rassegna di notizie dal web utili alla difesa del cittadino
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Prof distribuisce test per votare si/no per l'ora di religione, sospeso!
Fonte: Noi Consumatori - Prof distribuisce test per votare si/no per l'ora di religione, sospeso!
Un insegnante di Matematica e Fisica di un Liceo scientifico di Cesena è stato sospeso per due mesi dal lavoro (a stipendio dimezzato) dopo la distribuzione di un questionario sull'ora di religione. Lo riferisce il Corriere di Romagna. Secondo il docente, dal questionario distribuito tra circa 70 alunni, sarebbe emerso che l'80% degli studenti preferirebbe materie alternative alla Religione, se fossero comprese nell'offerta formativa.
Ma un collega dell'insegnante ha presentato un esposto ed è partita l'ispezione, finita con la sospensione dal 20 maggio scorso. Il sondaggio infatti, sarebbe stato ritenuto invasivo di un terreno estraneo alle competenze del docente.
All' insegnante - che fa parte dei Cobas - sarebbe poi attribuita anche una iniziativa ritenuta "estranea ai suoi compiti professionali", come l'impiego di materiale della scuola per affiggere in bacheca vignette solidali con i Palestinesi durante i bombardamenti a Gaza, nello scorso gennaio. Contro il provvedimento disciplinare l'insegnante farà ricorso al giudice del Lavoro.
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Le negano la 'pillola del giorno dopo', resta incinta. Fa causa all'Asl
Fonte: Noi Consumatori - Le negano la 'pillola del giorno dopo', resta incinta. Fa causa all'Asl
Accortasi che il preservativo del partner si era lacerato durante il rapporto, chiese alla Asl di Teramo la "pillola del giorno dopo". Che le fu rifiutata: la donna, una 37enne di Tortoreto, rimase così incinta. Ora la protagonista della disavventura ha fatto causa all'Azienda sanitaria, chiedendo mezzo milione di euro di danni; ma l'Asl si difende spiegando che ci sono molti punti da chiarire. La causa sarà discussa il 17 giugno.
Secondo quanto riferito dalla donna nel suo ricorso al giudice civile, tre anni fa si presentò alla Guardia medica e poi al Pronto soccorso per chiedere la somministrazione della "pillola del giorno dopo", essendosi accorta dell'"incidente" durante il rapporto sessuale con il partner. A sua detta, però, ottenne due rifiuti e alla fine, dopo qualche giorno, ottenne la prescrizione da una ginecologa.
Ma ormai era troppo tardi: la donna restò incinta e partorì un maschietto, della cui paternità il compagno non ha voluto sapere. L'Asl, secondo la donna, con il suo doppio rifiuto determinò la gravidanza indesiderata e dunque il danno biologico e patrimoniale.
La difesa della Asl, sostenuta attraverso la compagnia assicuratrice dall'avvocato Bruno Massucci, sostiene invece che la somministrazione della pillola sarebbe stata possibile dietro visita ginecologica preliminare, alla quale però la paziente per ben due volte si rifiutò di sottoporsi, la seconda anche per iscritto. Nel corso dell'udienza la Asl sosterrà anche l'assenza di responsabilità specifica perché la paziente, come prevede la legge, in mancanza di assunzione della pillola avrebbe potuto far ricorso all'interruzione di gravidanza.
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La crisi ha colpito di più le famiglie a basso reddito: consumi alimentari -2,3%. Dato preoccupante
Famiglie italiane in trincea per far fronte agli effetti della crisi economica: alle prese con redditi erosi dai rialzi dei prezzi e con condizioni di credito sempre più inasprite, i consumatori si sono trovati costretti a tagliare le spese e a ridurre le domande di prestiti alle banche, ma la via del risparmio non ha evitato che molti abbiano incontrato crescenti difficoltà nel rimborso dei debiti. È questa la fotografia sullo stato delle famiglie scattata dalla Banca d'Italia nella Relazione annuale. Nel 2008 i consumi delle famiglie si sono ridotti dello 0,9% in termini reali, mentre in termini pro capite sono scesi al livello iniziale del decennio scorso: alla contrazione della spesa in beni durevoli (-7,3%), tipica di tutte le crisi profonde - evidenzia Bankitalia -, si è affiancata quella dei non durevoli (-1,3%). In particolare, nella parte finale dell'anno, si è inasprita la contrazione dei consumi alimentari (-2,3%): un dato che, secondo Via Nazionale, «potrebbe riflettere il brusco impatto della crisi sulle famiglie a basso reddito». La flessione dei consumi va di pari passo con quella del reddito disponibile in termini reali, la cui debolezza - osserva Bankitalia - perdura ormai da un quindicennio e influenza in modo permanente le percezioni delle famiglie. Questo contesto ha però determinato una maggiore propensione delle famiglie a risparmiare (il saggio di risparmio è aumentato all'11,9%). Si è ridotta invece la ricchezza finanziaria netta delle famiglie, a causa soprattutto delle perdite di valore di azioni e partecipazioni. Il 2008 è stato caratterizzato anche da un «notevole rallentamento» della crescita dei prestiti concessi alle famiglie dalle banche, riflesso di una minore domanda per l'attenuazione del ciclo del mercato immobiliare e la forte contrazione della spesa per beni durevoli. A questo ha contribuito un «contenuto inasprimento» delle condizioni di offerta del credito che - precisa Bankitalia - sembra essersi attenuato nel primo trimestre 2009. Sono poi aumentati gli oneri delle famiglie per pagare gli interessi e la restituzione del capitale (il servizio del debito ha raggiunto il 10% del reddito disponibile). Questo ha reso «più tese le condizioni finanziarie delle famiglie, che nel 2008 hanno incontrato maggiori difficoltà nel rimborso dei debiti»: la quota dei prestiti incagliati, su cui si riscontrano temporanei problemi di rimborso, è cresciuta in un anno dall'1,5 al 2,2%; la percentuale di crediti scaduti da almeno 90 giorni ha raggiunto il 4,3%. Tuttavia il rapporto fra nuove sofferenze e prestiti è aumentato «in misura limitata». In prospettiva, secondo la Banca d'Italia, la vulnerabilità delle famiglie indebitate «potrebbe risentire del peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro». Un sostegno, però, verrà «dalla recente flessione dei tassi d'interesse». Il potere d'acquisto delle famiglie italiane si contrarrà di un ulteriore 0,2%, pari a 492 euro.
