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Calcio, falsate partite di Serie B e Lega Pro. Pisani: "Adesso si rimborsino i tifosi che hanno scommesso"
“Lo scandalo del calcio-scommesse scoppiato oggi è molto grave ed ha danneggiato fortemente i consumatori che hanno giocato i loro soldi. Episodi del genere, che equivalgono a vere e proprie truffe ai danni di società e tifosi, vanno puniti senza sconti per nessuno. Chiediamo il rimborso delle scommesse fatte su tutte quelle partite di Serie B e Lega Pro che nel corso delle indagini e delle verifiche risulteranno falsificate. Gli ignari tifosi hanno subito un raggiro a tutti gli effetti puntando il loro denaro su incontri dal risultato finale viziato”. Lo ha affermato l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’associazione NoiConsumatori, in merito ai sedici arresti avvenuti questa mattina nel corso di un'indagine nei confronti di un'organizzazione che avrebbe condizionato il risultato di alcune partite di calcio serie 'B' e di 'Lega Pro'. Nel mirino calciatori ed ex calciatori: per loro l'accusa è di associazione a delinquere, truffa ed estorsione. Coinvolto anche l'ex attaccante della Lazio e della Nazionale Beppe Signori che, come si apprende dalla polizia, è ai domiciliari.
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Cedolare vale anche per affitti vacanze, ecco un vademecum
Il fisco punta a far emergere anche gli affitti delle case per le vacanze e per le stanze date a studenti. La cedolare secca, il nuovo regime fiscale "forfait" per le tasse degli affitti abitativi, potrà infatti essere applicata anche per le mini-locazioni, inferiori ai 30 giorni, o per gli affitti di una solo vano. Via libera, quindi, alla tassazione ridotta sia nel caso di soggiorni di una, due o quattro settimane, così come accade spesso durante le vacanze estive nelle località balneari, sia per le locazioni di stanze a studenti. E' questa una delle novità che emerge dalla circolare con la quale l'Agenzia delle Entrate ha messo a punto una sorta di vademecum, scigliendo gli ultimi dubbi sulla nuova modalità di tassazione delle locazioni di immobili a uso abitativo.
CHI PUO' OPTARE PER LA CEDOLARE SECCA: E' possibile anche quando i contratti hanno durata inferiore ai 30 giorni, per gli immobili con più proprietari (ognuno dei quali può scegliere autonomamente la cedolare senza condizionare gli altri) e per una o più porzioni dello stesso immobile (per esempio affitto di stanze a studenti universitari) da parte di un unico proprietario. In quest'ultima ipotesi, la circolare chiarisce che una volta scelta la cedolare per una porzione (stanza) questa va applicata a tutte le altre locate contemporaneamente.
CHI NON PUO' OPTARE PER LA CEDOLARE SECCA: Le società di persone, le società di capitali, gli enti commerciali e non commerciali. Sono escluse, inoltre, le locazioni, anche se a uso abitativo, effettuate nell'esercizio dell'attività d'impresa o di arti e professioni, gli immobili locati all'estero e quelli subaffittati.
QUANDO BISOGNA SCEGLIERE: Quando si registra il contratto di locazione, ossia entro trenta giorni dalla stipula. Stessa tempistica anche in caso di proroga e nel caso in cui si voglia optare alla scadenza di una delle annualità del contratto in corso.
PROGRAMMA SIRIA E MODELLO 69: Per registrare un nuovo contratto di locazione ed esercitare contemporaneamente l'opzione per la cedolare, l'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione, online su www.agenziaentrate.gov.it, il programma Siria, che può essere utilizzato se i locatori non sono più di 3, i conduttori non sono più di 3, se si tratta di una sola unità abitativa con non più di 3 pertinenze e gli immobili sono censiti con attribuzione di rendita. Per optare in tutti gli altri casi, tra cui la proroga, la cessione, la risoluzione, bisogna presentare il modello 69 all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate.
LA CEDOLARE BLOCCA GLI AGGIORNAMENTI DEL CANONE: Il locatore che opta per la cedolare non può richiedere agli inquilini variazioni del canone che derivano dalla applicazione di indici di aggiornamento. Il conduttore viene avvisato con raccomandata che deve essere recapitata al destinatario prima della scelta del regime agevolato. La raccomandata non può essere consegnata a mano.
