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Intervista a Caldoro dopo le accuse di Zaia «Sud in ritardo, governo a trazione nordista»
Dopo le accuse del governatore del Veneto Zaia a Napoli, arriva la replica del presidente della Campania in un'intervista al Mattino del governatore Stefano Caldoro «Al Nord ci sono un po’ di pregiudizi e tanta paura nei confronti della Campania e del Sud. La verità è che loro difendono rendite di posizione, noi abbiamo grandi potenzialità di crescita e vinceremo la sfida». Il presidente della Regione Stefano Caldoro risponde così al governatore del Veneto che è tornato ad attaccare Napoli e il Mezzogiorno.
Governatore, cosa succede? Nel centrodestra soffia un vento razzista?«No, ma di certo esiste qualche pregiudizio. Basta leggere i giornali del Nord per rendersi conto che si descrivono solo gli aspetti negativi. Questo pregiudizio ha però in parte la sua ragion d’essere nel vecchio modo di gestire sprecando le risorse e nel comportamento di una certa vecchia classe dirigente che al Sud è stata spesso cialtrona».
Luca Zaia ha usato parole pesanti contro la Campania. Cosa gli risponde?«C’è ormai una sana competizione tra Settentrione e Meridione in cui, sono convinto, vinceremo. Il mio amico Zaia, amministratore bravo e capace, è costretto a difendere una rendita di posizione ed ha paura perché al Sud abbiamo molti più margini di crescita, anche in rapporto allo sviluppo del Mediterraneo allargato. Loro sono fermi, noi non possiamo permettercelo».
Ritiene che questo governo abbia una trazione nordista? «Diversi ministri hanno una trazione nordista, il cuore e la testa al Nord, ma non il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che in ogni occasione, in ultimo sulla crisi dei rifiuti, ha mostrato grandissima attenzione al Mezzogiorno. Credo che lui, più di altri, legga le straordinarie opportunità offerte dal rilancio del Sud».
Intanto il piano Sud resta nel cassetto...«Di questo siamo preoccupati. Nei giorni scorsi a Bruxelles abbiamo discusso della necessità di questo provvedimento e dell’aiuto che arriverà dall’Unione europea, perfettamente in sintonia con noi. Il problema principale riguarda i tempi: il piano va varato subito perché altrimenti rischiamo di perdere risorse preziose».
Tremonti ha chiarito che non ci sono fondi per Terzigno. Che farete?«Il ministro dell’Economia è costretto ad attuare una politica del rigore e un rigido controllo della cassa. Questi sacrifici, tuttavia, si possono fronteggiare nel breve periodo ma se i tempi dovessero allungarsi ci sarebbe il serio rischio di effetti sociali non controllabili, soprattutto nelle aree deboli. Sono convinto, dunque, che alla fine le risorse arriveranno».
Non pensa che sui rifiuti si stia giocando allo scaricabarile? La Regione non ha l’impegno morale di farsi carico del problema?«Abbiamo approvato gli atti che spettano alla Regione nella sua funzione di programmazione. Ma la gestione e lo smaltimento quotidiano toccano a Province e Comuni».
Una delle accuse principali mosse alla sua giunta è che siano stati effettuati solo tagli. E nessun investimento.«Non è così. Siamo stati gli unici, ad esempio, ad ottenere l’approvazione del piano ospedaliero da parte del governo. Abbiamo inoltre messo in campo il piano casa e il piano per il lavoro, mentre presto sarà pronto il disegno strategico sui trasporti. La giunta ha poi varato il piano per i rifiuti speciali mentre quello dell’ambiente verrà ultimato entro novembre. In cinque mesi abbiamo ottenuto risultati che altri non hanno raggiunto in quindici anni».
I Comuni sono pronti ad impugnare il piano ospedaliero. Si rischia il caos?«Scene già viste in altre regioni. Poi, dopo alcuni anni, a ringraziare gli amministratori per le scelte compiute sono proprio i cittadini che prima protestavano. Non faremo passi indietro, stiamo lavorando nell’interesse della gente e del territorio. A ogni modo non chiuderemo gli ospedali da un giorno all’altro».
Ma il risanamento della sanità è davvero possibile o è un’utopia?«Sono convinto che sia possibile, e nessuno può fare il professorino dal Nord. In Lombardia, Veneto e Piemonte le azioni di risanamento sono state fatte con gli stessi nostri strumenti, anzi noi li stiamo addirittura migliorando. La differenza, rispetto alla Campania, è che queste Regioni hanno provveduto al rilancio senza sanzioni mentre noi abbiamo sanzioni durissime e stiamo fronteggiando l’accantonamento, da parte del governo, dei fondi che ci spettano».
Come si è raggiunto un simile disavanzo?«Ho rispetto per Bassolino ma la sua giunta viveva in un’epoca in cui si era abituati alla copertura in deficit. L’irresponsabilità di quegli amministratori, della vecchia politica, è stata di accettare quei criteri che penalizzano la Campania in termini di risorse».
E il turismo? Per Zaia la Campania ha fallito anche in questo settore.«Abbiamo risorse straordinarie, però finora non sono state messe in rete. Ecco la vera sfida. In quest’ottica siamo pronti a recuperare strumenti che in passato hanno funzionato ma che vanno rilanciati, come Artecard».
Fonte: http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=122181&sez=NAPOLI


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