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  • Colf e badanti, mini ritocco ai contributi INPS

    Contributi Inps fermi o quasi per i lavoratori domestici
    La rapida discesa dell’inflazione agevola le famiglie che nel 2010 pagheranno praticamente le cifre dell’anno scorso. L’adeguamento delle retribuzioni imponibili al costo della vita (+0,7%) ha fatto scattare aumenti di appena uno o due centesimi sul contributo orario. Né inciderà più di tanto sul costo di colf e badanti l’aggiornamento dei minimi salariali che hanno subito solo lievi ritocchi.

    Ma torniamo ai contributi Inps per vedere come bisogna regolarsi nelle diverse situazioni in vista della prima scadenza, quella dell’10 aprile prossimo, entro la quale va versato con le nuove tariffe il primo trimestre dell’anno.

    Le quote
    Come si può vedere dalla tabella, per i lavoratori domestici ci sono quattro livelli di contribuzione.

    1) I primi tre sono agganciati alla retribuzione effettiva oraria ,che ai fini contributivi comprende la quota per la tredicesima e quella per le indennità di vitto e alloggio per le colf e le badanti che sono a servizio intero o che consumano in casa uno o più pasti.

    2) Il quarto livello di contribuzione - nettamente più basso – prescinde dalla retribuzione oraria e si riferisce alle lavoratrici che hanno presso la stessa famiglia un orario di lavoro superiore a 24 ore alla settimana.

    Tra le 24 e le 25 ore c’è un salto notevole. Basta un’ora di lavoro in più per far scattare la tariffa ridotta che permette alla famiglia di risparmiare più del 30 per cento sul costo dei contributi.

    Bollettini precompilati
    Per il pagamento dei contributi vanno utilizzati soltanto i bollettini di conto corrente postale forniti dall’Inps. Chi è rimasto senza può procurarsi un nuovo blocchetto anche senza muoversi da casa. Basta una telefonata al numero 803164 dove gli operatori, dopo avere preso nota della richiesta, provvederanno all’invio a domicilio dei moduli. Lo stesso servizio si può ottenere anche tramite internet, collegandosi al sito www.inps.it.
    Per facilitare il pagamento dei contributi nella misura giusta, l’Inps invia ora ai datori di lavoro i bollettini di conto corrente postale già precompilati. Nei moduli è indicato anche l’importo da versare tenendo conto dei dati comunicati al momento dell’assunzione. Il bollettino precompilato torna utile in tutte quelle situazioni in cui non ci sono nel tempo variazioni nel rapporto di lavoro, in quanto la lavoratrice è sempre la stessa e non sono cambiati il numero delle ore lavorate per ogni trimestre né l’importo orario della retribuzione.
    Se invece è cambiato qualcosa il datore di lavoro deve calcolare da solo l’importo da versare e utilizzare i bollettini in bianco che l’Inps manda insieme a quelli precompilati. In questo caso deve considerare che per ogni settimana le ore lavorate si calcolano partendo dalla domenica (primo giorno) al sabato successivo (ultimo giorno). Se l’ultimo giorno del mese non è sabato bisogna fermare il conteggio a quello precedente. Per il trimestre gennaio-marzo 2010 si va da domenica 27 dicembre 2009 a sabato 27 marzo 2010, per un totale di 13 settimane visto che nel periodo considerato cadono 13 sabati. La somma da versare va arrotondata al centesimo di euro, indicando sempre due cifre dopo la virgola.

    Pagamento via Internet
    Con i bollettini di conto corrente i contributi possono essere pagati oltre che alla posta anche presso le tabaccherie del circuito Lottomatica. C’è inoltre la possibilità di effettuare il pagamento via internet. Chi vuole avvalersi di questo servizio deve registrarsi sul sito dell’Inps www.inps.it - seguendo questo percorso: servizi on line – per tipologia di utente - cittadino – lavoratori domestici: pagamento on line dei contributi.
    Il servizio di pagamento on line è in funzione tutti i giorni della settimana e costa 1 euro, per ogni operazione, in caso di addebito su Banco Posta o utilizzo della carta postepay. Per i pagamenti con carta di credito è previsto un fisso di 2 euro per importi fino a 100 euro e una quota del 2% per cifre superiori. Effettuata l’operazione, il datore di lavoro può stampare la ricevuta del bollettino.

