rassegna di notizie dal web utili alla difesa del cittadino

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  • La polemica sulle specializzazioni non giova all'avvocatura
    "L'attacco di Aiga alla norma transitoria, che consente agli Avvocati iscritti all'albo da più di 20 anni di dichiarare una specializzazione conseguita, appare strumentale al sabotaggio del regolamento coraggiosamente adottato dal Consiglio nazionale forense". È quanto dichiara l'Unione Camere Penali Italiane in merito alla polemica relativa all'approvazione del regolamento sulla specializzazione forense. "La norma transitoria - dicono i penalisti - è un male inevitabile per qualunque riforma che voglia funzionare a regime, la scelta dei venti anni ed il limite ad una sola specializzazione è un compromesso ragionevole. Non si può, se non strumentalmente, condurre prima battaglie per rendere meno rigoroso l'accesso agli albi di specialità e per annacquare la specializzazione e poi portare attacchi massimalisti e velleitari alla norma transitoria. Se si vuole difendere l'avvocato generalista e dequalificato, l'accesso facile e la formazione poco gravosa, lo si dica apertamente". L'Ucpi, prosegue la nota, "si opporrà duramente in tutte le sedi per denunciare il tentativo gattopardesco di cambiare tutto per non cambiare nulla. Non si conferiscano poteri di rappresentanza a sindacati più o meno esistenti che operano di conserva con l'Anm, non si rappresenti il Cnf come un manipolo di decisionisti antidemocratici: tutte le associazioni sono state consultate intorno ad un tavolo comune, naturalmente non possono prevalere opinioni incompatibili con le espressioni di maggioranza". I penalisti concludono che "questa falsa rappresentazione del Cnf, al pari di quella altrettanto falsa di un'avvocatura divisa, non giova alle battaglie dell'avvocatura e la indebolisce nei confronti della politica".
    Unione Camere Penali



    Fonte: http://www.forodinapoli.it

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  • Padre che strattona il figlio risponde di lesioni volontarie se provoca colpo di frusta
    Integra il reato di lesioni volontarie, il comportamento del padre che, strattonando suo figlio, gli provoca il cd. “colpo di frusta”. E poco importa se l'intenzione del padre non fosse quella di farle del male. E' quanto stabilisce la Corte di Cassazione con la sentenza n. 35075, depositata il 29 settembre 2010. Una decisione presa a seguito del ricorso proposto dal padre di un bambino che era stato già condannato dal tribunale di Milano per lesioni volontarie. Nel ricorso l'imputato aveva cercato di difendersi sostenendo l'assenza di dolo. I giudici di Piazza Cavour hanno bocciato la richiesta spiegando che l’intenzione di non far male al figlio non è necessaria ad integrare il reato di lesioni volontarie perché è sufficiente la coscienza e la volontà di strattonarlo e cioè di “porre in essere nei suoi confronti un atto di violenza idoneo a provocare quel "colpo di frusta, che è notoriamente la frequente conseguenza di una sollecitazione delle vertebre cervicali dovuta alla forzata oscillazione del capo”. 


    Fonte: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_9053.asp

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  • L'AIGA boccia il regolamento del CNF sulle specializzazioni

    Sono molto sorpreso nell’apprendere che il CNF, approvando il Regolamento sulle specializzazioni forensi, abbia introdotto un regime transitorio, consentendo la specializzazione “ope legis” degli avvocati più anziani. Esonerando dalla frequenza del corso di formazione gli avvocati con oltre 20 anni di iscrizione all’albo ed imponendola solo agli iscritti più giovani, si garantisce ai primi un enorme vantaggio competitivo perché si gravano di obblighi e relativi oneri, economici e non solo, unicamente i secondi, ossia coloro che hanno redditi più bassi ed oltretutto in costante calo. L’AIGA si è sempre battuta per l’obbligatorietà della formazione ed è da sempre favorevole alle specializzazioni, ma non può consentire che all’interno del ceto forense, la cui componente giovane costituisce più del 60% degli iscritti, si attuino scelte regolamentari gerontocratiche, così perpetuando un’abitudine che sta condannando il nostro Paese ad un inesorabile arretramento economico-sociale. Avevamo anche suggerito di prevedere specializzazioni più moderne, quali il diritto ambientale, che si caratterizzano per la loro multidisciplinarietà ma il CNF ha optato per specializzazioni molto tradizionali determinando, forse involontariamente, una disparità di trattamento tra civilisti, i quali potranno essere specializzati in una determinata materia, e i penalisti amministrativisti e tributaristi, i quali potranno spendere una specializzazione “generalista” in diritto penale, amministrativo o tributario. L’Associazione Italiana Giovani Avvocati, quindi nel ribadire la piena contrarietà ad una disciplina che ostacola la crescita lavorativa dei giovani, chiede di essere immediatamente sentita dal CNF sul Regolamento approvato ieri affinché se ne adegui il contenuto alle reali esigenze dell’intera categoria.



