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  • Allarme Pompei, crollano gli affreschi. Questa volta arrivano gli ispettori Unesco

    A Pompei arrivano gli ispettori dell’Unesco. Fino a sabato i delegati visiteranno le zone interessate dagli ultimi crolli con sopralluoghi anche presso l’area archeologica di Ercolano e di Oplontis a Torre Annunziata. Sono previsti incontri tecnici, per approfondire la situazione, con il direttore degli scavi, Antonio Varone, e con il Soprintendente ad interim, Jeannette Papadopolus. 
    IRLANDO: AREA COMPROMESSA ALL'80% - Intanto, dopo l’allarme lanciato da Antonio Irlando, responsabile dell’Osservatorio Patrimonio Culturale, che ha definito l’area archeologica di Pompei compromessa all’80 per cento, il presidente dell’Associazione nazionale archeologi, Tsao Cevoli, polemizza con il ministro Bondi che ieri dopo l’ennesimo crollo di un muro ha invitato non fare allarmismi. «La realtà - spiega l’esperto al quotidiano "Terra" - è ben diversa da quella che racconta il ministro: la colpa dei crolli è dovuta alla mancanza di manutenzione ordinaria, effetto dei tagli del governo e della dissennata scelta di spendere 79 milioni di euro in effetti speciali, invece di pensare innanzitutto alla salvaguardia del sito».


    L'ARCHEOLOGO: CADUTI GLI AFFRESCHI DELL'OFFICINA TINTORIA - «Nei giorni scorsi - aggiunge l’archeologo - si è anche verificata la caduta di parte degli affreschi della facciata dell’officina infectoria, la cosiddetta “tintoria con fornace”, a pochi passi dalla casa dei gladiatori. La verità è che ad oggi a Pompei non si è fatto assolutamente niente per prevenire altri episodi di questo tipo». Lo stesso quotidiano ecologista pubblica oggi in esclusiva una foto scattata il 4 marzo scorso da un fotografo francese in pensione che da 13 mesi da quando si è trasferito a vivere nella città campana si reca tutti i giorni tra le rovine fotografandone ogni dettaglio. L’immagine è quella dei muri di via Stabiana, già in evidente stato di usura, con diversi pezzi crollati, delimitati da un nastro rosso e bianco di quelli che si usano normalmente per i lavori in corso. «Se si accerterà che si tratta proprio di uno dei muri crollati quasi 9 mesi dopo, come D.M. sostiene, bisognerà spiegare anche se ci sono stati o meno interventi per scongiurare ciò che la foto lascia presagire: un crollo, l’ennesimo, che forse si sarebbe potuto evitare», scrive il quotidiano ecologista.

    Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/arte_e_cultura/2010/2-dicembre-2010/allarme-pompei-crollano-affreschiquesta-volta-arrivano-ispettori-unesco-1804292482805.shtml

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