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Rifiuti, la Tarsu aumenterà del 5%. Pisani: "Inconcepibile, oltre al danno si aggiunge anche la beffa per i cittadini. Chiediamo il blocco del rincaro. Siamo pronti ad avviare una class action"
Nuovo aumento Tarsu, 30 euro in più per la tassa per lo smaltimento dei rifiuti. Una vera e propria beffa per i cittadini napoletani, non c'è che dire. Una stangata a tutti gli effetti che è venuta fuori con la presentazine del bilancio di previsione della Provincia del 2011. A quanto pare il problema riguarda l’aumento dei costi dello smaltimento. E la situazione non cambia nemmeno nel resto della regione. Giuseppe Capasso, sindaco di San Sebastiano al Vesuvio spiega che sarà anch’egli costretto a aumentare del 20% la Tarsu perché qui “Cesaro ha fatto una cosa ancora peggiore. Perché ha tolto la premialità che va ai Comuni che sono in regola con la differenziata, così a San Sebastiano avremo la stessa Tarsu di Napoli». Il Sistema Ambientale della Provincia di Napoli (SapNa) che gestisce il ciclo dei rifiuti ha presentato il conto e si prevede che già per il prossimo ottobre gli aumenti Tarsu saranno effettivi.
“Questa il quarto aumento in meno di un anno – commenta l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’associazione NoiConsumatori.it -. I cittadini di Napoli continuano a subire un doppio danno dall’emergenza rifiuti. Da un lato rischiano seri danni alla salute con le strade completamente sommerse dai sacchetti delle spazzatura, dall’altro subiscono anche la beffa di dover pagare una tassa, che addirittura aumenterà, per un servizio quasi inesistente. Ribadiamo che i napoletani hanno il diritto al risarcimento dei danni per tutti i disagi che sono costretti a subire. Le istituzioni, in primis la Provincia, non hanno individuato i siti per lo smaltimento dell’immondizia e non hanno provveduto nemmeno al loro trasferimento fuori regione, operazione questa reputata troppo costosa. Ma nel frattempo chi paga direttamente questa cattiva gestione ed a subirne le pesanti conseguenze sia per la salute sia per il portafogli sono i cittadini. Il problema di fondo è che purtroppo ad oggi il piano rifiuti non è mai decollato concretamente. Come associazione per la tutela dei diritti dei consumatori chiediamo la sospensione immediata del rincaro previsto per i mesi prossimi. Siamo pronti a preparare una class action per ottenere i giusti risarcimenti per i danni subiti dai napoletani da parte di chi ha gestito in maniera scandalosa il problema dell’emergenza rifiuti”.
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Carburanti, da oggi aumentano le accise. Pisani: "Più rincari in meno di una settimana. Chiediamo l'intervento immediato delle istituzioni!"
Appena tre giorni fa si era registrato un aumento sul costo dei carburanti (+4 cent al litro su benzina e diesel) per far fronte all’emergenza immigrati. E da oggi 1° luglio, come se ciò non bastasse, arrivano nuovi ritocchi all’insù sulle accise di benzina e diesel (+0,19 centesimi al litro) per finanziare il Fus, il Fondo Unico per lo Spettacolo . Nello specifico: l' IP ha registrato questa mattina +0,6 cent sulla benzina e +1,3 cent sul diesel; la Q8: +0,5 cent su entrambi i prodotti; la Tamoil: +0,3 cent su tutte e due i carburanti e la TotalErg ha rialzato di +1 cent sulla verde, e di +0,3 cent sul diesel.Inoltre la media per la benzina (in modalità servito) va dall'1,578 euro degli impianti Esso all'1,590 euro dei punti vendita Shell (no-logo a 1,502). Per il diesel si passa dall'1,457 euro di Eni all'1,475 euro degli impianti Shell (no-logo a 1,375). Il Gpl si posiziona tra lo 0,738 euro dei punti vendita Eni allo 0,757 degli impianti IP (a 0,727 le no-logo).
