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  • Napoli, evasori fiscali in Comune. Un dipendente su 10 non paga le tasse

    Stavolta si gioca in casa: il recupero dei tributi non pagati al Comune di Napoli parte dai 10.935 dipendenti in forza all'Amministrazione della terza città d'Italia. Dal lavoro degli uffici comunali incaricati di stanare gli evasori totali e i contribuenti morosi emerge un dato significativo: il 10 per cento dei dipendenti di Palazzo San Giacomo, dunque circa 1.100 lavoratori (uno su dieci), non risulta in regola con i pagamenti. Il fenomeno riguarda in particolare la Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani rincarata più volte nel corso degli ultimi anni.
    I controlli a tappeto sono quelli descritti nel Pdo, il Piano degli obiettivi dell'Ente; le verifiche erano già state avviate nel 2009 sul fronte Ici, l'imposta comunale immobili sulla quale tuttavia - spiegano da Palazzo San Giacomo - non sono stati riscontrati significativi problemi sui pagamenti. Problemi che invece sono iniziati a fioccare una volta partita la verifica della Tarsu.

    Ma come si riesce a far affiorare le morosità? Il metodo usato è quello già ampiamente collaudato da Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza: l'incrocio dei dati. La lista dei lavoratori municipali in servizio viene confrontata con quella degli elenchi dei contribuenti morosi iscritti a ruolo e il gioco è fatto. Una volta chiusa questa fase ci sarà un secondo passo: «Sarà definita - si legge nel piano dell'Amministrazione partenopea - la costituzione di un unico elenco contenente i dipendenti che risultano debitori nei confronti dell'Ente per i tributi non pagati.

    Tale elenco sarà trasmesso all'Agente della riscossione per le azioni esecutive al fine di velocizzare i procedimenti di recupero degli importi dovuti». Il fascicolo che conterrà nomi e cognomi dei comunali morosi sarà entro dicembre nelle mani dell'assessore alle Risorse Strategiche Michele Saggese, che spiega: «Stiamo lavorando a tutto tondo sull'evasione, in particolare approfondendo le informazioni della mappa degli immobili desunta dalle dichiarazioni Ici. Già perché - continua l'assessore - associando i dati dell'immobile alla posizione tributaria del contribuente si può agevolmente stabilire se quest'ultimo sia o meno in regola con la Tarsu, se paga tutto il dovuto, se non ha mai pagato o se dovrebbe pagare di più. E si procede di conseguenza». I dati sono allarmanti visto che una famiglia su tre non paga la tassa Nu, con un mancato introito nelle casse del Comune pari ad oltre 150 milioni di euro.

    Non va meglio sul fronte del Cosap, il canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, dove pure ci sono alte percentuali di evasione e morosità. I revisori dei conti comunali nella relazione sulla variazione di bilancio approvata qualche giorno fa in Consiglio hanno espresso «viva e desta preoccupazione per la gestione delle entrate correnti e soprattutto per la fase di riscossione» chiedendo al Comune di riservare «particolare attenzione all'evasione tributaria».

    Palazzo San Giacomo da qualche anno ha avviato la campagna «Il Comune concede solo a chi è in regola»: in pratica il cittadino per ottenere dall'Ente alcuni servizi come ad esempio gli abbonamenti agevolati per trasporti pubblici in favore di anziani e disabili oppure i permessi di sosta gratuiti deve dimostrare preventivamente la regolarità della propria posizione tributaria.


    Fonte: http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=121385&sez=NAPOLI

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