    Fonte: http://www.forodinapoli.it

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  • Luci ed ombre della nuova SCIA (segnalazione certificata d’inizio attività)
    L’art. 49 del d.l. 78/2010, come convertito dalla legge 30.7.2010, n. 122, nel riscrivere l’art. 19 della legge 241/1990, ha introdotto la SCIA acronimo di “segnalazione certificata d’inizio attività”. Si tratta di un istituto avente lo scopo principale di accelerare l’iter burocratico da espletare per concludere una pratica e iniziare un’attività, in modo da favorire la libera iniziativa privata e, di riflesso, lo sviluppo economico. Altro scopo della riforma in esame è quello di fare chiarezza riconducendo ad unità il duplice binario che era stato introdotto, solo due mesi e mezzo prima della SCIA, dal D.Lgs. n. 59/2010, decreto attuativo della direttiva europea Bolkestein. Quest’ultimo, infatti, aveva distinto le “DIA ad efficacia immediata” dalle “DIA ad efficacia differita”, a seconda della natura dell’attività imprenditoriale che si intendeva avviare: solo nei casi in cui trovava applicazione il primo istituto era possibile iniziare l’attività fin dal momento in cui si presentava la denuncia all’autorità competente, mentre era necessario attendere almeno trenta giorni da tale comunicazione per l’effettivo avvio negli altri casi. Tenuto conto anche della problematica riconduzione delle fattispecie concrete all’uno o altro degli istituti citati, sicuramente è stato opportuno riunificare la disciplina. Tanto premesso, tuttavia, la SCIA continua a presentare numerosi punti oscuri; tra questi, basti pensare ai suoi controversi ambiti applicativi, alle incertezze circa i limiti dei poteri della P.A. in merito alle verifiche sul possesso dei requisiti legislativamente imposti per l’esercizio dell’attività in questione, nonché ai gravosi oneri di allegazione documentale che ora incombono in toto sull’imprenditore.

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  • Cassazione: non si può dare del dottore a chi non lo è veramente
    La Cassazione dice no all'abitudine di dare del "dottore" a chi non lo è veramente. Una consuetudine diffusa che, secondo gli Ermellini, può offendere la categoria dei professionisti. L'invito a non abusare dei titoli riservati a determinate categorie arriva dalla terza sezione Civile della Corte con la sentenza n.20338/2010. D'ora in avanti dunque occorre fare attenzione a non dare del dottore a qualcuno se non lo e' effettivamente e poco importa che l'utilizzo del titolo sia fatto senza "senza offendere l'onore o la reputazione" della categoria tirata in ballo. Per i Supremi giudici il discorso vale per tutte le categorie: architetti, commercialisti, giornalisti e via dicendo. Secondo gli Ermellini l'uso del titolo a spoposito puo' ledere il "diritto all'identita' personale" visto che "ogni persona ha diritto ad essere rappresentata, nella sua vita di relazione, con la vera identita' come e' conosciuta nella realta' sociale, generale o particolare e quindi ha interesse a non vedere alterato, travisato, offuscato, contrestato il proprio patrimonio culturale, politico, sociale, religioso, culturale, ideologico, professionale, che si estrinseca nell'ambiente sociale perche' il correlativo diritto - ragguagliano gli 'ermellini' - garantisce la personalita' individuale riconosciuta dall'art. 2 della Costituzione". 