“Sono aumenti inauditi – commenta l’avvocato Angelo Pisani, presidente di NoiConsumatori.it – che ricadono sulle spese ed nei portafogli dei cittadini. Martedì scorso è stato appena registrato un rialzo sul prezzo della benzina, ieri l’Autorità ha proclamato aumenti sulle bollette energetiche ed oggi aumentano le accise. Contemporaneamente l’Istat, sempre oggi, fa sapere che la disoccupazione in Italia sta aumentando, soprattutto fra i giovani. E’ questa la situazione nel nostro Paese, ed a farne le spese sono i cittadini italiani. Aumenti ormai settimanali e giornalieri su ogni tipo di bene e di servizio ma le retribuzioni, quando ci sono, continuano ad essere limitate e basse rispetto alle spese da affrontare! I consumatori continuano a fare sacrifici, a dover scontare i costi delle emergenze sulla propria pelle, a dover subire gli aumenti per il recupero di fondi come il Fus. Noi diciamo basta e chiediamo al Governo di bloccare i rincari che gravano pesantemente sui bilanci delle famiglie italiane costrette a stringere la cinghia sempre di più per arrivare a fine mese ”.
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Bolletta energetica, nuova stangata per luce a gas. Pisani: "Necessarie misure urgenti per frenare questi ulteriori rialzi che danneggiano le famiglie italiane"
A luglio nuove stangate sulle bollette di luce e gas. I prezzi di riferimento dell'energia elettrica indicati dall'Autorita' registrano un aumento dell'1,9%, sostanzialmente per effetto del sostegno alle fonti rinnovabili (in particolare al fotovoltaico) e assimilate. I prezzi del gas, invece, segnano un rialzo del 4,2% per l'incremento delle quotazioni internazionali del petrolio (+35% al barile in euro negli ultimi nove mesi), al quale sono ancora collegate le quotazioni della materia prima gas. Per l'energia elettrica, l'aumento dell'1,9% dei prezzi di riferimento, determina una maggiore spesa di circa 8 euro su base annua per la famiglia tipo, con consumi medi di 2.700 kilowattora l'anno e una potenza impegnata di 3 kW.Per il gas naturale, l'incremento del 4,2% dei prezzi di riferimento, qualora dovesse protrarsi anche oltre la stagione estiva, determinerebbe un aumento di poco piu' di 44 euro su base annua della spesa media di una famiglia tipo residente, con riscaldamento individuale e consumi medi di 1.400 metri cubi l'anno. Per contenere almeno in parte le bollette gas in previsione dei maggiori consumi invernali, l'Autorita' ha deciso di applicare anche per il prossimo anno la formula di aggiornamento dei prezzi del gas che consente di trasferire a beneficio dei consumatori i minori prezzi della materia prima registrati sui mercati spot e per le rinegoziazioni dei contratti a lungo termine.
“Siamo di fronte all’ennesimo aumento che si ripercuoterà in particolare sui bilanci delle famiglie italiane – afferma l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’associazione NoiConsumatori.it -. Il rincaro della spesa energetica in un momento delicato e di crisi economica come questo determinerà una sempre più grave limitazione del potere d’acquisto dei cittadini, già costretti a fare i conti con l’inflazione in crescita e con l’aumento delle accise sui carburanti. Di conseguenza ciò inciderà negativamente anche sull’andamento del commercio e dei consumi. Con tutti questi aumenti inconcepibili su luce, gas, trasporti e beni di prima necessità gli italiani arriveranno a fine anno con una spesa che salirà oltre gli 800 euro per famiglia!""Inoltre ribadiamo - continua Pisani - che l’aumento della bolletta del gas è legato strettamente al ritardo dello sviluppo di infrastrutture adeguate sul nostro territorio come ad esempio i rigassificatori e alla mancanza di un mercato concorrenziale e competitivo. Purtroppo, come al solito, a pagare le conseguenze di questa situazione sono i cittadini italiani costretti a subire continui rincari su ogni genere di bene. Chiediamo – conclude Pisani – che il Governo vari urgenti misure per bloccare questi ulteriori rialzi dei prezzi delle bollette ed interventi che siano più vicini agli interessi ed alle esigenze dei consumatori come l’eliminazione dell’assoggettamento all’Iva delle imposte erariali e delle addizionali regionali”.