COSA SUCCEDE SE NON SI REGISTRA IL CONTRATTO: Chi registra il contratto in ritardo deve pagare le relative sanzioni, ma non è tenuto al pagamento dell'imposta di registro per il periodo di durata dell'opzione. Inoltre, in caso di contratti non registrati entro 30 giorni dalla stipula del contratto o dalla sua esecuzione, nonché in caso di contratti registrati per un importo inferiore a quello effettivo e di comodati fittizi, l'articolo 3 del decreto sul federalismo municipale ha introdotto una specifica disciplina, secondo la quale: -la durata del contratto viene fissata in quattro anni, a decorrere dalla data di registrazione (volontaria o d'ufficio); -il contratto è rinnovabile come un normale 4+4; -il canone annuo di locazione è pari al triplo della rendita catastale, oltre l'adeguamento, dal secondo anno, in base al 75 per cento dell'aumento degli indici Istat. Se il contratto viene registrato tardivamente, l'imposta di registro è dovuta sulla base del canone stabilito dalle parti fino all'annualità in corso alla data di registrazione del contratto. Dopo la registrazione, l'imposta di registro viene calcolata sul canone come definito dalla nuova disciplina.
L'ACCONTO IRPEF 2011 RIDOTTO DALL'EFFETTO CEDOLARE: Per il primo anno di applicazione del nuovo regime, l'acconto Irpef è pari al 99% dell'Irpef relativa al 2010 che può essere "ripulita" dalla parte di reddito fondiario 2010 riferita agli immobili abitativi per i quali, nel 2011, il contribuente si avvale della cedolare secca per l'intero periodo di imposta. Se, invece, nel 2011 il contribuente si avvale della cedolare secca solo per una parte del periodo di imposta, questa situazione dovrà essere riportata come un "calco" nel periodo d'imposta precedente. A titolo di esempio se nel 2011 per determinati immobili abitativi il contribuente si avvale della cedolare secca solo per una parte del periodo di imposta (ad esempio per i mesi da settembre a dicembre 2011) non si dovrà considerare il reddito fondiario prodotto dagli stessi immobili nella corrispondente parte del periodo di imposta 2010 (nell'esempio nei mesi da settembre a dicembre 2010).
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/06/01/visualizza_new.html_842350573.html
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Salute, l'uso dei cellulari potrebbe causare il cancro. Pisani: "Sono doverose maggiori verifiche e ricerche. Nel frattempo adottare misure cautelative. Se sarà necessario avvieremo una class action"
L'uso del telefono cellulare potrebbe aumentare il rischio di ammalarsi di cancro. Lo ha affermato un gruppo di esperti dell'International Agency for Research on Cancer (Iarc)dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) a conclusione di una review sul tema tenutasi ieri. Il team di lavoro formato da 34 scienziati provenienti da 14 Paesi ha classificato le radiofrequenze dei telefoni cellulari e di altri strumenti di comunicazione wireless come "possibili cancerogeni per l'uomo". Nello specifico, secondo gli studiosi, l'uso dei telefonini può aumentare il rischio di glioma, un tipo di tumore cerebrale maligno, e di neuroma acustico, una forma benigna. "Stiamo ancora raccogliendo evidenze - ha dichiarato il coordinatore del comitato, Jonathan Samet della University of Southern California -. Finora sono sufficienti a classificare i campi elettromagnetici a radiofrequenza come agenti cancerogeni di gruppo 2B", ossia "potenzialmente cancerogeni per l'uomo". Ciò significa che "potrebbero esserci dei rischi legati all'uso dei cellulari, ma che dobbiamo continuare a monitorare con attenzione il legame fra telefonini e tumori", ha aggiunto Samet. Sulla base di questi studi il direttore della Iarc, Christopher Wild, ha evidenziato l’importanza di condurre ulteriori ricerche sull’uso massiccio dei cellulari e di assumere nel frattempo “misure pragmatiche per ridurre l'esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza, per esempio utilizzando gli auricolari o preferendo gli sms alle telefonate".Le conclusioni del gruppo di lavoro saranno illustrate nel dettaglio in una futura monografia della Iarc, mentre i risultati principali verranno pubblicati on line sull'edizione del 1 luglio di 'Lancet Oncology'.