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  • Napoli, una mattonella al posto dell'Ipad Forcella, ecco il pacco-regalo del 2010

    Duecento euro per un iPad, la tavoletta in grado di riprodurre contenuti multimediali e navigare su Internet, ultima nata in casa Apple, presentata dal fondatore Steve Jobs a gennaio dello scorso anno in America e subito lanciata anche sul mercato europeo con enorme successo di pubblico. E' la novità del «pacco made in Forcella» che, in questi giorni sta mietendo numerose vittime, all'angolo tra piazza Nicola Amore (nota come i Quattro Palazzi) e via Duomo tra i turisti diretti a san Gregorio Armeno. Il prezzo eccezionalmente basso fa intravedere l'affare che poi svanisce in una bolla di sapone quando, una volta aperto il pacco, si scopre una piastrella maiolicata. Una truffa in perfetto stile, diventata tradizione a Napoli, tramandata nei vicoli del rione Forcella da padre in figlio, ma che sa rinnovarsi e stare al passo con il mercato. Accanto ai cellulari, macchine fotografiche, telecamere digitali ora ci sono anche l'iPad e l'iPhone. La tavoletta di Steve Jobs nei centri commerciali e nei negozi di elettronica costa dai 499 euro (modello base da 16 gigabyte) fino a 829 euro (modello da 64 gigabyte), mentre per l'iPhone si spendono dai 499 euro ai 569, o dai 99 ai 159 sottoscrivendo però abbonamenti biennali con alcuni operatori di telefonia.
    A Forcella l'iPad si offre a 200-250 euro «trattabili», l'iPhone 100-170 euro. Un bel risparmio per il turista, ingenuo, che crede ancora nell'affare border-line per portarsi a casa un oggetto di dubbia provenienza. E così si ripete la solita scena descritta nel film di Nanni Loy «Pacco, doppiopacco e contropaccotto»: il turista viene avvicinato da giovani pronti a prospettargli l'affare del secolo che gli mostrano l'ultimo ritrovato della tecnologia, glielo fanno provare e giurano sulle loro madri (e qualcuno anche sulla testa dei propri figli) che mai vorrebbero ingannarlo fino a stringergli la mano e, ad affare concluso, chiamarlo “fratello” con una bella pacca sulla spalla. Il seguito è altrettanto noto: il cosciente malcapitato apre il pacco e, al posto dell'iPad, trova una bella mattonella maiolicata, ricordo di Forcella che porterà a casa insieme alle statuine del presepe.
    E quando il turista torna sul luogo dell'affare per protestare non trova più nessuno nel raggio di chilometri, né l'improvvisato commerciante né eventuali complici. Episodi quotidiani che difficilmente si traducono in denunce: chi compra a queste condizioni sa bene che non avrà nessuno scontrino da poter esibire o altra prova dell'avvenuta vendita ma anche la certezza d'inciampare in un reato. C'è una precisa mappa e toponomastica delle truffe: piazza Garibaldi, corso Umberto, via Pietro Colletta, via dei Tribunali, Porta Capuana, zone di transito per la stazione ferroviaria. Con gli autobus turistici in sosta lungo via Marina i professionisti del «pacco» si sono spostati anche verso il molo Beverello e, in flotta, ai Quattro Palazzi: è qui che aspettano i turisti, li studiano e scelgono quelli che possono abboccare all'amo. Consumata la truffa scompaiono nel dedalo di viuzzie all'ombra della chiesa di Sant'Egiziaca a Forcella.

    Fonte: http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=130161&sez=NAPOLI

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