    Fonte: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_9055.asp

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  • Il Nokia N8 è arrivato in Italia
    Sono stati consegnati i primi esemplari del Nokia N8. Questa mattina dalla sede italiana di Nokia, a Milano, sono partiti i primi pacchetti destinati ai fortunati utenti che hanno prenotato lo smartphone nelle scorse settimane. L'N8 c'è (leggi la prova in esclusiva). Nokia ha sottolineato l'evento con alcune foto che scandiscono i momenti dell'arrivo a destinazione dell'atteso telefonino, proprio a spazzare i dubbi sull'ulteriore ritardo nella distribuzione. Dubbi sorti i giorni scorsi in virtù di un prolungamento dei tempi di attesa, che si sono protratti a fine ottobre per gli acquisti on-line dell'ultima ora, e per alcune considerazioni degli analisti.Ebbene, l'azienda finlandese ha voluto ribadire in pompa magna che il primo smartphone basato sul sistema operativo Symbian^3 è tra noi. O almeno nelle mani di chi ci ha creduto fin dall'inizio, ordinandolo dallo store on-line di Nokia. E lo ha ricevuto entro la fine di settembre, come promesso. Ancora difficile stabilire quante unità siano giunte in Italia, che come promesso è tra i primi Paesi ad averlo, così come non ci sono ancora dati su quanti N8 saranno effettivamente messi a disposizione nei punti vendita.
    Per il momento bisogna accontentarsi delle facce soddisfatte di chi può sfoggiarlo da oggi in poi. Una vera chicca, dato che ha "ricevuto il più alto numero di pre-ordini nella storia di Nokia", spiega Jo Harlow, senior vice presidente della divisione smartphone. Non solo, l'attesa degli utenti nei confronti dell'N8 è andata crescendo soprattutto nel corso di settembre, dunque c'è da aspettarsi un'accoglienza più che calorosa. Per tanti motivi. Dal punto di vista squisitamente tecnico, ha la più recente evoluzione della piattaforma Symbian, migliorata soprattutto sul fronte dell'interfaccia touchscreen visualizzata sul display da 3,5 pollici.
    Da questo dispositivo passano molte delle aspettative per la società con sede a Espoo, dato che si tratta della fascia alta dell'attuale offerta ed è quindi destinato a fronteggiare Android e iPhone per ribadire la capacità di Nokia di saper affrontare il nuovo contesto di mercato. E per riuscire nell'obiettivo offre un hardware con funzioni uniche nel loro genere. Come per esempio la fotocamera da 12 megapixel, il connettore Usb che consente di collegare unità esterne, l'integrazione ubiqua con i principali social network e un rinnovato Ovi Store, a cui spetta la sfida di rinnovarsi e ampliare l'offerta in linea con i concorrenti. Non manca nemmeno una edizione potenziata di Ovi Maps che ora comprende anche le indicazioni pedonali, con indicazione dei mezzi di trasporto pubblico, in 85 città e nuovi punti di interesse dislocati sulle mappe.

    Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-09-30/nokia-n8-italia-120520.shtml?uuid=AY8pr8UC

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  • Nasce il portale che regala tecnologia alle associazioni no profit
    Sarà operativo da ottobre un servizio, nato dalla partnership tra la Techsoup global (charity statunitense fondata nel 1987 e presente in 30 paesi) e il Banco Informatico Tecnologico e Biomedico per la distribuzione a un prezzo simbolico di software e servizi di qualità a tutte le onlus che ne faranno richiesta.
    L'obiettivo, ha spiegato il presidente del BITeB, Stefano Sala, «è di distribuire, nel primo anno, circa un milione di euro di prodotti informatici a tutte le associazioni italiane che in cambio dovranno pagare solo il 4% circa del valore del prodotto. Un contributo necessario a Techsoup per coprire le spese delle procedure di donazione». Sala ha inoltre manifestato il desiderio di estendere l'iniziativa anche ad altre realtà per esempio le biblioteche di quartiere.