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Parco Cilento, arriva il marchio di qualità
Il Parco del Cilento come marchio? Una possibilità golosa per le imprese che sorgono all'interno del territorio del parco. Dall’iniziativa dell’Associazione Balneare Marina di Camerota, Fiba Confesercenti Cilento e Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano la presentazione del progetto avverrà domani, presso la sede di rappresentanza della Camera di Commercio di Salerno, a partire dalle ore 11 e trenta. Il progetto ha l’obiettivo di creare un vero e proprio marchio di qualità ambientale per gli stabilimenti balneari che sorgono nel territorio del Comune di Camerota e che presto si adegueranno ad un modello di gestione «ecocompatibile». Sono una trentina, al momento, le aziende che hanno aderito come «Lidi del Parco», tutti gravitanti nel Comune cilentano.
«L’idea è nata una decina di anni fa - spiega Ciro Troccoli, presidente della Fiba Confesercenti Cilento - proprio in coincidenza con la nascita dell’associazione Balneare Marina di Camerota. Il Parco è una grande ricchezza, e può essere un volano economico anche per la sua costa. Le aziende balneari che aderiranno al marchio dovranno adeguarsi ad una serie di caratteristiche strutturali e operative. I lidi saranno amovibili e realizzati solo con materiali ecocompatibili. Tra l’altro, in ognuno di essi si svolgerà la raccolta differenziata, mentre proprio le aziende balneari contribuiranno alla conoscenza e alla diffusione dei prodotti tipici del territorio del Parco. Il nostro auspicio è che questo modello di ecocompatibilità venga esportato su l’intera costa del Parco del Cilento»(...) .
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/notizie/arte_e_cultura/2011/29-giugno-2011/parco-cilento-arriva-marchio-qualita-190979669147.shtml
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La manovra voce per voce
Taglio ai costi della politica, via libera alla delega fiscale, intervento sul regime fiscale delle imprese, stretta sugli impiegati pubblici, election day per ridurre le «spese della democrazia». Sono alcuni dei punti che compongono la manovra da 47 miliardi di euro approvata dal Consiglio dei ministri di giovedì. Ecco una panoramica dei contenuti del provvedimento, quali si ricavano dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, più alcune indiscrezioni attendibili.
ENTITA' - La manovra ha un valore globale di 47 miliardi di euro, così suddivisi: 1,5 miliadi nel 2011, 5,5 nel 2012, 20 miliardi nel 2013 e nel 2014.
DELEGA ALLA RIFORMA FISCALE - Nessun aumento dell'Iva ma soltanto la «revisione graduale delle attuali aliquote, tenendo conto degli effetti inflazionistici prodotti da un aumento». È quanto prevede la bozza del ddl delega per la riforma del fisco. Tre aliquote Irpef, del 20%, 30% e 40%, che saranno finanziate, tra le altre voci, anche attraverso l'eliminazione di alcune agevolazioni fiscali. Per quanto riguarda le rendite, l'obiettivo di portarle a una tassazione del 20% (escludendo però i titoli di Stato). La riforma si disegnerà da qui ai prossimi tre anni.
