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Abusivismo, dietrofront del Governo Ripartono le ruspe per le demolizioni
Cancellata d’un colpo, dal decreto Milleproroghe, la norma che prevedeva la sospensione degli abbattimenti per gli abusi edilizi in Campania. Una norma che avrebbe dovuto sospendere 60 mila demolizioni fino al prossimo 31 dicembre.
La rappresentanza parlamentare campana del Pdl e del centrodestra aveva sostenuto con fierezza, negli ultimi tempi, questa battaglia fino a trasformarla in una occasione di recupero «dopo che Bassolino e il centrosinistra avevano negato i benefici del condono 2003 ai nostri concittadini». Dunque, quella che viene fuori una sonora sconfitta politica per il Pdl campano, il quale, per tutta la giornata di ieri, da quando, in mattinata, il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, aveva annunciato radicali modifiche del provvedimento a seguito dei rilievi formulati dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha tentato il tutto per tutto.
LE DICHIARAZIONI DI LANDOLFI - Non parlerei di sconfitta — ha sottolineato il coordinatore vicario del Pdl, Mario Landolfi — ma di rammarico per aver condotto una giusta battaglia finalizzata a riequilibrare la situazione, dopo che Bassolino aveva negato di fatto ai cittadini campani di poter usufruire degli stessi benefici di cui hanno potuto godere tutti gli italiani. La sospensione delle demolizioni avrebbe consentito all’amministrazione regionale di poter adeguatamente intervenire in questi dieci mesi. Ora ci saranno 60 mila abbattimenti. Più di una sconfitta politica, parlerei di una sconfitta che colpisce tutti quei cittadini che avevano sperato in una maggiore comprensione delle istituzioni».LA RISPOSTA DI SARRO - Il parlamentare Carlo Sarro, estensore del provvedimento cassato, è ancora più duro: «Trovo— ha dichiarato— irrituale l’intervento di Napolitano che arriva dopo la lettura del decreto al Senato e mentre ci accingevamo ad esaminarlo alla Camera. Tra l’altro, il testo non faceva altro che riproporre pedissequamente quello contenuto nel decreto legge sulla sospensione degli abbattimenti che il capo dello Stato aveva controfirmato ad aprile. Insomma, non si capisce cosa sia cambiato nel merito. Ora? Beh — ha concluso Sarro — le sentenze avranno esecuzione, ci saranno altre demolizioni e sarà riaffermata la discriminazione nei confronti dei cittadini campani. Almeno sarà chiaro chi lavora per i campani chi no». Ma il parlamentare del Pdl non considera tutto perduto: «Vedremo in che modo ripresentare il provvedimento: magari in un decreto o in qualche misura a sostegno della casa».LA CONTESA SUL MILLEPROROGHE - Nel frattempo, tuttavia, le ruspe ripartiranno. E il centrodestra rischia di affrontare la campagna elettorale per le amministrative con l’oggettivo imbarazzo di aver subìto uno schiaffo dal suo Governo. Infatti, la contesa sul Milleproroghe ha aperto un’ulteriore faglia nella rappresentanza campana del Pdl, giacché quest’ultima considera gli interessi del Nord maggiormente tutelati. I maldipancia, del resto, non sono stati nascosti: i senatori campani hanno espresso, in una nota, «vivo disappunto». Mentre il presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli, ha sollevato più di un dubbio sulla parzialità dei tagli al decreto. Appare singolare— ha commentato— che la Presidenza della Repubblica, così attenta al rispetto della costituzionalità delle norme, sia stata molto meticolosa su questioni di interesse del Comune di Roma (è stato negato l’aumento dei consiglieri comunali e del numero di assessori per le città superiori al milione di abitanti, ndr) e della Campania, ma abbia taciuto su altre vicende inserite rocambolescamente nel decreto Milleproroghe. Mi riferisco alla vicenda quote-latte e allo scippo dei fondi del ministero dell’ambiente in bilancio per il 2012 e per Fas ambiente destinati al Sud, circa 200 milioni di euro di cui ben 150 distribuiti al Nord, con la complicità del Pd».
Fonte: Corriere Mezzogiorno


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