“L’allarme lanciato ieri dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul Cancro sulla possibile connessione tra l’uso di telefoni cellulari ed i tumori – afferma l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’associazione NoiConsumatori - dev’essere approfondito con ulteriori ricerche, controlli e verifiche al fine di ottenere conclusioni definitive in merito a questo scottante problema da molti anni oggetto di analisi e dibattiti. Nel frattempo crediamo fermamente nella necessità di adottare una politica di limitazione dell’uso dei cellulari soprattutto per quanto riguarda i bambini che sono in fase di crescita e che quindi sono più esposti ad eventuali pericoli. Usare gli auricolari ogni volta che telefoniamo o riceviamo una telefonata è uno dei consigli basilari che gli esperti danno in merito, oltre a quello di evitare le chiamate lunghe o quanto meno di cambiare spesso orecchio – continua Pisani –. Come associazione a tutela dei consumatori chiediamo al Ministero della Salute di imporre a chi produce telefonini ed altri apparecchi wireless l’applicazione sui prodotti delle avvertenze riguardanti i possibili rischi per la salute pubblica, così come viene fatto per i pacchetti di sigarette. L’uso degli auricolari, infatti, non è ancora molto diffuso tra i consumatori ma con le necessarie avvertenze si potrebbe contribuire in modo più incisivo e persuasivo ad una correzione del modo di usare i cellulari. Inoltre se la connessione cellulari-tumori venisse avvalorata siamo pronti ad avviare un class action in difesa di chi ha subito danni”.
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Fisco: Camera, stop a ganasce
Stop alle cosiddette "ganasce fiscali", cioé le riscossioni coattive, verso quegli imprenditori che per difficoltà economiche temporanee sono morosi verso Equitalia e gli altri enti di riscossione: lo chiede una risoluzione approvata con voto bipartisan dalla commissione Finanze della Camera.Il documento, a prima firma di Maurizio Bernardo (Pdl), chiede anche di togliere ad Equitalia la riscossione delle multe e riportarle in capo ai comuni. Il testo potrebbe diventare un emendamento al decreto Sviluppo.La risoluzione impegna il governo a "introdurre elementi di maggiore flessibilità nelle procedure di riscossione coattiva nei confronti di quegli imprenditori che dimostrino di non essere in grado di ottemperare alle scadenze fiscali e contributive per una temporanea difficoltà economica legata alla congiuntura negativa, attraverso un intervento normativo teso a rendere strutturale la possibilità di concedere al debitore un nuovo piano di rateazione, in caso di mancato pagamento di una o più rate determinato da un comprovato peggioramento della situazione di difficoltà economica del debitore stesso".Inoltre il governo dovrà rivedere la disciplina della riscossione degli importi "non significativi", cioé inferiori a 2.000 euro, in modo tale che l'agente della riscossione sia "tenuto semplicemente ad inviare al debitore solleciti di pagamento". Maggioranza e opposizione chiedono poi all'esecutivo di "rivedere il meccanismo di espropriazione sugli immobili, elevando a 20.000 euro l'importo al di sotto del quale non è possibile iscrivere ipoteca ovvero procedere ad espropriazione, prevedendo inoltre che, qualora il debitore risulti proprietario di un solo immobile nel quale abbia la propria residenza l'iscrizione ipotecaria sia necessariamente preceduta dalla notifica di una comunicazione preventiva che assegni al debitore stesso un termine di trenta giorni per effettuare il pagamento, prima che si proceda all'iscrizione del gravame".Per quanto riguarda poi il meccanismo di calcolo delle sanzioni tributarie, esso andrà riformato "in particolare escludendo forme di anatocismo, legate all'applicazione di ulteriori interessi sulle sanzioni e sugli interessi di mora maturati per il mancato pagamento dei debiti tributari, limitando la crescita degli oneri connessi ai ruoli esecutivi e rivedendo il meccanismo dei compensi di riscossione". Infine, in vista dell'attuazione del federalismo fiscale, la risoluzione chiede al governo "la riorganizzazione del sistema della riscossione coattiva da parte dei Comuni, verificando in tale contesto l'opportunità di concentrare l'operatività di Equitalia sulla riscossione dei crediti di natura tributaria e contributiva, lasciando al sistema della riscossione degli enti locali la competenza in materia di riscossione delle altre entrate di spettanza dei medesimi enti locali".
