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  • 5.000 euro a chi assume disoccupati

    L'assessore campano Nappi

    Settantamila posti di lavoro in meno, nell’ultimo trimestre del 2009. Tassi di occupazione tra i più bassi in Italia per quanto concerne le donne ed i giovani. Decine di migliaia di disoccupati di lunga durata, alcuni dei quali organizzati in sigle e movimenti, che stentano a reimpiegarsi e, spesso, agitano la piazza o alimentano le clientele del ceto politico. Una fascia sempre più ampia di persone, soprattutto donne, che non figurano più come disoccupate semplicemente perché hanno rinunciato a cercare un lavoro. Ecco il quadro, per nulla confortante, del pianeta occupazione in Campania.
    I dettagli del piano - In questo scenario arriva il piano lavoro varato dalla Giunta Caldoro, da 600 milioni, che sarà sottoposto all’ esame del Consiglio regionale. Un documento che per certi aspetti riprende le linee del vecchio piano Buffardi, che fu proposto dieci anni fa dalla Regione. Da Roma, plaude il ministro Maurizio Sacconi: «Il documento applica a livello regionale il Piano triennale del lavoro approvato dal governo a luglio ed è premessa importante per creare condizioni favorevoli alla realizzazione di nuovi investimenti e allo sviluppo di un’occupazione non assistita».
    Cgil critica - Michele Gravano, della Cgil, è meno entusiasta: «Manca una idea di crescita e di politica industriale. Il discorso della formazione in impresa, finalizzata all’assunzione dei disoccupati di lunga durata, per chi conosca la storia dei movimenti dei disoccupati, non ha mai prodotto risultati. In parte perché sono gli inoccupati che non accettano le proposte, che valutano non appetibili. In parte perché sono le imprese a non avanzarle». Ciò premesso, conclude Gravano, « la Cgil è aperta a confrontarsi con la Regione e a proporre, ove possibile, migliorie».
    Apprendisti - Una delle caratteristiche del piano, dice l’assessore al lavoro di Palazzo Santa Lucia, Severino Nappi, è il rilancio dei contratti di apprendistato. «Un buono strumento — sostiene— che in Campania ha subito rallentamenti perché il sistema è farraginoso. Occorre compilare un modulo di 45 pagine». Spiega: «È un contratto di lavoro subordinato che può essere applicato ai giovani fino a 29 anni. L’impresa risparmia i contributi, a carico del pubblico. Il datore di lavoro, oltre a versare naturalmente lo stipendio, ha l’obbligo di fare formazione. Il giovane deve imparare lavorando. Sono previsti incentivi per le imprese che, scaduto l’apprendistato, trasformeranno il contratto».
    Tirocini pagati - Un altro strumento destinato ai giovani in cerca di prima occupazione: i tirocini. «Stage — dice l’assessore regionale— in cui i giovani entrino in contatto con impresa. Ipotizzo che potranno durare fino a sei mesi, perchè gli stage di tre settimane servono a poco. Gli stagisti saranno remunerati attingendo ai fondi del piano lavoro». Si prevedono poi misure destinate ai disoccupati di lunga durata. Questione sociale, quest’ultima, perché nella platea ci sono anche soggetti che versano in condizioni di grande e reale disagio. Questione, però, anche politica, perché nella pletora di sigle e movimenti, da quelli che si proclamano vicini alla sinistra a quelli schierati a destra, si sono annidate e consolidate, negli anni, sacche di clientele e di voto di scambio. La formazione finalizzata a se stessa ha generato sprechi indicibili, truffe da parte di enti ed ha alimentato l’ascesa politica di troppi personaggi che hanno strumentalizzato il disagio e cavalcato la piazza. La vertenza dei disoccupati Bros, rimasti senza sussidio, contiene in se tutti questi elementi. C’è il disagio autentico di persone che stentano a trovare un lavoro, ma hanno la voglia di cercarlo. C’è il rapporto tutt’altro che limpido consolidatosi, negli anni passati, con alcuni esponenti regionali. Ci sono professionisti della protesta, portavoti ad ogni campagna elettorale, che girano su vetture da migliaia di euro e indossano costosissimi abiti firmati. «Il punto vero — dice Nappi — è distinguere i fondi per le politiche sociali da quelli per l’occupazione. Il piano serve a generare opportunità di lavoro, non deve essere un modo per erogare sussidi. Si può anche pensare a misure straordinarie contro il disagio, laddove sia reale e autentico. Tuttavia, il compito di un assessore al Lavoro è altro».
    Disoccupati storici - Proseguendo nel rapporto già instaurato tra Regione e Governo, dunque, la Giunta punta a incentivare l’assunzione dei disoccupati di lunga durata, non solo Bros, da parte delle imprese, erogando un contributo fino a 5000 euro per ogni neoimpiegato. Complessivamente sono disponibili su questa iniziativa oltre 30 milioni. «Ammesso che funzioni e crei davvero occupazione— dice Nappi— di concerto col Governo si potrebbe anche incrementare la dotazione economica». L’assessore, invece, non crede all’ipotesi che quelli di Bros e altri inoccupati di lunga durata possano trovare sbocco nel pubblico. «Mi dicono, quando li incontro, che sono stati formati per operare nel settore ambientale. Parlano della raccolta differenziata, per esempio. Purtroppo non ci sono aziende pubbliche, in questa fase, che possano o vogliano assumere migliaia di persone. È un fatto».


    Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/economia/2010/11-ottobre-2010/5000-euro-chi-assume-disoccupati-1703924581428.shtml

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