm Luca Palamara lo sciopero è "perfettamente riuscito". "La grande partecipazione all'iniziativa - ha detto - ha dimostrato la fondatezza delle ragioni della protesta contro disposizioni inique e irrazionali. Il nostro auspicio è che la manovra possa essere rivista".
Ma la giornata di protesta delle toghe coincide con una dura - e inedita - polemica tra la stessa Anm e Nicola Mancino, vicepresidente del Cms. Parlando proprio dello sciopero dei magistrati 1contro la manovra Mancino ha parlato di "eccesso" e ha confessato di augurarsi "una ripresa della trattativa e un modo più moderato di reagire rispetto a una manovra che non riguarda solo i magistrati". Secondo Mancino "la cosa migliore è ripristinare le regole del dialogo a partire dal Guardasigilli". Parole che provocano la reazione "stupita" dell'Anm: "Ci rammarichiamo che non sia a conoscenza che da parte dell'Anm c'è sempre stata e c'è tuttora la disponibilità al dialogo".
L'Anm ricorda che oggi la magistratura protesta "e Mancino dovrebbe saperlo, per evidenziare l'iniquità e l'irragionevolezza di disposizioni, che se confermate, penalizzerebbero in maniera ingiustificata i più giovani e più in generale, tutti coloro chiamati a essere valutati ai fini della progressione economica, alterando il meccanismo delle carriere ed incidendo così sull'autonomia e sull'indipendenza della magistratura".
Mancino, però, pur riconoscendo che "i giovani magistrati sono quelli che pagano maggiormente", fa notare che la manovra non colpisce soltanto le toghe: "Il ceto medio basso è colpito quasi in via prioritaria, mentre il ceto medio alto è esente dagli interventi". Inoltre il vicepresidente non apprezza il riferimento che viene fatto dai magistrati alla loro autonomia che verrebbe lesa con un intervento sulle loro retribuzioni: "L'accenno all'autonomia e all'indipendenza, rapportate al trattamento economico, è male usato. E' sbagliato dire che se il livello retributivo è basso l'autonomia non c'è".
Poliziotti. Una sagoma che rappresenta un agente, insanguinato, con la scritta: ''Ci hanno pugnalato alle spalle''. Un banchetto per la raccolta di firme sotto un appello ai cittadini: ''Per la sicurezza e la legalita''' e contro ''i tagli indiscriminati all'apparato ed agli stipendi, contro una manovra che colpisce i diritti alla sicurezza invece che tagliare gli sprechi e far pagare le tasse a tutti, la riduzione delle volanti per il controllo del territorio e la chiusura dei commissariati''. Tutti i sindacati di polizia sono tornati quest'oggi in piazza per protestare contro il Governo e per chiedere che non vengano attuati ''gli inconcepibili tagli agli stipendi'' quantificati ''in migliaia di euro nel prossimo triennio''. Per i sindacati la manovra ''opera un taglio orizzontale al diritto alla sicurezza, pregiudicando in modo grave la funzione di polizia".
Consiglieri di Stato. Anche i consiglieri di Stato, che non hanno mai scioperato in tutta la loro storia, incrociano le braccia. Rinunciando alla retribuzione per protestare contro una manovra che colpisce solo i dipendenti pubblici e che è "palesemente irragionevole" anche all'interno della magistratura in quanto graverà in misura maggiore su chi guadagna meno. Più dure ancora le toghe amministrative di Tar e Consiglio di Stato aderenti all'Anma, che hanno deliberato l'astensione dal lavoro per due udienze a partire dal 21 giugno fino alla metà di luglio.
Gli aumenti delle tariffe autostradali potrebbero costringere gli autotrasportatori del Friuli Venezia Giulia "a utilizzare la viabilità ordinaria": lo ha detto oggi Piero Chiandussi, presidente regionale di Confartigianato trasporti. "L'aumento delle tariffe - ha affermato - è vergognoso, tanto più su un'infrastruttura che non rende un servizio all'altezza dove è assolutamente inaccettabile. In Italia le grandi compagnie che hanno il monopolio socializzano le perdite e si tengono gli utili. Ma chi deve vigilare dov'e?". "Noi - ha continuato, parlando degli autotrasportatori - non riusciamo ad aumentare le nostre tariffe da due anni, mentre autostrade e carburante crescono". Chiandussi ha annunciato che assieme al gruppo regionale di Confartigianato valuterà le iniziative di protesta da attuare. "Penso che le nostre imprese, alle prese con la concorrenza sleale di altri Paesi - ha concluso Chiandussi -, potrebbero essere costrette ad usare la viabilità ordinaria".
