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Smantellata matrioska di società per bancarotta fraudolenta: 4 ordinanze
LE INDAGINI - Le indagini, alquanto difficoltose a causa della scarna documentazione e che sono state condotte incrociando una notevole quantità di dati e di notizie reperite dai militari operanti, hanno preso le mosse dall’attività di tre società dichiarate fallite (“F.lli Falco & C. S.r.l.”, “F.lli Falco di Vincenzo e Felice Falco s.n.c.” e “F.lli Falco S.r.l.”) nonché della “Gicauto S.r.l.”, società con sede a Formia ed operante nel medesimo settore merceologico del commercio di accessori per auto e motoveicoli.
Un complesso sistema di società per la vendita di ricambi d'auto, una vera e propria matrioska smantellata dalle fiamme gialle per bancarotta fraudolenta. I finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli (Sezione Reati di Criminalità Economica) - Gruppo Tutela Mercato e Capitali, dopo complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli -, hanno eseguito quattro ordinanze (tre di custodia cautelare agli arresti domiciliari ed una dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), emesse dal gip presso il Tribunale di Napoli nei confronti rispettivamente di Vincenzo Falco, del figlio Carmine, di Orso De Marco e di Giuseppa Falco, anch’essa figlia di Vincenzo, imprenditori partenopei nel settore della vendita al dettaglio di ricambi per auto operanti nel basso Lazio, indagati per plurime ipotesi di bancarotta fallimentare.
UNA MATRIOSKA DI SOCIETA' - Gli accertamenti eseguiti hanno consentito di ricostruire un complesso meccanismo attraverso il quale i soggetti colpiti dai provvedimenti cautelari, appartenenti al medesimo gruppo familiare e con la collaborazione del citato De Marco che ha svolto funzioni di prestanome, riuscivano - mediante la costituzione di nuove società operanti nel medesimo settore merceologico con l’indicazione di sedi legali delle stesse risultate poi inesistenti, con la sistematica sottrazione e/o distruzione della documentazione contabile nonché con il trasferimento di fatto dei beni aziendali ad altra società sempre ad essi riconducibile - ad occultare prima e a distrarre poi i citati beni, il tutto in danno dei creditori delle diverse società ed in favore della società in bonis “Gicauto s.r.l.”.DEBITI FINTI - Nel caso della fratelli Falco & C. S.r.l., poi fallita, la finalità precisa degli indagati è stata quella di depauperare in maniera definitiva e irreversibile la società, caricandola solo di debiti, tra cui quelli derivanti dal mancato pagamento di forniture e di canoni di locazione e di continuare l’attività attraverso la citata Gicauto, società solo formalmente autonoma ma operante presso la stessa sede della fallita e che utilizzava gli stessi dipendenti di quest’ultima. E’ stato accertato, inoltre, che per il raggiungimento di tale scopo è stata predisposta falsa documentazione, sono state fornite false informazioni ai soci nonché sottratta merce con fittizio trasferimento dei locali.BANCAROTTA FRAUDOLENTA - Agli indagati sono stati contestati i reati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale per aver sottratto o distrutto, con lo scopo di procurare a sé un ingiusto profitto o di recare pregiudizio ai creditori, i libri e le altre scritture contabili delle società fallite e di aver distratto, occultato o dissimulato i beni delle medesime società. Oltre all’esecuzione delle menzionate ordinanze cautelari personali è stato eseguito anche il sequestro delle quote sociali e dei beni della “Gicauto S.r.l.”, in quanto individuata quale obiettivo strumento utilizzato per la commissione dei reati contestati ai soggetti attinti dagli odierni provvedimenti.
Fonte: Corriere Mezzogiorno

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