La nostra associazione Noiconsumatori.it invita pertanto il governo a intervenire sul lato della domanda di mercato attraverso l'aumento del potere d'acquisto delle famiglie a reddito fisso, «che sono poi quelle che maggiormente determinano gli andamenti di mercato».
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Telecom: dal 1° luglio tariffa meno cara da fisso a mobile: -16%
Fonte: Noi Consumatori - Telecom: dal 1° luglio tariffa meno cara da fisso a mobile: -16%
Dall'1° luglio costerà di meno chiamare un cellulare da un telefono fisso. Telecom Italia, attraverso un annuncio a pagamento comparso già ieri sui quotidiani, ha reso noto un robusto taglio dei prezzi sull'asse fisso-mobile. Fino al 16% per le famiglie e fino al 15% per le imprese. Continua così, secondo il meccanismo del «price cap», il progressivo decalage dei prezzi da fisso a mobile partito nel 2003. La manovra tariffaria, che risente anche della flessione dei costi di terminazione (vale a dire la parte di tariffa che spetta all'operatore verso la cui rete è diretta la chiamata), ha già avuto sforbiciate consistenti: dal 2003 le tariffe al minuto verso Tim sono diminuite del 56,8% in fascia intera e del 49,9% in fascia ridotta; quelle verso Vodafone rispettivamente del 53,4% e del 55,1%; verso Wind del 55,8% e del 45,7%; e verso H3G del 37,3% e del 51,9%.
Ma vediamo in dettaglio la nuova riduzione. Le famiglie. Rimane invariato lo scatto alla risposta (7,87 centesimi) ma scendono i prezzi per ogni minuto di conversazione. In particolare, per telefonare a un cliente Tim il prezzo passa da 15,36 a 13,36 centesimi al minuto in fascia intera (dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18,30), e da 8,92 a 7,76 centesimi in fascia ridotta (dalle 18,30 alle 8 dei giorni feriali e sabato, domenica e festivi). Per chiamare un telefonino Vodafone saranno sufficienti 13,86 centesimi, contro i precedenti 15,95, in fascia intera e 7,92 centesimi (da 9,11) in quella ridotta. La telefonata verso Wind costerà invece rispettivamente 15,61 centesimi al minuto (dai precedenti 16,86) e 9,08 centesimi (da 9,65). Lo «sconto» più rilevante sarà quello relativo alle chiamate a cellulari H3G, che scendono da 22,01 a 18,52 centesimi al minuto in fascia intera (-15,9%) e da 12,78 a 10,84 in quella ridotta (-15,2%). Le imprese. Risparmi in vista, come detto, anche per le chiamate da fisso a mobile effettuate dalle aziende. Nel dettaglio, le telefonate verso Tim scendono da 11,68 a 10,14 centesimi al minuto (-13,2%), quelle verso Vodafone da 11,78 a 10,26 centesimi (-12,9%), quelle verso Wind da 12,65 a 11,64 (-8%) e quelle verso H3G da 17,17 a 14,63 (-14,8%). Anche in questo caso lo scatto alla risposta resta invariato a 7,87 centesimi. Se il costo delle chiamate diminuisce, resta snervante il tentativo dell'utente di lasciare un gestore di telefonia fissa per abbonarsi ad un altro.
Nei giorni scorsi è stata la Commissione Ue a ribadirlo, puntualizzando che in Italia occorrono non meno di 15 giorni per completare l'operazione, conservando il numero originario, contro i 7,5 giorni della media Ue. Inevitabile l'intervento dell'Autorità per le tlc che ha aperto un'istruttoria. Se ne occuperà la Direzione reti e servizi di comunicazione elettronica, insieme a quella che si occupa della tutela dei consumatori. Lo scopo del procedimento, spiega l'Agcom, «è l'aggiornamento di alcuni aspetti delle vigenti procedure di passaggio dei clienti tra operatori di rete fissa alla luce delle esperienze acquisite nel corso della fase di avvio delle procedure di migrazione e delle segnalazioni pervenute, in particolare dagli utenti finali, sulle attuali inefficienze e sui possibili miglioramenti».
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Doppio cognome, è giusto che i figli abbiano solo il cognome paterno?
Fonte: Noi Consumatori - Doppio cognome, è giusto che i figli abbiano solo il cognome paterno?
Lo sbiadimento della figura paterna sta generando enormi problemi nella società occidentali. La principale è la maggiore fragilità dei figli nell'affrontare le sconfitte e dolori della vita, a cui la crescente «maternalizzazione» dell'educazione non prepara in modo adeguato. Negli Stati Uniti, dove gli uffici del censimento curano anche questi aspetti statistici «politicamente scorretti», il drappello di testa dei comportamenti più gravemente devianti (suicidi, tossicomanie, comportamenti antisociali, psicopatologie gravi), è sempre guidato da persone cresciute in famiglie in cui il padre era assente; o perché se n'era andato, o perché ne era stato espulso. L'assenza paterna non determina di per sé una devianza o grave patologia, ma di sicuro ne aumenta il rischio.
È anche in questo sfondo problematico che si colloca la questione del doppio cognome dei figli, non riconducibile dunque solo all'aspetto positivo dell'affermazione della donna nella società occidentale contemporanea. Questa legge non può allora limitarsi ad affermare la rivincita della donna-madre dalla precedente ingiusta esclusione (le vendette realizzate per legge hanno il fiato corto), quanto fare davvero l'interesse dei figli che quel cognome porteranno. Non serve un regolamento di conti e di potere tra le donne e gli uomini di oggi, magari in nome di quelle di ieri, bensì tutelare l'equilibrio e lo sviluppo della società di domani.
