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  • In due sul motorino: la scarsa stabilità del mezzo non basta ad addebitare al trasportato il concorso di colpa nell'incidente

    Viaggiano in due sul motorino omologato per uno e il trasportato s’infortuna seriamente in un incidente. Ma l’infrazione al codice della strada non basta ad addebitare metà della responsabilità al passeggero “abusivo”: bisogna verificare la dinamica del sinistro. Lo precisa la sentenza 8366/10, emessa dalla terza sezione civile della Cassazione.

    Il caso
    E' stato accolto, contro le conclusioni del pm, il ricorso dell’infortunato. L’indebita presenza di una seconda persona a bordo rende il mezzo più instabile: tanto basta al giudice del merito per determinare al 50 per cento l’incidenza nel sinistro della condotta colposa del danneggiato. Manca, però, la motivazione sull’efficienza causale. Il motorino va sbattere contro il guard-rail dopo che il conducente è stato abbagliato dai fari di un’auto non identificata. La sentenza rileva solo la presenza vietata sul ciclomotore, senza chiarire come il passeggero abbia influito sulla perdita di equilibrio. Il trasportato, oltre alle conseguenze dell’incidente, lamenta l’inadeguatezza delle cure prestategli nell’immediatezza (tanto da rendere poi necessaria l’amputazione di un arto). Ma non pone la questione della correttezza del danno liquidato al 50 per cento (la Corte d’appello, fra l’altro, non spiega come sia arrivata a quantificare l’apporto causale colposo). Eppure, quando ci sono più cause per un danno solo, la condotta del danneggiato che concorre al verificarsi di una sola di esse giustifica secondo l'articolo 1227 del codice civile una riduzione proporzionale del risarcimento, che tuttavia va rapportata a quella specifica concausa e non all’evento lesivo finale. La decisione del giudice del merito, invece, potrebbe avere in astratto conseguenze paradossali: se ad esempio l’infortunato si fosse procurato il danno da solo, egli, secondo l’impostazione della Corte d’appello, non avrebbe potuto ottenere alcun risarcimento nonostante l’accertata responsabilità dell’ospedale che non l’ha curato a dovere.
    Fonte: lastampa.it


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