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  • Droga a Scampia, alzato un muro contro i tossicodipendenti

    Una barriera per difendersi dal degrado e dalla paura. È alta quasi quattro metri fatti di terra e sterpaglie e corre lungo il perimetro a ridosso dei giardini pubblici di fronte il lotto P, una delle più importanti piazze di spaccio napoletane. Il nuovo confine, sorto su via Cimitero a Scampia, è praticamente una parete divisoria che hanno pagato a proprie spese i cittadini per tutelarsi dalle invasioni dei tossicodipendenti. 
    Un ghetto imposto dalla necessità «di difendersi da scene vergognose di drogati che si denudano per bucarsi ovunque, fanno sesso e i propri bisogni nel terreno privato che costeggia abitazioni di centinaia di famiglie», spiegano i giovani del posto. Le scene che si ripetevano quotidianamente, prima dell'innalzamento della muraglia in terriccio, erano le vergognose via crucis di centinaia di drogati che, dopo aver comprato le dosi, andavano a consumarle fin dentro questo terreno privato. 

    Scenari drammatici, accompagnati da svenimenti, overdose e un via vai di ambulanze, sotto gli occhi dei cittadini costretti ad abbassare lo sguardo e anche le tapparelle delle finestre per scongiurare la paura e la violenza di quelle visioni.

    «I cittadini si sono dovuti autotassare per tutelarsi come potevano - afferma Chiara Giordano, presidente dell'Associazione onlus Campania in movimento che opera a Scampia - ci giungevano in continuazione segnalazioni di centinaia di tossici riuniti ad ogni ora del giorno in quell'area e il loro gesto nasce dall'abbandono in cui le istituzioni e i politici di entrambi gli schieramenti, hanno lasciato questo territorio sfruttato solo per promesse elettorali». Se qualche giorno fa gli abitanti hanno affittato una pala meccanica per innalzare il cordone di terra su un suolo che giace abbandonato da anni senza alcuna messa in sicurezza, è pur vero che la metastasi è esplosa dopo l'abbattimento dell'ex asilo nido al lotto P. 

    «Eravamo riusciti ad ottenere la demolizione dell'edificio scolastico divenuto il covo dei drogati - sottolinea Giordano- ma quell'azione doveva essere accompagnata dalla riqualificazione dell'area che invece è più isolata di prima». 

    Quel muro di terra è una speranza, la possibilità di avere un minimo di tutela e tranquillità in mezzo a gruppi di zombie in cerca di paradisi artificiali. Ma quel muro è anche il risultato della disperazione. Di notte, i drogati accendono falò e nei week end l'affluenza dei tossicodipendenti si arricchisce di pendolari che gonfiano all'inverosimile il business degli stupefacenti. 

    «Autotassarsi è stata l'unica alternativa per non soccombere al via vai di tossici che invadevano l'area privata affianco alle abitazioni - afferma Salvatore Amoroso, consigliere municipale - proprio di quel suolo il Comune dovrebbe occuparsi, chiedendo l'espropriazione e creando uno spazio a disposizione dei cittadini come ad esempio un parco giochi, visto che ci sono molti minori in zona e nessuno spazio per loro». La mancanza di progetti su quell'area abbandonata e alla mercé dei tossicodipendenti è una delle maggiori delusioni piovute addosso ai residenti.

    «L'assessore D'Aponte si è occupato dell'abbattimento dell'asilo - aggiunge Amoroso - ma poi siamo ripiombati nel nulla proprio ora che avremmo bisogno di progettualità per far rivivere questo territorio». «Lancio un appello a tutte quelle fondazioni private, dalla Vodafon a Cannavaro- Ferrara, che si sono interessate di Scampia - conclude Carmine Malinconico, Presidente della municipalità - affinché possano aiutarci nel progettare campi sportivi e strutture nell'area vicino al lotto P». Un'altra speranza a cui non basteranno promesse.

    Fonte: IlMattino

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