Certo, la Comunità europea chiede l'equiparazione tra uomini e donne e l'abolizione delle pratiche discriminatorie, ma quella del cognome non è solo una questione giuridica. Nell'aspetto apparentemente formale (ma fortemente simbolico, e dunque profondo) del cognome, è in gioco l'equilibrio e la spinta vitale delle future generazioni, che poggiano sulla positività del loro rapporto sia con la linea materna, femminile, che con quella paterna, maschile. Allo sguardo giuridico va affiancata una visione che affronti il significato del cognome nello storia personale. Dal punto di vista psicologico ogni individuo sviluppa, nei confronti del cognome, riferimenti diversi. Alla nascita, in una situazione di presenza di entrambi i genitori, può essere giusto che «per legge» al figlio si dia i cognomi di entrambi i genitori. Spesso però, durante lo sviluppo del figlio e della storia familiare, emergono fattori che modificano la posizione di partenza. È nota la vicenda di Leonardo Mondadori (ma non fu il solo) che scelse di chiamarsi col cognome della madre, coincidente con i suoi interessi culturali e professionali, piuttosto che con quello del padre, peraltro degnissima persona. In altri casi il nucleo dell'identità personale è invece modellato sul nome del padre, e della famiglia paterna. In altri ancora (ma sicuramente non in tutti), entrambi i cognomi hanno invece uguale rilevanza nel definire ed aiutare lo sviluppo dell'identità personale. In una società davvero democratica e libera, il meglio sarebbe che ogni persona, alla sua maggiore età, o successivamente, potesse scegliere qual è il suo nome: della madre, del padre, o di entrambi.
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I giovani italiani non hanno coscienza europea
Fonte: Noi Consumatori - I giovani italiani non hanno coscienza europea
Quando l'insegnamento delle lingue straniere era paurosamente insufficiente, sia perché cominciava troppo tardi (alle medie), sia perché era ridotto a poche ore settimanali, sia infine perché era affidato a un personale spesso incompetente (compresi, chissà perché, i laureati in legge). Se è vero però che, anche in questo campo, i ragazzi di oggi sono meglio attrezzati dei loro genitori, è anche vero che non sono al livello dei loro coetanei di altri Paesi, soprattutto del Nord Europa ma non solo, dove il bilinguismo è una realtà diffusa già nell'infanzia. Il che pesa negativamente, fra l'altro, sulla possibilità dei nostri giovani di trovare sbocchi lavorativi nelle istituzioni europee e nelle imprese multinazionali (dove gli italiani sono tuttora sottorappresentati).
Un altro fattore ostativo alla formazione di una più piena coscienza europea è la scarsa conoscenza di ciò che è stato e che ha rappresentato, dal dopoguerra a oggi, il processo di integrazione. Certo, la storia dell'Europa unita non è facile da raccontare e da insegnare. Non è segnata da eroiche insurrezioni o da cruente battaglie, come lo sono, almeno nella loro trasfigurazione mitica, le epopee nazionali su cui si fonda la nascita di molti Stati moderni. Spesso, diciamoci la verità, risulta francamente noiosa e ulteriormente complicata dalla difficile definizione dell'oggetto (l'Unione è una costruzione priva di precedenti e spesso incerta sulla sua stessa identità). Ma è compito della scuola dar conto di questa novità; e spiegare come proprio il superamento delle logiche nazionalistiche e delle culture connesse abbia consentito all'Europa di vivere in pace per oltre sessant'anni e ad almeno tre generazioni di giovani europei di evitare la prova terribile dei campi di battaglia. Fino a qui i compiti della scuola. Ma qualche responsabilità va attribuita anche alla politica (e alla stampa che se ne fa eco). Tutti sono d'accordo, in teoria, nel difendere la specificità delle consultazioni europee e delle relative campagne elettorali, che dovrebbero riguardare in primo luogo i problemi comuni ai Paesi dell'Ue e le questioni da dibattere a Strasburgo e a Bruxelles (allo stesso modo in cui le campagne amministrative dovrebbero essere centrate sui problemi del governo locale). Di fatto, finisce col prevalere la logica della polarizzazione e dell'assimilazione alle contese politiche nazionali, che trasforma la competizione europea in un maxi-sondaggio, reso per giunta inattendibile dalla bassa partecipazione al voto.
Tutto questo non aiuta a familiarizzare l'opinione pubblica col discorso europeo, a tradurre in opzioni concrete il naturale filo-europeismo di gran parte dell'elettorato e della classe dirigente italiana (siamo pur sempre il Paese di De Gasperi e di Spinelli), e tanto meno a far crescere una nuova generazione capace di «pensare europeo» anche dal punto di vista della coscienza politica. Possiamo tuttavia sperare che all'Europa e alle sue istituzioni possa applicarsi ciò che spesso si è detto della democrazia liberale: pochi, fra coloro che sono nati e cresciuti all'interno delle sue coordinate, la amano davvero o ne conoscono appieno i meccanismi; ma ancor meno numerosi sono quelli che la rinnegano apertamente, che le contrappongono modelli alternativi, che sono disposti a rinunciare ai suoi valori e ai suoi indiscutibili vantaggi.