RISPARMI - Riduzione del personale degli uffici Ice di almeno 200 unità (attualmente l'Istituto per il commercio estero impegna 1200 persone, 600 in Italia e 600 all'estero). Gli uffici Ice in Italia, attualmente 14, scenderanno a 2, uno a Roma e uno a Milano. Il finanziamento pubblico ai partiti sarà decurtato di un altro 10%, si istituirà l'election day, che prevede l'accorpamento delle elezioni nazionali e amministrative (esclusi invece i referendum, che per Costituzione devono essere autonomi). Per quanto riguarda gli «aerei blu», saranno riservati al capo dello Stato, al presidente della Camera, a quello del Senato, a quello del Consiglio e al presidente della Corte Costituzionale, mentre gli altri ministri ne potranno usufruire solo per viaggi istituzionali all'estero. Per quanto riguarda le auto blu, vanno usate e rottamate quelle che ci sono ora. In futuro ne avranno diritto i presidenti, ma non quello della Corte Costituzionale e comunque non si potranno usare quelle superiore a 1.600 di cilindrata, fatte salve le esigenze di sicurezza. Gli stipendi dei parlamentari saranno parificati a quelli europei.
STRETTA SUI DIPENDENTI PUBBLICI - Stretta sulle assenze dei dipendenti della pubblica amministrazione. Controlli immediati se la «malattia» si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative.
SUPERBOLLO AUTO - Sparita l'ipotesi di tassa sui Suv, resta una maggiorazione di imposta sui superbolidi, quelli oltre i 225 kw, pari a 301 cavalli (tra cui anche l'Audi A8 di Berlusconi).
FISCALITA' DELLE IMPRESE - Sarà istituito un forfait fiscale al 5%, (per Tremonti «il più conveniente d'Europa»), che riguarda le imprese fatte dai giovani fino a 35 anni per cinque anni
http://www.corriere.it/economia/11_giugno_30/manovra-voce-per-voce_742e00a8-a352-11e0-9bbf-ebc35d9cc61e.shtml
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Manovra, S&P: ''In Italia crescita debole, restano rischi per riduzione del debito''
Nonostante la manovra, appena approvata dal Cdm, in Italia ''restano sostanziali rischi per il piano di riduzione del debito principalmente a causa della debole crescita''. E' quanto sostiene Standard & Poor's in una nota, in cui si evidenzia che le possibilità di un taglio del rating restano una su tre.
Il piano di austerity "è generalmente credibile, in particolare le misure per contenere i salari pubblici e la spesa pensionistica. Crediamo tuttavia che il governo possa essere stato troppo ottimista sull'efficacia della lotta all'evasione fiscale", afferma S&P. "Alla luce della debole crescita dell'Italia riteniamo che servano riforme micro e macroeconomiche ancora più incisive per incentivare gli investimenti del settore privato e adeguare i livelli salariali alla produttività".
Senza queste misure, avverte l'agenzia di rating, "crediamo che l'Italia non potrà esprimere il suo potenziale economico. Questo implicherà un'insufficiente creazione di ricchezza per ottenere un calo significativo del rapporto debito-pil, al 119% alla fine del 2010". Di conseguenza "continuiamo a ritenere che ci sono approssimativamente una possibilità su tre che il rating dell'Italia possa venire abbassato nei prossimi 24 mesi". L'agenzia esprime un giudizio positivo su alcune misure, pensioni in primis. "Diverse misure annunciate - aggiunge - nella nostra opinione, potrebbero indirettamente portare benefici alla competitività italiana" in particolare, tagli ai salari pubblici e il progetto di razionalizzazione del sistema fiscale. "Se attuata, l'aggiustamento dell'età pensionabile nel 2014 al posto del 2015 come previsto in principio, rafforzerebbe la nostra opinione secondo cui l'Italia ha passività tra le più basse in Europa". Bene anche l'accordo tra Confindustria e i sindacati sui contratti "un primo passo importante per promuovere una maggiore flessibilità".
Pensiamo "inoltre che uno stallo politico prolungato possa contribuire a degli slittamenti finanziari", afferma ancora S&P. "Se uno o una serie combinata di rischi si materializzassero - avverte - il peso complessivo del debito pubblico italiano potrebbe stagnare agli attuali alti livelli". In questo caso, prosegue "noi potremmo abbassare il rating sul breve e lungo termine sull'Italia. Dall'altro canto, se il governo riuscisse ad ottenere sostegno politico all'attuazione di riforme strutturali che rafforzino la competitività, aprendo la strada per una maggiore crescita economica e una riduzione del debito più rapida, il rating potrebbe restare agli attuali livelli".