http://www.repubblica.it/economia/2010/07/01/news/reazione-mancino-5299384/?ref=HRER1-1
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Napoli, Stop alle esumazioni nei cimiteri. Pisani. "Annunciata una nuova emergenza. Che si intervenga per evitare allarmi ambientali e sanitari"
Stop alle esumazioni nei cimiteri partenopei. E’ quanto potrebbe succedere a causa della vertenza economica della ditta Ecologica Sud che si occupa del prelievo dei rifiuti speciali cimiteriali. Già questa mattina in segno di protesta i dipendenti dell’azienda non hanno garantito il servizio a causa del ritardo nel pagamento degli stipendi. E c’è chi già parla di emergenza
“L’ennesima vergogna che si abbatte su Napoli – commenta l’avvocato Angelo Pisani, Presidente dell’associazione NoiConsumatori -. Il rischio è che bloccando le esumazioni ci troveremmo senza posti per interrare le salme le quali rimarrebbero ,per chissà quanto tempo, in attesa nelle sale mortuarie. Purtroppo quest’altro disagio è lo specchio di una situazione divenuta ormai insostenibile per tutti i lavoratori partenopei ed in tutti i settori. Non mancano le proteste nel mondo della sanità, delle telecomunicazioni, della cantieristica. E’ un disagio generale che rovina le famiglie ed aumenta il pericolo riguardante la microcriminalità ed i disordini cittadini. I lavoratori campani vengono lasciati soli, senza alcuna garanzia per il futuro. Ed ecco allora che scattano le proteste,i cortei, le manifestazioni e i disservizi che puntualmente coinvolgono l’intera città e regione. Chiediamo alle istituzioni competenti, al Comune e alla Regione di intervenire immediatamente per evitare una nuova emergenza della quale ne risponderebbero direttamente i cittadini sia in termini di allarme ambientale che igienico-sanitario”.
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Da Domani si parte con i saldi estivi. La guida anti-truffa di NoiConsumatori
Da domani parte la stagione dei saldi estivi. Sono tanti gli italiani in fibrillazione, già presi dalla febbre dello shopping conveniente. Ma siamo sicuri che sia proprio conveniente? Dietro l’angolo si celano truffe e sconti-farsa che alcuni commercianti spacciano come affari di fine stagione. E’ opportuno dunque girare tra i negozi prima dell’inizio degli sconti per verificare che i prezzi, una volta iniziati i saldi, non vengano aumentati al fine di far pagare al cittadino, in realtà, il costo del cartellino originario.
E allora cosa devono fare i consumatori per evitare gli inganni? Ecco i consigli di NoiConsumatori.
Di cosa bisogna diffidare
“Per non subire truffe per prima cosa è importante fare un confronto tra la merce vista in vetrina e quella presente nello scaffale del negozio – spiega l’avvocato Angelo Pisani, Presidente dell’associazione NoiConsumatori -. Si potrebbero notare delle differenze tra gli articoli. Infatti ciò che viene presentato in vetrina deve attirare i compratori che ingenuamente sono sicuri di trovare lo stesso capo anche all’interno dell’esercizio commerciale. Ma non sempre è così, spesso è la qualità che differisce. Inoltre fate attenzione a tutti quei negozianti che non vi fanno provare i capi. E’ vero che la prova, soprattutto per un negozio di abbigliamento, è a discrezione del venditore, ma è anche vero che molti giocano su questo aspetto rifilandovi capi difettati o che magari non vi calzano a pennello come voi avevate invece immaginato sul manichino esposto in vetrina".
Cosa fare in caso di truffa?
“Non vi è mai capitato di acquistare un articolo in saldo e poi scoprire che è difettato? – afferma Pisani -. Innanzitutto bisogna sempre e comunque conservare lo scontrino fiscale che funge da attestato, da prova dell’avvenuto acquisto. In secondo luogo, recatevi subito al negozio e chiedete un chiarimento al commerciante. Se quest’ultimo rifiuta di cambiarvi la merce oppure di rimborsarvi i soldi spesi, allora è necessario contattare la Polizia Municipale oppure potete chiedere tutela contattando la nostra associazione. NoiConsumatori affiancherà il consumatore truffato per ottenere il rimborso del denaro speso”.
“E’ bene tenere a mente che il negoziante è obbligato a cambiarvi la merce nel momento in cui questa è stata venduta difettata – il cittadino può fa valere il suo diritto di ottenere il rimborso o un cambio entro 60 giorni dalla scoperta del difetto- e non per eventuali ripensamenti su modelli e colori" - conclude Pisani.
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Manovra economica, in arrivo grande "stangata" per le famiglie. Pisani: "Aumenteranno il costo della vita e le difficoltà. Il Governo deve attuare un piano per rilanciare l'economia"
“Questa devastante manovra economica comporterà un’inevitabile aumento del costo della vita per tutte le famiglie italiane. E’ dunque iniqua e ingiusta. Purtroppo in questo modo lo Stato spillerà centinaia di euro dalle tasche dei consumatori che saranno sottoposti ad un pesante aumento delle spese. Tutto ciò mentre il Governo continua a tagliare fondi per i centri di ricerca e di sviluppo. Per non considerare le ricadute che i costi indiretti avranno sul tasso d’inflazione. Se facciamo un quadro della situazione, diventa palese che con la disoccupazione e la precarietà, con i continui aumenti delle tasse, delle bollette, delle assicurazioni, dei carburanti, gli italiani si troveranno completamente spiazzati e disorientati. Ed il progresso e lo sviluppo del Paese che fine faranno? Il Governo non considera la possibilità di attuare una strategia che possa rilanciare l’economia incrementando la domanda di mercato e gli investimenti. E intanto sono i cittadini che patiranno sulla propria pelle le conseguenze di questa scelta”. Lo ha detto l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’associazione NoiConsumatori, in merito al rincaro del costo della vita previsto come conseguenza della manovra economica. Aumenti consistenti sono previsti per le assicurazioni con un rincaro pari a 159 euro. Seguono gli aumenti decisi per la tariffe aeroportuali che peseranno mediamente per 65 euro a cui si aggiungeranno i 60 euro stimati in seguito all'aumento delle tariffe autostradali ed i 75 euro l'anno dai pedaggi. Ma non finisce qui: 90 euro per l'aumento delle tariffe del gas, 119 per quelle dell'acqua, 38 euro per quella sui rifiuti. I servizi bancari costeranno inoltre circa 30 euro in più ed il peso sui mutui aumenterà di 65 euro. Il costo dei carburanti è stimato in 120 euro l'anno mentre si potranno sottrarre i 15 euro derivanti dal calo delle tariffe elettriche. Un beneficio che sfuma però se si calcolano gli aumenti decisi per i biglietti del treno che peseranno per 65 euro mentre la partita che giocano gli enti locali porterà ad un aumento delle addizionali locali di circa 60 euro (4 euro al mese per quelle regionali e 1 euro al mese per quelle comunali).