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Facoltà di Economia, il via al progetto AEHLO
Fonte: Noi Consumatori - Facoltà di Economia, il via al progetto AEHLO
Il dibattito intorno al sistema universitario italiano si arricchisce quotidianamente di nuovi spunti di riflessione. Sono di recente pubblicazione i dati diffusi dall'Eurostat che ci vede fanalino di coda a livello europeo per numero di studenti che accedono o meglio concludono l'istruzione superiore anche per l'apporto poco significativi dei dottorati di ricerca, ed a giorni si discuterà in Parlamento di una nuova proposta di legge che mira a modificare profondamente l'intero sistema. È ormai acclarato che l'Italia si caratterizza rispetto agli altri Paesi avanzati per un'Università poco efficace sia in termine di costi sia in termini di risultati, e da più parti si levano voci sulla necessità e l'urgenza di migliorarla partendo proprio dalla valutazione sia dell'attività di ricerca sia dell'attività didattica. Si ritiene, infatti, che uno dei principali punti di criticità risieda nell'assenza di una valutazione esterna, indipendente e rigorosa dei risultati didattici e della ricerca, valutazione a cui poter legare seriamente l'attribuzione dei finanziamenti ad ogni singolo Ateneo. In questa ottica va accolto con notevole interesse un nuovo progetto di valutazione comparata ed estensiva dei risultati dell'educazione superiore promosso dall'OCSE dal nome AHELO che sta per Assessment of Higher Education Learning Outcomes. Con il progetto AEHLO l'OCSE cerca di eguagliare, questa volta considerando gli studenti universitari, l'enorme successo ottenuto con la valutazione su scala internazionale degli studenti quindicenni, con il Programme for International Student Assessment (PISA) che in pochi anni, è diventato un punto di riferimento a livello mondiale. L'obiettivo principale è quello di valutare i risultati degli studenti in uscita (laureati) dalle Facoltà di Economia misurando, mediante opportuni strumenti statistici, il livello di competenze e conoscenze che posseggono. Il Dipartimento di Statistica e Matematica dell'Università Parthenope che ha già esperienza di analisi della qualità dei dati di PISA e per una pluriennale esperienza di ricerca nel campo delle indagini statistiche a sfondo educativo ha colto subito questa nuova opportunità rappresentata da AHELO, affinché la Facoltà di Economia si candidi come istituzione pilota in cui avviare, insieme ad un numero ristretto di altre Università a livello italiano ed internazionale, uno studio di fattibilità di questa ambiziosa indagine. Ogni Ateneo sarà quindi chiamato ad adempiere in modo adeguato al suo compito principale cioè quello di trasmettitore di conoscenze e di saperi. In sintesi tutti i prossimi intereventi che andranno a delineare il futuro dell'università italiana non solo dovranno essere progettati in un'ottica di efficiente utilizzo delle risorse, ma dovranno essere caratterizzati da un duplice obiettivo, da un lato bisognerà garantire una maggiore equità sociale del sistema dell'istruzione, dall'altro dovranno massimizzare l'efficienza e la qualità dei processi didattici.
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Aereo scomparso: sono 228 i dispersi, 10 sono italiani
Fonte: Noi Consumatori - Aereo scomparso: sono 228 i dispersi, 10 sono italiani
Ci sono anche dieci italiani a bordo dell'Airbus A330 Air France partito da Rio de Janeiro e diretto a Parigi con 228 persone a bordo, scomparso dai monitor dei radar alle 8 di questa mattina. A bordo anche dieci italiani, tre dei quali trentini e una bolognese. Sull'identità degli altri italiani la Farnesina, che conferma il numero, non aggiunge nessun dettaglio.
216 passeggeri e 12 membri di equipaggio. Sul volo AF447 diretto all'aeroporto Charles de Gaulle di Roissy viaggiavano 216 passeggeri e 12 membri dell'equipaggio. Tra i passeggeri 8 bambini, tra cui un neonato: la compagnia aerea ha precisato che erano 126 uomini e 82 donne oltre ai bambini.
Le nazionalità dei passeggeri. Questa la lista ufficiale delle 228 persone presenti a bordo del volo Rio-Parigi di Air France, al momento disperso. La lista è stata fornita dal ministero dei Trasporti francese: 61 francesi, 57 brasiliani, 26 tedeschi, 10 italiani, 9 cinesi, 6 svizzeri, 5 libanesi, 5 britannici, 4 ungheresi, 3 irlandesi, 3 norvegesi, 3 slovacchi, 2 spagnoli, 2 marocchini, 2 polacchi, 2 americani, 1 sudafricano, 1 argentino, 1 austriaco, 1 belga, 1 gambiano, 1 islandese, 1 filippino, 1 romeno, 1 russo, 1 turco, 1 canadese, 1 estone, 1 olandese, 1 svedese, 1 danese, 1 croato. A questi 216 passeggeri si aggiungono i 12 membri dell'equipaggio, tutti francesi.
C'erano dieci italiani, di cui uno con doppia cittadinanza italo-brasiliana. Lo conferma il capo dell'Unità di crisi della Farnesina Fabrizio Romano dopo che il ministero dei Trasporti francese ha diffuso la lista ufficiale dei passeggeri secondo la quale sarebbero stati nove, e non dieci, i connazionali. Un passeggero con doppia cittadinanza è stato infatti inserito tra i brasiliani dalle autorità francesi.
I trentini facevano parte di una delegazione che si era recata in Sud America in visita a strutture dell'emigrazione trentina. La conferma è stata data dal presidente della Trentini del Mondo, Alberto Tafner. In volo da Rio de Janeiro a Parigi vi erano Rino Zandonai, direttore dell'Associazione Trentini nel Mondo Onlus, il consigliere regionale Giambattista Lenzi (Upt) e Gianni Zortea, sindaco di Canal S.Bovo. I tre si erano recati in Brasile, nella zona del Paranà e di Curitiba, per l'inaugurazione di una piscina per bambini disabili e per portare fondi allo scopo di aiutare discendenti di emigrati trentini colpiti mesi fa da un'alluvione; tra le opere in programma, doveva esservi una scuola. Avevano anche visitato un percorso, definito «del Trentino», finalizzato al recupero di terre incolte con la creazione anche di agriturismi. Ivanor Minatti, presidente del circolo trentino di Curitiba, aveva telefonato ad Alberto Tafner, presidente dell'Associazione Trentini nel mondo, per informare della partenza della delegazione. In Brasile operano 62 circoli dell'Associazione Trentini nel Mondo.