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Manovra-S&P-In-Italia-crescita-debole-restano-rischi-per-riduzione-del-debito_312193434913.html
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Sale la disoccupazione, ai massimi per giovani
Il tasso di disoccupazione a maggio sale all'8,1%, con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile (quando era pari all'8,0%), ma in calo su base annua di 0,5 punti (a maggio 2010 era pari a 8,6%). Lo rileva l'Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie.
A maggio il numero complessivo dei disoccupati torna sopra la soglia dei 2 milioni, attestandosi precisamente a quota 2,011 milioni, registrando un aumento rispetto ad aprile dello 0,8% (+17 mila unità), con un aumento della componente maschile ed una diminuzione di quella femminile. Su base annua il numero di disoccupati diminuisce del 6,5% (-139 mila unità).
Il tasso di disoccupazione nel primo trimestre del 2011 è sceso portandosi a quota 8,6% (era 9,1% nel primo trimestre 2010). Lo comunica l'Istat in base a dati non destagionalizzati.
Nel primo trimestre 2011 la crescita tendenziale del numero degli occupati si rafforza ed è pari allo 0,5% (116.000 unità). Il risultato è dovuto esclusivamente allo sviluppo dell'occupazione femminile, spiega l'Istat. Inoltre, rileva che dopo la caduta durata oltre tre anni, l'occupazione nell'industria in senso stretto manifesta un moderato recupero tendenziale (+1,5%, pari a 70.000 unità). Il terziario registra un nuovo risultato positivo (+0,9%, pari a 140.000 unità), diffuso nelle posizioni lavorative dipendenti e autonome. Dopo una lunga fase di riduzione gli occupati a tempo pieno tornano ad aumentare su base tendenziale (+0,2%, pari a 37.000 unità); anche quelli a tempo parziale aumentano su base annua (+2,3%, 78.000 unità), ma si tratta ancora una volta di part-time involontario. In confronto al recente passato, fa notare sempre l'Istituto, la riduzione dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato è molto più contenuta (-0,1%, pari a -19.000 unità), mentre continua a crescere il numero dei dipendenti a termine (+4,1%, pari a 84.000 unità), in gran parte nell'industria in senso stretto.
Nel primo trimestre del 2011, per la prima volta dall'inizio del 2008, il numero dei disoccupati registra una riduzione su base tendenziale (-5,2%, pari a -118.000 unità). La discesa riguarda sia gli uomini sia, soprattutto, le donne e si concentra nel Centro-Nord. Lo comunica l'Istat.
Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) nel primo trimestre del 2011 sale a 29,6%, dal 28,8% dello stesso periodo del 2010, con un picco del 46,1% per le donne del Mezzogiorno. Lo comunica l'Istat, aggiungendo che si tratta del tasso di disoccupazione giovanile più alto dall'inizio delle serie storiche omogenee, ovvero dal 2004, in base a confronti annui.
Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a maggio è salito al 28,9%. Lo rileva l'Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie, aggiungendo che rispetto ad aprile si registra una crescita di 0,5 punti percentuali, mentre su base annua l'aumento è di 0,4 punti.
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Privacy: l'uso corretto del sistema di videosorveglianza all'interno di un hotel
Affinché il trattamento dei dati personali relativi ai propri lavoratori possa reputarsi conforme alla disciplina di protezione dei dati personali, la struttura alberghiera che installa telecamere di videosorveglianza deve raggiungere "uno specifico accordo con le rappresentanze sindacali aziendali riguardo all'installazione ed al funzionamento del sistema di videosorveglianza" o, in alternativa, ottenere una specifica autorizzazione da parte della direzione provinciale del lavoro competente.