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Istat, crollano gli investimenti.Pisani: "Pericolo di crescita zero. Dare nuovi slanci alla competitività italiana ed ai settori produttivi senza danneggiare i lavoratori"
Uno studio dell’Istat ha fatto sapere che in Italia sono crollati gli investimenti fissi lordi: nel 2009 hanno registrato una diminuzione del 12,1% in termini reali, accentuando la fase di contrazione iniziata nel 2008 (-4,0%). Si tratta di un livello mai raggiunto prima, almeno a partire dal 1970, inizio delle relative serie storiche, e paragonabile solo al calo registrato durante la precedente crisi del 1993, quando si raggiunse un -11,5%. La diminuzione della spesa in beni capitali nel 2008 e nel 2009 ha interessato tutti i settori dell'economia: agricoltura, industria e servizi.
Ma una notizia positiva c'è. Confindustria ha rilevato una ripresa della produzione industriale: a giugno segna un incremento dell'1,1% su maggio e del 10% nel confronto annuo. Il Csc stima, quindi, per il secondo trimestre 2010 una accelerazione della produzione al 2,5% sul primo, dall'1,7% del periodo precedente. Bene anche gli ordinativi, che segnano un +1,2% a giugno rispetto a maggio e un +3,3% su base annua.
Secondo l’avvocato Angelo Pisani, Presidente dell’associazione NoiConsumatori, con tale situazione economica disastrata si va incontro alla crescita zero, “un’autentica tragedia per gli investimenti e lo sviluppo del Paese”.
"Il 2009 è stato un anno molto difficile caratterizzato soprattutto da una profonda crisi economica – afferma Pisani -. Ciò ha determinato consistenti ripercussioni su tutti i settori produttivi italiani, nello specifico quello industriale e dei servizi, che sono diventati nel tempo sempre più deboli. La nostra speranza è che gli investimenti che adesso sono caduti così in basso, hanno praticamente toccato il fondo, possano con l’aiuto delle istituzioni competenti e del Governo, risollevarsi. A nostro parere non bisogna ripartire da quegli investimenti e dagli stock che ormai sono bruciati oppure da una politica del lavorare di più e guadagnare di meno, che penalizza e danneggia i lavoratori, i quali si vedono costretti a rinunciare ai lori diritti, ma da nuove prospettive, da uno scatto ex novo capace di fornire al Paese la competitività che non c’è più da anni. Bisogna dare all’Italia nuovi slanci per ripartire da zero e migliorare la sua economia”.
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L'uso aziendale agisce sul piano del singolo rapporto di lavoro, con la stessa efficacia di un contratto collettivo
La reiterazione costante e generalizzata di un comportamento del datore di lavoro tenuto nei confronti dei propri dipendenti, che si traduca in trattamento economico o normativo di maggior favore rispetto a quello previsto dai contratti (individuali e collettivi), integra, di per sé e indipendentemente dalla volontà del datore di lavoro, gli estremi dell’uso aziendale, il quale, in ragione della sua appartenenza al novero delle cosiddette fonti sociali - tra le quali vanno considerati sia i contratti collettivi, sia il regolamento d’azienda, e che sono definite tali perché, pur non costituendo espressione di funzione pubblica, neppure realizzano meri interessi individuali, in quanto dirette a realizzare un’uniforme disciplina dei rapporti con riferimento alla collettività impersonale dei lavoratori di un’azienda - agisce sul piano dei singoli rapporti individuali allo stesso modo e con la stessa efficacia di un contratto collettivo aziendale (in senso conforme v i Cass. n. 9690/1996; n. 10783/2000; n. 9626/2004; n. 15489/2007; Cass. Sez. Un., n. 26107/2007; Cass. n. 18991/2008; n. 17481/2009; n. 18263/2009).
