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Napoli, due vigili chiedono soldi a ucraino per evitare multa: arrestati dai colleghi
NAPOLI (4 febbraio) - Gli agenti della polizia municipale, su ordine del comandante, generale Luigi Sementa, hanno arrestato in flagranza di reato e tradotto al carcere di Poggioreale due appartenenti al Corpo, resisi responsabili in concorso tra loro di concussione.
Ieri sera, in seguito ad unattenta attività d indagine condotta dagli uomini del comandante Sementa, sono stati tratti in arresto C. R., 53 anni, e F. S. , 57 anni, entrambi assistenti capo in servizio presso lunità operativa Stella.
Larresto dei due è avvenuto in seguito alla denuncia pervenuta al comando della Polizia Municipale, da parte di un giovane cittadino ucraino regolarmente residente in Italia, il quale ha raccontato che, mentre circolava a bordo della propria auto in viale Colli Aminei, alle 16,30 circa, era stato fermato dai due caschi bianchi per un controllo di polizia stradale. I due agenti, che avevano contestato allautomobilista la mancata traduzione in italiano della patente di guida estera (infrazione per la quale è prevista una semplice sanzione amministrativa di 78 euro e nessuna sanzione accessoria), avevano richiesto al giovane extracomunitario una somma di 100 euro al fine di evitargli il sequestro del veicolo.
Lappuntamento per la consegna del denaro era stato fissato per unora dopo allincrocio tra viale Colli Aminei e via Nicolardi. Consegna che è effettivamente avvenuta nellora e nel posto indicato ma, allappuntamento, erano presente anche altri agenti di polizia municipale che, raccolta la denuncia, si erano posizionati poco distante dal luogo dellincontro in maniera tale da poter assistere, senza essere notati, al passaggio del denaro.
Al momento della consegna dei soldi, due banconote da 50 euro ciascuna precedentemente contrassegnate e fotocopiate, la polizia municipale è intervenuta bloccando i due vigili, che venivano arrestati. Da successive indagini è stato accertato il coinvolgimento di entrambi nella vicenda.
Per uno di essi si tratta di reiterazione del reato, già nel 1996 infatti, F. S. era stato arrestato per un episodio analogo; fu sospeso e poi reintegrato in servizio.
Fonte: il mattino
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