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  • Consumi, calano del 3%. Famiglie costrette a risparmiare sui beni primari. Pisani: "Rischio ripercussioni anche nel 2010. Che il Governo intervenga sui prezzi troppo alti e sostenga le spese degli italiani"

    Carrelli sempre più vuoti per per le famiglie italiane: calano i consumi. A rivelarlo è uno studio dell’Istat in cui è emerso che nel 2009 il valore della spesa mensile per la metà delle famiglie italiane non ha raggiunto i 2.020 euro precisando che rispetto al 2008 si è registrato un ribasso del 2,9%. Il 35,6% delle famiglie ha dichiarato di aver calato la quantità e la qualità dei prodotti alimentari. Tra questi il 63% ha dichiarato di aver diminuito solo la quantità, mentre il 15% di aver ridotto, oltre alla quantità, anche la qualità La spesa media mensile per gli alimenti, dunque, si è così ridotta del 3% rispetto al 2008, attestandosi a 461 euro al mese. E' la prima volta che negli ultimi dieci anni si registra una variazione nominale negativa per la spesa media mensile per le famiglie. L’Istat precisa tuttavia che il calo record si associa al più basso tasso di inflazione relativo sempre allo stesso periodo.

    “Il calo dei consumi registrato dall’Istat costituisce un segnale negativo, una fotografia del disagio economico che vivono la gran parte delle famiglie italiane – commenta l’avvocato Angelo Pisani, Presidente dell’associazione NoiConsumatori -. Con il devastante caro-vita, i problemi occupazionali e la crisi economica degli ultimi anni, sempre più cittadini sfiorano la soglia di povertà, si trovano con l’acqua alla gola. Questa situazione ha costretto i consumatori ad acquistare e mangiare di meno anche se si tratta dei beni di prima necessità, li ha obbligati a cambiare totalmente abitudini alimentari, a non acquistare per qualità ma in base al prezzo. Non a caso,per fare un esempio, proprio in questi ultimi giorni è scoppiato il caso ‘mozzarelle blu’: per risparmiare molte persone non esitano a comprare le mozzarelle più economiche, ma di qualità non sempre certificata, che si trovano al discount. Come se ciò non bastasse gli italiani devono fare i conti con i continui aumenti del costo della vita, delle bollette, delle tasse, dai servizi ai trasporti. E’ una condizione assurda e complessa che rischia di far registrare ulteriori crolli dei consumi per il 2010. Chiediamo al Governo un confronto in merito al disagio e ai costi troppo alti dei beni di consumo ed un abbassamento dei prezzi e delle tariffe che possa garantire una ripresa delle spese. Sono necessari – continua Pisani – una  manovra capace di investire sui settori innovativi ed una politica di interventi per salvare, difendere e sostenere il potere di acquisto delle famiglie”.

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