    Le aziende Microsoft, Cisco e SAP, che promuovono già a livello corporate iniziative a favore del terzo settore, sono tra i primi donatori. Attraverso il portale techsoup.it le organizzazioni richiedenti potranno registrarsi e ordinare i prodotti necessari all'informatizzazione della propria attività sociale, che verranno consegnati direttamente dalle aziende donatrici. Unico neo: le licenze dei software che sono contingentate e avranno un tetto massimo per associazione.
    Il progetto, definito da Marina Gerini, direttore generale per il volontariato del ministero del Welfare, «lungimirante e concreto vuole promuovere quella cultura del dono che che è molto attiva, per tradizione, nel nostro paese. Questa è una di quelle eccellenze che presenterò in sede Ue nel 2011, anno europeo del volontariato e del terzo settore». (L.B.)


    Fonte:http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-09-30/nasce-portale-regala-tecnologia-135353.shtml?uuid=AY6pFDVC

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  • Nuovo stop alla riforma della scuola
    Prime aperture del governo sui ricercatori universitari (Fotogramma) Nuova battuta d'arresto per il ministero dell'Istruzione nella battaglia di carta bollata che lo oppone allo Snals-Confsal, a Cgil-Fp e a due comitati di docenti e famiglie sull'attuazione della riforma delle superiori. Al centro della contesa ci sono i nuovi quadri orari che hanno ridotto a 32 ore settimanali (erano 36 o 40 a seconda della scuola) le ore delle classi seconde, terze e quarte degli istituti tecnici e delle seconde e terze di quelli professionali.La riduzione delle ore, che è partita con il nuovo anno scolastico e si è portata via una quota di posti negli organici, poggia su una serie di provvedimenti che rischiano di saltare sui banchi della giustizia amministrativa. A luglio il Tar Lazio aveva sospeso la circolare applicativa che ha disegnato i nuovi quadri orari, e ora il Consiglio di Stato (ordinanza 7723/2010) ha detto «no» al ministero che chiedeva di cancellare la sospensiva. Non solo: «alla luce del parere (negativo, ndr) del consiglio nazionale della pubblica istruzione - scrivono i giudici nell'ordinanza - l'amministrazione scolastica non potrebbe esimersi dal rideterminarsi sulla definizione dell'orario complessivo annuale delle lezioni». Insomma: secondo il Consiglio di Stato, il ministero ci deve ripensare.
    Per capire i termini del problema, bisogna ripercorrere le tappe dell'affannoso percorso che ha portato all'attuazione dei nuovi ordinamenti delle superiori. I regolamenti ministeriali che hanno riformato l'architettura di licei, istituti tecnici e professionali sono stati varati il 15 marzo scorso, ma sono arrivati in «Gazzetta Ufficiale» solo tre mesi dopo, il 16 giugno. La riforma, però, aveva fretta di partire da quest'anno, e per consentire agli studenti di terza media di iscriversi alle nuove superiori, e alle scuole di riorganizzarsi, viale Trastevere ha anticipato i provvedimenti attuativi, con un calendario non troppo rispettoso della successione logica delle fonti normative. La ridefinizione degli orari negli istituti tecnici e professionali, di cui il Consiglio di Stato ha confermato la sospensiva, è stata emanata prima di acquisire il parere del comitato nazionale della pubblica istruzione, che poi si è pronunciato in modo fortemente critico.
    Questo è solo uno dei provvedimenti sui tavoli dei giudici amministrativi, e quindi a forte rischio. Il giudizio di merito deve ancora arrivare, ma già nelle ordinanze cautelari di luglio il Tar aveva «ravvisato l'illegittimità» di alcuni tasselli cruciali del puzzle.


    Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-10-01/nuovo-stop-riforma-scuola-101053.shtml?uuid=AY1GzUVC

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  • Unico slitta al 5 ottobre. La giornata di panico dei commercialisti
    Unico 2010 - invio del 30 settembre 2010 prorogato a 5 ottobre (Corbis)
    E dopo mesi di duro lavoro, per arrivare pronti alla fatidica data del 30 settembre 2010, stamattina ci siamo accorti che l'ultimo tassello, che giustifica tutte le nostre prestazioni (e le relative fatture), non funzionava. Alle ore 9, un guasto tecnico ha bloccato i servizi telematici Entratel dell'agenzia delle Entrate. C'è chi ha iniziato a chiamare il call center o l'agenzia locale delle Entrate, chi ha chiamato il proprio tecnico informatico per controllare che non vi fossero anomalie al proprio collegamento con Entratel.

