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Solo il datore può chiedere il rimborso dei contributi indebitamente versati, anche per la parte a carico dei lavoratori
Contributi indebitamente versati? I lavoratori, per la quota a loro carico, non possono agire direttamente contro lInps ma possono farlo nei confronti del datore di lavoro senza nemmeno aspettare che lo stesso ottenga il rimborso da parte dellIstituto. Insomma, il datore è lunico legittimato allazione di ripetizione verso lEnte previdenziale. È quanto emerge dalla sentenza 8888/10 con cui la Cassazione ha confermato un verdetto dappello che aveva negato ai lavoratori di una cooperativa la legittimazione ad impugnare la decisione che aveva rifiutato al loro datore il rimborso dei contributi indebitamente versati per la parte posta a carico dei dipendenti. Nel respingere il ricorso dei lavoratori, infatti, la sezione lavoro del Palazzaccio ha sottolineato che, in pratica, solo il datore può chiedere il rimborso dei contributi indebitamente versati, anche per la quota addebitata ai dipendenti. Cosa può fare allora il lavoratore che ha subito lindebita trattenuta sullo stipendio? Può agire nei confronti del datore che ha eseguito la trattenuta, indipendentemente dal fatto che lo stesso abbia ottenuto dallInps il rimborso dei contributi versati e non dovuti. Insomma, per la Suprema corte il lavoratore non subisce alcun pregiudizio, quanto al proprio diritto al rimborso dei contributi indebitamente trattenuti dal datore, per effetto del «mancato, negativo o negligente esercizio da parte di questultimo dellazione di ripetizione di tali contributi dallIstituto previdenziale»
Fonte: lastampa.it
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