http://www.laprevidenza.it/news/lavoro/l-uso-aziendale-agisce-sul-piano-del-singolo-rapporto-di-lavoro-con-la-stessa/4770
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La procedura di avviamento al lavoro non determina l'obbligo di assumere un soggetto invalido
Cassazione, sezione lavoro, Sentenza 22.6.2010 n. 15058)
Con sentenza del 24 ottobre 2003 il Tribunale di Roma, giudice del lavoro, accoglieva la domanda di M.P., intesa ad ottenere, nei confronti della società Baldassini – Tognozzi Costruzioni Generali s.p.a., il risarcimento dei danni conseguenti alla sua mancata assunzione obbligatoria, a seguito dell’avviamento disposto dall’Ufficio Provinciale del Lavoro, e, per l’effetto, condannava la predetta società al pagamento delle corrispondenti retribuzioni. Tale decisione veniva impugnata dalla società, ma la Corte d’appello di Roma, con sentenza del 9 gennaio 2006, respingeva il gravame. In particolare, la Corte di merito osservava che all’assunzione del M. non poteva ostare, come preteso dalla appellante, la difformità fra la qualifica di “addetto alla manovalanza”, riportata nel nulla – osta di avviamento, e quella di “muratore, stuccatore e posatore” risultante dalla tessera di iscrizione al collocamento obbligatorio, d’altra parte, era emersa, in base alla documentazione acquisita in giudizio, la piena corrispondenza tra la qualifica posseduta dal lavoratore con quella di iscrizione e con quella richiesta dalla società nel prospetto presentato ai sensi della L. n. 68 del 1999, art. 9, (muratore e carpentiere), e, inoltre, il possesso delle mansioni specializzate era stato espressamente indicato dal lavoratore in sede di colloquio preliminare; infine, la commisurazione del risarcimento alle retribuzioni previste per l’operaio specializzato conseguiva all’accertamento della effettiva qualifica posseduta, a prescindere da quella risultante formalmente.
http://www.laprevidenza.it/news/lavoro/la-procedura-di-avviamento-al-lavoro-non-determina-l-obbligo-di-assumere-un/4774
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Privacy ed invio cedolini paghe tramite posta elettronica
Nella Relazione 2008 del Garante della Privacy è riportato un’interessante passaggio sulla possibilità di inviare tramite posta elettronica i cosiddetti cedolini paghe ai dipendenti.
Il Garante si è espresso favorevolmente su tale ipotesi, a condizione però che il datore di lavoro adotti misure tali da “prevenire indebiti accessi da parte di terzi ai dati contenuti nel “cedolino elettronico” (strong authentication basata su certificati digitali)”.
Tuttavia il Garante ha aggiunto che, stante l’”obbligo di consegna” del cedolino al lavoratore da parte del datore di lavoro, è opportuno confrontarsi con la Direzione provinciale del lavoro competente, anche alla luce di un recente interpello al Ministero del Lavoro sull’argomento in oggetto, dove è previsto che possa venire utilizzata la posta elettronica, ma solo se trattasi di Posta Elettronica Certificata, così da avere la prova certa della consegna (interpello n° 1/2008 dell’ 11.02.2008).
Al riguardo, per dovere di completezza, si segnala che secondo alcuni studiosi il fatto che il Ministero del Lavoro nella conclusione del suddetto interpello acconsenta alla richiesta della CNA di “trasmettere il cedolino di paga come file allegato ad un apposito messaggio di posta elettronica, a condizione che venga inviato ad indirizzo di posta elettronica intestato al lavoratore provvisto di password personale” starebbe a significare che non è necessario l’utilizzo di PEC, ma basta un normale indirizzo di posta elettronica.
A parere di chi scrive tale interpretazione non è condivisibile, perché la conclusione sopra riportata va contestualizzata con le altre parti dell’interpello.
Concludendo, il datore di lavoro, avrà due strade per trasmettere elettronicamente i cedolini ai propri dipendenti:
1. pubblicare i cedolini su un sito securizzato, dove ogni dipendente (con proprio nome utente e password) potrà accedere e stamparsi il suo cedolino – in tal caso naturalmente andranno rispettate tutte le misure minime di sicurezza oltre che altre specifiche misure di sicurezza quali ad esempio l’utilizzo di un certificato SSL;
2. sottoporre alla competente Direzione provinciale del lavoro la possibilità di inviare i cedolini tramite PEC.
http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?t=privacy-ed-invio-cedolini-paghe-tramite-posta-elettronica&rn=46c550f2dfc88e9b62ad9d0016dea499
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Date da ricordare: scadenze fiscali luglio
Chi non ha pagato l’ Ici (imposta comunale sugli immobili), i cui termini sono scaduti mercoledì 16 giugno 2010, può regolarizzare la propria posizione entro il giorno 16 del mese di luglio del 2010 pagando una sanzione ridotta. La notizia è sull’ Annuario del Contribuente 2010 dell’ Agenzia delle Entrate, dove in particolare si spiega come, in merito al versamento non effettuato dell’ acconto ICI 2010, sia possibile saldare gli importi con l’ aggiunta degli interessi e, entro il 16 luglio 2010, con una sanzione ridotta al 2,5%.
Il 16 luglio i contribuenti Iva mensili ed i sostituti di imposta saranno chiamati a versare l’ imposta sul valore aggiunto (Iva), i contributi previdenziali e le ritenute d’ acconto. Il 16 luglio 2010 dovrebbe scadere anche il termine relativo al versamento delle tasse di Unico 2010 con una maggiorazione dello 0,4%, ma tale termine, a seguito delle proroga annunciata dal Ministero dell’ Economia e delle Finanze nei giorni scorsi, slitta al 5 agosto 2010.