    Chi, preso dal panico, ha chiamato il proprio assicuratore per aumentare il massimale della polizza assicurativa. Il ritardato invio delle dichiarazioni fiscali, infatti, comporta l'applicazione di sanzioni sia per il contribuente che per l'intermediario.
    Il sito continuava a non funzionare e più passava il tempo, più diminuiva la possibilità di riuscire a farcela. Va notato che negli ultimi anni, l'invio dei file delle dichiarazioni fiscali è molto più complicato rispetto a quando c'era il vero modello "Unico", cioè quello che comprendeva la dichiarazione dei redditi, il modello Irap, quello Iva e il 770. Oggi, il modello denominato Unico non può mai comprendere il modello Irap o il 770 (diviso tra ordinario o semplificato). Inoltre, non comprende neanche la dichiarazione annuale Iva, nel caso in cui questa sia stata inviata autonomamente nei mesi scorsi, per consentire di compensare l'Iva 2009 a credito per importi superiori a 10mila euro.
    Quando oggi è apparso il comunicato stampa delle Entrate, che annunciava la proroga della scadenza, si è tirato un sospiro di sollievo. Molti però hanno preferito inviare le dichiarazioni ugualmente, in quanto solo la presentazione della dichiarazione Iva entro oggi consente di utilizzare dal 16 ottobre 2010 il credito Iva 2009 in compensazione esterna in F24, per importi da 10mila euro a 15mila euro annui ovvero superiori a 15mila euro annui, se l'intermediario ha provveduto a rilasciare il visto di conformità. A fine serata, dopo aver inviato tutte le dichiarazioni nel pomeriggio, ci si è ripromessi, come ogni anno, che in futuro non ci si troverà più all'ultimo momento ad inviare le dichiarazioni.


    Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-09-30/unico-2010-invio-settembre-182310.shtml?uuid=AYCOLKVC

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  • Banche: ripartono i rincari. Salgono bonifici e bollette
    (Laura Ronchi)Per le banche italiane è finita un'estate calda. Per i loro clienti inizia un autunno rovente. Sono bastati quattro mesi, il periodo maggio-settembre, da quando cioè la Banca d'Italia ha obbligato gli istituti a mettere a fianco di ogni conto corrente l'Isc (l'indice sintetico di costo annuo), perché partisse la corsa ai rincari. Ieri è toccato ai prelievi, ora è la volta dei pagamenti: bonifici e utenze, le bollette. Anche su operazioni finora a costo zero, come domiciliazione e ordine ripetitivo. C'è chi non faceva pagare il bonifico permanente e ora chiede fino a 4,5 euro, come il Monte dei Paschi di Siena. Chi voleva zero per la

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  • Elettricità e gas, via ai ribassi A settembre l'inflazione si raffredda

    Le tariffe di luce e gas scenderanno lievemente. A partire da domani, e per il trimestre ottobre-dicembre, l'elettricità scenderà dello 0,5% e il gas dello 0,1%. Lo ha deciso l'Autorità per l'energia, che spiega come con le nuove tariffe famiglie e piccole aziende che non sono ancora passate al mercato libero risparmieranno circa 2 euro su base annua per la luce, mentre la spesa resterà sostanzialmente invariata per il metano.