Gli altri italiani a bordo. Secondo quanto detto a Rainews 24 da Fabrizio Romano il bilancio delle vittime italiane potrebbe essere ancora «provvisorio», sulla base dei dati forniti dalle autorità francesi. «Non possiamo escludere che ce ne possano essere altri» di connazionali a bordo del volo 447, ha aggiunto Romano, secondo cui le «identità delle vittime sono state accertate» e «insieme alle autorità locali si sta completando il giro di informative ai parenti».
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Benzina in aumento: supera quota 1,3 euro al litro
Fonte: Noi Consumatori - Benzina in aumento: supera quota 1,3 euro al litro
Torna a salire il prezzo della benzina che supera quota 1,3 euro al litro. Nei distributori dell'Agip, secondo le rilevazioni di Quotidiano energia, il prezzo di riferimento consigliato ai gestori ha infatti toccato, a ridosso del fine settimana, 1,304 euro al litro, con un rincaro di 1,2 centesimi rispetto a 1,292 applicato fino alla giornata precedente. In base alle statistiche settimanali dell'Unione petrolifera, il prezzo della verde non tornava sopra 1,3 euro da metà ottobre 2008, cioè da sette mesi a questa parte.
L'Agip, tradizionalmente apripista dei rincari, è stata l'unica compagnia a prendere la rincorsa. Le altre restano infatti sotto 1,3 euro, nonostante i recenti rialzi del prezzo del petrolio. Il gasolio rimane in tutti e nove i marchi sotto la soglia di 1,1 euro.
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Rubavano le monete dei parchimetri senza scassinarli, arrestate due guardie giurate
Li hanno scoperti con le mani nel sacco, mentre rubavano le monetine dei parcometri di via Forte Marghera, a Mestre. Per questo A.S., di 36 anni e L.F., di 44, entrambi guardie giurate, sono stati arrestati dai carabinieri nella notte tra sabato e domenica scorsi.
Con loro avevano una cassettina contenente circa 600 euro in contanti, mentre nell'auto sono stati trovati altri 1800 euro, tutti in monetine.
Per i due vigilantes, entrambi residenti nel veneziano, sono scattate le manette.
I due sono dipendenti delle società "Italpol" e "Vigilanza Y Greca". I controlli erano scattati dopo che la società che ha in gestione il servizio, la Asm, aveva denunciato i continui furti di monete dalle macchinette poste lunghe le strade di Mestre.
I due arrestati, secondo la ricostruzione dei carabinieri, avrebbero usato degli utensili passepartout in uso ai vigilantes per aprire senza scassinarli i parcometri.
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Il Cairo, non può sposare la donna che ama, si taglia il pene!
Fonte: Noi Consumatori - Il Cairo, non può sposare la donna che ama, si taglia il pene!
I genitori gli hanno negato il permesso di sposare la ragazza che amava e lui, con un gesto disperato, si è tagliato il pene.
«I genitori volevano che sposasse un'altra donna. Allora ha preso un coltello e si è tagliato il pene», ha raccontato un funzionario della polizia.
Il giovane egiziano, 25 anni, ora si trova in ospedale. I medici non sono riusciti a ricostruire la sua virilità, la lama ha infatto mutilato anche i testicoli.
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Avellino, paura sull'Ofantina al distributore Esso a causa dei rapinatori
Fonte: Noi Consumatori - Avellino, paura sull'Ofantina al distributore Esso a causa dei rapinatori
Rapinatori in azione sull'Ofantina bis, nei pressi dell'uscita di Montemarano. La notte scorsa hanno fatto irruzione nel distributore della «Esso», hanno picchiato il benzinaio di turno (è l'unico aperto anche di notte sull'arteria che attraversa l'Alta Irpinia) e si sono fatti aprire la cassaforte: il bottino è stato di 2500 euro.
Poi la fuga indisturbata tra i boschi del Terminio e di Montella. Tra i malviventi che hanno operato in piena notte approfittando del silenzio intorno e dei pochissimi transiti notturni. Sulla rapina indagano i carabinieri della Compagnia di Montella.
Intanto, dopo l'inseguimento con sparatoria dell'altra sera in via Pironti, ad Avellino, i carabinieri del capitano Gabriele Papa hanno acciuffato nella notte, nei pressi della Variante, uno dei tre delinquenti che stavano tentando di rubare un piccolo escavatore ad Aiello. E' caccia agli altri complici.
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Reggia di Caserta, anziano si denuda dinanzi ai turisti
Fonte: Noi Consumatori - Reggia di Caserta, anziano si denuda dinanzi ai turisti
Molestie sessuali sulla navetta turistica all'interno della Reggia. Un pensionato incensurato di 68 anni, S.D., sposato e con figli, residente nel Napoletano, è stato arrestato dai carabinieri per atti osceni in luogo pubblico e molestie sessuali. S.D. è salito a bordo di un bus turistico molto affollato che abitualmente percorre i viali del parco reale e ad un certo punto si è sbottonato la cerniera dei pantaloni e ha iniziato a masturbarsi, entrando in contatto con una ragazza di quindici anni e con la madre quarantenne.
La donna e la giovane facevano parte di una comitiva di turisti provenienti dalla Puglia. Una volta accortisi di quanto accaduto, i familiari delle due vittime hanno immediatamente avvertito i carabinieri.
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Palermo, emergenza rifiuti. Richiesto l'aiuto dell'esercito e protezione civile
Fonte: Noi Consumatori - Palermo, emergenza rifiuti. Richiesto l'aiuto dell'esercito e protezione civile
Visita sottosegretario all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso a Palermo, dove presiederà in prefettura un vertice con tutte le istituzioni locali «per un esame congiunto della situazione determinata dalla mancata raccolta dei rifiuti e l'individuazione degli interventi necessari a fronteggiare l'emergenza».
Palermo da giorni è invasa da cumuli di spazzatura. Non viene ritirata per un'agitazione dei netturbini e Comune, Prefettura e Regione hanno chiesto l'intervento di Esercito e Protezione civile. Anche il Presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo annuncia il suo intervento. Già per oggi sono attesi i «primi provvedimenti urgenti per fare fronte, in accordo con il sindaco e con il Prefetto, a questa emergenza spazzatura».