Nel dettaglio, entro il 5 agosto 2010 i contribuenti dovranno saldare le imposte risultanti da Unico 2010 con la maggiorazione dello 0,40%; le imposte sono quelle relative al saldo 2009 e / o al primo acconto da pagare per il 2010. Ricordiamo che le tasse di Unico 2010, ovverosia Irpef o Ires, Irap, e le addizionali comunali e regionali si possono pagare anche a rate; per chi ad esempio vuole saldare le imposte in cinque rate, deve pagare la prima entro il 5 agosto 2010 e l’ ultima entro il 16 novembre 2010 con l’ aggiunta degli interessi legati alla rateazione
Entro il 30 luglio del 2010 i titolari di contratti di locazione dovranno versare, utilizzando il modello F23, l’ imposta di registro sui quei contratti di affitto che sono stati rinnovati tacitamente o che sono stati stipulati ex novo con decorrenza 1 luglio del 2010.
http://www.mondocasablog.com/2010/07/01/date-da-ricordare-scadenze-fiscali-luglio/
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La solidarietà professionale postula sempre l’abbandono del giudizio
Cassazione civile , sezione II, sentenza 12.06.2010 n° 14193
L’art. 68 della Legge Professionale Forense (R.D.L. n.1578 del 27/11/1933) prevede che “Quando un giudizio è definito con transazione, tutte le parti che hanno transatto sono solidalmente obbligate al pagamento degli onorari e al rimborso delle spese di cui gli avvocati ed i procuratori che hanno partecipato al giudizio degli ultimi tre anni fossero tuttora creditori per il giudizio stesso”.
Si tratta di quel meccanismo a cui gli Avvocati fanno riferimento con l’espressione “Solidarietà professionale”, in quanto – ricorrendo i presupposti previsti dalla norma – consente a ciascun avvocato di richiedere il pagamento di spese e compensi non solo al proprio assistito, ma anche alle altre parti in causa, che abbiano definito la lite con transazione.
La norma è posta a garanzia degli Avvocati, per l’eventualità che le parti giungano a transigere la controversia al di fuori del giudizio in corso, di fatto superando il ministero dei propri difensori e ponendo questi ultimi nella difficoltà di recuperare i compensi loro spettanti dai rispettivi assistiti.
Da qui, la prassi – invalsa in tutti i fori – di inserire negli atti di transazione, che siano il risultato di una trattativa portata avanti con l’assistenza dei difensori, una clausola in cui questi ultimi, appunto, rinunciano alla solidarietà professionale, obbligandosi conseguentemente a richiedere i compensi solo al proprio cliente.
La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 14193 del 12 giugno 2010, è chiamata a dirimere una controversia interpretativa riguardante proprio i presupposti di operatività del meccanismo di solidarietà professionale predisposto dall’art. 68 l. prof.le.
Oggetto della contrapposizione è l’espressione utilizzata dalla norma “giudizio definito con transazione”, con particolare riferimento al caso in cui, intervenuto l’accordo conciliativo, il giudizio non venga abbandonato con conseguente estinzione per inattività delle parti (art. 307 c.p.c.), ma venga definito con una sentenza del giudice che dichiari la cessata materia del contendere.
Nel caso di specie, peraltro, il giudice dichiarando cessata la materia del contendere aveva altresì disposto sulle spese di lite.
Secondo la Corte di Cassazione, in una simile evenienza l’art. 68 l. prof.le non può trovare applicazione.
Ciò in quanto, affinché possa configurarsi l’obbligazione solidale delle parti, è necessario che queste abbiano concluso un accordo privato, di natura stragiudiziale, diretto proprio a sottrarre al giudice la definizione della causa, con la conseguenza che l’esistenza di una pronuncia del giudice che definisca il giudizio, ancorché dichiarativa della cessazione della materia del contendere, preclude in ogni caso la possibilità di far valere la solidarietà professionale.
http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?t=la-solidarieta-professionale-postula-sempre-abbandono-del-giudizio&rn=417f214377b4fb6ae8efdaf4fa3761a8
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Nuove regole per i rogiti. Notai in allarme, a rischio le compravendite
Allineamento e conformità. Questi due termini, che apparentemente evocano ordine e chiarezza, stanno per creare un rallentamento nel ben oliato meccanismo dei passaggi di proprietà immobiliari. E c'è chi rimanda i rogiti già fissati.
Il Dl 78/2010 ha stabilito, all'articolo 19, che da domani nel rogito ci saranno una serie di dati da verificare e dichiarazioni da rendere ma, nella pratica, questi adempimenti solo apparentemente formali hanno occupato il Notariato da un mese e la circolare diramata lunedì non ha risolto tutti i dubbi.
Tanto che l'agenzia del Territorio ne ha già pronta una interpretativa che potrebbe vedere la luce già oggi e che potrebbe essere l'oggetto dell'incontro aperto ai professionisti – organizzato da Notariato e Territorio – alle 19 nella sede del Consiglio in via Flaminia 122 a Roma.
Il problema, segnalato dal Sole 24 Ore il 17 giugno, nasce dalla legge 47/85, che imponeva di registrare al catasto tutte le opere interne condonate. Per ridurre le pratiche (allora non informatizzate) il catasto aveva stabilito che le variazioni che non provocavano cambiamenti della rendita catastale non andavano denunciate. Così molte opere interne che non creavano nuovi vani o passaggi di categoria e classe restavano legittimamente non segnalate in mappa: spostamenti di porte, abbattimento di un tramezzo, apertura di finestre, soppalchi, ampliamenti o restringimenti di stanze e corridoi. Un bel problema oggi, perché il Dl 78/2010 impone ai venditori in sede di rogito, di dichiarare la perfetta rispondenza allo stato di fatto della planimetria. Dopo 25 anni le mappe irregolari sono diventate molte e i notai stanno per incontrare il problema, mentre la circolare del notariato non può affrontare la questione uscendo dal labirinto che legge e catasto hanno creato. Anche l'allineamento tra venditore, intestatario della partita catastale e risultanze sui pubblici registri – compito del notaio – può risultare una missione impossibile per immobili non trasferiti da tempo o eredità non volturate.
