rassegna di notizie dal web utili alla difesa del cittadino

| 0 HOME 00|00 CHI SIAMO 00|00 ANGELO PISANI 00|00 CONTATTI 00| 000000000000000000000000000000000000
  • «Rc Auto, c'è poca trasparenza» l'Antitrust accusa le compagnie

    Nel mercato della assicurazione per la responsabilità civile auto la concorrenza è insufficiente e i prezzi restano alti. E, fra le ragioni, ci sono gli intrecci societari. Il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, lo ha ribadito in audizione in commissione Industria al Senato nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle dinamiche del mercato dell'Rc Auto. Ramo assicurativo che in Italia - ha detto Catricalà - ha registrato «nel 2009 una raccolta premi per oltre 17 miliardi di euro, con un'incidenza del 46,3% sul totale rami danni e del 14,4% sul portafoglio complessivo». Il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha indicato fra le ragioni, per esempio, il fatto che sono servizi valutati dal consumatore attraverso i suggerimenti di intermediari, il che riduce molto le possibilità di controllo critico, oltre alle modalità poco trasparenti con cui gli incrementi di premio sono resi noti.
    Altre criticità sono da ricondurre a «comportamenti apertamente collusivi» o sono «di struttura, non facilmente risolvibili». E ha spiegato che le imprese assicurative sono «legate tra loro da cointeressenze che si esprimono in un numero rilevante di partecipazioni incrociate e nella moltiplicazione degli incarichi di direzione per le stesse persone fisiche, che si trovano negli organi di direzione di imprese che dovrebbero essere tra loro concorrenti». I cambiamenti degli ultimi anni (dalla distribuzione su internet al divieto di esclusiva nei contratti di agenzia, dal divieto di imposizione di prezzi minimi o sconti massimi al risarcimento diretto) non hanno portato i miglioramenti attesi.
    E poi, a fronte della riduzione dei tempi di liquidazione si sarebbe amplificata la tendenza alla sottostima dei danni. I costi dei risarcimenti non appaiono sotto controllo e i consumatori hanno lamentato nel 2009 aumenti dei premi del 20-30%. Catricalà ha ricordato che «Eurostat segnala, per il periodo giugno 2009-giugno 2010, una variazione tendenziale della tariffa media per l'Italia del 7,7%, a fronte di una media per l'area euro del 5,4%». C'è poi «l'abbandono» da parte delle compagnie di primo piano «di intere aree del Paese con premi eccessivamente elevati tali da concretizzare una sorta di dissimulato rifiuto a contrarre». E in particolare al Sud. Gli automobilisti italiani cambiano poco compagnia assicurativa (dal 6,3% del 2006 al 9,3% del 2009), molto meno rispetto ad esempio al Regno Unito (45%)
    Federconsumatori, Adusbef e Altroconsumo ribadiscono che non accenna ad arrestarsi la corsa al rialzo delle polizze rc auto che «dal 1994 ad oggi hanno registrato una crescita di ben il 173%, e il 18% in più rispetto allo scorso anno». E sottolineano come Catricalà, quindi, «smentisce i dati dell'Ania», l'associazione delle imprese assicurative «su una presunta diminuzione delle polizze».


    Fonte:  http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=120850&sez=ECONOMIA

0 commenti:

Leave a Reply


Apri un comitato "Liberi da Equitalia"

Cerca nel blog

NOTIZIE DA FORO DI NAPOLI

_________________________________