L'agitazione. Gli operai, da giorni, si rifiutano di espletare il lavoro senza i dispositivi di sicurezza imposti dalla legge, che prevede la dotazione di scarpe, tute, guanti, scope, mezzi meccanici a tutela degli operatori. Ma l'azienda, sull'orlo del fallimento e con un buco di 150 milioni di euro, secondo i sindacati, non è nelle condizioni di garantire il materiale. Ieri in consiglio comunale è stata accantonata la delibera di Giunta che prevedeva l'aumento del 35% della Tarsu, misura che avrebbe dovuto fronteggiare la crisi dell'Amia.
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Inchiesta rifiuti, Bertolaso indagato: 'Nessuno mi aiutava'
Fonte: Noi Consumatori - Inchiesta rifiuti, Bertolaso indagato: 'Nessuno mi aiutava'
«Nessuno mi aiutava, Bassolino e Iervolino si erano sfilati e io avevo solo due interlocutori: il cardinale Sepe e la procura». Così il sottosegretario Guido Bertolaso, in un interrogatorio davanti al pm di Napoli Maurizio De Marco, si sofferma sui giorni più caldi dell'emergenza rifiuti in Campania e sulle difficoltà incontrate nel 2007, dopo essere subentrato alla guida del commissariato al prefetto Corrado Catenacci, per la risoluzione dei problemi.
Il verbale, sottoscritto alla fine dello scorso aprile, fa parte dello stralcio dell'inchiesta Rompiballe ed è stato depositato per essere acquisito agli atti del processo principale che comincerà nei prossimi giorni. Secondo le indiscrezioni, Bertolaso - che nella indagine-stralcio risulta indagato - ha precisato in primo luogo il proprio ruolo e quello di Marta Di Gennaro, all'epoca dei fatti numero 2 del commissariato, imputata nel processo principale. Il sottosegretario ha sottolineato che la Di Gennaro gestiva «le attività tecniche, ascoltava i tecnici per gli impianti e le discariche» affermando che con la Di Gennaro si sentiva al telefono quotidianamente e che nel corso delle conversazioni lei gli esponeva i problemi. «I problemi di natura squisitamente tecnica - ha spiegato - li risolveva in proprio con le strutture a sua disposizione».
In un successivo passaggio Bertolaso ha riferito di essere al corrente del fatto che gli impianti «non erano in grado di realizzare ecoballe nè f.o.s.». Ha poi aggiunto di aver fatto «più volte il giro degli impianti Cdr» e di ricordare «di aver chiesto ai tecnici presenti se si faceva il trattamento aerobico e - ha aggiunto - mi venne detto di sì». Per Bertolaso «l'utilità degli impianti consisteva nella riduzione volumetrica di Rsu (i rifiuti solidi urbani, ndr) e quindi si toglieva la spazzatura dalla strada». Il sottosegretario ha poi affermato che gli aspetti tecnici del processo di lavorazione dei rifiuti gli erano «del tutto sconosciuti».
Per quanto riguarda i presunti illeciti contestati ha osservato che di tali illeciti dell'inchiesta rompiballe ne è «venuto a conoscenza solo in seguito all'indagine e - ha detto - non l'avrei mai autorizzati anzi li avrei immediatamente denunciati». Per quanto riguarda infine lo sversamento in discarica, lo riteneva necessario per attuare una «strategia di revamping che presupponeva un fermo operativo di 5-6 mesi degli impianti». Occorreva pertanto «individuare una grande cava per ricevere il "tal quale" (i rifiuti così come prelevati da cassonetti, ndr) conferito agli impianti: proposi la cava di argilla di Valle della Masseria, a Serre, ma vi fu una forte opposizione politica del ministro dell'ambiente (Pecoraro Scanio, ndr) originario della zona».
In serata arriva la risposta del sindaco Iervolino.
«Non mi risulta proprio che il Sottosegretario Bertolaso sia stato lasciato solo dal sindaco e dal Comune di Napoli nei momenti difficili. Sul piano politico ed operativo, nei limiti delle competenze del Comune, ha sempre avuto tutta la collaborazione possibile e naturalmente continuerà ad averla».
Anche il governatore Bassolino rigetta le accuse. «Le affermazioni del sottosegretario Bertolaso riportate oggi dalle agenzie stupiscono e sono singolari perchè non corrispondono alla realtà dei fatti. Come sanno tutti, ho sempre collaborato con Bertolaso, così come coi prefetti Catenacci, De Gennaro e Pansa». Bassolino aggiunge che «a Bertolaso ho garantito pieno sostegno sia sul piano politico e istituzionale, sia sul piano finanziario, nella fase in cui è stato commissario del Governo Prodi così come nel suo lavoro da sottosegretario del Governo Berlusconi».
«Per quanto mi riguarda, di fronte alle gravi crisi che abbiamo attraversato - conclude - mi sono sempre assunto le mie responsabilità, anche dal punto di vista giudiziario, affrontando con pieno rispetto per la magistratura accuse che considero ingiuste».
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Autovelox: annullamento di 82 mila verbali!
Fonte: Noi Consumatori - Autovelox: annullamento di 82 mila verbali!
Gli uomini della Guardia di Finanza di Sala Consilina (Salerno) hanno sequestrato, in circa 70 Comuni di diverse regioni italiane, nel corso di un'operazione disposta dalla locale Procura, apparati autovelox ritenuti non conformi alle prescrizioni tecnico-amministrative. L'attività - secondo la Guardia di Finanza - prefigura l'annullamento di circa 82 mila verbali e l'accertamento di sanzioni irregolarmente contestate (in base all'articolo 142 del Codice della Strada), per circa 11 milioni di euro.