Lo ha chiarito il Garante della Privacy con il provvedimento 14 aprile 2011, n. 142 con il quale è intervenuto in merito al caso di un hotel di Firenze presso la cui struttura è presente un sistema digitale di videosorveglianza, costituito da 45 telecamere (quattro delle quali brandeggianti e dotate di zoom), provvisto di sei monitor e di "server dedicati utilizzati per la registrazione" e "custoditi sotto chiave".
In particolare l'Authority specifica che secondo la giurisprudenza il divieto di controllo a distanza dell'attività lavorativa non è escluso nemmeno dal fatto che lo stesso sia destinato ad essere discontinuo.
http://www.altalex.com/index.php?idnot=14733
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Su trading e banche meno oneri
Erano state osteggiate. Avevano creato malumori. Ma ora sembra che le tanto temute tasse sulle negoziazioni finanziarie e sul trading delle banche vengano ampiamente ridimensionate. La bozza della manovra prevedeva fino a ieri pomeriggio che l'attività di trading delle banche fosse d'ora in avanti tassata al 35%, ma in serata la nuova bozza non lo prevedeva più: nella manovra del Governo viene ora ipotizzata un'imposta addizionale sul trading finanziario (forse del 7%). Stesso discorso sulla nuova imposta dell'1,5 per mille che era prevista sulle compravendite di azioni e bond (titoli di Stato esclusi): l'intero capitolo ieri sera risultava sparito dalla manovra. Al suo posto ci sarebbe semplicemente un aumento dell'imposta di bollo già ora applicata al deposito titoli.
Il trading bancario
La bozza di manovra fino a ieri pomeriggio prevedeva che l'attività di negoziazione delle banche (la compravendita per proprio conto e non per i clienti) avesse una «tassazione separata» del 35%. Questo significava che le banche avrebbero dovuto prendere gli utili derivanti dal trading su azioni e derivati (la nuova tassa escludeva le obbligazioni e le quote di fondi comuni) e su questi applicare un'imposta del 35%. Il che rappresentava un aggravio per gli istituti di credito, dato che attualmente la tassazione sugli utili da trading (tutti) è più bassa: pari al 27,5% più 4,2% di Irap, cioè al 31,7 per cento.
Ma questa imposta «separata» è sparita dalla manovra. Al suo posto è ipotizzata un'addizionale del 7% sul trading finanziario delle banche. Si tratta di un'aliquota che si applica non sull'intero imponibile, ma sull'ammontare dell'imposta da pagare: alle tasse già pagate sugli utili da trading, insomma, viene sommata un'imposta aggiuntiva. Una cosa è però certa: comunque si giri la frittata, questa novità porterà pochi spiccioli nelle casse dello Stato. Le banche italiane, al contrario di tante all'estero, realizzano infatti pochi utili da trading. E quei pochi li realizzano soprattutto sui titoli di Stato che – comunque vada – vengono esentati dalla nuova imposizione.
Per capire gli ordini di grandezza basta guardare i dati di bilancio. Nel 2010 solo UniCredit – calcola Rbs – ha realizzato utili da trading (escludendo obbligazioni e fondi) per 390 milioni di euro. Il 2009 era stato più munifico, dato che UniCredit aveva realizzato (escludendo bond e fondi) utili da trading per 1,8 miliardi, Mps per 47 milioni, Mediobanca per 115, Banco Popolare per 11 e Ubi per 137.
Imposte sulle negoziazioni
L'altra tassa, saltata nell'ultima versione, era quella sulle transazioni finanziarie. Tutte le compravendite di azioni, derivati, obbligazioni – anche da parte di risparmiatori – avrebbero avuto nella bozza precedente un'imposizione dell'1,5 per mille. Anche in questo caso venivano esentate le compravendite sui titoli di Stato, che avrebbero penalizzato il Tesoro stesso. Se questa norma fosse passata, il gettito sarebbe stato ben più rilevante rispetto a quello derivante dalla tassa sul trading bancario. Secondo i dati di Assosim, nel 2010 solo sui mercati gestiti da Borsa Italiana e Tlx le transazioni finanziarie hanno raggiunto un controvalore di 2.423 miliardi di euro. Ebbene: applicando l'1,5 per mille a questa montagna di compravendite di titoli, nelle casse dello Stato sarebbero entrati qualcosa come 3,6 miliardi di euro.