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/06/01/visualizza_new.html_842353550.html
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Ponte del 2 giugno, sulla Salerno-Reggio da oggi a lunedì, traffico da bollino rosso
Dal pomeriggio di oggi è previsto «traffico intenso» sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, «in occasione del ponte del 2 giugno, ultima fase dell'esodo di primavera», e domani e venerdì la circolazione sulla A3 sarà contrassegnata da «bollino rosso». Lo ha annunciato l'Anas, con un comunicato, spiegando che per fronteggiare la situazione saranno schierati 330 addetti e 85 mezzi. È previsto, inoltre, «traffico critico anche dalle prime ore del pomeriggio di domenica, 5 giugno, fino alla tarda mattinata di lunedì, 6 giugno, in occasione dei rientri dal lungo fine settimana». Le misure adottate dall'Anas fanno parte di un piano «condiviso con le prefetture di Salerno, Potenza e Cosenza», che prevede anche la riduzione dei «cantieri mobili e l'attivazione di postazioni multioperative». Domani e domenica, infine, i mezzi pesanti non potranno viaggiare dalle ore 7 a mezzanotte.
http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=151259&sez=ITALIA
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Udine. Pescato senza biglietto sul bus, contesta la multa: Equitalia blocca l'auto
Multato alla fine degli anni '90 perché senza biglietto sul bus: ora ha un debito verso l'Ente di 295.85 euro. Il passeggero protagonista della vicenda contestò la sanzione e oggi la Provincia di Udine ha deciso di resistere in giudizio, in ossequio alla linea di "tolleranza zero" nei confronti di chi viaggia senza ticket. A deciderlo è stata la Giunta provinciale, presieduta da Pietro Fontanini (Lega Nord): «Nonostante l'esiguità della somma - spiega Fontanini - abbiamo deciso di non lasciar passare, anzi, di incaricare un legale che rappresenti l'amministrazione dinanzi al Giudice di Pace di Napoli, dove l'utente ha presentato il ricorso. Sulla questione andremo fino in fondo: se è stata notificata un'infrazione è giusto che il cittadino paghi, altrimenti si crea un precedente - sottolinea - che legittima altri cittadini a fare altrettanto».Il passeggero, residente a Napoli, venne multato dall'azienda dei trasporti udinese Saf a fine anni '90 per non aver esibito il biglietto a bordo di un bus. La società gli notificò il processo di contestazione nel suo Comune, con la richiesta di pagamento di 95.700 lire, incaricando per la riscossione Equitalia, che ha disposto il fermo amministrativo dell'auto del trasgressore, contro cui è stato avviato ricorso al Giudice di pace di Napoli. Tra le motivazioni del ricorso vi sarebbe la presunta prescrizione del diritto di credito, con conseguente richiesta di condanna della società Equitalia al risarcimento dei danni come stress e patemi d'animo, perdita di tempo e spese non da sostenere per difendersi dall'arbitrarietà della pretesa.
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Il Cavaliere e il gelo con «Giulio» . Il sospetto: sta prendendo tempo
Vivono ormai da separati in casa, e Berlusconi non si cura più nemmeno di celare l’umor nero verso Tremonti: «La via per la ripresa è quella che ha indicato Draghi» diceva ieri il premier furibondo. Peccato per lui che Draghi non sia il suo ministro dell’Economia e che Tremonti viva le citazioni del governatore di Bankitalia come una sorta di mozione di sfiducia. Non è quindi un caso se nella tarda serata il premier sia dovuto ricorrere a una nota ufficiale per evitare un clamoroso divorzio con il titolare di via XX Settembre. Ma è evidente che la situazione sia diventata insostenibile, che le posizioni siano ormai quasi inconciliabili, specie adesso che il Cavaliere ha bisogno della riforma del fisco, definita «prioritaria», per rilanciarsi e rilanciare il proprio governo.