Non ho situazioni che richiedano un rinvio della stipula – spiega Eugenio Stucchi, notaio torinese – ma la norma è ambigua e le sanzioni elevate. Perchè oltre alla conformità dei dati catastali con quelli della conservatoria e dello stato dei luoghi con le visure, si rischia anche per errori marginali, come una lettera mancante o un cognome malscritto».
E infatti non sono pochi i clienti che chiedono di anticipare le stipule, perchè tra pochi giorni potrebbero diventare più difficili. «Mi è capitato – conferma Dario Ricolo, notaio a Partinico (Palermo) – così come mi aspetto slittamenti per irregolarità. Ma la norma è di difficile interpretazione. Ad esempio, noi dobbiamo indurre il venditore a dichiarare la conformità dei dati catastali. Ma l'atto è invalido solo se manca la dichiarazione o anche se nella planimetria manca un tramezzo non registrato?».
Potrebbe essere un problema avere tutte le planimetrie in tempo, fa notare un notaio del nord-est: «La norma – spiega – non obbliga ad allegarle, ma di fatto sarà necessario per dimostrare la totale conformità di quanto dichiarato dal venditore. Oltre la metà di quelle della mia città si trova viene fotocopiata da due impiegati. Se oggi servono sette giorni per averne una da domani i tempi raddoppieranno».
Nessun rinvio dei rogiti previsti domani – fa sapere un collega milanese – «ma se il venditore ha eliminato o costruito un muro, senza dirlo al catasto, ci saranno slittamenti».
«Sono favorelissimo alla norma (anche perchè ho dato un contributo alla stesura) – sottolinea con ironia il notaio bolognese Alberto Valeriani – dato che si inquadra nel contrasto all'evasione. Non è una spada di Damocle sul professionista ma ne valorizza il ruolo e le competenze. Si tratta di fare i controlli e le allegazioni che già i notai fanno o dovrebbero fare. Andrà applicata con rigore ma anche con buon senso».
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-06-29/notai-labirinto-rogiti-214525.shtml?uuid=AY7fyW3B
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Dal 2016 pensione ritardata se aumenta l'età media
Partirà dal 1° gennaio 2016, anziché 2015, l'innalzamento dei requisiti per le pensioni di vecchiaia e di anzianità in modo da tener conto dell'aumento della speranza di vita. Per le dipendenti del pubblico impiego confermato il requisito di 65 anni per la pensione di vecchiaia dal 2012. Le Casse di previdenza professionali restano sottoposte al visto ministeriale per le operazioni immobiliari per rispettare i «saldi strutturali di finanza publica».
Sono queste le principali previsioni dell'emendamento previdenziale al decreto legge 78/2010, presentate dal relatore Antonio Azzollini.
Con il nuovo articolo 12-bis si stabilisce che, dal 1° gennaio 2016, tutti i requisiti per la maturazione della pensione di anzianità e di vecchiaia sono aggiornati a cadenza triennale con decreto direttoriale del ministero del Lavoro, di concerto con l'Economia, da emanarsi almeno 12 mesi prima della decorrenza di ogni aggiornamento. In pratica, dal 1° gennaio 2016 saranno rivisti i requisiti per il conseguimento della pensione di anzianità, quello per la maturazione della pensione di vecchiaia (65 anni per gli uomini e per donne del pubblico impiego e 60 anni per le donne del privato), il requisito anagrafico dei 65 anni per la pensione con il sistema contributivo e il requisito dei 40 anni di contributi ai fini della maturazione del diritto all'accesso al pensionamento indipendentemente dell'età anagrafica.
Età e anzianità contributiva sono aggiornate incrementando i requisiti in vigore in misura pari all'incremento della speranza di vita, a 65 anni, in riferimento alla media della popolazione residente in Italia, accertata dall'Istat in relazione al triennio di riferimento. Il nuovo testo prevede che, in sede di prima applicazione, l'aggiornamento non può essere in ogni caso superiore a tre mesi e che lo stesso non viene effettuato nel caso di diminuzione della speranza di vita.
Inoltre, l'adeguamento non opera in relazione al requisito dell'accesso per limiti di età dei lavoratori per i quali viene meno il titolo abilitante a svolgere l'attività per il raggiungimento di tali limiti.
Per le dipendenti pubbliche, dal 2012, la pensione di vecchiaia sarà subordinata al requisito dei 65 anni, con uno "scalone" di quattro. Restano ferme la disciplina vigente in materia di decorrenza del trattamento pensionistico e le disposizioni vigenti relative a specifici ordinamenti che prevedono requisiti anagrafici più elevati (magistrati, docenti universitari), nonché le disposizioni sui limiti di età per la cessazione dal servizio previste per il personale militare.
Per quanto riguarda invece i limiti alle Casse di previdenza private, sono svincolati dai nuovi parametri per contenere le spese (limiti ai cda, alle sponsorizzazioni eccetera) solo gli enti privatzzati con il Dlgs 509/94. Invece, per tutte le Casse (vecchie e nuove) continuerà a valere l'obbligo di nullaosta dei ministeri di Lavoro ed Economia per ogni operazione immobiliare (articolo 8, comma 15). Per il presidente dell'Adepp Maurizio de Tilla «un'assurdità». Per il vicepresidente Antonio Pastore si tratta di «una svista rimediabile con un subemendamento correttivo». Mentre per Florio Bendinelli (Cassa periti industriali) «è chiara la volontà ministeriale di controllo sulle casse».