Ieri sera questa norma sembrava però saltata. Al suo posto la manovra prevederebbe – il condizionale è d'obbligo – un semplice aumento dell'imposta di bollo applicata già oggi al deposito titoli. Attualmente le banche pagano, per ogni conto titoli dei clienti, 32 euro l'anno. Le Sim versano invece 20 euro per ogni contratto di deposito e 1,8 euro per ogni comunicazione che la Sim fa con i clienti. Ancora non si sa di quanto verranno aumentate queste imposte. Ma è evidente che, rispetto all'ipotesi iniziale, si tratta di un deciso ridimensionamento dell'aggravio. Esultano Sim, banche e broker.
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Sul 730 conguagli a rischio-ritardi
Rischiano di slittare ad agosto i conguagli in busta paga dei 730/2011. È una possibile conseguenza della proroga concessa ai Caf e ai professionisti per trasmettere i prospetti di liquidazione modelli 730/4 entro il prossimo 12 luglio.
È stato infatti l'articolo 2 del Dpcm del 12 maggio 2011 che ha spostato dal 25 giugno al 12 luglio il termine entro cui Caf e professionisti sono obbligati a trasmettere i risultati dei 730 all'Amministrazione finanziaria o ai sostituti d'imposta che non si sono avvalsi della modalità telematica di ricezione dei dati.
Prospetti in arrivo a luglio
I sostituti che non hanno optato per la ricezione telematica dei 730/4 da parte dell'Agenzia, continueranno infatti a ricevere i risultati delle dichiarazioni direttamente dai Caf con le tradizionali modalità (per fax, per posta elettronica o per raccomandata) non oltre il 12 luglio.
Quelli che invece hanno chiesto entro il 31 marzo di ricevere telematicamente i 730/4 direttamente sulla loro utenza Entratel o su quella di un intermediario abilitato, potranno disporre dei prospetti di liquidazione entro il prossimo 22 luglio: l'articolo 16 comma 4-bis del decreto del ministero delle Finanze 164/1999 prevede infatti che l'Agenzia trasmetta i risultati al sostituto entro i successivi 10 giorni dall'avvenuta ricezione da parte dei Caf o dei professionisti abilitati (il cui termine è stato spostato al 12 luglio).
È evidente che, per la maggior parte dei sostituti d'imposta (esclusi quelli che elaborano la mensilità di luglio nei primi di agosto), il 22 luglio non può considerarsi utile per effettuare i conguagli nelle buste paga di competenza del mese di luglio, la cui elaborazione a quella data è già conclusa o in fase di completamento.
D'altro canto, l'impossibilità per chi si trova nelle condizioni sopra descritte di fare i conguagli nel termine ordinario è in linea con le previsioni della circolare del l'agenzia delle Entrate 14/2011, secondo cui il conguaglio è effettuato a luglio, a condizione che i 730/4 arrivino entro il 30 giugno.
In caso di arrivo successivo, situazione che riguarderà quest'anno molti sostituti, il termine del conguaglio è prorogato al primo mese utile, che dovrebbe essere agosto (sempre che i 730/4 arrivino in tempo, cioè prima della chiusura degli stipendi di quel mese).
Le conseguenze del rinvio
Lo slittamento ad agosto non sarà comunque gradito a dipendenti e collaboratori che non riceveranno l'eventuale rimborso del credito in tempo utile per le vacanze.
Un'ulteriore conseguenza interesserà i contribuenti a debito, sia perché l'effettuazione della trattenuta ad agosto potrebbe comportare l'ulteriore onere dell'interesse, sia per quelli che, avendo optato per il versamento in cinque rate, di fatto ne avranno a disposizione solo quattro.
