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  • Cetrioli made in Italy ed etichette in vista. In Italia niente panico per il batterio killer

    Il batterio killer che sta diffondendo il panico in mezza Europa, dopo i dieci morti in Germania per un ceppo molto aggressivo del batterio E.coli individuato in una partita di cetrioli provenienti dalla Spagna, al momento sembra lasciare tranquilli consumatori ed esercenti in Italia.

    Alla riapertura dei mercati, secondo un primo monitoraggio della Coldiretti, ''non si è riscontrato nessun effetto sui consumi di cetrioli ed altri tipi di verdure in Italia anche grazie alle positive rassicurazioni sul fatto che nessun caso di infezione legato ai cetrioli contaminati arrivati dalla Spagna è stato finora segnalato in Italia e all'avvio di controlli a tappeto sui prodotti importati".

    Niente panico per i cetrioli, dunque, nei supermercati italiani. Almeno in quelli di Roma. "A parte qualche frutto fuori stagione - spiega il direttore del supermercato Billa a Trastevere, Cristiano Valentini - le nostre verdure fresche sono tutte made in Italy". E in effetti, facendo un giro tra gli scaffali, la provenienza italiana dei prodotti è confermata dall'etichette apposte in ogni contenitore.

    Per il resto si punta sui controlli. A scopo preventivo sono stati sequestrati dai Nas 7 quintali di cetrioli, provenienti da Spagna e Olanda. ''Saranno fatti gli esami per vedere se si trova il batterio in questione. Entro 24-36 ore il sequestro verrà sbloccato", ha detto il ministro della Salute Ferruccio Fazio ai microfoni del Tg1

    Si attendono intanto per mercoledì i primi risultati dell'indagine preliminare in corso aperta dagli esperti della sicurezza alimentare Ue sui cetrioli infetti. Bruxelles "sta seguendo da molto vicino la situazione cercando di tenerla sotto controllo", ha detto la portavoce della Commissione Ue, Pia Hansen.

    Secondo i dati aggiornati a questa mattina in possesso della Commissione Ue sono 329 i casi di contaminazione in Germania, una trentina in Svezia, una decina in Danimarca e un paio in Gran Bretagna, Olanda e Austria.

    L'allarme batterio killer ha avuto immediate ripercussioni sui mercati europei. Il Belgio ha deciso di bloccare le importazioni di cetrioli provenienti dai distributori spagnoli sospetti. Stessa scelta dalla Russia. "Abbiamo dato ordine di bloccare tutto alle frontiere", ha affermato Gennady Onishchenko, un portavoce del governo. "Se la situazione non cambia fermeremo tutta la produzione di vegetali in arrivo dall'Unione europea".

    "La decisione sul bando alle importazioni è stata virtualmente presa - spiega all'agenzia Interfax Gennady Onishchenko, capo delle ispezioni sanitarie in Russia - considerando che non abbiamo ricevuto dalle competenti autorità Ue alcuna chiara spiegazione sulla situazione. Se non otterremo informazioni al più presto, disporremo il ritiro di vegetali crudi provenienti da Spagna e Germania e il bando alle importazioni".

    Il batterio Escherichia coli (EHEC) si propaga in forma inusualmente rapida e provoca forme di diarrea emorragica e coliche che possono provocare anemia, insufficienza renale e trombocitopenia.



    http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Cetrioli-made-in-Italy-ed-etichette-in-vista-In-Italia-niente-panico-per-il-batterio-killer_312075201681.html

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