Quanto sia logoro il rapporto tra i due l’hanno potuto constatare ieri gli invitati alla festa della Repubblica, nei giardini del Quirinale, dove Berlusconi e Tremonti si sono ostentatamente ignorati. E sarà pur vero che il superministro ha promesso la riforma, ma la preoccupazione del premier è che «Giulio» vesta di qui in avanti i panni dell’imperatore Fabio Massimo, che si metta a fare il Temporeggiatore, che prenda cioè tempo così da allentare la pressione. D’altronde agli interlocutori che riservatamente gli chiedono conto dello stato dell’arte, Tremonti offre sì assicurazione sulla volontà di portare a termine il progetto, «la riforma la faremo», ma aggiunge che «non sarà certo una passeggiata», che «il problema è trovare le risorse per finanziarla», che ha in mente «varie opzioni», ma che «al momento» non c’è la soluzione. Lo scontro è nelle cose: perché Berlusconi sostiene che al ministro dell’Economia «non spetta decidere ma proporre». Giusto. Il problema è, appunto, che manca «al momento» la proposta. Se e quando arriverà, non è poi detto che l’iter sarà rapido, perché Tremonti— temono i fedelissimi del Cavaliere— potrà dilatare a proprio piacimento i tempi per scrivere la legge delega, e — dopo l’approvazione delle Camere — potrà dettare sempre lui il timing per redigere i decreti legislativi.
L’idea che le sue sorti personali e quelle del suo governo siano nelle mani del ministro dell’Economia, che tutto passi insomma per Tremonti, aveva indotto ieri il premier a reagire pubblicamente. Berlusconi confida di avere stavolta l’appoggio della Lega, dove Maroni ha dato voce al malcontento per la gestione della linea di politica economica che avrebbe inciso sul risultato elettorale. Quando il ministro dell’Interno ha spiegato che «non è Tremonti sotto attacco ma l’intera maggioranza», non ha fatto che rinnovare le critiche del suo partito, riflettendo gli umori della base, dei piccoli imprenditori che stavolta non hanno votato per il Carroccio in segno di protesta per le «vessazioni» subite da Equitalia e dall’Inps. Un malumore che si è avvertito ieri in Consiglio dei ministri tra i rappresentanti leghisti quando si è trattato di rinnovare i vertici dell’Agenzia delle entrate, additata come «la struttura che ci ha fatto perdere alle Amministrative».
Ma le esigenze di Berlusconi non collimano del tutto con quelle di Bossi, ed è in questo spazio che trova riparo Tremonti. Almeno per ora. Il superministro è nervosissimo, avverte l’assedio di Berlusconi e del mondo delle imprese, che usano la ricetta di Draghi— diminuzione del carico fiscale e tagli selettivi di bilancio— per indurlo a cedere. Perciò Tremonti reagisce ogni qualvolta sente citare il Governatore e ricorda che l’esecutivo è atteso a una manovra da 40 miliardi per tenersi in linea con i dettami dell’Europa sui conti pubblici. Una manovra che si preannuncia «impopolare», come lo stesso ministro dell’Economia ha spiegato a colleghi di governo del Pdl e della Lega. Ecco il motivo per cui Bossi si interroga su cosa fare, perché ripresentarsi dinnanzi al Paese con un simile provvedimento dopo la sconfitta elettorale non lo convince. Sta in queste contraddizioni il rischio per la tenuta del governo, le tensioni che attraversano la maggioranza: da una parte c’è il pressing di Berlusconi che vuole a tutti i costi la riforma tributaria, dall’altra c’è la volontà di Tremonti di onorare gli impegni sul bilancio dello Stato.