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  • Debito pubblico, Juncker: «Non vedo l'Italia sulla soglia delle sanzioni»

    Jean-Claude Juncker (Ap)Un messaggio confortante sullo stato di salute dei nostri conti pubblici. «Non vedo l'Italia sulla soglia delle sanzioni»: lo ha detto il presidente dell'eurogruppo, Jean-Claude Juncker, riferendosi alla stretta sui debiti pubblici proposta mercoledì dalla Commissione Ue.
    DEBITO - «È evidente - ha affermato Juncker a margine della riunione informale dell'Ecofin in corso a Bruxelles - che l'ondata di debiti pubblici a cui abbiamo assistito in Europa negli ultimi anni non può continuare. Ed è un problema di tutti, non è un problema particolare che riguarda solo l'Italia», ha proseguito il

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  • Guerriglia disoccupati, nuovo raid a Napoli Bus distrutti, fiamme, panico tra i turisti
    Si sono mossi con la solita tecnica da guerriglia e hanno provocato l’ennesima serata d’inferno. Ieri sera intorno alle 19 gruppi di teppisti hanno invaso piazza Garibaldi danneggiando bus e rovesciando cassonetti. Secondo la Digos che indaga su quest’ultimo raid, potrebbe trattarsi dell’ennesima incursione dei disoccupati. Tre bus sono stati bloccati al corso Garibaldi, altri due in via Ponte di Casanova. I passeggeri sono stati fatti scendere.
    Poi, i teppisti hanno sgonfiato le ruote. Contemporaneamente altri malviventi si sono accaniti contro i cassonetti dando fuoco alla spazzatura. Un caos: gente in fuga, turisti terrorizzati. Tanto che in un primo momento era sembrato che ad andare in fiamme fossero stati i bus. Non era così, ma i danni sono comunque ingenti. E soprattutto resta lo spavento il senso di impotenza: quella che si vive in questi giorni è una guerriglia dalla quale è difficile per tutti difendersi. 
    Gli episodi inquientanti si ripetono con un ritmo sempre più incalzante. Martedì sera l’intimidazione contro l’assessore regionale Severino Nappi e contro la sua famiglia: sconosciuti hanno bussato al suo citofono e hanno urlato: «Morirari tu e tuo figlio». Dieci giorni fa lo stesso assessore era stato aggredito durante un convegno a Pignataro Maggior: alcuni manifestanti tentarono di colpirlo con un lancio di sedie e tavolini di plastica. Anche per queste vicende la Digos setaccia l’ambiente dei disoccupati dove la tensione è altissima. 
    Martedì, lo stesso giorno dell’intimidazione a Nappi, un gruppo di senza lavoro è salito sul tetto del Municipio, mercoledì un centinaio di iscritti ai banchi Nuovi ha inscenato un sit-in sul sagrato del Duomo. Quasi contemporaneamente è stata assaltata la sede dei Popolari per il Sud (l’ex Udeur) in via Melisurgo ed è stata occupata la sede la sede del Partito democratico in via Toledo. Intanto in piazza del Plebiscito un manipolo era salito sul tetto di Palazzo Reale con uno striscione, mentre un centinaio di iscritti ai banchi Nuovi inscenavano un sit-in sul sagrato del Duomo.


    Fonte: http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=121055&sez=CAMPANIA