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Vandalizzata la tomba di Totò. Un gesto ignobile per tutta la città
Fonte: Noi Consumatori - Vandalizzata la tomba di Totò. Un gesto ignobile per tutta la città
Profanata la tomba di Totò: uno dei simboli della città, meta di preghiere e di pellegrinaggi, non ha più lo stemma nobiliare. Ignoti lo hanno portato via, indisturbati, lasciando solo un'ombra sulla facciata bianca della cappella. Il raid è avvenuto in piena notte, all'interno del cimitero del Pianto. Poco più avanti riposano altri due grandi, Nino Taranto ed Enrico Caruso. Tutt'attorno degrado, rifiuti, incuria. Un compito facile per ladri e malviventi che hanno potuto entrare in azione senza correre il rischio di essere scoperti. Non dev'essere stato facile per loro staccare lo stemma dalla cappella che il «principe della risata» aveva costruito con le sue mani. Al massiamo avranno impiegato qualche ora. Nessuno si è accorto di nulla.
La scoperta solo all'indomani, quando ormai non c'era più niente da fare. Dell'accaduto sono state informate le forze dell'ordine e la figlia di Totò, Liliana de Curtis, raggiunta in Sud Africa, che ha commentato: «Napoli non può fargli questo, chiuderò la cappella».
«C'è l'impossibilità tecnica di controllare ogni singola cappella». Si dice «amareggiato» l'assessore alla Pianificazione e Manutenzione delle aree cimiteriali del Comune di Napoli, Sabatino Santangelo, per il raid vandalico registratosi al Cimitero del Pianto. Dice che «pur essendoci la volontà di farlo, c'è l'impossibilità tecnica di controllare ogni singola cappella». E aggiunge anche: «Si ha la sensazione che Napoli si sia incattivita». «Non si tratta di un problema di incuria ma di dimensioni. Abbiamo il cimitero monumentale, quello del Pianto e undici cimiteri di periferia - dice l'assessore - con queste grandi dimensioni abbiamo difficoltà nel controllare tutto. Non abbiamo la possibilità di tenere una security notturna, e il custode che c'è non può controllare ogni singola tomba». «Mi rendo conto che si tratta della tomba di Totò, un nostro monumento, ma ci sono tante tombe di personaggi importanti, come Giovanni Leone, Enrico De Nicola - aggiunge - non possiamo mettere una guardia armata davanti a tutti i sepolcri. Certo, sono amareggiato, è come se Napoli non avesse più rispetto per le personalità che hanno fatto la storia di questa città». «I reati contro la proprietà privata stanno aumentando, anche per colpa della crisi - conclude - Faremo di tutto per aumentare i controlli. Consapevoli, però, che ci sono grossi limiti per farlo».
Giacomo Furia: sono pronto a realizzare un nuovo stemma. «Totò, quando era vivo, era abituato a ricevere gesti d'irriconoscenza come questo. Penso, per esempio, ad un giornalista che dopo aver ricevuto in regalo dal principe una macchina per scrivere, scrisse il più terribile articolo negativo nei confronti di Totò. Comunque, il furto dello stemma araldico è un brutto gesto che mi addolora». Giacomo Furia è il protagonista di un indimenticabile film, «La banda degli onesti», con lo stesso Totò e Peppino De Filippo. Una pellicola che viene continuamente trasmessa dalle televisioni. «Credo - aggiunge Furia - che il Comune debba farsi subito carico di realizzarne un altro e porlo sulla facciata della cappella dove giace. Se così non fosse, sono pronto, insieme ad altri colleghi attori che hanno ricevuto grandi gesti di riconoscenza da Totò, a farne realizzare subito un altro. Anche se, Signore si nasce, e Totò, con lo stemma nobiliare o senza, lo rimarrà per sempre».
Carlo Croccolo: gesto non brutto, addirittura ignobile. Di Totò, Carlo Croccolo, è stato compagno di lavoro e amico. Per una vita intera. Il raid vandalico ai danni della tomba del «principe della risata» lo definisce un «gesto non brutto, addirittura ignobile». «Dico che è ignobile perché è un gesto che ha mancato di rispetto a Totò - dice - ed è ignobile anche perché vandalizzare una tomba significa mancare di rispetto ad una persona morta che non può difendersi e accampare diritti».
«Non è colpa della città di Napoli - aggiunge - è un certo ambiente che esiste sia a Napoli che in Italia, soprattutto giovani, che non hanno più rispetto per tutto quello che ha una storia e un valore». «Cosa direi ai ladri? Nonostante i miei 82 anni ho il sangue che mi ribolle e, quindi, gli darei un sacco di mazzate - scherza Croccolo - Poi, le parole le farei dire a qualcun altro».
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I senza lavoro occupano il Duomo 'Nessuna celebrazione se non andrà avanti il Progetto Isola!'
Decine di disoccupati organizzati hanno occupato il Duomo di Napoli e la storica Chiesa del Gesù, situata in piazza del Gesù, nel centro storico.
Mentre alcune decine di senza lavoro del «Coordinamento di lotta per il lavoro» scandiscono slogan all'esterno, all'interno i manifestanti stanno bloccando ogni attività di culto.
Non è la prima volta che i senza lavoro, per protesta, occupano il Duomo di Napoli.
«Resteremo nel Duomo ad oltranza, fino a quando il Governo non ci darà le risposte che aspettiamo». Lo annunciano i disoccupati del Coordinamento lotta per il lavoro che stanno occupando il Duomo di Napoli e la Chiesa del Gesù Nuovo. «Siamo i precari del progetto Isola che si è concluso ieri - spiega Salvatore Fierro del Coordinamento - il che significa che stiamo senza retribuzione e, soprattutto, aspettiamo che il ministero firmi l'atto di convalida della costituzione dell'Agenzia pubblica che ci permetterebbe di continuare il nostro lavoro». «Non ci arrendiamo - conclude - e saremo presenti anche lì dove andranno i politici per i comizi».
I disoccupati è da stamattina che stanno impedendo l'accesso al Duomo di turisti: unica tregua è stata concessa per l'ingresso di una coppia di sposi che nella Cattedrale doveva celebrare il matrimonio.