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-07-01/2016-pensione-ritardata-aumenta-081249.shtml?uuid=AYuoCs3B
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Il Questore può ammonire per stalking chi si apposta sotto l’abitazione del coniuge separato
Il Questore può ammonire per stalking chi si apposta continuamente sotto l'abitazione dell'ex coniuge, al di là di un eventuale procedimento penale. Lo ha stabilito il tar di Milano che, con la sentenza 2639 del 28 giugno 2010, ha respinto il ricorso di un uomo che era stato ammonito in seguito ai pedinamenti effettuati in danno della ex moglie. Contro le pretese dell'uomo, che affermava l'eccessività del comportamento del Questore, il giudice ha infatti chiarito che "la giurisprudenza definisce il ben diverso peso delle conseguenze dell'ammonimento e dei provvedimenti del giudice penale che giustificano il diverso spessore dell'attività investigativa che si richiede nelle due ipotesi. Non è necessario, ai fini dell'ammonimento, che si sia raggiunta la prova del reato, essendo sufficiente fare riferimento ad elementi dai quali è possibile desumere un comportamento persecutorio o gravemente minaccioso che ha ingenerato nella vittima un forte stato di ansia e di paura. Diversamente opinando, ovvero se si richiedesse alla vittima di fornire prove tali da poter resistere in un giudizio penale, la previsione dell'ammonimento avrebbe scarse possibilità di applicazione pratica, atteso che le condotte integranti lo stalking, per loro natura, si consumano spesso in assenza di testimoni. La disciplina normativa è infatti chiara nel delimitare i poteri-doveri del Questore in materia, prescrivendo che questi assuma "se necessario informazioni dagli organi investigativi" e senta "le persone informate dei fatti", al fine di formarsi un prudente convincimento circa la fondatezza dell'istanza".
http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?t=il-questore-puo-ammonire-per-stalking-chi-si-apposta-sotto-abitazione-del-coniuge-separato&rn=4c275eb38b23834ab349f245eac6f016
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Sono maltrattamenti in famiglia le violenze sul partner anche se la coppia non convive
Ai fini della configurabilità del reato di maltrattamenti in famiglia non è necessaria la convivenza o coabitazione, essendo sufficiente che intercorrano relazioni abituali tra il soggetto passivo e quello attivo ... Linea dura della cassazione sulle violenze contro il partner. Infatti, i maltrattamenti all'interno di una coppia devono essere considerati maltrattamenti in famiglia anche se i due non convivono.
E' quanto ha stabilito la Suprema Corte che, con la sentenza 24668 del 30 Giugno 2010, ha accolto il ricorso di una giovane di Bologna picchiata più volte dal fidanzato. La ragazza impugnava la sentenza con cui la Corte d'Appello del capoluogo emiliano escludeva la sussistenza del reato di maltrattamenti in famiglia non avendo ravvisato uno stabile rapporto di comunità familiare tra l'imputato e la parte offesa, nonostante i due avessero una relazione sentimentale e la donna frequentasse assiduamente la casa del compagno. La quinta sezione penale ha dato ragione alla donna, precisando che non è necessaria la convivenza della coppia affinché possa configurarsi il reato di maltrattamenti in famiglia. Tra i due vi era una relazione, sia lui che lei frequentavano con regolarità le reciproche abitazioni, anche trattenendosi a dormire, e questo bastava a definire le botte subite dalla ragazza non come semplici lesioni, ma come maltrattamenti in famiglia. I giudici di legittimità hanno quindi concluso che "ai fini della configurabilità del reato di maltrattamenti in famiglia non è necessaria la convivenza o coabitazione, essendo sufficiente che intercorrano relazioni abituali tra il soggetto passivo e quello attivo, dal momento che oggetto di tutela dell'art. 572 c.p. sono le persone della famiglia, ove per famiglia non si intende soltanto un consorzio di persone avvinte da vincoli di parentela naturale o civile, ma anche una unione di persone tra le quali, per intime relazioni e consuetudini di vita, siano sorti legami di reciproca assistenza e protezione e di solidarietà".