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  • Rifiuti Napoli, il flop della differenziata Meno del 20% in città. Spesi 46 milioni
    Differenziata nella bufera: il Pdl accusa il Comune e la sua partecipata, l’Asia, di essere restati al palo e di aver così mandato in tilt l’intero sistema. Ma l’amministratore delegato dell’azienda non ci sta e replica: «Berlusconi è come Pecoraro Scanio: pensa che la soluzione del problema rifiuti sia soltanto la raccolta differenziata. In nessuna parte del mondo è così». E poi snocciola dati: «È falso sostenere che Napoli non è progredita su questo terreno. In due anni siamo cresciuti di otto punti: siamo passati dall’11 per cento del 2007 a quasi il 19 per cento del 2009. Nessuna città d’Italia in ventiquattro mesi ha avuto progressi del genere. Città con un milione di abitanti per raggiungere il 30 per cento di raccolta differenziata hanno impiegato dieci anni. È ingiusto verso i napoletani e ingeneroso verso i lavoratori del settore dire che la raccolta differenziata in questa città non si fa».
    In realtà Napoli è leggermente al di sotto della media regionale che, secondo Legambiente si aggira intorno al venti per cento. Ma dati definitivi non ce ne sono: troppi i Comuni che non hanno fatto arrivare le cifre alla struttura di Bertolaso. E questo anche se la legge prevede un obiettivo minimo del 35 per cento nel 2010, cifra da cui sono lontani gran parte dei capoluoghi italiali, a cominciare da Roma che ha una percentuale di differenziata solo leggermente superiore a quella di Napoli, il 20,07. Decisamente sopra Torino (42.3 per cento), Firenze (36,6 per cento) e Milano (36 per cento). A grande distanza seguono le grandi città del Sud: il riciclaggio è un processo industriale e dove mancano le imprese in grado di assorbire il materiale il rapporto costi/ricavi può diventare oneroso. Basti pensare che secondo i dati di Federmarcero è in continua ascesa la percentuale della carta da riciclo che finisce nei paesi orientali, a partire dalla Cina. Su sette milioni di tonnellate raccolte in Italia solo 4,7 restano in Europa.
    Le cifre in ballo sono da capogiro: Asìa nell’ultimo anno ha speso per la differenziata 46 milioni di euro destinandovi seicento dipendenti. Dal Conai, il consorzio che convenzionato con le dodici piattaforme della provincia di Napoli, la partecipata del Comune ha ricevuto nel 2009 3 milioni e 760 mila euro, ma ha dovuto restituire un milione e mezzo a causa delle impurità dei materiali consegnati. Bisogna ricordare, però, che ha risparmiato i quasi 9 milioni che avrebbe speso se avesse dovuto portare in discarica le 105 mila tonnellate che ha consegnato. Gran parte dei fondi è stato speso per pagare gli stipendi: la scelta del porta a porta per vaste fette della città si è rivelata molto onerosa. 
    E non basta: la mancanza di impianti di compostaggio costringe a portare l’umido fuori città spendendo quasi 200 euro a tonnellate. Una follia. D’altra parte gli impianti di compostaggio di Eboli e di Salerno sono quasi terminati, ma le ditte appaltatrici non possono essere liquidate perché mancano i soldi. 
    In città, dunque, la differenziata costa molto più di quello che frutta e questo anche se a livello nazionale il Conai calcola un risparmio complessivo di tre miliardi di euro: bisogna però sottolineare che il consorzio inserisce nella voce risparmio anche il costo del lavoro che di fatto viene fronteggiato dalle aziende comunali. 



    Fonte: http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=121057&sez=NAPOLI

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  • Bufera su Unico Campania, mancano i fondi: sospesi i rinnovi degli abbonamenti
    Il Consorzio Unicocampania ha sospeso l'accettazione della documentazione per il rilascio e il rinnovo degli abbonamenti annuali «per mancanza, al momento, di decisioni regionali circa i fondi per l'integrazione tariffaria». Lo rende noto un comunicato del Consorzio Unicocampania, l'organismo che si occupa della gestione della tariffazione integrata nella Regione Campania. Grazie a queste risorse, al momento non ancora stanziate dall'assessorato regionale competente, evidenziano al Consorzio, finora si era potuto garantire la vendita dell'abbonamento annuale a un costo ridotto che tenesse conto anche delle necessità di carattere sociale. 
    Momenti di tensione si sono registrati dinanzi gli uffici al secondo piano della sede del Consorzio, in piazza Matteotti, a Napoli, dove qualche decina di utenti ha mostrato il proprio dissenso in maniera animata nei confronti di alcuni dipendenti del società. Oggi, infatti, scade il termine per rinnovo degli abbonamenti emessi il primo ottobre del 2009. 
    «La mancanza,al momento, di decisioni regionali circa lo stanziamento delle risorse indispensabili al mantenimento dell'integrazione tariffaria - riporta la nota - ha, infatti, portato alcune aziende a comunicare la propria volontà di recedere dal Consorzio, a partire dal primo gennaio 2011». «L'assemblea consortile, in programma il 22 ottobre alle ore 14.30, - è scritto ancora nella nota - sarà chiamata a discutere proprio delle determinazioni consequenziali alle comunicazioni di recesso delle suddette aziende, tra cui l'emissione e il rinnovo degli abbonamenti».



    Fonte: http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=120933&sez=NAPOLI

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