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Aereo scomparso stamattina 'nessuna speranza', 5 italiani a bordo
Fonte: Noi Consumatori - Aereo scomparso stamattina 'nessuna speranza', 5 italiani a bordo
Un Airbus di Air France con a bordo 228 persone (216 passeggeri e 12 membri di equipaggio) in volo da Rio De Janeiro a Parigi è scomparso dagli schermi radar alle 8 italiane al largo delle coste brasiliane. L'atterraggio del volo AF447 a Parigi era previsto per le 11.15. MAPPA
L'aereo, decollato dall'aeroporto di Rio de Janeiro e diretto a quello di Parigi «Roissy», è scomparso dopo tre ore e mezzo di volo. A bordo figurano 126 uomini, 82 donne, 7 bambini e un neonato.
«Colpito da un fulmine». L'ipotesi più verosimile - secondo Air France - è che l'Airbus scomparso mentre viaggiava da Rio de Janeiro a Parigi sia stato «colpito da un fulmine». L'equipaggio del volo Air France scomparso nell'Atlantico segnalò un corto circuito a bordo quindici minuti dopo essere finito in una violenta turbolenza alle 2,14 ora italiana. Secondo Francois Brousse, direttore della comunicazione di Air France, «l'aereo è entrato in una zona temporalesca con forti perturbazioni, che ha provocato dei disfunzionamenti». «Sulla zona - ha detto da parte sua il ministro di Ecologia e Energia, Jean-Louis Borloo - c'erano perturbazioni tropicali molto forti. È un apparecchio in grado di affrontare queste circostanze, ma dev'esserci stato un accumularsi di circostanze».
Non c'è «alcuna speranza» per il volo. Lo ha detto all'Afp una fonte dell'aeroporto Charles de Gaulle di Roissy.
«Cinque italiani a bordo, tre vengono dal Trentino». Secondo prime informazioni ufficiose raccolte in ambienti aeronautici, vi sarebbero cinque italiani a bordo del volo. La notizia è in attesa di conferme ufficiali. La presenza di cognomi italiani nella lista passeggeri, ha fatto notare la fonte, non è indicativa perchè con milioni di oriundi italiani nel Paese sudamericano potrebbe trattarsi di cittadini brasiliani. L'Unità di crisi sta anche incrociando i dati con le registrazioni dei viaggiatori nel sito «dove siamo nel mondo». A bordo dell'aereo vi sono tre trentini. Si tratta di una delegazione che si era recata in Sud America in visita a strutture dell'emigrazione trentina. La conferma è stata data dal presidente della Trentini del Mondo, Alberto Tafner.
I nomi dei trentini. In volo da Rio de Janeiro a Parigi vi erano Rino Zandonai, direttore dell'Associazione Trentini nel Mondo Onlus, il consigliere regionale Giambattista Lenzi (Upt) e Gianni Zortea, sindaco di Canal S. Bovo. In Brasile operano 62 circoli dell'Associazione Trentini nel Mondo. Stamani i tre esponenti erano stati accompagnati all'aeroporto - ha chiarito Alberto Tafner - da Ivanor Minatti, presidente del circolo trentino di Curitiba. Nella località brasiliana dello stato di Paranà avevano assistito all'inaugurazione di una piscina per bambini disabili. Avevano anche visitato un percorso, definito «del Trentino», finalizzato al recupero di terre incolte con la creazione anche di agritur.
Air France ha confermato all'Afp di non «avere notizie» del suo volo. «Siamo molto preoccupati» ha detto una fonte dell'aeroporto di Roissy, «l'aereo è scomparso dagli schermi radar da diverse ore potrebbe essere un problema di transponder, ma è un'eventualità molto remota e il velivolo non è atterrato quando avrebbe dovuto» alle 11.15 ora italiana. Il controllo del traffico aereo ha perso il contatto con l'Airbus A330 alle 8 ora italiana. Un'unità di crisi è stata costituita al Roissy .
A quanto riferito da fonti dell'aviazione militare brasiliana, sotto richiesta di anonimato, sono in corso ricerche dell'aereo nell'isola di Fernando de Noronha. Un portavoce ha riferito che una missione di ricerca e salvataggio si è mobilitata questa mattina, dopo che il volo di linea ha perso il contatto radio con la torre di controllo. Le ricerche avvengono al largo delle coste brasiliane all'altezza della foce del Rio delle Amazzoni. Lo riferisce il sito della Cnn.
Non era in Code-Sharing con Alitalia. Il volo non era in code sharing con Alitalia, secondo quanto si è appreso da fonti aeronautiche italiane. Anche Alitalia, peraltro - così come altre compagnie europee - è stata allertata per prestare supporto ad Air France.
Il segretario di stato ai Trasporti francese, Dominique Bussereau, si sta recando alla cellula di crisi immediatamente istituita all'aeroporto, dopo l'annuncio della scomparsa.
Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha chiesto al governo e alle amministrazioni coinvolte, di «fare tutto il possibile per ritrovare traccia dell'aereo»: lo ha annunciato l'Eliseo. «Informato questa mattina della perdita di contatto con un Airbus A330 di Air France che effettuava il collegamento Rio de Janeiro-Parigi - si legge in un comunicato del palazzo presidenziale - il presidente della Repubblica ha espresso la sua vivissima preoccupazione». Sarkozy ha «chiesto al governo e alle amministrazioni coinvolte - continua il comunicato - di fare tutto il possibile per ritrovare la traccia dell'aereo e fare al più presto luce sulle circostanze della scomparsa».
La Farnesina sta verificando la presenza di italiani a bordo dell'Airbus. Lo hanno riferito fonti del ministero italiano degli Esteri. L'unità di crisi della Farnesina, hanno fatto sapere fonti del ministero, si è messa in contatto con le autorità francesi e con il consolato italiano a Rio per verificare «innanzitutto la fondatezza della notizia» e, in caso di conferma, «ottenere la lista passeggeri».
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