Così l’esecutivo rischia lo stallo, anzi il conflitto. Perché i fedelissimi del Cavaliere nell’esecutivo sostengono che si tratti di un falso problema e guardano con sospetto gli atteggiamenti di Tremonti. «I governi hanno ragione di esistere se governano» attacca Brunetta: «E senza le riforme un governo va in crisi. Ma in questa situazione, le ipotesi di esecutivi tecnici o di elezioni anticipate sono solo mosse avventuriste» . «La verità— prosegue il titolare della Pubblica amministrazione — è che per curare l’economia italiana non possono bastare gli antibiotici, cioè i tagli, che servono all’opera di risanamento per bloccare l’infezione del debito. Al Paese è necessario dare anche le vitamine, cioè le misure per lo sviluppo, necessarie per garantire la crescita. Lo dice anche Draghi» . E ci risiamo...
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Ocse: pil Italia primo tremestre fermo a +0,1%
Il Pil dell'Italia nel primo trimestre di quest'anno è cresciuto dello 0,1%, lo stesso livello dell'ultimo trimestre 2010. Su base annua, invece, la crescita italiana è rallentata, passando dal +1,5% del quarto trimestre 2010 al +1%. E' quanto rileva l'Ocse.
+0,8% PIL AREA EURO I TRIMESTRE, CORRE GERMANIA - Il Pil di Eurolandia è aumentato dello 0,8% nel primo trimestre 2011 rispetto al quarto trimestre dello scorso anno (+0,3%) e del 2,5% su base annua. E' quanto emerge dai dati dell'Ocse che rileva una crescita particolarmente forte per la Germania, salita nel primo trimestre al +1,5% dal +0,4% di quello precedente. Il Pil tedesco è aumentato anche a livello tendenziale dal +3,8% dell'ultimo trimestre 2010 al +4,8%.
PIL PRIMO TRIMESTRE STABILE (+0,5%) NONOSTANTE GIAPPONE - La crescita dei paesi Ocse si è mantenuta stabile nel primo trimestre di quest'anno, nonostante un'ulteriore contrazione del Giappone ed un rallentamento negli Usa: il risultato spiega l'Ocse nella sua consueta rilevazione, é da attribuire alla "forte accelerazione della crescita nella maggior parte dei paesi europei e in Canada". Il Pil dell'area Ocse ha continuato a salire dello 0,5% rispetto all'ultimo trimestre dello scorso anno. In Giappone si é registrata invece una nuova e maggiore contrazione, con il Pil sceso al -0,9% rispetto al -0,8% dell'ultimo trimestre 2010, "riflettendo in parte gli impatti del disastro naturale dell'11 marzo 2011". Negli USA la crescita è stata pari al +0,5% contro il +0,8% del trimestre precedente. Nell'Unione europea il Pil è salito dello 0,8% contro il +0,2% degli ultimi tre mesi del 2010. Su base annua, il Pil del primo trimestre dell'area Ocse ha registrato un progresso del 2,5%, in calo rispetto al +2,8% del quarto trimestre 2010. Tra i paesi del G7, la Germania ha messo a segno il maggior tasso di crescita del 4,8% e il Giappone il più basso al -0,7%
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/06/01/visualizza_new.html_842377550.html
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Agcom a Rai: piu' spazio a messaggi
Richiamo dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni alla Rai affinché collochi i messaggi autogestiti sui referendum del 12 e 13 giugno in modo da "garantire l'obiettivo del maggior ascolto, come previsto dalle disposizioni vigenti". Lo ha deciso oggi la commissione Servizi e Prodotti dell'organismo di garanzia - sentita la commissione di Vigilanza - che ha ritenuto "non conforme ai principi del regolamento" sulla par condicio la collocazione in palinsesto dei messaggi finora attuata dall'azienda.La commissione Servizi e prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, spiega una nota della stessa Agcom, "dopo un'interlocuzione con la commissione parlamentare di Vigilanza, ha ritenuto che la collocazione nei palinsesti dei messaggi autogestiti relativi ai referendum del 12 e 13 giugno, finora attuata dalla Rai, non è conforme ai principi del regolamento della Commissione sulla par condicio referendaria". L'Autorità "ha, pertanto, rivolto un richiamo alla concessionaria pubblica affinché realizzi una collocazione dei messaggi idonea a garantire l'obiettivo del maggior ascolto, come previsto dalle disposizioni vigenti. Nell'esercizio della sua funzione di vigilanza, l'Agcom, attraverso il monitoraggio della programmazione, verificherà l'osservanza del richiamo, nonché dell'invito già rivolto alla Rai ad incrementare l'informazione sui referendum. In caso di inosservanza, adotterà i conseguenti provvedimenti previsti dalla legge". Ieri l'opposizione aveva annunciato un esposto all'Agcom per chiedere "il rispetto delle disposizioni di legge", sottolineando che "il palinsesto organizzato dalla Rai con riferimento ai messaggi autogestiti" era "in contrasto con la normativa prevista dal regolamento".
