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Napoli, niente multe ai commercianti. In cambio pacchetti-voto a vigili corrotti
Mancano pochi mesi alle elezioni per il Consiglio comunale di Napoli, ma la campagna elettorale è già iniziata. C’è chi si sta attrezzando, c’è chi si sta mettendo in gioco, sfoderando sul campo tutti gli strumenti a disposizione.
Leciti, ma anche palesemente illegali. Funziona più o meno così: in borghi e rioni del centro napoletano vengono messi in vendita blocchi di centinaia di voti alle prossime amministrative, in cambio di un occhio di riguardo quando scattano controlli amministrativi.Un «sistema», a voler mettere a posto i tasselli di un’inchiesta ancora protetta da rigoroso segreto istruttorio. Se ne sono accorti gli uomini della polizia municipale, agli ordini del generale Luigi Sementa, che hanno acquisito in questi giorni testimonianze, denunce, oltre a raccogliere elementi abbastanza chiari su quanto si sta muovendo nella corsa per Palazzo San Giacomo.
Nel mirino sono finiti alcuni esponenti dello stesso corpo di via Giaxa, vale a dire alcuni agenti di polizia municipale che potrebbero aver commesso qualche passo falso, tanto da finire al centro delle indagini dei propri colleghi. Inchiesta interna, dunque, una vicenda investigativa che ruota attorno a un’ipotesi centrale: voto di scambio in vista della prossima competizione elettorale per il rinnovo dei vertici del Municipio, per strappare di diritto un posto nella principale assemblea cittadina.
Lotta accesa, senza esclusione di colpi. Ci sono testimoni ascoltati, denunce messe nero su bianco, il sistema funziona più o meno in questo modo: ci sono accordi tra vigili corrotti e commercianti, tutti interessati a mettere in scena una sorta di scambio alla pari. Ridotto all’osso, lo schema è elementare: chiudere un occhio di fronte a licenze non in regola, evitare verbali, sequestri, controlli accurati, di fronte alla garanzia di un assortito pacchetto di voti. Niente fastidi, in attesa del consenso elettorale.
Non solo promesse o chiacchiere in libertà, al centro della nuova indagine condotta dal nucleo di pg della polizia municipale. Si parte da ipotesi più concrete: veri e propri pacchetti di voti - 250 nomi alla volta - che un commerciante avrebbe consegnato a un esponente in divisa. Si è andato a fondo, lo scenario sembra capillare, tutt’altro che estemporaneo...Fonte: IlMattino

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