http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?t=sono-maltrattamenti-in-famiglia-le-violenze-sul-partner-anche-se-la-coppia-non-convive&rn=05e924ad08075f5408164e8f5551d4c3
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Valida la clausola risolutiva espressa anche se non approvata per iscritto
La clausola risolutiva espressa non deve essere approvata per iscritto nel contratto di locazione a norma dell'art. 1341 cc in quanto non particolarmente onerosa. Nei contratti di locazione, la clausola risolutiva espressa è valida anche se non approvata per iscritto.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza 15365 del 28 giugno 2010. È il caso di una società, conduttrice di uno stabile a Milano, che ha presentato ricorso alla Suprema corte per sentir dichiarare l'inoperatività della clausola risolutiva espressa, per la quale, era stata sfrattata in seguto alla mancata corresponsione degli oneri accessori relativi al 2002. Gli Ermellini, esaminato il caso, e rifacendosi ad una datata giurisprudenza per la quale "è valida la clausola risolutiva espressa di un contratto di locazione, anche in caso la stessa non sia approvata per iscritto a norma dell'art. 1341 c.c., in quanto non particolarmente onerosa", ha affermato la legittimità della pretesa dei proprietari dell'immobile, il cui comportamento, fondato su una prassi derogativa, non li esimeva dalla possibilità di risolvere il contratto.http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?t=valida-la-clausola-risolutiva-espressa-anche-se-non-approvata-per-iscritto&rn=7e8e1a0f5d5d316fa3d630635fc991d5
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Intercettazioni: Anm, riforma rende più difficile lotta al crimine
In un comunicato stampa l'Associazione nazionale magistrati denuncia il pericolo di gravi danni che la nuova legge potrebbe portare anche alle attività di ricerca dei latitanti e alle indagini di pedofilia. Secondo l'Anm la prospettata riforma determinerà "conseguenze gravissime sull'organizzazione degli uffici giudiziari e nel contrasto alle diverse forme di criminalità. E' nostro dovere denunciare nuovamente che con le norme approvate dal Senato sarà molto più difficile la lotta al crimine da parte delle forze dell'ordine e della magistratura inquirente, mentre gli uffici giudiziari verranno travolti da adempimenti burocratici che renderanno oggettivamente impossibile il funzionamento del sistema". Nel comunicato si propone un elenco delle diverse attività di indagine precluse dalla riforma, cosa che indebolisce l'efficacia dell'azione delle forze dell'ordine e della magistratura inquirente.
http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_8666.asp
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Manovra: il Cocer delle Guardia di finanza chiede di escludere dai tagli il comparto sicurezza
Il Cocer della Guardia di finanza, in relazione alla manovra economica anticrisi chiede al governo di escludere dai tagli il comparto sicurezza. La manovra finanziaria - spiega il cocer - "chiede ulteriori sacrifici alle amministrazioni e al personale del comparto sicurezza" che coprono oltre l'11% dell'intero ammontare della manovra. "Oltre a tagliare il 10% in modo lineare dei bilanci delle amministrazioni si bloccano i contratti per un triennio, si bloccano ai fini economici i passaggi di ruolo e di grado riconoscendo esclusivamente le responsabilita' delle mansioni superiori, si pongono tetti alle retribuzioni del triennio 2011-2013 sulla base degli stipendi percepiti nel 2010, si trasforma il Tfs in Tfr senza prevedere la possibilita' di chiedere l'anticipo e di avviare la previdenza complementare, si sottraggono in un sol colpo i 700 milioni di euro accumulati faticosamente in oltre sei anni per avviare il riordino delle carriere da tempo atteso e promesso". Questo seconfo il Cocer Gdf può portare a peggioramenti nelle retribuzioni del personale del comparto sicurezza anche superiori a quelli che si prevedono per l'alta dirigenza pubblica. Inoltre - conclude il Cocer - "in un contesto che vede fortemente indebolite le relazioni sindacali, vi sono provvedimenti legislativi in itinere che compromettono ulteriormente i diritti dei militari e mirano a far rientrare nell'ambito della giurisdizione penale militare anche reati comuni. Questo, in un Paese nel quale e' giunto il momento di assestare un colpo mortale all'evasione fiscale e alle ricchezze della criminalita', con strutture efficienti, personale motivato e adeguatamente retribuito".
http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_8670.asp
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Agenzia delle entrate: ecco gli errori più comuni nella compilazione di Unico PF e cosa fare per evitarli
L'Agenzia delle entrate ha messo a punto un vademecum per aiutare i contribuenti a non commettere errori durante la compilazione del modello Unico persone fisiche. Entro il 30 giugno si dovrà consegnare la dichiarazione alle poste ma chi sceglie la forma dell'invio telematico ha tempo fino al 30 settembre. Spesso - spiega l'Agenzia in un comunicato - "per semplici sviste o distrazioni" i contribuenti "dimenticano d’inserire coordinate e codici correttamente, oppure, di trascrivere appositi campi presenti nella dichiarazione. Il risultato si manifesta successivamente, quando decine di migliaia di contribuenti sono chiamati a rivolgersi a un call center o a recarsi direttamente presso gli uffici delle Entrate".
Proprio per non incorrere in questi errori l'Agenzia ne ha stilato un elenco:
1. Innaniztutto un errore frequente è quello nell’indicazione e nella trascrizione del codice tributo o del codice fiscale. Meglio quindi controllare prima nel sito internet dell'Agenzia Peraltro, i codici tributo sono reperibili sul sito Internet dell’Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it) oppure usare il software gratuito “F24 on line”.
2. Da evitare anche ma da evitare, compare instancabile la non corretta indicazione del codice fiscale.
3. Può anche accadere di aver dimenticato di riportare le spese sanitarie. In tal caso è possibile procedere alla dichiarazione integrativa per rettificare o integrare i dati indicati nella precedente dichiarazione.
4. Altro errore frequente è quello sul codice catastale del Comune in cui si trovano gli immobili diproprietà. Per evitare questo errore basta consultare le pagine finali delle istruzioni alla compilazione che riportano i codici di tutti i comuni.
5. L'Agenzia ricorda infine che se si è cointestatari di un contratto di affitto (ad esempio tra coniugi) la detrazione del canone di locazione è al 50 per cento e spetta a entrambi. Ciascuno quindi deve riportare la quota-parte nell’apposito campo.
http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_8669.asp
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