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Mancino alle toghe: "Sciopero eccessivo". Anm: "Siamo stupiti e rammaricati"
E' stata massiccia partecipazione allo sciopero indetto oggi dall'Associazione nazionale magistrati contro la manovra economica: le percentuali di adesione alla protesta, ha fatto sapere l'Anm, si aggirano intorno all'80 e l'85%, ed aumentano "se si tiene conto anche dei magistrati assenti dal servizio e di quelli che, pur aderendo alla protesta, erano impegnati in servizi non differibili". Secondo il presidente dell'Anm Luca Palamara lo sciopero è "perfettamente riuscito". "La grande partecipazione all'iniziativa - ha detto - ha dimostrato la fondatezza delle ragioni della protesta contro disposizioni inique e irrazionali. Il nostro auspicio è che la manovra possa essere rivista".
Ma la giornata di protesta delle toghe coincide con una dura - e inedita - polemica tra la stessa Anm e Nicola Mancino, vicepresidente del Cms. Parlando proprio dello sciopero dei magistrati 1contro la manovra Mancino ha parlato di "eccesso" e ha confessato di augurarsi "una ripresa della trattativa e un modo più moderato di reagire rispetto a una manovra che non riguarda solo i magistrati". Secondo Mancino "la cosa migliore è ripristinare le regole del dialogo a partire dal Guardasigilli". Parole che provocano la reazione "stupita" dell'Anm: "Ci rammarichiamo che non sia a conoscenza che da parte dell'Anm c'è sempre stata e c'è tuttora la disponibilità al dialogo".
L'Anm ricorda che oggi la magistratura protesta "e Mancino dovrebbe saperlo, per evidenziare l'iniquità e l'irragionevolezza di disposizioni, che se confermate, penalizzerebbero in maniera ingiustificata i più giovani e più in generale, tutti coloro chiamati a essere valutati ai fini della progressione economica, alterando il meccanismo delle carriere ed incidendo così sull'autonomia e sull'indipendenza della magistratura".
Mancino, però, pur riconoscendo che "i giovani magistrati sono quelli che pagano maggiormente", fa notare che la manovra non colpisce soltanto le toghe: "Il ceto medio basso è colpito quasi in via prioritaria, mentre il ceto medio alto è esente dagli interventi". Inoltre il vicepresidente non apprezza il riferimento che viene fatto dai magistrati alla loro autonomia che verrebbe lesa con un intervento sulle loro retribuzioni: "L'accenno all'autonomia e all'indipendenza, rapportate al trattamento economico, è male usato. E' sbagliato dire che se il livello retributivo è basso l'autonomia non c'è".
Poliziotti. Una sagoma che rappresenta un agente, insanguinato, con la scritta: ''Ci hanno pugnalato alle spalle''. Un banchetto per la raccolta di firme sotto un appello ai cittadini: ''Per la sicurezza e la legalita''' e contro ''i tagli indiscriminati all'apparato ed agli stipendi, contro una manovra che colpisce i diritti alla sicurezza invece che tagliare gli sprechi e far pagare le tasse a tutti, la riduzione delle volanti per il controllo del territorio e la chiusura dei commissariati''. Tutti i sindacati di polizia sono tornati quest'oggi in piazza per protestare contro il Governo e per chiedere che non vengano attuati ''gli inconcepibili tagli agli stipendi'' quantificati ''in migliaia di euro nel prossimo triennio''. Per i sindacati la manovra ''opera un taglio orizzontale al diritto alla sicurezza, pregiudicando in modo grave la funzione di polizia".
Consiglieri di Stato. Anche i consiglieri di Stato, che non hanno mai scioperato in tutta la loro storia, incrociano le braccia. Rinunciando alla retribuzione per protestare contro una manovra che colpisce solo i dipendenti pubblici e che è "palesemente irragionevole" anche all'interno della magistratura in quanto graverà in misura maggiore su chi guadagna meno. Più dure ancora le toghe amministrative di Tar e Consiglio di Stato aderenti all'Anma, che hanno deliberato l'astensione dal lavoro per due udienze a partire dal 21 giugno fino alla metà di luglio.
Gli aumenti delle tariffe autostradali potrebbero costringere gli autotrasportatori del Friuli Venezia Giulia "a utilizzare la viabilità ordinaria": lo ha detto oggi Piero Chiandussi, presidente regionale di Confartigianato trasporti. "L'aumento delle tariffe - ha affermato - è vergognoso, tanto più su un'infrastruttura che non rende un servizio all'altezza dove è assolutamente inaccettabile. In Italia le grandi compagnie che hanno il monopolio socializzano le perdite e si tengono gli utili. Ma chi deve vigilare dov'e?". "Noi - ha continuato, parlando degli autotrasportatori - non riusciamo ad aumentare le nostre tariffe da due anni, mentre autostrade e carburante crescono". Chiandussi ha annunciato che assieme al gruppo regionale di Confartigianato valuterà le iniziative di protesta da attuare. "Penso che le nostre imprese, alle prese con la concorrenza sleale di altri Paesi - ha concluso Chiandussi -, potrebbero essere costrette ad usare la viabilità ordinaria".
http://www.repubblica.it/economia/2010/07/01/news/reazione-mancino-5299384/?ref=HRER1-1


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