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Napoli, i posti moto sono a pagamento. Avvocati in rivolta al Centro Direzionale
Adesso Gioacchino e la sua famiglia dovranno cercarsi un altro impiego. O magari soltanto un altro posto: un'altra strada, un nuovo slargo da presidiare. Sono bastate 48 ore e qualche mano di vernice per cancellare il suo lavoro e annerire l'umore degli avvocati napoletani. Nel breve volgere di un fine-settimana, infatti, le strisce dei 160 posti destinati ai motocicli davanti al Palazzo di Giustizia hanno cambiato colore: da bianche sono diventate blu. Tradotto in pratica: prima la sosta non si pagava, ora sì. Chi vorrà lasciare il mezzo a due ruote in quei posti, dovrà munirsi di contrassegno, sborsando un euro (tariffa unica dalle 8 alle 16). Un provvedimento che si è abbattuto come una iattura sul primo giorno della settimana dei tanti centauri che frequentano il tribunale.
«Sin dalle prime ore del mattino, centinaia di colleghi mi hanno chiamato per protestare - racconta Francesco Caia, presidente dell'Ordine forense di Napoli - ho trasferito quelle rimostranze all'assessore comunale alla Mobilità, Agostino Nuzzolo, che si è impegnato a riconsiderare la decisione. Visto che parliamo di un luogo in cui si serve la giustizia, mi aspetterei un'attenzione particolare. Domani mi risentirò con l'assessore: speriamo bene».
Al Comune motivano la variazione parlando di «complessiva riorganizzazione delle aree di sosta». Nuzzolo conferma: «È una prima sperimentazione, vorremmo estenderla ad altre zone ad alta domanda di posti-moto, come quelle di piazza Municipio e piazza dei Martiri. Gli spazi sono quelli, bisogna mettere ordine».
Un'ipotesi che rilancia l'annosa questione dei posti moto. «L'amministrazione continua a tentare di far cassa in ogni modo - lamenta Roberto Fiore, consigliere dell'Ordine - il rapporto tra mezzi e spazi per il parcheggio è ridicolo, spesso si è costretti a sostare fuori dalle pochissime aree riservate». L'indignazione tra gli avvocati è diffusa.
«Veniamo qui per lavorare, non per fare shopping», puntualizza Ferruccio Fiorito, uno dei primi a confrontarsi con la sgradita novità. C'è poi la questione Gioacchino, che a quanto pare per gli avvocati non è secondaria. Quello che Fiorito e altri suoi colleghi delineano è il ritratto di un parcheggiatore-gentiluomo.
Fino a venerdì scorso, infatti, era lui ad amministrare il viavai degli avvocati davanti al Palazzo di Giustizia. Un traffico incessante di legali, testimoni, periti, attori e convenuti che lo storico parcheggiatore di Castelcapuano - poi trasferitosi al seguito dei suoi «clienti» al Centro direzionale - regolava da oltre 40 anni con servizievole puntualità.
Fonte: IlMattino

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