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/06/01/visualizza_new.html_842380489.html
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La mancata produzione del DURC non è penalmente sanzionabile
Con la sentenza n. 21780 depositata il 27 maggio 2011 la terza sezione civile, in tema di abusi edilizi, ha annullato la condanna alla pena pecuniaria inflitta al titolare del permesso a costruire per non aver prodotto tempestivamente il Durc (documento di regolarità contributiva) dell'impresa subappaltatrice, così da provocare la sospensione dell'efficacia dei titoli autorizzatori. Con tale decisione i giudici di legittimità hanno spiegato che per le omissioni riferite alla trasmissione del documento unico di regolarità contributiva, cosiddetto Durc, il legislatore non ha inteso prevedere sanzioni penali che non possono essere surrettiziamente introdotte facendo ricorso alla previsione della citata norma di cui al testo unico in materia edilizia. La disposizione contenuta nell'articolo 44, primo comma lett. a), del Dpr 380/01 - hanno aggiunto gli Ermellini - è da ritenersi norma residuale in materia di reati edilizi e urbanistici che risponde all'esigenza di evitare che vadano esenti da pena condotte di aggressione al territorio che si traducono nella violazione sostanziale delle norme che prescrivono le modalità con cui possono concretamente essere effettuate le trasformazioni del suolo.
http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?cassazione-la-mancata-produzione-del-durc-non-penalmente-sanzionabile-af40d304deefb211754682e393ad5774
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Stop alla locazione a cinque anni dalla morte dell'usufruttuario
Il conduttore che contrae con un anziano accetta il rischio d'una restituzione anticipata dell'immobile
Il contratto d'affitto del cinema durava dodici anni, ma a meno di sei anni dalla firma del contratto stipula è dichiarato risolto. Com'è possibile? L'esercente non ha stipulato con il proprietario dell'immobile, ma con l'usufruttuario, che tuttavia muore dopo neppure un anno. Risultato: è valido lo sfratto intimato dalla società divenuta interamente proprietaria dell'immobile per il consolidamento dell'usufrutto e il contratto deve intendersi risolto alla scadenza del quinquennio successivo alla morte dell'usufruttuario. Lo precisa una sentenza depositata il 26 maggio 2011 dalla terza civile della Cassazione.
Interessi contrapposti
L'esercente del cinema all'atto della firma sa bene che la controparte non è il proprietario ma l'usufruttuario dell'immobile, il quale non gli nasconde affatto questa sua qualità: ne consegue che il locatore, stipulando un contratto con un anziano, accetta su di sé il rischio di una restituzione dell'immobile da effettuare in anticipo rispetto a quanto pattuito. Due le esigenze contrapposte da contemperare in questo da caso: da un lato il diritto del proprietario del bene, dall'altro la funzione sociale della proprietà; il primo ha carattere di assolutezza, dopo il consolidamento dell'usufrutto (grazie al quale il proprietario non è più «nudo»), e in quanto tale deve prevalere sul diritto reale limitato dell'usufruttuario, dante causa di chi ha preso in affitto l'immobile; la funzione sociale è garantita dalla circostanza che al conduttore restano cinque anni di tempo dall'estinzione dell'usufrutto, avvenuta per cause naturali, per cercarsi un altro posto dove esercitare la sua attività lavorativa: non si tratta, d'altronde, di un'abitazione familiare che impone un dovere di solidarietà sociale. Insomma: la norma di cui all'articolo 999 Cc prevale sulla legge 392/78.
