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  • la gente è sfiduciata dalla mala politica degli ultimi 30 anni. Via i colpevoli. Diamo fiducia a chi ha sempre lottato per i cittadini senza essere mai stato un politico: l'avv. Pisani

    Uno sfogo di una ragazza, una delle tante ragazze che si trovano con una laurea e con un pugno di mosche in mano. Questa che vi segnaliamo oggi, è la lettera di una cittadina che ha visto un aereo decollare, quello su cui è salito il fratello che è partito per l'Olanda in cerca di lavoro, perché qui in Campania non c'è posto per i giovani che hanno voglia e competenze per lavorare. La lettera è davvero triste, ma è sensata, è lo specchio di una mala gestione della politica fallimentare di 30 anni di sinistra.
    "I politici sono i dipendenti dei cittadini, è attraverso i nostri soldi, che paghiamo di tasse, che vengono gonfiati i loro stipendi. Sono loro alle nostre dipendenze e non il contrario. Chi dovrebbe rappresentarci non lo fa e pensa solo ai propri  interessi. Ciò è molto triste, ma cittadini, non serve non andare a votare, né dobbiamo abbassare la testa e far andare le cose come hanno deciso i poteri forti. Bisogna reagire e lottare, attraverso la legalità, attraverso azioni collettive, maxicause, proteste e dibattiti".

    È quanto dichiarato dall’avvocato Angelo Pisani, Presidente Nazionale dell’associazione Noi Consumatori.it e candidato alla Regione con la lista della società civile Alleanza di Centro.


    L'avv. Pisani non è mai stato un politico, ma ciò non gli ha impedito di organizzare proteste contro il caro assicurazioni, contro Equitalia, contro il rincaro della tangenziale, contro il sistema. Ha tutelato i cittadini in svariate occasioni, mettendosi tra la gente, tra il popolo a manifestare contro i poteri forti, mentre dall'altro lato, organizzava azioni legali econtro gli stessi. La parola d'ordine per l'avv. Pisani è AZIONE. Mai stare a guardare, ma reagire a chi vuole sfruttare la poca conoscenza della gente che non sa difendersi o non sa a chi rivolgersi per avere giustizia.

    Ecco la lettera:

    Torno adesso dall’aeroporto. Ho accompagnato mio fratello. Il più piccolo di tre figli.
    A 24 anni parte per cercare lavoro in un altro paese. L’Olanda. Dice che lì si respira un’aria più pulita.

    Un’aria più pulita. In tutti i sensi…

    Sdegno. E’ il sentimento che mi attanaglia in questo momento.

    Sdegno verso chi dice che non vogliamo andare via di casa, che siamo attaccati alle gonne delle nostre mamme, e ci apostrofa come “bamboccioni”.

    Sdegno versi chi pensa che il problema lo si possa risolvere elargendo 500 euro al mese. Che sarebbero poi sottratti alle misere pensioni di anziani genitori.

    Sdegno verso una regione,la Campania. Dove ancora regna sovrano il clientelismo. Ma sdegno anche verso un paese intero. L’Italia.

    La nostra costituzione recita “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”. Questo per me è il fallimento di una nazione intera.

    Che vergogna! Dover andare via per ottenere ciò che un uomo dovrebbe avere per diritto naturale.

    Dover lasciare la famiglia, gli amici, la fidanzata perché qui ti manca da vivere.

    Dover sostituire la mancanza lavorativa con quella affettiva. Questo non ha senso.

    Ma oggi mi chiedo forse se a sbagliare, in realtà, non sia io. Trenta anni, laureata da quattro, in continua alternanza tra contratti precari e lunghe fasi di disoccupazione. Una laurea che, per il momento,mi è stata praticamente inutile ai fini lavorativi. Io che non me ne sono voluta andare, perché credevo ancora in questa terra. Perché questa è la mia terra ed è qui che io voglio vivere. Perché andarmene per me significava arrendersi. Ma oggi mi chiedo arrendersi a cosa e a chi? La nostra rabbia cresce in silenzio e pare non essere ascoltata. Mio fratello, come me, ama questa terra, la nostra terra. Ama Napoli nelle sue mille contraddizioni. Ama Napoli nelle sue mille complicazioni. Eppure qui non ci è concesso di rimanere. Eppure da qui veniamo continuamente scacciati. Il fermento degli ultimi giorni lo trovo frustrante. Solo durante le elezioni la gente che dovrebbe rappresentarci si ricorda di problemi sociali che invece noi cittadini non dimentichiamo un istante. Dalla mattina, quando ci alziamo, alla sera, quando cerchiamo di chiudere occhio. Se non avessi un forte senso civico, urlerei a tutti di non andare a votare. Ma non lo posso fare. Va contro di me. E allora mi rendo conto che non mi resta altro che convivere con questa rabbia, con questa frustrazione, con questa crescente insoddisfazione.

    Ma permettetemi almeno un libero sfogo in un paese in cui anche far sentire la propria voce sembra essere diventato un lusso.

    Non ne possiamo più…

    In bocca al lupo a tutti quelli che,come mio fratello, hanno preso un aereo.

    In bocca al lupo a tutti quelli che, come me, lo hanno guardato decollare.

    Angela E.



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