    La rapida discesa dell’inflazione agevola le famiglie che nel 2010 pagheranno praticamente le cifre dell’anno scorso. L’adeguamento delle retribuzioni imponibili al costo della vita (+0,7%) ha fatto scattare aumenti di appena uno o due centesimi sul contributo orario. Né inciderà più di tanto sul costo di colf e badanti l’aggiornamento dei minimi salariali che hanno subito solo lievi ritocchi.

    Ma torniamo ai contributi Inps per vedere come bisogna regolarsi nelle diverse situazioni in vista della prima scadenza, quella dell’10 aprile prossimo, entro la quale va versato con le nuove tariffe il primo trimestre dell’anno.

    Le quote
    Come si può vedere dalla tabella, per i lavoratori domestici ci sono quattro livelli di contribuzione.

    1) I primi tre sono agganciati alla retribuzione effettiva oraria ,che ai fini contributivi comprende la quota per la tredicesima e quella per le indennità di vitto e alloggio per le colf e le badanti che sono a servizio intero o che consumano in casa uno o più pasti.

    2) Il quarto livello di contribuzione - nettamente più basso – prescinde dalla retribuzione oraria e si riferisce alle lavoratrici che hanno presso la stessa famiglia un orario di lavoro superiore a 24 ore alla settimana.

    Tra le 24 e le 25 ore c’è un salto notevole. Basta un’ora di lavoro in più per far scattare la tariffa ridotta che permette alla famiglia di risparmiare più del 30 per cento sul costo dei contributi.

    Bollettini precompilati
    Per il pagamento dei contributi vanno utilizzati soltanto i bollettini di conto corrente postale forniti dall’Inps. Chi è rimasto senza può procurarsi un nuovo blocchetto anche senza muoversi da casa. Basta una telefonata al numero 803164 dove gli operatori, dopo avere preso nota della richiesta, provvederanno all’invio a domicilio dei moduli. Lo stesso servizio si può ottenere anche tramite internet, collegandosi al sito www.inps.it.
    Per facilitare il pagamento dei contributi nella misura giusta, l’Inps invia ora ai datori di lavoro i bollettini di conto corrente postale già precompilati. Nei moduli è indicato anche l’importo da versare tenendo conto dei dati comunicati al momento dell’assunzione. Il bollettino precompilato torna utile in tutte quelle situazioni in cui non ci sono nel tempo variazioni nel rapporto di lavoro, in quanto la lavoratrice è sempre la stessa e non sono cambiati il numero delle ore lavorate per ogni trimestre né l’importo orario della retribuzione.
    Se invece è cambiato qualcosa il datore di lavoro deve calcolare da solo l’importo da versare e utilizzare i bollettini in bianco che l’Inps manda insieme a quelli precompilati. In questo caso deve considerare che per ogni settimana le ore lavorate si calcolano partendo dalla domenica (primo giorno) al sabato successivo (ultimo giorno). Se l’ultimo giorno del mese non è sabato bisogna fermare il conteggio a quello precedente. Per il trimestre gennaio-marzo 2010 si va da domenica 27 dicembre 2009 a sabato 27 marzo 2010, per un totale di 13 settimane visto che nel periodo considerato cadono 13 sabati. La somma da versare va arrotondata al centesimo di euro, indicando sempre due cifre dopo la virgola.

    Pagamento via Internet
    Con i bollettini di conto corrente i contributi possono essere pagati oltre che alla posta anche presso le tabaccherie del circuito Lottomatica. C’è inoltre la possibilità di effettuare il pagamento via internet. Chi vuole avvalersi di questo servizio deve registrarsi sul sito dell’Inps www.inps.it - seguendo questo percorso: servizi on line – per tipologia di utente - cittadino – lavoratori domestici: pagamento on line dei contributi.
    Il servizio di pagamento on line è in funzione tutti i giorni della settimana e costa 1 euro, per ogni operazione, in caso di addebito su Banco Posta o utilizzo della carta postepay. Per i pagamenti con carta di credito è previsto un fisso di 2 euro per importi fino a 100 euro e una quota del 2% per cifre superiori. Effettuata l’operazione, il datore di lavoro può stampare la ricevuta del bollettino.
    Fonte: lastampa.it


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