http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?stop-alla-locazione-cinque-anni-dalla-morte-dell-usufruttuario-a514c0d1d04633b663e00e663e1351b8
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Stalking: Cassazione, l'offesa ad una donna che abita in un condominio turba anche altre donne dello stabile
Con la sentenza n. 20895/2011 la Corte di Cassazione allarga le maglie della fattispecie di "atti persecutori" prevista dall'art. 612-bis c.p, il neonato reato di matrice anglosassone introdotto nel nostro ordinamento nel 2009. Secondo i giudici di legittimità si pone in essere in un'ipotesi di "stalking condominiale" quando uno dei condomini perseguiti le altre abitanti dello stabile, in quanto donne, minacciandole di morte in ascensore o pedinandole. Secondo Piazza Cavour, il fatto che gli atti persecutori dell'uomo fossero rivolti nei confronti delle abitanti del condominio è sufficiente a generare un senso di turbamento anche nelle altre donne abitanti del condominio. Respingendo il ricorso di un condomino, condannato per stalking dai giudici di secondo grado, la Corte ha infatti sostenuto che non per forza il reato di stalking si integri ai danni di una sola persona ma addirittura ben può integrarsi in danno delle abitanti di un intero condominio. Secondo la ricostruzione della vicenda, un uomo aveva l'abitudine di terrorizzare le vicine di casa, perseguitandole e minacciandole, in quanto donne. Tale circostanza è bastata ai giudici di Piazza Cavour per dichiarare la legittimità della configurazione del reato di stalking: infatti ogni offesa in danno di una donna abitante del condominio turba in se ogni altra donna residente nello stabile. La Corte ha infine avuto modo di illustrare le sostanziali differenze tra la fattispecie prevista dall'art. 612-bis e l'art. 610 del codice penale: nel secondo caso, violenza privata, si ha una fattispecie nella quale, la violenza si sostanzia sia non solo nel costringimenti emotivi, come nello stalking, ma anche nella violenza fisica, obbligando la persona ad uno specifico comportamento.
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Infortunio sul lavoro: il direttore dei lavori non è responsabile del mancato rispetto della normativa anti infortunistica da parte dell'appaltatore
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 11757 del 27 maggio 2011, ha affermato che "in tema di appalto, è di regola l'appaltatore che risponde dei danni provocati a terzi ed eventualmente anche dell'inosservanza della legge penale durante l'esecuzione del contratto, attesa l'autonomia con cui egli svolge la sua attività nell'esecuzione dell'opera o del servizio appaltato, organizzandone i mezzi necessari, curandone le modalità ed obbligandosi a fornire alla controparte l'opera o il servizio cui si era obbligato, mentre il controllo e la sorveglianza del committente si limitano all'accertamento e alla verifica della corrispondenza dell'opera o del servizio affidato all'appaltatore con quanto costituisce l'oggetto del contratto". Perchè, quindi, possa configurarsi la responsabilità del committente è necessario che questi, esorbitando dalla mera sorveglianza sull'opera oggetto del contratto, abbia esercitato una concreta ingerenza sull'attività dell'appaltatore al punto da ridurlo al ruolo di mero esecutore. Sulla base di tali principi la Suprema Corte, nel caso di specie, ha ritenuto la decisione della Corte di merito - che giudicava il direttore dei lavori corresponsabile dell'infortunio occorso ad un lavoratore, al pari del direttore del cantiere, per non aver adeguatamente esercitato i suoi compiti di sorveglianza e controllo - basata su un errore di diritto in quanto disapplica i principi enunciati dai giudici di legittimità ed in particolare quello secondo cui "la responsabilità del committente nei riguardi dei terzi risulta configurabile solo allorquando si dimostri che il fatto lesivo sia stato commesso dall'appaltatore in esecuzione di un ordine impartitogli dal direttore dei lavori o da altro rappresentante del committente stesso - tanto che l'appaltatore finisca per agire quale nudus minister privo dell'autonomia che normalmente gli compete -, ovvero quando si versi nella ipotesi di culpa in ergendo, la quale ricorre qualora il compimento dell'opera o del servizio siano stati affidati ad un'impresa appaltatrice priva della capacità e dei mezzi tecnici indispensabili per eseguire la prestazione oggetto del contratto".
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