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  • Nuovo stop alla riforma della scuola

    Prime aperture del governo sui ricercatori universitari (Fotogramma) Nuova battuta d'arresto per il ministero dell'Istruzione nella battaglia di carta bollata che lo oppone allo Snals-Confsal, a Cgil-Fp e a due comitati di docenti e famiglie sull'attuazione della riforma delle superiori. Al centro della contesa ci sono i nuovi quadri orari che hanno ridotto a 32 ore settimanali (erano 36 o 40 a seconda della scuola) le ore delle classi seconde, terze e quarte degli istituti tecnici e delle seconde e terze di quelli professionali.La riduzione delle ore, che è partita con il nuovo anno scolastico e si è portata via una quota di posti negli organici, poggia su una serie di provvedimenti che rischiano di saltare sui banchi della giustizia amministrativa. A luglio il Tar Lazio aveva sospeso la circolare applicativa che ha disegnato i nuovi quadri orari, e ora il Consiglio di Stato (ordinanza 7723/2010) ha detto «no» al ministero che chiedeva di cancellare la sospensiva. Non solo: «alla luce del parere (negativo, ndr) del consiglio nazionale della pubblica istruzione - scrivono i giudici nell'ordinanza - l'amministrazione scolastica non potrebbe esimersi dal rideterminarsi sulla definizione dell'orario complessivo annuale delle lezioni». Insomma: secondo il Consiglio di Stato, il ministero ci deve ripensare.
    Per capire i termini del problema, bisogna ripercorrere le tappe dell'affannoso percorso che ha portato all'attuazione dei nuovi ordinamenti delle superiori. I regolamenti ministeriali che hanno riformato l'architettura di licei, istituti tecnici e professionali sono stati varati il 15 marzo scorso, ma sono arrivati in «Gazzetta Ufficiale» solo tre mesi dopo, il 16 giugno. La riforma, però, aveva fretta di partire da quest'anno, e per consentire agli studenti di terza media di iscriversi alle nuove superiori, e alle scuole di riorganizzarsi, viale Trastevere ha anticipato i provvedimenti attuativi, con un calendario non troppo rispettoso della successione logica delle fonti normative. La ridefinizione degli orari negli istituti tecnici e professionali, di cui il Consiglio di Stato ha confermato la sospensiva, è stata emanata prima di acquisire il parere del comitato nazionale della pubblica istruzione, che poi si è pronunciato in modo fortemente critico.
    Questo è solo uno dei provvedimenti sui tavoli dei giudici amministrativi, e quindi a forte rischio. Il giudizio di merito deve ancora arrivare, ma già nelle ordinanze cautelari di luglio il Tar aveva «ravvisato l'illegittimità» di alcuni tasselli cruciali del puzzle.


    Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-10-01/nuovo-stop-riforma-scuola-101053.shtml?uuid=AY1GzUVC

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