Ma l'ulteriore dubbio di aziende e consulenti riguarda l'ipotesi in cui i 730/4 non dovessero pervenire nei termini, arrivando, dunque, quando società e studi sono chiusi per ferie.
Sostituti e assistenza diretta
Le problematiche sopra descritte non dovrebbero invece interessare i sostituti d'imposta che prestano assistenza fiscale diretta: lo slittamento al 12 luglio del termine per l'invio dei 730/4 riguarda solo Caf e professionisti abilitati, come prevede il comma 3 lettera b) dell'articolo 2 del Dpr del 12 maggio 2011.
Questo dovrebbe voler dire che per le aziende il termine per inviare le dichiarazioni al l'Agenzia rimane il 30 giugno, con la conseguenza che il conguaglio può sicuramente essere effettuato con le retribuzioni di competenza del mese di luglio.
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-07-01/conguagli-rischioritardi-064216.shtml?uuid=Aa3NMPkD
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Vanno cancellate frasi sconvenienti negli scritti difensivi anche se volte a censurare un comportamento scorretto
Con la sentenza n. 14112 depositata il 27 giugno 2011 la Corte di Cassazione ha stabilito che deve essere cancellata la scritta offensiva contenuta in uno scritto difensivo anche se tale offesa non è gratuita ma volta a censurare un comportamento ritenuto non corretto. Nella parte motiva della sentenza, gli Ermellini, precisando, in tema di cancellazione delle espressioni offensive o sconvenienti contenute in scritti difensivi, l'apprezzamento circa l'effettivo rapporto tra queste e l'oggetto della causa è rimesso alla valutazione del giudice di merito e non è censurabile in sede di legittimità e citando la sentenza conforme n. 15503 del 2002, hanno quindi enunciato il principio di diritto, secondo il quale "deve essere cancellata la frase che, priva dell'intento offensivo gratuito, risulta comunque sconveniente pur risolvendosi in una mera illazione volta unicamente a censurare un comportamento di controparte ritenuto non corretto". Ad ogni modo la Corte ricorda che, in tema di cancellazione delle espressioni offensive o sconvenienti contenute scritti difensivi, l'apprezzamento circa l'effettivo rapporto tra queste e l'oggetto della causa è rimesso alla valutazione del giudice di merito e non è censurabile in sede di legittimità.
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Guard rail difettoso? Risponde l'ente proprietario anche se se c'è stato eccesso di velocità
Anche se il conducente viaggia ad una velocità sotenuta, in caso di incidente, è responsabile l'ente proprietario della strada se ha omesso di controllare un guard-rail difettoso. L'ente ha infatti il dovere giuridico di garantire la sicuerezza stradale. Il principio è stato enunciato dalla Corte di Cassazione (terza sezione civile) che con la sentenza n. 14254 depositata il 28 giugno 2011 ha affermato "la concorrente responsabilità dell'ente proprietario della strada laddove la peculiare mutilazione patita dal protagonista del sinistro stradale risulta riconducibile all'anomala configurazione dei paletti del guard-rail". "Il fatto che il conducente del mezzo, - hanno continuato gli Ermellini - procedendo a velocità sostenuta, si sia autonomamente posto in una relazione scorretta con la situazione di pericolo non integra una condotta tale da neutralizzare la violazione di chi gestisce l'infrastruttura di collegamento, che ha il dovere di garantire le condizioni di sicurezza". Nella fattispecie esaminata dalla Corte la velocità tenuta dal conducente aveva contribuito al verificarsi dell'incidente ma "aveva concorso la produzione dell'evento anche la anomala collocazione dei paletti di sostegno del guard rail contro il quale... [il danneggiato]... aveva urtato, perdendo il braccio destro a seguito dell'impatto". C'era in sostanza una anomala configurazione dei paletti che sporgevano dal bordo del nastro orizzontale e che per tale configurazione avevano comportato la mutilazione di cui era rimasto vittima il conducente.
http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_10437.asp
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